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| Dal sito dell'INGV (Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia) |
Il Governo ha deciso che non indennizzerà più i danni derivanti da terremoti.
Allo stato, sono due punti fermi e da qui faccio partire il mio ragionamento, futile, ingenuo, illusorio ma anche razionale, spero.
Al solo guardarla ci si rende conto che con i terremoti ci conviviamo da quando siamo nati, nessuno o quasi escluso. Sono pochi gli italiani che non hanno sentito tremare la terra almeno una volta nella loro vita. Il tributo di vittime e danni è incalcolabile. Lo stesso dicasi per il costo economico delle varie ricostruzioni, alcune mai terminate. A tutto questo aggiungete che siamo in crisi e che lo Stato deve risparmiare. Inutile aggiungere che lo fa con tutto, anche con proposte indegne come la privatizzazione della disabilità che spero non venga nemmeno presa in considerazione. E lo fa anche per l'indennizzo e la ricostruzione dei danni dovuti ai sismi. Ma, guardando la cartina, quale assicurazione accetterà il rischio di stipulare una polizza? E se lo faranno, quale sarà il prezzo che il singolo cittadino dovrà pagare? Gli enti assicurativi non fanno beneficenza, il loro scopo principale è presentare ai propri soci conti in attivo e distribuire dividendi con poca attenzione ai bisogni degli assicurati, l'assicurazione obbligatoria per gli autoveicoli è una chiara e lampante dimostrazione. E proporre una cosa del genere in questi tempi viene sentita come l'ennesima vessazione verso i cittadini meno abbienti. E, principalmente, un enorme favore alle compagnie assicurative.
Diverso sarebbe se esistesse una compagnia assicurativa dello Stato che gestisca i soldi delle polizze contro le calamità naturali. Almeno ci metteremmo al riparo da manovre speculative e da ansia da ricavo come accade, e nella loro logica è anche giusto, per le assicurazioni private.

1 commento:
E non hanno nemmeno vergogna. Che pena...
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