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mercoledì 13 febbraio 2008

Di blog in blog 2

Il post a cui ha risposto Helios è “ Di blog in blog””



Caro Helios,
mi costringi ad uscire dalla dal guscio dove momentaneamente mi ero rintanato. Le tue osservazioni meritano una risposta ponderata e precisa. Procedo per punti come da te fatto.

0)Nulla da dire, il problema è che nessuno si attendeva qualcosa in più, ma tutti, perlomeno quelli riconducibili alla mia-nostra area, speravano nell’attuazione del programma. Programma che di certo non era rivoluzionario e, direi, di basso profilo. Che ci sarebbero stati ostacoli, palesi ed occulti, lo sapevamo tutti ma forse non è stato fatto nulla per evitare che fossero posti. O, malignamente, qualcuno ha pensato di neutralizzare gli ostacoli di destra con le posizioni di sinistra all’interno della coalizione e viceversa.
1)Ciò che ho esposto prima vale anche per il punto 1. Che Turigliatto avesse certe idee e che fosse il tipo “duro e puro” quale è stato si sapeva già a prima della presentazione delle liste. Essendo le liste onore ed onere delle segreterie di partito, non ci si può lamentare che il senatore in questione sia stato coerente con le idee da sempre professate. Sull’opportunità del suo voto e sul comportamento che altri avrebbero avuto al suo posto potremmo scrivere interi tomi di strategia e tattica politica. Ma lascerebbero il tempo che trovano.
2)L’ho già scritto, caro Helios, se fossimo un “paese normale”, come dice D’Alema, non ci saremmo dovuti porre il problema della lenzuolata Bersani. Infatti siamo tutti contenti che ciò sia stato fatto, dico solo che non la dovremmo sventolare come una grande conquista della sinistra. La dovremmo sventolare come un adeguamento, o miglioramento, seppur minimo di un capitalismo selvaggio che va a scapito delle classe più deboli. Condivido che non è tempo di rivoluzioni che ci portano verso il sol dell’avvenire, ok anche per le tiepide rivoluzioni, ma almeno facciamole. Strategicamente conta più una piccola riforma che il nulla. O se vogliamo dirla con allocuzioni che si perdono nel tempo che fu adottiamo la politica di “due passi avanti e uno indietro”.
3)Una volta si parlava di abbattimento del capitalismo, poi siamo passati al superamento, poi ancora al miglioramento. Risultato? Un capitalismo sempre più aggressivo che trascura i più elementari bisogni, e che tu sintetizzi al meglio nella tua risposta, su cui non ho nulla da dire se non che la condivido, anche con il piacevole richiamo al barbuto.
4)Non esiste un quarto punto nella tua risposta, lo aggiungo io, facendo mia la tua chiosa finale.
“Cerchiamo, tutti, solo di sopravvivere come meglio possiamo. Anche con qualche liberalizzazione e un po' di mal di pancia.” ma senza perdere la speranza che lottando, nel nostro piccolo, si potrà avere un mondo migliore.

Gap

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