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sabato 26 giugno 2010

Non siamo più l'Italia di una volta

Nel 1966 avevo dieci anni, bei tempi, ero ancora piccolo e ingenuo e credevo che l'Italia non sarebbe mai stata sconfitta da una squadra come la Corea del Nord. Invece accadde, come hanno ricordato tutti in questi giorni. Quindi inutile tornarci su, anche i più giovani sanno ormai chi è Pak Doo Ik
e quali atroci risultati vennero dopo il suo gol.
Ricordo che al loro ritorno in Italia i calciatori della spedizione nella perfida Albione vennero accolti a pomodorate e uova fradicie da una folla, circa mille tifosi, abbastanza inferocita. Fu allora che scoprii che Genova aveva un aeroporto e che si chiamava Cristoforo Colombo, mi colpì l'accostamento di un marinaio con il volo.
Da quel lontano 1966 sono cambiate molte cose, non siamo nemmeno più in grado di andare a tirare uova marce e pomodori. La decadenza avanza e abbiamo lasciato a pochi tifosi, quattro gatti spelacchiati e randagi, il giusto compito e che si sono sfogati a parole, per fortuna.
D'altronde se non ci si indigna e non si scende in piazza per la situazione politica ed economica, perché preoccuparci tanto di un torneo di calcio?

11 commenti:

Bastian Cuntrari ha detto...

Nel '66 ero troppo piccola per andare a tirare uova marce e pomodori. Oggi sarei abbastanza grande (ho recentemente raggiunto la maggiore età, mica altro...) per farlo, ma non mi tratterrei dal tirar ben più di qualche ortaggio marcio. E per una Nazionale come quella che abbiamo visto (visto????), la galera non la rischio certo. Ma me rode tanto er chiccherone, Gap!

O.T.: parola di verifica "TOWNSESS". Ma sì: stasera in città famolo strano!

Nonno Gino ha detto...

Eh, bei tempi.... un tempo!
Che nostalgia!
La sinistra era davvero di sinistra e noi comunisti leggevamo L'Unità....
Ora devo svuotare la 'padella'!
A presto :-)

il monticiano ha detto...

Amara constatazione finale, ma è la verità.

Martina Di Renzo ha detto...

Sono l'unica in tutta la blogosfera a cui di questi mondiali non gliene frega proprio niente?
;

listener ha detto...

Io ho il rugby a consplarmi, non siamo certo forti, ma lo stile e l'impegno...e la birra.

loris ha detto...

Ricordo la partita Italia Corea ma non ricordavo che erano rientrati all'aeroporto di Genova.
Leggendo il tuo post mi è venuta comunque immediata una riflessione.
L'aeroporto in realtà,pur facendo parte della "grande Genova" voluta da Mussolini nel 26, ricade in parte sotto il territorio di Sestri Ponente. Questo per dire che in lancio di pomodori e uova c'è una certa tradizione. Si narra che volendo tirare uova marce a persone particolarmente basse e circondate da guardia-spalle molto alte, alcuni si siano specializzati nel lancio a "conchetta".
...La "narrazione popolare" racconta che pure negli avvenimenti raccontati nel video di cui allego il link sia stato adottata tale tecnica.
http://www.youtube.com/watch?v=Bm60y6e9rKs&feature=related

Luz ha detto...

@ Martina:
no, nella blogosfera siamo in due!!!!

Chica ha detto...

no...siamo almeno 4...plissssss...fateme posto...;)



Gap: hai delle parole di verifica allucinanti e lunghissimo....ti ci posso mettere una bombetta???

Chica ha detto...

..sbagliai a cuntari!!! siamo 3..:-PP

Marte ha detto...

va beh Chica, se ci metti pure me siamo in 4 :)

A me quello che lascia sempre più stupefatta è il "parlaparla".
Puntante intere dedicata alla disfatta azzurra per mano slovacca (non che avesse brillato contro gli altri)ma nient'altro.

Nessuno lancia pomodori e nessuno pretende che questi qua, come i francesi, non si prendano un soldo viste le pessime prestazioni.

@enio ha detto...

nel 66 mi diplomavo all'ITIS e il calcio era solo quello che praticavo, quello dilettantistico... quello mercenario mi ha sempre interessato poco e pertanto non potevo essere lì a tirare uova marce!