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sabato 16 febbraio 2008

A proposito di blogaction

L'iniziativa nasce con una chiara connotazione politica, di sinistra senza alcun dubbio, non partitica, aperta al contributo di chi condivide il fine e i principi che la ispirano. Detto ciò nulla vieta che chi si riconosce in
alcune parti degli scritti che trova in questo blog, li faccia propri
e contribuisca a farli crescere.
Politica è anche confrontarsi con l'avversario su punti in comune che possono essere sviluppati insieme, ma non di certo portati avanti di comune accordo. Un discrimine ideale ed ideologico rimane, diverse le radici, il percorso culturale e politico e, direi, anche morale.
Di conseguenza non possiamo partire da generiche
condivisioni di temi di attualità per sviluppare percorsi comuni.
Tutti sappiamo che le strade per metterli in pratica sono diverse, spesso in contrapposizione.
Non basta pensare di moralizzare la vita politica, ma occorre
moralizzare i politici, occorre spostare il tema sul progetto che si
vuole sviluppare -uguaglianza, promozione sociale, salari garantiti,
tasse pagate da tutti, salvaguardia dei diritti acquisiti (art.18,
legge 194, ecc) sviluppo sostenibile, ecc. Su questi temi c'è una diversità di vedute e anche di sviluppo delle forme di lotta per difenderli o estenderli.
Per esempio su accoglienza, uguaglianza e promozione sociale, tra me e la destra c'è un abisso, una distanza incolmabile. E' la dimostrazione che la condivisione generica non basta.
All'inizio ho capito che la strada era quella di un confronto a "sinistra", e penso sia ancora valida la prima intuizione, di conseguenza sta a tutti coloro che accettano questo percorso portare avanti le proprie proposte e "gli uomini di buona volontà" sono ben accetti anche con le loro storie
personali, le loro sfumature differenti.
Ma non facciamo l'errore che per accontentare tutti si perda il
progetto originario. Abbiamo visto che le "ammucchiate", sia a destra
che a sinistra, non producono molto e quel poco che viene realizzato
costa molta fatica.
Preferisco non fare parte di una massa indefinita che "lotta" per
obiettivi poco chiari, preferisco far parte di una minoranza che ha
ben chiaro il fine e la strada per raggiungerlo. E per non far parte di una massa indistinta andrò a votare, votero il meno peggio riservandomi il diritto/dovere di vigilare e contestare senza alcuna remora. Ricordatevi che il voto non è solo un dovere civico, ma principalmente un diritto, e per rispetto a coloro che hanno sacrificato anche la vita per ottenerlo non lo dobbiamo buttare al vento. Non ultima una motivazione politica terra terra, un voto non espresso è dato alla parte avversa.

Gap (per rendere chiaro sciolgo l'acronimo Gruppi d'Azione
Patriottica- comunemente gruppi d'azione partigiana. Rivolgo l'appello all'iscrizione all'Anpi per far si che continui la testimonianza di uno dei pochi periodi di giusto orgoglio nazionale)

P.S. Per comodità di chi legge, quando rispondete cancellate il/i post
precedenti, si agevola la lettura. Grazie

2 commenti:

maria ha detto...

delusa, amareggiata da questi colori arcobaleno... colori graziosi da raccontare a un bambino per addolcirgli il sonno, colori tenui da utilizzare per dar luce alle pareti di una casa nuova...


ma qui non abbiamo più bambini da accudire e neppure case nuove da tinteggiare...
qui l'odore di chiuso, di vecchio ristagna per le strade... e i pochi bambini rimasti non hanno giardini nei quali giocare... è tutto completamente invaso dalle macerie di una città rasa al suolo...
qui c'è bisogno di rosso e non di indaco e di violetto


... e non so più che significa essere compagna... quell'essere compagna che tanto mi inorgogliva ora si riduce a qualche stornello gridato nelle feste comandate...

maria viaggio nella rete per trovare un senso

Anonimo ha detto...

Cara Maria,
e dicono che il pessimista sono io!!!!
E' vero, non c'è nulla di cui essere contenti, ma dall'essere delusa e amareggiata alla rassegnazione il passo è breve. Prova/proviamo a vedere se invece della rassegnazione troviamo la strada per poter cambiare le cose.
Se c'è odore di chiuso apriamo le finestre, se i bambini non hanno giardini, iniziamo con il piantare in un piccolo vaso un geranio, una rosa, forse altri ci seguiranno.
E se la casa è crollata troviamo comunque un riparo, e dato che, come ho già scritto, per me la vita è tutto un domani diamo noi il senso ai nostri domani.
E se il giallo, l'indaco, il violetto servono per tinteggiare le pareti, ci renderanno lo stare in casa un po'più piacevole e ci faranno vedere che i colori ancora esistono e la nebbia non ha ricoperto ancora il mondo e le nostre coscienze e potremmo trovare anche il rosso vivo di cui lamenti la mancanza.
Essere compagna vuol dire anche andare in cerca del senso della vita, ma nel tuo scritto il senso della vita c'è, come c'è ancora in tanti "compagni" che circolano in Italia e nel mondo.
Prima o poi ci riuniremo tutti.
Occorre essere orgogliosi di portare avanti le proprie idee come fai tu, anche gridando di dolore e smarrimento.
Prova, quando ti capiterà la prossima volta, a cantare per te stessa, canterai con più convinzione e chi ti sarà accanto capirà che non è un semplice e stanco rituale.

Resistere, resistere, resistere.

Gap