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lunedì 21 giugno 2010

Compagno di chi ...

Certo che è difficile vivere. Non bastassero le preoccupazioni giornaliere, economiche, di salute, politiche e altro ancora ed ecco, dopo aver perso del preziosissimo tempo a fare un ricco post domenicale, che la politica, o presunta tale, ti costringe a fare gli straordinari.
Nemmeno lontanamente l'attore Fabrizio Gifuni (Stefano Ceccanti, veltroniano, ha definito le parole di Gifuni, con molta sufficienza "estremismo dei ricchi", dovrebbe leggersi un po' di storia del movimento operaio per ritrovare in quelle pagine molti ricchi, borghesi e finanche nobili) si sarebbe immaginato, iniziando il suo intervento con "Cari compagni e compagne", di mettere in crisi, ove ce ne fosse bisogno, il Pd. Subito qualche giovane, con qualche ragione dal loro punto di vista, a chiedere che certe espressioni vengano cancellate dalla storia del Pd e, di conseguenza, dei suoi antenati. Antenati che per larga parte vengono dal glorioso partito comunista che ha cambiato nome come un serpente la pelle. Gli ex democristiani, che si chiamavano con un più anonimo "amico", sono già espatriati verso altri lidi (Udc, Pdl, Mastella, con Rutelli e altri fiumiciattoli che spariranno alla prima occasione, dimenticavo la Dc di Rotondi).
Hanno ragione, hanno venti anni e nemmeno sanno cosa vuol dire la parola compagno. Una parolina che racchiudeva in sé una enormità di significati che andavano dalla comunanza di idee alla speranza in un avvenire migliore per tutti e non per pochi. Chiamare "compagno/a" qualcuno era dare un valore alla persona, voleva dire che era una persona di cui ti potevi fidare e su cui potevi fare conto nei tuoi momenti di difficoltà.
Era bello sentire chiudere i comizi con un "Compagni al lavoro e alla lotta" che racchiudeva un mondo vasto, composito e pieno di valori. Pur nella nostra diversità di vedute, mettiamoci al lavoro per migliorare questa Italia. Che dire, si chiamassero come vogliono ma si dessero una svegliata e passassero ai contenuti, ai valori che hanno perso per strada rinnegandoli invece di preoccuparsi di come chiamarsi e di cambiare simbolo e segretario un giorno si e l'altro pure.
Idee ci vogliono, e forti, per ricompattare un partito che si sta spegnendo in mille rivoli come un torrente di montagna che esce dall'argine. Finisce nella terra senza mai arrivare a valle e, quando ci arriva, in quelle condizioni, fa solo del male.
D'altronde, pur come esagerazione, si è arrivati a chiamare Gianfranco Fini compagno solo per aver detto delle cose di una banalità sconcertante ma che assumono un valore esagerato in questo Paese che normale non è. Dopo le ultime prese di posizione sulla Lega, che faranno? Gli proporranno la segreteria del Pd?
Certo, pur apprezzando il cammino dell'ex segretario di An, allievo di Almirante (cari giovani se non sapete chi sia andatevi a cercare una sua biografia), non potrei mai chiamarlo compagno.
Senza andare a cercare il significato latino della parola, cosa peraltro fatta da diversi giornalisti, in quel termine, compagno, c'è un mondo, un mondo di speranze e di ideali che, personalmente, non rinnegherò e che tengo e terrò sempre presenti nel mio cammino.
Compagni al lavoro e alla lotta, c'è da riconquistare il terreno perduto.

4 commenti:

Chica ha detto...

...quasi fosse un insulto!...mi ha fatto un gran male sentire questa cosa, così come mi aveva emozionato ieri leggere di quell'intervento....che giornata strana oggi, caro Gap...io sto scrivendo qualcosa di simile, per ora solo in bozza (complice una telefonata con mia madre che mi ha suscitato questi ricordi)proprio su quegli anni , dove essere chimati Compagno/a significava "appartenenza" "lotta" "valori"....e scusa se lo dico a mmodo mio ma, questi, "giovani" scandalizzati, non hanno veramente capito un cazzo!
Mi chiedo, adesso, stasera, se è valsa la pensa prendere un mucchio di botte dalla celere per lasciare questà eredità, quasi schifata....
Mi auguro, a questo punto, che loro un giorno debbano prenderne altrettante per riconquistare quello che stanno perdendo e abdicando...e chissà se avranno il coraggio, le palle, per farlo....

la Volpe ha detto...

caro compagno ti scrivo, sono stato lontano per un po' dalla rete a causa della vita reale, ma eccomi qui. buone cose a te e consorte

Ernest ha detto...

Fiero di chiamarti compagno e di farmi chiamare, di andare alla lotta e continuarla.

listener ha detto...

Compagni di disoccupazione, compagni che non arrivano a fine mese, di giovani interinali e di persone di mezz'età che nessuno vuole impiegare. Compagni di operai ricattati e nuovamente sfruttati, Di tutti i marginali e gli emarginati. Compagni di chi legge ancora libri e non opuscoli amorosi. Compagni di si spacca il culo e viene chiamato in banca perchè in rosso di poco o di molto, e minacciato.
Compagni di chi raggiungerà prima le ceneri, poi la pensione. Compagni di chi si ricorda di essere vissuto in un paese che produceva cultura reale e non reality. compagni di quelli strani, diversi. difficili da comprendere.

Amico di pochi, contro gli amici di tanti.