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venerdì 4 giugno 2010

Donne italiane

Che ci si mobiliti e si invochi una legge dello stato per aiutare Laura Antonelli, che tanta parte ha avuto nella vita di ragazzini, ragazzetti, giovinetti, giovinotti e uomini fatti e ha raccolto anche tanta attenzione (invidia) da parte delle donne, può anche farmi piacere. Aiutare una persona in difficoltà è sempre lodevole. Mi auguro quindi che questo governo non perda tempo nel decidere.
Vorrei, però, che fosse aiutata anche la maestra che ha cresciuto con senso di responsabilità intere generazioni di marmocchi mocciolosi e piangenti. Che ha insegnato loro a leggere e far di conto e che ora hanno raggiunto un posto nella società.
Vorrei che fosse aiutata quella contadina che ha raccolto tonnellate di pomodori e fagiolini che ci hanno permesso di mangiare cibi sani e nutrienti.
Vorrei che fosse aiutata quell'operaia che ha prodotto tante di quelle calze che hanno permesso alle donne di pavoneggiarsi nei confronti dei maschietti o semplicemente vestirsi.
Come vorrei che fosse aiutata l'operaia che ha prodotto tazze da bagno che ci hanno permesso di espletare i nostri bisogni con tranquillità e in ogni dove.
Come vorrei che fossero aiutati quei pensionati che vivono con la stessa identica pensione dell'Antonelli senza però aver mai avuto la possibilità di guadagnare la stessa somma di denaro per il loro lavoro. Hanno influito di più nella nostra vita quelle lavoratrici e lavoratori in questione che non l'attrice, di film leggeri a essere gentili, che ha avuto solo una particina nella storia del cinema.

Immaginatevi se negli altri paesi l'approdo alla finale di un torneo di tennis dovesse avere lo stesso spazio e gli stessi toni che l'impresa di Francesca Schiavone ha avuto sui media italiani. In America non si parlerebbe di altro così come in molti altri paesi. Complimenti a Francesca Schiavone e alle sue colleghe che tengono alto il nome del tennis italiano, ma occorre chiedersi perché fa tanto scalpore che una italiana raggiunga una finale al Roland Garros o a Wimbledon o dove altro sia al punto da dover chiamare la sua "una impresa". Chiediamoci qual è la politica dello sport di questo paese dove regna incontrastato il calcio, più parlato che giocato, che ad ogni apertura di bocca di questo o quell'allenatore o calciatore si riempiono pagine e pagine di giornale e settimanali sportivi. Dove è la cultura dello sport nella scuola? Dove il tennis a prezzi popolari? Quante le piscine ancora gestite dai comuni e non date in appalto ai privati per monetizzare anche l'esigenza di sport dei bambini e ragazzi?
Il giorno che finiremo di stupirci delle vittorie negli altri sport forse vorrà dire che abbiamo dato il giusto spazio al calcio.

7 commenti:

loris ha detto...

Condividendo senza eccezioni la richiesta del'applicazione per l'Antonelli della "legge Bacchelli" constato come nuovamente la rilevanza mediatica serva a deviare dalle problematiche quotidiane. Una "Antonelli" con 500 euro al mese (la stessa pensione che prenderei io, oggi, versando congrui contributi nel buco nero della gestione cassa separate dell'Inps) incontra maggiore patos che le centinaia di migliaia ... che la pensione forse non riusciranno neanche a vederla.
Inoltre,l'accoglimento della richiesta di applicazione della "Bacchelli" darà modo al governo di mostrare quanto a lui stia a cuore la condizione della Antonelli e per inevitabile logica (perversa contorta e falsa) di tutti i pensionati italiani.

il monticiano ha detto...

Hai fatto l'analisi dura, giusta, spietata di come vanno le cose qui in Italia.
Io non ci sarei mai riuscito a farla in maniera così esatta.
Condvido il contenuto? E te credo!

Punzy ha detto...

io non so manco se arrivero' alla pensione
e mia zia, invalida, si e' vista ridurre la pensione, passando dal 100% di invalidita all'85%, rimanendo peor', per l'INPS, inabile al lavoro
senza pensione e senza poter lavorare

bah

condivido Gap, aiutiamo le donne, tutte e senza distinzioni

Luz ha detto...

Che te lo dico a fare che sono d'accordo? Però sì, più siamo e meglio è!!!!

la Volpe ha detto...

e allora te l'appoggio

Martina Di Renzo ha detto...

Mah, in Irlanda se sei un artista (di qualsiasi tipo) sei esentato dal pagare le tasse per cui non metto becco sulla storia della Antonelli, che tra l'altro non sapevo, me la sono andata a cercare per curiosita' dopo aver letto il tuo post.
Vorrei pero' fare un commento veterofemminista (tanto per cambiare :D). Le donne che si riducono come la Antonelli sono purtroppo tante, ed in tutto il mondo, a prescindere dalla nazionalita'. Si riducono cosi' per svariati motivi (non so quali siano quelli della Antonelli), prima di tutto perché si sono sacrificate tutta la vita a favore di altri (marito e figli, ed anche genitori anziani o invalidi) e se la pensione del consorte viene a mancare per qualche motivo,si ritrovano in mutande. In tutto il mondo, donne che si sono annullate per lavoro initerrotto di cura, o perché sottopagate -perché cazzo, che dir che se ne voglia noi guadagniamo sempre meno degli uomini nelle percentuali di tutti i paesi a parita' di posizione lavorativa. O perché hanno dovuto rinunciare alla loro vita per un uomo che non ha alla fine neppure detto grazie ed alla fine le ha lasciate con il culo (scusate il dolce stil novo) per terra.
Io avessi avuto gli introiti della Antonelli mi sarei fatta degli investimenti, anche di piccola natura, per assicurarmi una vecchiaia indipendente, ma non so cose le sia successo, non metto becco. Penso invece alle donne, che hai anche dipinto tu nel tuo post, che hanno vissuto con poco e che muoiono con niente.
E mi viene una gran rabbia.

luly ha detto...

Condivido anch'io, caro Gap, eccome se condivido! Ci sto dentro, come tanti, fino al collo....e forse di più.
Baci.