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lunedì 7 giugno 2010

Valori da trasmettere

Ieri su Repubblica c'era una intervista a Walter Bonatti, se non sapete chi è ve lo andate a cercare, dove, tra le altre cose, diceva "Non mi dispiace non aver avuto un figlio, ne avrei fatto un disgraziato perché i principi che gli avrei insegnato non contemplano il denaro".
Non so se la nostra scelta di educare le figlie a valori diversi dal denaro ne hanno fatto delle disgraziate, penso sinceramente di no, ma non posso dare torto a Bonatti. La società che viviamo fonda tutto sull'apparire piuttosto che sull'essere. Per apparire ci vogliono i soldi che ti permettono di stare al passo con gli status symbol che ti elevano e ti inglobano nella massa.
Vista l'età di Bonatti penso che aveva ancora la possibilità di crescere un figlio con dei sani valori che non ne avrebbero fatto un disadattato. Sono i nostri figli, quelli che potrebbero essere i suoi nipoti, che sono disadattati (a detta della maggioranza rumorosa), quelli che hanno studiato o hanno scelto di non pensare solo a se stessi. Sono dei disadattati ma sono anche la nostra sola speranza di un futuro migliore.

***
Henning Mankell è uno scrittore e giallista svedese, il suo personaggio più famoso è l'investigatore Kurt Wallander che aiuta, chi legge le sue avventure, a capire la società scandinava e non solo a risolvere banalmente l'investigazione. Mankell è un bel personaggio, anche qui se non lo conoscete datevi da fare, e martedì 25 maggio sale su un aereo che lo porterà a Nicosia per potersi poi imbarcare su una delle navi del convoglio umanitario diretto a Gaza e che verrà assaltato dai soldati dello stato di Israele. Sempre su Repubblica di ieri c'è il suo resoconto dell'assalto. Dalla lettura estrapolo solo due frasi.
Alle congetture sulle reazioni del governo israeliano al tentativo di forzare il blocco, lo scrittore dice :"Naturalmente esiste anche la soluzione più sensata di lasciare passare la nave e permettere a Israele di riconquistare un po' della sua fama sempre più offuscata nel mondo".
Appunto, era la soluzione più sensata, quindi inattuabile per un governo che cerca lo scontro e l'imposizione delle proprie posizioni senza far nulla che tenda verso un processo di pace da tutti invocato. L a seconda frase è la diretta conseguenza dell'agire degli israeliani. "Improvvisamente penso che questo è qualcosa di cui non li perdonerò mai". Questo è il risultato di cui gli israeliani possono andare orgogliosi. Anche i più moderati iniziano a esprimere critiche più o meno dure verso Israele.

7 commenti:

RaffRag ha detto...

Caro gap, grazie. Per parte mia, ritengo che in Italia sia in atto una silenziosa rivoluzione culturale di matrice israeliana. Israele sta occupando spazi, ivi compresi i blog e Facebook, offrendoci il fascino della sua cultura e tacendo d'altro. Questa è una delle ragioni, l'ultima in ordine di tempo, per le quali sul mio blog propongo, e spero di continuare, oltre che poesie di poeti israeliani, anche opere di autori di cultura araba.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Almeno quello.
Hanno già gozzovigliato per troppi anni nell'impunità.

Martina Di Renzo ha detto...

A me Mankell piece un sacco, non sapevo fosse nella flottiglia ed in questo momento la mia stima per lo scrittore svedese sale a dismisura.
Per quanto riguarda i valori, ne parlavo proprio ora in un altro blog in cui si discuteva di paternita'. I miei figli in questo momento hanno bisogno di direzioni e di principi e tutto quello che ricevono dal padre invece e' denaro facile (che non possono ricevere da me anche perché non ce l'ho, per cui il dislivello e' ovvio). La mia e' una lotta ai mulini a vento, cerco di dargli la logica dell'essere ma non trovano un esempio di integrita' quando escono da casa mia e tutti i miei sforzi vengono dispersi al vento. E' un discorso che mi sta a cuore. E' semplice, se si ha la possibilita' finanziaria, allevare i figli mettendo costantemente la mano al portafoglio. Non richiede lo sforzo di rimanere coerenti ai propri ideali, o di costruire la propria vita attorno a principi che alla fine comunque generano una felicita' costante. La societa' dell'apparire da' felicita' effimera che non rimane attaccata alla pelle fino alla fine, proprio come una moda. Ti dico sinceramente che per i miei figli io sono preoccupata.
E' proprio vero: padri si nasce.

loris ha detto...

il massacro culturale è stato consumato quasi senza colpo ferire. Il massacro sociale uscirà da questa manovra finanziaria che il governo si appresta a varare.
Il silenzio che sento è per me assordante. Forse già io sono un disadattato.

Gap ha detto...

No, Martina, genitori non si nasce. Al massimo possiamo crescere con i nostri figli giorno dopo giorno, apprendere i loro bisogni e adeguarci e attrazzarci per poterli soddisfare e dare loro i mezzi per andare avanti con le loro gambe. sarei banale se citassi Nazım Hikmet, uno dei poeti più citati e meno letti. Ti parlo da genitore che a 21 anni si è trovato, per scelta, padre che ha iniziato un lungo percorso che non è ancora finito. Fa tutto parte di quella trasmissione di valori che non solo i genitori ma la società nella sua interezza dovrebbe essere in grado di trasmettere. Nella nostra società, occidentale? capitalista? scegliete voi l'aggettivo, non si è più in grado di dare valori generali ma solo valori legati al momento, al contingente e che valgono un limitato tempo.
La scelta di mankell, e come lettrice sarai d'accordo, non è solo risolvere e scrivere gialletti, saprai delle sue scelte, del Mozambico e della sua analisi sociale, trasmette valori e li trasmette anche con la scelta di essere sulle navi del convoglio perché non è un disadattato e non lo siamo noi che ancora scriviamo come sappiamo e come possiamo, caro Raf, per smuovere questa palude che ci avvole sempre più.

Forse mi sono perso un po' per strada e sono uscito fuori tema. Riannodate i fili se potete.

Esploratore ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Esploratore ha detto...

"Non mi dispiace non aver avuto un figlio, ne avrei fatto un disgraziato perché i principi che gli avrei insegnato non contemplano il denaro".
Peccato che chi figli non ha è meglio che taccia; gli avrei risposto così, se avessi potuto.
E' vero bisogna essere e non apparire..., peccato che nel mondo ci sono troppi che ipotizzano e giudicano senza sapere... Non è forse anche questa una forma dell'apparire???, almenochè non siano VERI così (poveri loro se così è).
Passavo di qui e ho letto qualcosa: bel blog sia per la grafica che per i pensieri:io penso che le "campane" vanno ascoltate tutte...