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sabato 5 giugno 2010

Spigolature

E così lo Stato di Israele è andato avanti con i suoi propositi in spregio al buonsenso, alla politica, agli appelli umanitari. Dopo l'assalto e i morti, dopo il tono irridente del loro premier, dopo la diffusione di un video di pura disinformazione e uno ignobile di derisione, hanno sequestrato la nave irlandese con gli aiuti umanitari per la Striscia di Gaza. Certi della loro impunità, appoggiata all'ONU da USA, Italia e Olanda, continuano con la loro politica di invasione e silenziosa, ma non tanto, annessione degli ultimi spazi a disposizione dei palestinesi.
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Mi sono fatto un giro nei blog per vedere se qualcuno commentava la trasmissione "La grande storia" andata in onda ieri in prima serata su Rai Tre dedicata alla "propaganda" del regime fascista. Tra quelli che ho visitato nessuno ne parla. Ed è un vero peccato. Citandomi, potrei dire che da settembre 2009 scrivo post sulla creazione del consenso, sui metodi adottati dal fascismo per silenziare la stampa e ponevo l'accento sulle similitudini con i tentativi di questo governo. Ho citato storici, scrittori e politici. Perché lo dico? Non lo so, forse perché penso che si sono lasciati passare mesi senza fare nulla o molto poco. Legge bavaglio, riduzione degli spazi alla Dandini, taglio del 50% delle trasmissioni di Saviano, la ghettizzazione di Rainews 24 e altro ancora, una informazione meno libera per uno stato più forte ma meno democratico.
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Intanto all'Isola dei Disoccupati festeggiano i cento giorni. Tristi e sconvolgenti le dichiarazioni degli operai, giovani e meno giovani, colà autoreclusi. Tristi e scoraggianti gli appelli a maggioranza ed opposizione per fare qualcosa affinchè si allevino le difficoltà dei lavoratori italiani.
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Intanto S.B. compra un'altra villa, questa volta all'Olgiata (Roma) destinata alla figlia, per almeno 1,8 milioni di euro. Sicuramente per lui la crisi non c'è e non c'è mai stata.
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E ora che Francesca Schiavone gioca la finale al Roland Garros ce la fanno vedere in televisione. Siamo sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori in vista della dirittura d'arrivo, mai prima.
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Ancora sulla Antonelli. Ma i suoi colleghi, coloro che hanno lavorato con l'attrice, in questi anni di decadenza dove erano? Possibile che nessuno sapesse delle disavventure personali dell'attrice? Nessuno che in questi anni abbia letto i giornali per poter intervenire prima senza esporre la donna alla commiserazione di tutti? Di solito alla commiserazione si espongono i pensionati che rubano nei supermercati o i disoccupati che progettano rapine e vengono presi con le classiche mani nel sacco o tutte quelle persone che stanche e depresse si dichiarano sconfitte e fanno l'estremo passo. Qualcosa, anzi, molte cose, in questo paese non hanno più una logica.

5 commenti:

il ricciolo ha detto...

la schiavone in tv? dove? comunque deve ringraziareche la sua avversaria in semifinale si è fatta male... stami ben. andrea

il monticiano ha detto...

Notato quanto degli aspetti di quel periodo fascista circa la propaganda siano molto simili a quelli attuali?

Da non perdere la puntata del 10 giugno de "La grande storia" sull'entrata in guerra dell'Italia.
Stesso giorno, stesso mese, anno 1940
e io, in una Piazza San Giovanni deserta ascoltai la voce del benito dagli altoparlanti fissati sui palazzi intorno.

silvano ha detto...

Ieri sera pure io ho visto la puntata della grande storia (meglio ne ho vista una parte).
Le assonanze con la propaganda d'oggi ci sono e copiose. Quello che più m'ha colpito e m'ha mostrato l'ITAGLIA, quella immutabile e deleteria, è stato quando, appena caduto il fascismo, il cambio delle casacche sia stato instantaneo da parte dei gioranlisti, della borghesia grande e piccola, della nomenklatura pure da parte dello speaker dell'Istituto Luce. Quando meno drammaticamente (mi auguro) il berlusconismo si easaurirà bisognerebbe che ad annunciarlo con gioia non fossero i Mimun, i Minzolini, i Rossella, Fede e la sterminata servitù cantante.
Ma è un'illusione, vero Gap?

Marte ha detto...

Io, La Grande Storia, m'ero ripromessa di non vederla. Poi..ho capitolato sul finale.

Non volevo vederla perchè come si crea il consenso è materia d'ogni giorno, lo vedo negli atteggiamenti dei miei consimili, nel vivere quotidiano.
Poi alla fine, prevale una sorta di atteggiamento "antropologico". Come dire: facciamo finta d'essere degli studiosi e vediamo come si evolvono gli eventi.

Io, ieri sera, dopo una giornata "dentro la propoganda" alla fine mi sono detta: impegnarsi per questo tipo di gente non vale poi molto la pena.
Pensiero tristissimo per concludere una giornata.
Ma tant'è...

la Volpe ha detto...

grazie per le riflessioni, Gap. è sempre un "piacere" (amaro) leggerti. io non riesco quasi a vedere tv italiana all'estero, ma magari proverò in internet a riprendere i documentari.