Era l'essenza dell'estate, quando lo sentivi sapevi che le scuole stavano per finire e le vacanze s'appressavano con i loro giochi e la loro vaghezza. Era sinonimo del lungo viale alberato verde e giallo, del polline che cadeva e degli "elicotteri" con cui giocava da bambino. Li prendeva con il pollice e l'indice e li faceva ruotare finché essi non cadevano a terra.Negli anni era stato un fedele compagno, sempre, a giugno, arrivava e portava con se nuove cose da scoprire e nuove esperienze da fare. Un gioco, una bambina, un amico, era la vita che si rinnovava al calore del sole. E non portava mai nulla di vecchio, sapeva trovare sempre nuovi doni di anno in anno anche se gli amici e le amiche rimanevano gli stessi, il cambiamento lo portava per lui e in lui. Scoprì i piccoli tradimenti degli amici, i piaceri e i dispiaceri delle ragazze, scopriva la vita. Ma mai aveva prestato attenzione ai tigli.
3 commenti:
Ti ricordi come era pesante il loro profumo all'imbrunire, quando gonfi di sole reclinavano i mazzolini color crema?
leggerti è sempre importante
A volte un profumo, un sapore...ci regalano quella che Joyce definiva epiphany, un'improvvisa rivelazione emersa grazie a dettagli trascurabili, oggetti o semplicemente gesti.
Bella la tua epifania, bello leggerti, come sempre:)
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