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martedì 20 aprile 2010

Il valore della memoria

L'uomo ha una formidabile memoria, cioè, tutto quell'insieme di conoscenze che gli deriva dalla capacità di utilizzare simboli di varia natura, in estrema sintesi, la memoria è frutto del linguaggio e della cultura. Nell'antichità ci si basava sulla memoria orale, poi si sviluppò la scrittura, in seguito la fotografia e il cinema. I mezzi che contribuiscono a formare il linguaggio si sono arricchiti, quindi, con l'evoluzione dell'uomo e le sua aumentate capacità e conoscenze anche scientifiche.

Ma quello che manca nel nostro Paese al giorno d'oggi è la memoria storica, anche a breve termine. Questa mancanza di memoria fa si che aumentino i negazionisti dell'eccidio degli Ebrei, gay, zingari e altre categorie nel corso della seconda guerra mondiale. Quelli che potremmo chiamare ricordi vengono annullati anche quando ci si rapporta con il problema immigrazione. Purtroppo ci siamo dimenticati dei bastimenti di emigranti verso lidi lontani per trovare migliori condizioni di vita e non cogliamo appieno la portata del dramma di coloro che tentano di approdare sulle nostre sponde in cerca di fortuna. La mancanza di memoria ci porta a dimenticare che una volta la scuola era per pochi e non per tutti, i poveri erano solo braccia da destinare ai lavori che avrebbero permesso al ceto superiore di vivere sulle fatiche degli altri.

La negazione e la rimozione fanno si che si sia intrapreso un cammino revisionistico anche per la guerra di Liberazione. Uno dei pochi periodi storici di cui gli italiani dovrebbero essere orgogliosi. Questa è la situazione dell'Italia ai nostri giorni. Un Paese governato da coloro che tutte queste cose le hanno rimosse e che, almeno in parte, negano. Siamo governati da gente che in base ad un presunto bisogno di sicurezza pone e dispone, e vorrebbe anche di più, delle vite degli altri. Quasi sempre persone che non hanno o non possono difendere i loro diritti di esseri umani. Si agisce in disprezzo della Carta dei diritti dell'Uomo a cui tutti, almeno a parole, ci dovremmo attenere. Sarebbe lungo l'elenco delle malefatte da un po' di anni a questa parte. Il bisogno di pochi viene fatto passare per un bisogno di tutti.

Un solo esempio. Quanti italiani hanno paura di essere intercettati? Solo coloro che sanno di aver fatto qualcosa di poco lecito, gli altri dovrebbero essere contenti che con questo mezzo si possono assicurare alla giustizia colpevoli che altrimenti resterebbero impuniti.

Coloro che ci governano dovrebbero avere come primo e principale obiettivo il benessere del popolo, dovrebbero legiferare per salvaguardare il lavoro, la scuola e la sanità per tutti. Ma ciò non avviene e il popolo, fidandosi di false e irrealizzabili promesse di impunità per tutti, continua a premiare chi agisce nell'interesse di pochi a discapito della maggioranza.

Abbiamo perso la memoria che un periodo di tal fatta l'abbiamo già passato e pagato.


Scritto per il giornale Pace e Tempesta

7 commenti:

Ernest ha detto...

Il potere non va d'accordo con la memoria, cerca di appropiarsene e di modificarla. Ed è proprio quello che sta succedendo a noi, nel nostro paese, si fanno passare provvedimenti come le intercettazioni come bene per tutti quando in realtà è solo un bene per pochi per coprire i pochi. Nella nostra memoria sta scritto come lottare queste persone, come andare avanti, ma la maggior parte dei cervelli è già stata plasmata e nello spazio dove c'era la memoria ha messo un'enorme cartellone pubblicitario.
un saluto

Martina Di Renzo ha detto...

Gli italiani hanno la memoria corta, sempre sostenuto. Ma anche, leggono poco e lasciano la televisione (di Berlusconi) troppo accesa. C'è paura non solo dell'intercettazione ma anche della discussione, dello scambio di idee. Guarda, ne parlavo proprio ieri con un collega qui che è appassionato di cultura e politica italiana. Mi ha dato un dvd da guardare, una copia del famosissimo documentario BBC "The Berlusconi Show" che analizza il potere mediatico del suddetto e che lo fece incazzare così tanto - infatti gettò strali e minacce anche a quei bolschevichi della televisione inglese, 'azz ma ci mangiamo i libri di Marx a colazione a queste latitudini.
Di questo documentario ho solo visto degli stralci, ma è potente, lo guarderò con calma nel weekend. Berlusconi viene paragonato a Mussolini, le sue espressioni facciali, la sua postura, il suo modo di indirizzare la gente viene analizzato e paragonato (combacia alla perfezione) fotogramma per fotogramma.
Lo fanno gli inglesi, appassionati di storia ed analisi politica, perché è così evidente, ovvio, come sparare sulla croce rossa.
Gli italiani invece non se ne sono accorti. E lo votano pure in massa.

listener ha detto...

Sinceramente vedo gli italiani come il sintomo più evidente di una memoria universale affetta da dimenticanza progressiva acuta.
Ogni giorno un pezzo di storia mondiale viene rimossa, dimenticata, oltraggiata da nuove violenze e nuove anchilosi dei diritti del 1789 e conseguenti.
L'unica differenza è che gli stupidi, gli italiani, fanno sempre più in fretta a mettere in atto le malattie endemiche e se ne fanno vanto e vestito.

Anonimo ha detto...

Vorrei andare controcorrente. Siamo certi che gli italiani (ma cosa poi significa italiani?, o meglio i sostenitori di Berlusconi siano privi di memoria? Io non lo credo affatto e non credo comunque che la partita decisiva sia quella di ricordare di più. Le memorie sono sempre slezionatrici di eventi (sono memorie contrapposte). I berlusconiani non hanno affatto bisogno di dimenticare, ma ricordano molto bene il Ventennio e ne danno un giudizio moderatamente positivo (come il loro leader). Conseguentemente molti dei sostenitori del PDL seguono i loro interessi e le loro passioni e sono pertanto razionali nelle loro scelte.
Il problema mi pare, dunque, quello di collegare il ricordo alla vita presente, ai problemi che affrontiamo oggi. Soprattutto, fare tutto ciò per quelle fasce popolari che da anni ormai sono state abbandonate dalla Sinistra a sè stesse. Per loro è importante riallacciare il senso dello ieri al senso dell'oggi. Per farla breve, questo è il motivo per il quale il sottoscritto e il promotore di questo sito saranno insieme in piazza a Genzano sabato prossimo con il Gruppo di Acquisto Popolare, unendo i valori della Resistenza alla lotta al carovita.

listener ha detto...

secondo me questo è un bell'elenco di cose già lette e rilette, e soffritte, e, oltre voler trovare per forza qualcosa di buono in un popolo per la maggioranza furbescamente fascista, non propone nulla che sia culturalmente nuovo.
Quanto alle memorie contrapposte e "selezionatrici" i morti non hanno bisogno di essere selezionati e difficilmente si contrappongono, in quanto deposti da tempo.

Preferisco e mantengo il mio giardino sgombro da chi comunque sta, per me, per sempre dall'altra parte. delle loro eventuali motivazioni me ne strabatto il cazzo.

Anonimo ha detto...

Innanzitutto, mi scuso per non essermi presentato (causa analfabetismo informatico). Nonostante la prevalenza dell'inglese mi firmo come sul blog di Terra Sociale: ovvero Kirmizi.
Non so se ne ho dato l'impressione, ma non intendevo dire delle cose originali: mi è sufficiente dirne di convincenti per il sottoscritto e per chi ovviamente le condivide.
Non volevo affatto trovare qualcosa di buono per forza nel "popolo" italiano. Mi pare però discutibile che esso sia "furnbescamente fascista". Da quale statistica listener trae questo dato? I votanti del PDL (dati delle Regionali alla mano) sono in diminuzione e sono parecchio lontani dal costituire una maggioranza (anche se ci mettiamo la Lega).
Sul resto non ho molto da dire: ognuno è libero di non interessarsi del mondo esterno e quindi anche di capire chi è il suo avversario. Tuttavia, mi pare difficile trarne un'utilità da questa posizione, se non quella di un certo autocompiacimento più o meno giustificato. Una caratteristica che non rientra tra quelle di un buon "ascoltatore".

listener ha detto...

Il compiacimento è sicuro e reiterato, voluto e ben conservato, non nascondo i miei vizi.

Quanto all'italia come paese fascista, mafioso, ruffiano, cattolico impestato e totalmente venduto alla convenienza...non ho bisogno di statistiche, bastano le suonerie di certi cellulari e i funerali di stato ai venditori di prosciutto.
Per altro se devo ricorrere alla matematica per ricordarmi che esiste il reato di apologia del fascismo...beh faccio prima a a spararmi da solo.

Io ascolto questa merda ogni giorno, forse tu non la senti abbastanza, tu coltiva i tuoi fiori speranzosi, io alzo la barricata.