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mercoledì 11 agosto 2010

Cattedrali

Cattedrale. Un termine che ci accompagna dall'età della ragione e che ha sempre mantenuto un'aura di mistero e sacralità. Fin da piccoli, prima della Comunione, questo posto ammantato di religiosità ci sembrava una meta. "Farete la preparazione a Santo Stefano ma la Comunione e la Cresima nella Cattedrale". Prima di iniziare il cammino verso la santità (chi crede perdoni l'ironia) quella chiesa ci era sembrata sempre e solo più grande e nulla più. Ma l'accoppiata Vescovo-Cattedrale si avviava a essere un traguardo per le nostre giovani vite da salvare dal peccato. Abbandonata la retta strada abbastanza presto, delle cattedrali ci interessava solo l'aspetto architettonico e storico. Mirabili quelle gotiche per esempio, discutibili le neo-classiche, tanto per banalizzare. Ma non essendo degli esperti ci si accontenta/va di vedere e farsi piacere o meno ciò che si presenta/va ai nostri occhi.
Mai avevamo riflettuto sull'importanza della cattedrale nella letteratura. Forse sarà il caldo e la povertà di argomenti, non è vero ce ne sarebbero a bizzeffe, ma la curiosità mi ha spinto a cercare la parola cattedrale in un sito di una grande libreria, sono uscite fuori 24 pagine con 12 libri per pagina per un totale di 288 volumi. Una buona parte di questi sono pregevoli testi dedicati alla descrizione storico-architettonica e religiosa degli edifici di culto che tanta parte hanno avuto nello sviluppo delle società medievali. Un'altrettanta consistente parte sono libri di narrativa che incentrano la storia sulla costruzione di queste chiese. Ma, forse, il più famoso resta Assassinio nella cattedrale di Thomas S. Eliot sull'uccisione del cardinale Thomas Becket. Però, pensandoci bene, questo è un vezzo da simil-intellettuale di provincia. La cattedrale più famosa è sicuramente quella di Kingsbridge (a proposito, sapete che Wikipedia, la nuova Bibbia, nella voce che riguarda K. Follet lo dà come luogo immaginario e in un'altra voce indica un paese di circa 5.500 abitanti nel Devon cosa confermata da Wiki england che riproduce il testo dell'enciclopedia Britannica ma con 5.800 abitanti?) a cui Ken Follett ha dedicato qualcosa come 2.400 pagine, a seconda della edizione de I pilastri della terra e Mondo senza fine, una storia che si sviluppa nei secoli. Ci sarebbe da sperare, per alcuni, che Follett arrivi fino ai nostri giorni. A tale ipotesi altri potrebbero decidere di porre fine alla propria triste vita.
665 sono invece le pagine che Ildefonso Falcones ha impiegato per descrivere la vita, indissolubilmente legata alla costruzione de La cattedrale del mare, del piccolo Arnau nella Barcellona medievale. Le difficoltà della lotta contro il potere becero e ottuso dei signorotti medievali, gli intrighi e le passioni, le guerre inutili e la vanagloria dei re. La povertà e la solitudine, l'ascesa e la caduta che colpisce indiscriminatamente. Gli errori e il perdono. Tutto basato su un documento originale scritto da uno dei personaggi del libro. Una mistura di realtà e fantasia che tiene avvinti.

Evidentemente questi luoghi ispirano molto gli scrittori, infatti Frank Schätzing, autore del mirabile Quinto giorno (avete letto dei batteri del Mar Caspio che si cibano di metano?), ha avuto bisogno di ben 451 pagine per svolgere la trama de Il diavolo nella cattedrale, ambientato a Colonia all'epoca della costruzione della stessa. La morte di un personaggio legato a doppio filo alla sorte della Cattedrale, un complotto misterioso (altrimenti che complotto sarebbe?) che coinvolge personaggi eccellenti e popolino, l'immancabile sapiente e la lotta di classe. Stiamo parlando di letteratura storica comunque basata su documenti dell'epoca, quindi storie ben strutturate, descrizioni veritiere come luoghi e come usi e costumi. I due libri di Follett, godibili e avvincenti, sono ormai vecchi mentre quello di Falcones è ancora, per molti, una novità anche se in libreria c'è già il nuovo romanzo. Si può leggere, scorre veloce e appassiona. Come tutte le storie lunghe ha dei momenti di caduta, ma si superano sullo slancio. Il libro di Schätzing, invece, non è molto noto, o così mi sembra, e si può recuperare anche se scorre meno, più macchinoso e, pur essendo più breve, prolisso. Un'opera non al livello del Quinto giorno, ma comunque godibile in questi giorni estivi.
Stiamo parlando di libri non di Dan Brown, sia chiaro.
Altre cattedrali mi vengono in mente, una per tutte, quella di Munster citata nel libro "Q" di Wu Ming, per chi non lo avesse fatto, va letto. Molti sono i libri presenti in libreria con al centro una cattedrale, attenti alle bufale. Ma il discorso si allungherebbe oltre il lecito. Per chi ne avesse voglia, anche se non ci sono cattedrali, se non in maniera molto marginale, anche il libro di Silvia Di Natale La ragazza di Ratisbona è un ottimo esempio di letteratura storica. Anche qui un misto di realtà e finzione che ben si integrano dando vita a una biografia immaginaria molto veritiera.
Chissà che un giorno non torni per parlare delle Abbazie.

8 commenti:

la Volpe ha detto...

simpatico intervento che fa molto estate, non so perché :p

verso ken follett ho sempre provato un forte scetticismo... davvero me lo consigli? :|

Gap ha detto...

Volpe, anche noi eravamo scettici su Follett e gli scrittori di/da best sellers, tanto è vero che il primo libro che abbiamo letto di Follett è stato Mondo senza fine, poi abbiamo comperato quello che un po' a torto viene definito il primo capitolo. Non ti attendere un libro che cambia la vita, ma sicuramente, potrebbe farti passare delle piacevoli ore immerse in una lettura scorrevole. Metti un po' di tempo tra il primo e il secondo volume.

il monticiano ha detto...

Dei diciannove libri di Ken Follett che ho letto dal 2000 ad oggi - il primo dei quali fu "Il martello dell'eden" - tre di essi mi piacquero molto: Il codice Rebecca, Lo scandalo Modigliani e Il terzo gemello.
Adesso ho qui sul tavolo "Mondo senza fine". Ascolterò il tuo consiglio e lo leggerò: 1366 pagine.
Tutti forniti da mio figlio il quale si è lasciato sfuggire "I pilastri della terra".

loris ha detto...

...Dopo "mondo senza fine" proporrei un qualche saggio di letteratura erotica. Persona di mestiere Follet, ma dopo i "Pilastri della terra" forse ha scritto il seguito più per clausole contrattuali col suo editore piuttosto che per convinzione in ciò che raccontava e scriveva. Nella costruzione dei romanzi di Follet c'è sempre una pagina caratterizzata da fine e sapiente erotismo: amplessi durante trasvolate o in scenari aspri e selvaggi come le montagne Afgane.
In "mondo senza fine" quello che in altri romanzi è un inciso, diventa un filo conduttore sottraendo sicuramente spazio a quello che è il racconto storico.
Il pensiero estivo che mi sovviene è, se Follet raccoglierà la provocazione di Gap, di scrivere sino ai giorni nostri, quanto e come contestualizzerà nei suoi racconti l'erotismo odierno.
....personalmente un'idea mi viene.
Ops....non è più un pensiero estivo.

Marte ha detto...

Ho riletto più volte questo post, mi piacerebbe che interventi di questo tipo diventassero "l'argomento estivo per eccellenza".

Buon ferragosto a bipedi e pelosi.

Rouge ha detto...

Solo un saluto e una nota: quando hanno scritto Q il collettivo Wu Ming pubblicava ancora con lo pseudonimo aperto di Luther Blissett :)
Ciao buone letture.

Gap ha detto...

Luther Blissett
sarebbe stato troppo lungo spiegare!. Un saluto a te.

il Russo ha detto...

I Pilastri della terra m'ha fatto cacare, Q è uno dei romanzi più sopravvalutati degli ultimi 20 anni, Il nome della Rosa resta sempre "il romanzo".
Così, tanto per rompere un pò il cazzo e un pò per cultura generale....