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venerdì 9 maggio 2008

Non mi sono dimenticato Peppino Impastato


Avrei fatto passare qualche giorno, ne avrei voluto parlare a lungo, ma pesco nei miei ricordi di giovane poco più che ventenne.
Quella mattina non arrivò solo l'agenzia della morte di Moro, arrivò anche la notizia della morte di un giovane extraparlamentare di Cinisi, ai più uno sconosciuto.Se la memoria non falla, la prima notizia accreditava la morte di un giovane che voleva mettere in atto un attentato, non si parlava di lui come di un giornalista, si diceva solo che era un candidato alle prossime elezioni comunali.
Poi qualcuno disse e scrisse che la sua morte era dovuta alla parentela con Badalamenti, non come avversario, ma per motivi interni alla mafia.
Posso solo dire che scelsero bene il giorno per ucciderlo, la notizia del ritrovamento del cadavere di Moro era molto più "importante". Fu un a scelta casuale? Il fato aiutò la mafia? Fate voi.
Comunque non si è uguali neanche nella morte, forse, come diceva Eduardo De Filippo, solo sottoterra si è tutti uguali. E ho i miei dubbi.
Oggi c'è stata una marcia da Cinisi a Terrasini molto partecipata, la speranza è l'ultima a morire.

Gap

Ps La foto ritrae Peppino Impastato insieme con Danilo Dolci, sociologo e poeta nato a Trieste ma trasferitosi in Sicilia, a Partinico, e lì morto nel 1977. Forse un giorno parlerò anche di lui.

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