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venerdì 21 marzo 2008

Voto utile, per chi?


Da destra e da centro non si sente altro che il voto del 13 aprile dovrà essere un voto utile. Ma la domanda fondamentale è: per chi è utile questo voto?
Il voto è sia un diritto che un dovere, chi non vota offende la memoria di coloro che si sono sacrificati per conquistare questo diritto. E' un dovere perchè ogni singolo cittadino dovrebbe poter scegliere chi lo governerà. Purtroppo da molto tempo gli elettori possono solo scegliere il partito per cui votare che a sua volta sceglie chi deve essere eletto. Chiamarla "porcellum" è un eufemismo che non rende merito alla porcaggine di questa legge. E non rende merito all'ipocrisia dei partiti che a parole volevano abolirla, modificarla, ma che in realtà nulla hanno fatto. Troppo comodo avere la possibilità di decidere chi dovrà sedere sugli scranni del parlamento e a comando dire si o no. Con questa legge si elimina il rischio dell'eletto che pensa troppo con la propria testa. Così si costruisce l'oligarchia e si fa finta di nulla dando il contentino di una candidatura a disoccupati, operai e precari sapendo bene che non verranno mai eletti o se lo saranno costituiranno la foglia di fico.

Ma torniamo alla domanda iniziale. Tralasciamo il voto utile della destra, concentriamoci sulle motivazioni del voto utile chiesto da Veltroni e dal PD. Sono quindici anni che votiamo "contro" e non "per", è ora di dire basta. Nel 2006, forse, abbiamo votato "contro" e "per" contemporaneamente, con risultati contraddittori.
Il mitico Walter ha dichiarato nel corso della campagna elettorale (cito a memoria e mi ripeto) "Della 194 si può parlare" e ha fatto poi marcia indietro; "Il Vaticano non fa ingerenza nella vita politica italiana" nessuna correzione a quanto detto; "Non siamo di sinistra" con timide correzioni; "Non governeremo più con la sinistra" nessuna correzione. Ma fondamentale è la dichiarazione che non esiste più la lotta di classe. Molti anni fa un certo Pietro Ingrao teorizzò la nascita di una nuova classe operaia. Sempre citando a memoria mi sembra che dicesse che la nuova classe operaia fossero i colletti bianchi, gli impiegati non qualificati, leggi, con le parole di oggi, precari e cococo/cocopro o come si vogliano chiamare. Forse Veltroni che ha detto che i precari saranno la sua ossessione dovrebbe fare pace con il cervello. Se riconosce che i precari sono i meno garantiti, i paria della classe lavoratrice come può dire che sentire parlare di lotta di classe gli fa venire l'orticaria?
Detto tutto ciò, e il detto non è esaustivo, perchè un militante di sinistra dovrebbe votarlo? A voi l'arduo compito di trovare una valida motivazione che non sia "Torna Berlusconi". Se dovesse vincere il nano malefico vuol dire che "gli italiani se lo meritano" o che ancora non hanno maturato gli anticorpi come diceva quel campione della sinistra che fu Indro Montanelli.
Sull'agglomerato informe che va sotto il nome di "Sinistra arcobaleno" stendo un velo pietoso, mi chiedo soltano dove hanno vissuto finora e se non si erano accorti prima di quale patto avessero firmato nel 2006.

Alla mia tenera età mi ritrovo ad essere un pericoloso estremista essendo rimasto fermo nelle mie idee, ho visto frotte di "comunisti" passarmi a destra e diventare novelli democristiani. E qui, con somma ripugnanza, mi tocca citare Baget Bozzo. Su Panorama di questa settimana, pag 80, Baget Bozzo, dal suo punto di vista, dice: "Ci siamo fatti prendere la mano pensando che Walter Veltroni sia cambiato e sia diventato un berlusconiano di sinistra senza essere mai stato comunista. Il disegno del Partito democratico mi pare più complesso. L'idea è quella di rifare non il Pci ma la Democrazia democristiana, partito di centro che poteva allinearsi con i partiti di destra e di sinistra secondo le circostanze: con la bozza Bianco pensava a questo." Con buona pace del voto utile.

3 commenti:

helios ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
helios ha detto...

Caro Gap, butto giù con ritardo (me ne scuso) qualche osservazione al tuo intervento sul voto utile. Per motivi esclusivamente "tecnici" (mi riesce meglio) non uso la forma della risposta diretta ma quella dell'intervento. Chiedo venia.
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Mi accorgo, con turbamento (uso un delicato eufemismo per non urtare qualche delicata suscettibilità anti veltroniana) che nell'ultimo post l'amico e compagno Gap, con alcune comprensibili (più che condivisibili) ragioni, si impegna con efficace dialettica, ad indicare i motivi per i quali dal prossimo ricorso alle urne NON emergerebbe un voto utile. Almeno questa è l'impressione che ricavo dal testo. Nel quale si spiega che il voto è un diritto e un dovere per non offendere “la memoria di coloro che si sono sacrificati per conquistare questo diritto”. Bene. Ovviamente sono d'accordo. Ed ecco piombare sul lettore che a questo punto si aspetta un'indicazione di “voto utile”, un perentorio e spiazzante “purtroppo”. Avverbio che segue sempre un'affermazione con il chiaro intento di negarla. Simile alla preterizione insomma che dice, parlandone, di voler tacere un argomento. Artificio retorico ben noto. Dunque “purtroppo”, prosegue Gap, anche se il voto è un diritto, oggi a causa della sciagurata legge elettorale ben definita dal macheronico zoonimo “porcellum”, ”gli elettori possono solo scegliere il partito per cui votare che a sua volta sceglie chi deve essere eletto”. Inoltre con il procellum “si elimina il rischio dell'eletto che pensa troppo con la propria testa”. Vero. Questa obiezione è pienamente condivisibile.Un tempo, Gap certamente lo ricorda (senza nostalgia?) una situazione analoga vigeva nel PCI. Si chiamava “centralismo democratico”. Allora andava benissimo. Ma così non va, dice Gap e con lui, immagino, l'intera Sinistra critica, quella di Turigliatto, ricordate l'integerrimo cecchino senatoriale? A proposito: sul sito turigliattiano (www.sinistracritica.org) si attribuisce ai governi che negli ultimi 15 anni hanno guidato l'Italia, anche un “aumento delle guerre”! Poi, dopo una digressione peraltro interessante su operai, disoccupati e precari, prodotti in massa, par di capire, dalla sciaguratissima legge elettorale partorita dai tre neuroni di Calderoli, si torna a spiegare perché NON si deve votare il Pd del “mitico” Walter, citando molto efficacemente alcune sue dichiarazioni elettorali. Sulle quali certamente non si può, da sinistra, non recriminare. Poi si tira in ballo l'altrettanto certamente nobile teorizzazione di Pietro Ingrao sulla “nascita di una nuova classe operaia” fatta di impiegati, precari e cocopro. Ed ecco l'affondo: Weltroni non vuol sentir parlare di lotta di classe. Ergo, perché votarlo? Stesso interrogativo a proposito della “Sinistra arcobaleno”. Inoltre, rivela Gap, Baget Bozzo sostiene che l'idea di Veltroni è quella di rifare “non il Pci ma la Democrazia cristiana”. Ciascuno cita gli autori che preferisce. Gap, pur con “somma ripugnanza” sembra apprezzare l'auctoritas bagetbozziana. E la usa come ariete contro il Veltruschiano “voto utile”. Ma qual è il voto utile? Ovviamente non quello per Berlusconi. Né quello per Veltroni o per Bertinotti o Diliberto ecc.. Però, se vince Sua Antenna Reale, dice Gap, “vuol dire che gli italiani 'se lo meritano'”. Se non conoscessi molto bene l'amico Gap avvertirei un forte odore di qualunquismo. Ma Gap non è certo un qualunquista. E allora? Allora non capisco. Anche perché, dopo aver iniziato il post sostenendo che “sono 15 anni che votiamo 'contro' e non 'per'” e che “è ora di dire basta”, Gap prosegue sino alla fine spiegando appunto per chi “NON” si deve votare. Attendo, con qualche ansia, proposte utili per un voto davvero utile.
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Torno al tono colloquiale. Mi rendo conto solo ora, caro Gap, che mi sono abbandonato al tragico vezzo della sinistra: la prolissità polemica con i compagni nel tentativo di trovare una strada comune. Forse sarebbe meglio cercare obiettivi comuni. Nel frattempo l'Avversario se la ride e incasserà certamente moltissimi "voti utili". Da oggi, per quanto riguarda questo “dibattito interno” a quella che mi ostino a chiamare sinistra, osserverò un periodo di “silenzio elettorale” poiché non intendo portare nemmeno una goccia d'acqua al mulino di Arcore. Un abbraccio fraterno. A presto.

gap ha detto...

Caro Helios, amico e compagno da tanto tempo, sono d'accordo con quanto esprimi nell'ultima frase. Tanto che dal 25 non pubblicavo nulla ed era mia intenzione continuare.
Però qualche precisazione te la debbo.
Aver citato Baget Bozzo mi ha fatto perdere punti, ma principalmente li ha fatti perdere a Veltroni. Del Mitico Walter, a cui tra l'altro sono legato da buona conoscenza, non voglio più commentare nessuna dichiarazione.

Il problema non è un nuovo centralismo democratico, ma la legge elettorale. Anche se il Pci ci dava indicazioni rigide di voto, nulla impediva che spesso esponenti locali del Pci avessero più voti dei dirigenti paracadutati da Roma. Oggi quale possibilità abbiamo?

"Poi dopo una digressione peraltro interessante su operai, disoccupati e precari, prodotti in massa, par di capire, dalla sciaguratissima legge elettorale partorita dai tre neuroni di Calderoli" ?????

Se sapessi con certezza quale sia il voto utile non sarei qui davanti a questo computer, posso solo tentare di dare una definizione possibile:
voto utile può essere quello che ti fa stare in pace con la tua etica morale ma non con quella politica, ovvero tutto l'inverso.

Con affetto antico ed immutato

Gap