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giovedì 19 agosto 2010

Chi era veramente Cossiga?


Una lunga frequentazione nei corridoi di Montecitorio e non solo per l'esponente dell'opposizione che accetta di rispondere alle nostre domande, pur dietro l'anonimato, per ristabilire un minimo di obiettività sulla figura del Presidente Cossiga.
Allora, è morto uno degli ultimi statisti?

No, andiamoci piano con le definizioni. Confondere "servitore dello stato" con "statista" è uno degli errori in cui si è incorsi di più in questi giorni. Cossiga era un fedele servitore dello Stato, su questo non ci sono dubbi. Però si apre un altro capitolo. Il Presidente emerito era un servitore di due padroni. Mi spiego. Tutto ciò che lui ha fatto in politica era volto indiscutibilmente alla salvaguardia dello Stato ma era spinto dal secondo livello a farlo anche con mezzi che potremmo definire al limite, se non oltre, della legalità. I suoi interventi in politica della sicurezza in anni in cui c'era chi metteva in dubbio il potere statale sono stati condizionati dall'appartenere, anzi dirigere, il secondo livello, quello che comunemente viene chiamato Gladio. L'anticomunismo che muoveva questo secondo livello lo ha portato a dare indicazioni che pur di mettere a tacere il movimento studentesco e, più in generale, una opposizione diffusa, per lui giustificava l'uso della violenza.
Il suo appartenere al secondo livello, come lo chiama lei, è anche la spiegazione al silenzio su tutti i misteri d'Italia?
Certo, nessuno speri che nelle quattro missive lasciate ci sia un minimo accenno a questi misteri. Come dire: chi vuole parli, io non l'ho fatto.
Quindi l'idea portante della politica di Cossiga era fermare il Partito Comunista?

Certo, perlomeno quel Partito comunista non ancora colpito, e poi suicidatosi, dal crollo del Muro di Berlino.
E come si giustifica l'appoggio al governo D'Alema?
Ormai c'era stata l'abiura dei post comunisti, l'antipatia per Berlusconi, come egli stesso ha più volte ricordato, e ci metterei anche una stima per D'Alema, lo hanno portato a una di quelle decisioni che tanto gli piacevano. Sconcertare per continuare a fare politica libero da lacci e laccioli, come si diceva una volta. Alla fine è rientrato nei ranghi dando la fiducia a Berlusconi.
Come giudica l'uomo Cossiga, che c'è di vero nelle descrizioni, al limite dell'elegiaco, di questi giorni?
Guardi, Cossiga era tutto e il contrario di tutto. Sapeva essere, come è stato detto, un uomo amabile, sapeva catalizzare l'attenzione e tenere avvinto l'uditorio con la sua parlantina, con quel suo accento sardo mai perso. Spiritoso, affabile, imprevedibile, l'amico che tutti vorrebbero a cena per tenere su la conversazione. Ma, sinceramente, con lui non ho parlato mai di politica a quattro occhi, mi sono sempre tenuto sul vago. Ogni volta ho avuto l'impressione che sarebbe stato capace di far partire un registratore nascosto.

Se cercate il testo di questa intervista sui giornali state certi che non la troverete mai. Me la sono inventata di sana pianta.

5 commenti:

il Russo ha detto...

Quando la fantasia è ben più veritiera (ma sempre molto edulcorata da ciò che è terribilmente stato)della realtà.

il monticiano ha detto...

E' vera ma è vero pure che non apparirà nelle TV e neppure nella carta stampata.

listener ha detto...

Quello che mi da fastidio, e specie a sinistra, è sentir commenti del tipo "però la vecchia classe politica (democristiana) era molto meglio dell'attuale (bluastra)"...per quella attuale provo schifo e vergogna per quella dei vari Kossiga e c. provo ancora rabbia e indignazione...a nessuna delle due legherò mai e poi mai alcunchè di positivo. Si fottano entrambe le due categorie.

Infine un capo di stato che si mette a delirare impunemente apre la porta ad un capo di governo delirante.

Bello il pezzo che hai scritto.

la Volpe ha detto...

bello davvero, Gap

silvano ha detto...

Bella tua intervista.
Ma il titolo del post...che cos'è una provocazione alla blasfemia e al turpiloquio?
ciao.