Pagine

martedì 29 novembre 2011

Dio misericordioso?

Sono morti Ken Russell, Vittorio De Seta, Saverio Tutino e, infine, Lucio Magri. Ma il Dio misericordioso non aveva nessun altro da chiamare a sé?
Di tre si è parlato e si parlerà per giorni, un famoso regista, un Giornalista (con la maiuscola visto i pennivendoli che circolano ai nostri giorni)  e un politico.



Di De Seta si parlerà un po' meno, lo faranno gli addetti ai lavori e in circoli ristretti. Io ricordo con gratitudine, verso di lui che lo portò sugli schermi della Rai quando ancora era servizio pubblico e verso Albino Bernardini che era l'autore del libro, Diario di un maestro e poi Banditi ad Orgosolo.




Di Tutino posso solo dire che quando tornò ad essere collaboratore de l'Unità, con lui ebbi modo di fare diverse e lunghe e istruttive chiacchierate su argomenti vari, compresi i compensi che tardavano ad arrivare.





Di Ken Russell posso affermare che mi sono piaciuti diversi suoi film e, nella mia testa, andava sempre a braccetto con Oliver Reed.






Di Lucio Magri invece potrei dire qualcosa in più, però mi chiedo sempre cosa aggiunge un ricordo, un'impressione personale al ritratto pubblico di un uomo, a suo modo, famoso. Era bello, elegante, un po' dandy e comunista. Invidiato dai compagni e non solo. E, sono sicuro, sarà invidiato anche ora per aver avuto il coraggio di fare una cosa che non tutti hanno e avranno l'animo di fare. Ciò non vuol dire condividere la sua scelta. La rispetto e attendo i condor che volteggiano nel cielo.

giovedì 24 novembre 2011

Un Paese in crescita

Eccezionale fioritura nel deserto
di Atacama (Cile) dopo anni di siccità.
E così Termini Imerese chiude. La Fiat chiude uno stabilimento in Sicilia, che è sicuramente un'aggravante. L'emigrante Marchionne, come si definì tanti anni fa, se non ricordo male, in una intervista, continua la sua nemmeno tanto lenta marcia verso la ristrutturazione selvaggia e padronale della maggior industria italiana. L'altra si avvia a caracollare verso il basso grazie alla nuova tangentopoli. Ma poi, perché "nuova tangentopoli"? In fondo il malcostume non ha mai cessato di funzionare.
Insomma, come al solito siamo qui a lamentarci e a chiederci del perché e per chi continuiamo a scrivere. Insomma tutto procede come al solito. Lo spread sale e scende, prima o poi si stancherà. Lacrime, se non sangue, ci attendono dietro l'angolo, ma quanto è grande questo angolo dove tutto e tutti si nascondono?
I disoccupati crescono, i precari anche, i pensionati vorrebbero, i prezzi pure. E poi dicono che non è un paese in crescita.

"Non voglio parlare di cambiare il mondo: voglio cambiarlo.
E, per farlo, bisogna fare i conti con la realtà"
dal libro:
Bice Foà Chiaromonte 
Donna, ebrea e comunista
Edizioni Memori 18€

Attenzione. La prefazione è di Massimo D'Alema.

mercoledì 23 novembre 2011

I sopravvalutati

Ho letto in un giornale ... non ricordo se su carta o online e quale fosse o se l'idea era di un blogger, insomma la fonte conta solo fino a un certo punto. Per farla breve si parlava di sopravvalutati. L'elenco sarebbe lungo, lunghissimo, allora per snellezza evitiamo di citare i politici, eccezione per Veltroni che è una vita che corre per vincere questa particolare classifica e Renzi che si candida a suo erede.
Calcio
Pandev, Amauri,
Scrittori
Baricco, Tamaro
Giornalisti
Porro, De Gregorio,Telese
(Minzolini e Ferrara non vengono presi in considerazione)

I nomi sono solo un piccolo esempio. Se vi va di giocare inviate, entro il 30 novembre, i vostri candidati alla mail: gapresistente@gmail.com
Siete liberi di aggiungere anche nuove categorie.

Comunicazione di servizio, è nato un nuovo blog.

E' nato un nuovo blog. Camminando a piedi nudi ... così da sentire tutto ...
Che dire? Benvenuta in questo popolo(?) strano, a cui piace lamentarsi ma a cui piace anche combattere con i mezzi che conosce e che può usare, quindi, anche e non solo con lo schermo e la tastiera. Un popolo che si divide e si unisce su tutto e su niente. Un popolo che diminuisce schiacciato da social network dove bastano poche parole per tentare di esprimere concetti profondi. Perché anche leggere e "studiare", cosa che a te piace tanto, vuol dire fatica e se si rinuncia con più facilità a qualcosa questa è la fatica intellettuale. Un popolo che non disdegna anche scherzare e raccontare giorni normali, al limite, banali. E sul concetto di banalità si potrebbe dire molto. A partire da questo post.

lunedì 21 novembre 2011

Il ritorno 4

A dire il vero la giornata non era iniziata affatto bene. Prima ancora che sorgesse il sole, si era svegliato e con gli occhi ben aperti fissava il soffitto alla luce del lampione. Non era la prima volta, anzi, ormai gli succedeva spesso. Una veglia angosciante in attesa di riprendere sonno, cosa che effettivamente accadeva sempre. Un nuovo sonno agitato e popolato di sogni che non avrebbe ricordato. E poi, verso le nove, apriva definitivamente gli occhi, stanco e con la voglia di lasciarsi andare. Di rimanere a letto per un tempo indefinito, chiuso e protetto nel suo bozzolo di dolore. Ma dolore per che cosa? Per chi? Ormai non aveva da dire e dare niente a nessuno. E non aveva da ricevere nulla. Da nessuno. Viveva. Ed era già abbastanza.
La sua casa in città non vedeva ormai da tempo visitatore o visitatrice fatta eccezione per la donna che gli faceva le pulizie e non solo. A dispetto del suo sentirsi vecchio e malandato, e sapeva che non lo era, aveva ancora vigore fisico da spendere. Ma non aveva più sentimenti da regalare. Giovanna arrivava, una volta a settimana, alle nove del mattino di ogni mercoledì con le borse della spesa colme e rimaneva fino a sera pulendo, cucinando per poi congelare nel capace frigo. Ma prima di ogni cosa, dopo aver poggiato le sporte, andava in camera da letto, si spogliava e entrava nel letto. Si conoscevano ormai da anni, l'aveva scelta tra diverse candidate perché non era giovane ed era sposata. E nemmeno era una gran bellezza. Pensava di essersi messo al riparo da tentazioni carnali e sentimentali. Finché un giorno, in uno dei suoi giorni bui che passava nella penombra della camera in attesa che le ore si consumassero, non l'aveva sentita entrare in camera. Prima che lei potesse parlare le disse: "No Giovanna, non ho bisogno di nulla, sono solo stanco". E continuò a volgerle le spalle protetto dalle coperte. Non immaginava che lei, già nuda, gli entrasse nel letto. Si accucciò vicino e gli fece sentire il suo corpo. Caldo. Gli passò un braccio sulle spalle e si strinse facendogli sentire i seni, ancora sodi e duri, sulla schiena. Intanto la sua mano gli tirava i peli del petto e gli accarezzava la pancia. Fu l'inizio di una storia che durava ancora oggi, dopo anni. "Non preoccuparti, ti chiamerò appena torno", le uniche parole che gli aveva lasciato per avvertirla della sua assenza.
Quello che vedeva, comunque, non era il "suo" bar, era un simulacro che conservava solo il nome di un passato che non esisteva più. Già vedendolo da fuori si rendeva conto dello scempio fatto alla sua memoria, al suo, e di molti altri, passato. Non esisteva più la grande terrazza, al suo posto una indegna struttura che faceva pensare più ad un padiglione da luna park di quart'ordine. D'altronde l'insegna non lasciava dubbio alcuno. Bar, pizzeria, ristorante, forno a legna, tabacchi, slot machine e chissà che altro. Sicuramente erano spariti biliardo, bigliardino e flipper che ingurgitavano soldi di giovani sfaccendati e di studenti. Di rado anche di qualche ragazza. Ripensava a quanto imparato durante le lunghe, interminabili partite a bigliardino che si concludevano con le vesciche sui palmi.
Fu li che per la prima volta senti la frase "aurea mediocrità". La usò uno di quei ragazzi che sapeva fare tutto, calcio, tennis, basket, pallavolo, biliardo e bigliardino, che metteva impossibili record a flipper e, per abbondare, andava anche bene a scuola ... però, non era bello (cazzo, mica si può avere tutto dalla vita!). Utilizzò la frase rivolto ad un ragazzo che andava benino a scuola, che sapeva giochicchiare  a calcio, che si difendeva a flipper, bigliardino e biliardo. Nelle altre cose non aveva provato, per il tennis non aveva i soldi, per il basket non aveva l'altezza. Gli stava spiegando perché non lo voleva quasi mai come compagno di calciobalilla: "Sì, sai giocare ma non eccelli in nessuno dei due ruoli". Si ricordava che mentre udiva queste parole aveva le stecche della difesa strette tra le mani e si sentiva soddisfatto di essere stato scelto da "bravissimo" per giocare in coppia. Si rese conto solo in seguito che, anche se forse non voleva, Bravissimo stava umiliando il comune "amico".  Bravissimo era anche un, appunto, bravo ragazzo. Si rese conto del peso di quelle parole solo quando sperimentò su di se l'effetto che facevano.
Certo, non esiste mai solo un punto di vista. Per anni, forse quattro, aveva guardato la vita del paese dal punto di vista del bar. Seduto su dei sedili di marmo su cui poggiava la vetrina rientrata del bar. Da quella posizione, ambita da tutti gli sfaccendati e studenti, più o meno bravi, del paese, si studiava l'evolversi della società. Dalla musica, che ininterrottamente veniva vomitata dalle otto di mattina fino a tarda sera dal juke box, alla lunghezza delle gonne delle donne e delle ragazze. Dalla larghezza delle zampe di elefante dei pantaloni dei maschi fino alla lunghezza dei loro capelli. Altro non interessava, salvo alcuni che tra una partita e l'altra si "occupavano" di politica.

domenica 20 novembre 2011

Promessa e minaccia nello stesso tempo

"Seguire il tuo pensiero "politico" è sinceramente difficile. Si sale verso vette che rasentano l'antagonismo militante per scendere verso gli abissi del conformismo. Dalla quasi invocazione alla ribellione violenta alla rassegnazione nell'accettare il governo Monti. Ci manca solo che tu riesca a fare l'elogio di Casini e hai fatto la quadratura del cerchio".
Questa, in sintesi, la considerazione di un lettore di questo blog. Ora, per rispondere, dovrei utilizzare almeno 30.000 battute, ma tutto ciò sarebbe ingiusto verso di voi e, soprattutto, verso me stesso. Allora cerco di rispondere con Bobo, anche se la risposta non è completa, non è reale ed è solo ironica. Prima o poi mi cimenterò nelle 30.000 battute.

venerdì 18 novembre 2011

Il ritorno 3

Stava gelando, seduto sulla panchina di marmo, non solo per la temperatura. Aveva freddo dentro. Un freddo di cuore e d'anima. Guardava il bar chiuso e rifletteva. Non avrebbe mai immaginato che un semplice locale gli avrebbe provocato più turbamento del rivedere la propria casa, la casa della propria infanzia, che non si poteva dire felice. Ma mentiva a se stesso, e lo sapeva bene, non c'era nemmeno bisogno dell'intervento della voce a ricordarglielo. Catalizzava sul bar, luogo pubblico e a suo modo anonimo, tutti i suoi turbamenti. Il bar come evasione da casa e dalla realtà. Il bar come punto di ritrovo di persone "normali". Si alzò, si strinse nella giacca e si avviò a lunghi passi, quelli che gli permetteva la stanchezza, verso la macchina. Incontrò una pattuglia dei Carabinieri, ebbe l'impressione che il militare seduto sul posto del passeggero lo guardasse con attenzione.
Ripassò davanti l'antica casa ma non alzò gli occhi, anzi, li volse altrove. Salì in macchina e andò. Pochi chilometri gli bastarono per arrivare in un vicino paese. Un albergo. Una stanza. Una notte che sicuramente non avrebbe portato consiglio. Non accese nemmeno la luce, gli bastava quella del lampione che filtrava dalle tende. Si mise sotto le coperte per riscaldarsi, Si strinse a se stesso, si rannicchiò tutto come un bambino. La posizione non era comoda ma gli dava soddisfazione, lo riportava ad un'epoca ormai lontana. Sentiva il suo corpo scaldarsi, sciogliersi dalla fatica e dall'ansia. A poco a poco si rilassò e allungò le gambe fino ad arrivare alla fine del letto. La sua abituale posizione. Si tirò le coperte fino al mento e chiuse gli occhi rimpiangendo di non avere un libro.
Il sole lo svegliò filtrando dalle lise tende. Una stanza al limite della decenza, vista alla luce del sole. E poi si chiedevano ancora perché il turismo nella zona non decollasse. Ecco, aveva appena aperto gli occhi che già ricominciava a sottilizzare e a dire la sua. Andò in bagno e per prima cosa osservò la doccia. Qualche segno di ruggine, qualche segno di umidità. Qualche segno. Anche nella sua vita c'erano segni. Di diversi tipi. E il suo pensiero riandò al bar mentre l'acqua calda gli donava un benessere passeggero.
Doveva tornarci di giorno, doveva tornarci con il sole, con la luce per vedere, non il bar, dentro sé. Lasciò l'albergo e si diresse alla vicina piazza in cerca di un negozio di abbigliamento. Cercava una giacca più pesante, un cambio, una camicia e un cappello. Aveva deciso di prolungare la sua permanenza. Tornò in albergo, si cambiò e provò di nuovo il cappello. Rise, dopo giorni, dell'immagine che gli restituì lo specchio, anch'esso con tracce di ruggine. Chiese al portiere dove fosse una lavanderia, ricevette la proposta di un diretto interessamento con un aggravio di pochi euro. Accettò e ringraziò. Dovendo stare almeno una settimana, meglio tenersi caro il portiere. la giornata era fredda e tutto giustificava il bavero alzato e la giacca abbottonata, il sole autunnale era pieno e luminoso, tale da giustificare gli occhiali da sole. Si sentiva abbastanza sicuro di non essere riconosciuto. Rifece il cammino inverso, comprò un giornale e si andò a sedere sulla panchina di marmo. Come una spia di quart'ordine,  da dietro il giornale scrutava chi passava. Ecco, quello era un suo compagno di scuola, non ricordava il nome, ma solo una domanda che gli fece: "Ma tu fai mai la cacca pulita?". Era solito fare domande di questo genere e era spesso fonte di prese in giro. Ricordava le risate alla domanda e ancor più alla spiegazione di cosa intendesse dire. "Sai, mi capita quando vado al bagno di pulirmi e di vedere la carta pulita, come se non avessi fatto la cacca". Iniziò a ridere dietro il giornale. La giornata iniziava bene.

mercoledì 16 novembre 2011

Il buio e la candela

Inizio con una citazione: Meglio accendere una candela che maledire l'oscurità. Confucio.
Sembra che chi non si sia opposto fermamente alla nomina di Monti a premier sia diventato un traditore e rinnegato senza che venga presa in considerazione una seconda possibilità. Forse si è persa la capacità di distinguere quello che è da quello che potrebbe essere. Certo che non sono contento del nuovo governo, su ogni ministro ci sarebbe la possibilità di scrivere, se non delle loro capacità professionali, delle loro posizioni "politiche". Perché sarebbe ora di finirla di pensare che un "tecnico" non abbia idee politiche. La loro convinzione politica si esplica ogni volta che enunciano un dettame tecnico. Di conseguenza, in un'epoca e un paese normale, il mio totale dissenso e la mia totale lotta a questo governo sarebbe certa e forte. E a livello ideale e politico questo governo non ha il mio appoggio.
A quel che sembra, più del 50% degli italiani era in attesa delle dimissioni di Berlusconi e dato che come italiani non abbiamo brillato per capacità nel raggiungere il risultato, ci siamo accontentati di averlo raggiunto pur se per merito dei suoi sodali economici e politici.
Il fatto che si sia dimesso non vuol dire che i nostri problemi siano tutti risolti. Diciamo così, abbiamo acceso la candela, ma la fioca luce che essa ci dispensa non eviterà il rischio che si vada a sbattere verso un ostacolo rimasto in penombra. Ma cosa è meglio? Rimanere nel buio o vedere una luce all'orizzonte? Certo la luce non è il sol dell'avvenire però mi sembra che di meglio in questo periodo non ci sia. Allora non ci resta altro da fare che continuare a lottare per cambiare la realtà che ci circonda. Se con una candela riuscissimo ad accenderne molte altre potremmo ricominciare il cammino che abbiamo interrotto per incapacità, di chi è anche inutile disquisire.

martedì 15 novembre 2011

Di liste, eletti e gruppi parlamentari

Il 14 giugno 1987 ( ho preso una data a caso) si svolsero le elezioni politiche. Prendendo in considerazione i dati della Camera dei Deputati si hanno questi risultati, si presentarono 36 liste che dettero vita alla composizione della camera in questo modo: Dc 234 seggi, Pci 177, Psi 94,Msi-Dn 35, Pri 21, Psdi 17, Radicali 13, Lista Verde 13, Pli 11, Dem. Prol. 8, Svp 3, Lega Lombarda 1, Psdaz (Partito sardo d'azione) 2, Uv-Adp-Pri 1. Tutto il resto a casa. A fine legislatura la situazione era questa:
COMUNISTA --
DEMOCRATICO CRISTIANO 234
MISTO 16
Deputati non iscritti ad alcun gruppo 16
MSI-DESTRA NAZIONALE 33
PARTITO LIBERALE ITALIANO 11
PARTITO SOCIALISTA DEMOCRATICO ITALIANO 12
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO 100
REPUBBLICANO 20
SINISTRA INDIPENDENTE 19
DEMOCRAZIA PROLETARIA --
FEDERALISTA EUROPEO 8
VERDE 16
DP-COMUNISTI 11
GRUPPO COMUNISTA – PDS 149
Totale 629
Il 13 aprile 2008, data delle ultime infauste elezioni, si sono presentate 30 liste che hanno prodotto questi risultati: Pdl 272, Pd 211, Lega Nord 60, Udc 36, Idv 28, Mpa 8, Svp 2, Valle d'Aosta 1. Per non complicarmi/ci la vita tralascio il conteggio delle liste e degli eletti all'estero.
Visti questi risultati governare sarebbe dovuto essere semplice. Dire poi che si è instaurato il bipartitismo in Italia è un altro paio di maniche. Ma se si va a vedere la composizione della Camera dei Deputati oggi, non si può che rimpiangere amaramente il proporzionale. E' vero, anche a quei tempi c'erano le quaglie che saltavano di qua e di la ma sicuramente erano di meno e, forse, con qualche motivazione in più. Ad oggi, dicevo, la situazione è questa:
FUTURO E LIBERTA' PER IL TERZO POLO26
ITALIA DEI VALORI22
LEGA NORD PADANIA59
PARTITO DEMOCRATICO206
POPOLO DELLA LIBERTA'212
POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE)24
UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO38
MISTO43
ALLEANZA PER L'ITALIA6
FAREITALIA PER LA COSTITUENTE POPOLARE4
LIBERAL DEMOCRATICI-MAIE3
LIBERALI PER L'ITALIA-PLI5
MINORANZE LINGUISTICHE3
MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE-ALLEATI PER IL SUD4
NOI PER IL PARTITO DEL SUD LEGA SUD AUSONIA (GRANDE SUD)3
REPUBBLICANI-AZIONISTI3
Deputati non iscritti ad alcuna componente12
Totale630
Povero Monti. 
***
La citazione di Tucidide, che potete leggere a destra in alto, risale al 5 ottobre 2010. Mantiene anche in questi giorni una sua attualità.

domenica 13 novembre 2011

Pochi pensierini sparsi

Certo che non v'è certezza del domani e nemmeno delle idee. Cento, o meno, reduci della e dalla sonora sconfitta del loro leader manifestano in Piazza del Quirinale per chiedere le elezioni subito e inneggiano al ritorno di Mario Monti dai suoi amici banchieri. Oggi Alfano ha ricordato che sono state depositate delle firme (non raccolte da loro che erano fermamente contrari) per un referendum sulla legge elettorale e che i firmatari andrebbero rispettati. Se non ci fosse del tragico ci sarebbe da ridere. Anche noi di "sinistra" (parola sempre più misteriosa per i più) c'eravamo stufati di sentire Bersani e soci chiedere insistentemente le dimissioni del nanoscurodellademocrazia e le elezioni anticipate. Ci eravamo talmente stufati che molti non perdevano occasione per lamentarsi di questo ritornello. Ora, a dimissioni avvenute e con una probabile vittoria del centro-sinistra e del Pd in particolare, le elezioni le chiedono quelli del PdL. Mah, che dire?
***
E' ancora più strano che Monti, esimio campione di un mondo che non condivido e che, nel mio piccolo, combatto venga difeso dagli attacchi del centro-destra dai militanti e dagli elettori del centro-sinistra. Certo, lo ripeto, è ben strano che per risolvere(?) i nostri problemi ci si debba rivolgere come al solito all'uomo della provvidenza di cui gli italiani non possano fare a meno. Dimenticando la storia.
***
Ma, insomma, che cosa si attendeva Berlusconi? Un tappeto di fiori come se fosse il Santissimo Sacramento nel giorno del Corpus Domini? Beh, si è dovuto accontentare solo delle sacramentazioni e di un lancio (preordinato) di qualche monetina. E tra l'altro trovo ipocrite tutte le chiacchiere sulle manifestazioni di ieri, che comunque non hanno superato il limite di presunta decenza invocata da più di qualche politico. Non solo ci hanno portato alla disperazione ma vorrebbero che fossimo anche contenti e cojonati. Si vorrebbe forse togliere alla gente anche il diritto alla "gioia"? In fin dei conti è stata solo una festa.
***
Ho trovato anche esagerato l'uso della parola "Liberazione" finché non mi hanno fatto riflettere che chiunque avesse avuto 14 anni nel 1994, salvo brevi periodi, è vissuto "sotto" Berlusconi. Da questo punto di vista sì, si può chiamare Liberazione, ma non confondiamola con il 25 aprile.

sabato 12 novembre 2011

Non c'è molto da festeggiare

Berlusconi dovrebbe cadere (uso ancora il condizionale) e molti festeggiano. Personalmente non me la sento di andare oltre una moderata soddisfazione perché è incontrovertibile che il nanoscurodellademocrazia non cade per merito degli italiani, cade principalmente per merito e colpa dei suoi sodali economici e politici, che se non sono dei traditori poco ci manca. Sono stati comunque degli sfruttatori e venduti, non degni della minima fiducia e del minimo apprezzamento per la loro scelta. Questa improvvisa redenzione è pari a quella del mafioso che si "pente" solo dopo essere stato arrestato. E' comunque qualcosa di diverso dalla presa di posizione politica di Fini, che resta comunque un colluso politicamente con Berlusconi, e degli altri ex-camerati.
Se mantenessero la parola potrei, sempre moderatamente, essere contento che Fido abbandoni la direzione del Tg4, ma tra il dire e il fare ci son di mezzo i soldi. E poi, anche lì, siamo sicuri che il successore sarà meglio di Fido? Almeno lui, in certi momenti, ci ha fatto ridere.
E poi, perché gioire? Pensiamo che Monti, mancando il pane, ci darà delle brioches? No, sempre croste ci toccheranno. Anche se colpirà gli abituali mangiatori di brioches, essi non ne risentiranno affatto, mangeranno il pan farcito. A noi, novelli pinocchi, ci resteranno solo le bucce e le croste.
Se ne va? Meglio per tutti, ma il futuro resta grigio e il sol dell'avvenire un miraggio.
Mo' te ne vai e per un po' di tempo non farti vedere che è meglio.















P.S. Comunque, festeggerò lo stesso.

Leggetelo, ma solo se non avete niente di meglio da fare

Di solito non parlo dei libri che non mi sono piaciuti. Non mi piace fare lo "stroncatore" e in questo caso ancor meno essendo l'autore un giovane. Il problema è sempre l'esagerazione, di critici accondiscendenti o di lanci editoriali che non mantengono le promesse. E' vero, mi piacciono i romanzoni storici, non si può vivere solo di saggi, e ne ho parlato nel blog più di qualche volta. Qualche tempo fa, parliamo di circa un mese, ho letto che il libro in questione, a me fino ad allora sconosciuto, era in testa nella classifica delle vendite. Alla prima occasione l'ho comperato anche perché il costo, 9,90€ con un 15% di sconto, non era proibitivo.
Quindi acquistato a scatola chiusa, senza aver letto uno straccio di critica e nemmeno la seconda di copertina. I dubbi sono iniziati poi, a casa. In copertina, con foto molto accattivante, si inizia con "Un grande thriller" per proseguire sulla quarta con: "Enigmatico come Il nome della rosa", "Avvincente come I pilastri della terra", "Un esordio che rimarrà nella storia". Troppo, sinceramente troppo per un libro di cui non avevo letto nulla sui giornali o sentito qualcosa in tv. Non perché le due cose siano importanti, molti libri hanno fatto successo solo con il passaparola. L'esagerazione mi ha fatto venire alla mente due casi già riportati in questo blog. Con questo spirito mi sono immerso nella lettura. Scorrevole, agile, abbastanza documentato, un po' carente nel tratteggio dei personaggi e in alcuni passaggi della storia e, in fondo, già letto. Per il resto un libro "onesto" che sarebbe passato inosservato, o quasi, senza l'aggressività dei lanci sulla contro copertina e l'invito del prezzo basso, insomma, un libro che non lascia traccia.
Ecco, penso che la casa editrice ha fatto un buon affare con la vendita, ma ha reso un pessimo servizio all'autore mettendolo a confronto con Eco e Follett. Per non parlare del pessimo servizio ai lettori, ingannati dall'auto pubblicità.

giovedì 10 novembre 2011

Ora se mantengo un fievole grado di soddisfazione per la nomina di Monti sono diventato di destra e riformista e benpensante?

Ho ricevuto un invito per un "aperitivo rivoluzionario". Della cosa non posso che essere contento. Ci si arrangia come si può e si fa lotta politica come si può, come si sa e come si vuole. Ma la soddisfazione è scemata all'ultimo rigo dell'invito giunto via mail. "P.S. L'invito non è rivolto a riformisti e benpensanti". Ora a questo fatto aggiungete la triste e subdolamente inquietante domanda che si pone Silvano, Sto diventando di destra? e avrete un quadro delle diverse emozioni che si sedimentano nel cuore e nell'animo di un poveraccio che ancora si dice di sinistra, e, se vogliamo, comunista.
E, per sovrammercato (per rimanere in tema), sono tra quelli che ieri, alla notizia della nomina di Monti  senatore a vita, non dico che ha esultato, ma ha avuto un moto di soddisfazione per la trovata di Napolitano. Soddisfazione espressa anche da altri non facenti parte strettamente della galassia della sinistra, vero Quaglietta? La situazione è talmente ingarbugliata che rischio di perdermi. Riassumere non è mai stato il mio forte, e voi che mi leggete lo sapete. Infatti corro il rischio di fare un altro lenzuolo di parole vane. Vediamo se per punti riesco a non fare la fine di Pollicino e i suoi fratelli.
1) Berlusconi se ne andrà (ci credo quando lo vedo).
2) Al suo posto tutti accreditano Monti.
3) Obiezione: Monti non è un politico. Genialata di Napisan che lo nomina Senatore a vita.
4) Soddisfazione moderata per l'ennesima inculata al Cavaliere.
5) Monti è un'espressione dello stesso mondo di coloro che fino ad ora ci si sono inculati e vorrebbero farlo ancora, solo che lui lo farà un po' più gentilmente.
6) Ora se mantengo un fievole grado di soddisfazione per la cosa sono diventato di destra e riformista e benpensante?

Questo per ora, poi si vedrà. Certo che l'ottimismo è una cosa che mi diventa sempre più sconosciuta.

mercoledì 9 novembre 2011

Buonanotte al secchio

"Prometto che mi dimetterò dopo l'approvazione della legge di stabilità".
Nel maxi emendamento alla detta legge c'è la "norma anti-Veronica" che rivede la suddivisione ereditaria, il primo beneficiario sarebbe Silvio Berlusconi che l'ha sollecitata. Ennesima legge fatta pro domo sua.
A parte tutte le implicazioni politiche, economiche, elettorali ed altro ancora che riguardano tutti i poveri cristi come noi se lui resta in sella, come affrontiamo questo problema? Approviamo tutto e buona notte al secchio facendogli l'ennesimo favore con la speranza di togliercelo dalle palle?

domenica 6 novembre 2011

Di alluvioni e altre cose

Ci sono cose di cui non si vorrebbe scrivere, ma poi, leggendo giornali e blog, ascoltando la tv e la radio, ci si sente tirati per la manica fino ad immergersi in ragionamenti e polemiche che avresti evitato.
Iniziamo da alcuni termini.
Dopo la tragedia della Val di Stava la maggioranza degli italiani scoprì il termine tracimazione e fu un fiorire di tracimazioni per ogni argomento fino ad arrivare allo sport. Ora è la volta, da qualche anno, delle caditoie, in pratica i tombini. Insomma è come gli scopini che sono diventati "operatori ecologici" e i ciechi "non vedenti". Cambia il termine ma non la sostanza. Di buono c'è solo che il vocabolario degli italiani si è arricchito.
Passando ad argomento più pregnante, non si può fare a meno di fare qualche considerazione sull'importanza delle previsioni del tempo. Una volta si attendeva il Colonnello Bernacca, alle otto di sera, per sapere che tempo avrebbe potuto fare il giorno dopo. Ora sono diventate così importanti che ce le ammanniscono almeno una volta l'ora sull'arco dell'intera giornata. In linea di massima sono diventate ansiogene. In ogni stagione. Dal caldo al freddo, dalla siccità alla pioggia. C'è un'allarme meteo per ogni evenienza. Forse sono troppi e, come nella favola di Pierino e il lupo, qualcuno non li prende nella giusta considerazione. Con i conseguenti risultati.
Foto da Repubblica che a sua volta
l'ha presa dal sito di Gianni Alemanno
E' triste dover parlare di polemiche sulla pelle di morti innocenti vittime di incurie centenarie a cui nemmeno la moderna tecnologia trova, per mancanza di volontà politica, interessi ed insipienza, soluzione. Per scendere nel particolare. Roma ha qualcosa come 400.000 tombini e tenerli puliti è sicuramente un problema gravoso anche economicamente. Talmente gravoso che la giunta Aledanno, dopo l'ennesima alluvione (leggi piogge di una certa entità) tentò di scaricare la colpa sulla giunta Veltroni e acquistò per la modica cifra di 2.000.000 (due milioni) di euro una macchina chiamata Elephant che dovrebbe servire per pulire le caditoie. Macchina MAI entrata in funzione. Quindici giorni fa a Roma c'è stata una vittima per l'ennesima alluvione. Non sapremo mai se si sarebbe potuta salvare se l'Elephant fosse entrato in funzione.
Il cappello serve, al mio ragionamento,  per tentare di argomentare la differenza di trattamento che andrebbe riservata ai diversi sindaci chiamati in questione dagli eventi naturali. Alemanno sulle piogge e sulla violenza a Roma ci ha vinto le elezioni. Dopo la sua vittoria non è cambiato nulla e forse le cose sono anche peggiorate. La Vincenzi, sindaco di Genova, paga per il suo ruolo, ed è anche giusto. Ma non è possibile farle pagare colpe antiche di cui non ha nessuna responsabilità, almeno in questo caso. Se fosse stata chiamata in causa per i tombini otturati condividerei le accuse. Se fosse stata chiamata in causa per la pulizia del letto del torrente Fereggiano, condividerei. Insomma condividerei le critiche e le richieste di dimissioni su aspetti pratici della gestione del territorio comunale. Non condivido la chiamata in causa per non avere fatto chiudere le scuole. Per un semplice motivo. Se non fosse successo nulla avrebbe avuto le stesse critiche per aver procurato un'allarme inutile. Se poi si chiedono le dimissioni per l'inopportunità di certe sue dichiarazioni le condivido. Ma il problema delle dimissioni della Vincenzi si possono cercare anche in altre scelte fatte in questi anni sulla gestione della città. Non c'era bisogno di attendere sei morti per richiederle, tra l'altro, a poco tempo dalla sua naturale scadenza.
E, comunque, non si può addossare ai sindaci di ora tutte le colpe di una cattiva gestione del territorio che ha origini antiche acuite dall'anomalia italiana dei condoni.
In Italia si è costruito in ogni dove e al di fuori di tutte le regole perché tanto poi un condono la si farà sempre. E ci sarebbe da chiedersi che fine hanno fatto tutti quei sindaci che si sono opposti e che hanno fatto demolire costruzioni abusive sui fiumi, sulle spiagge e in altri posti non deputati. E poi, i sindaci pagano perché sono l'istituzione più vicina, ma perché ci si dimentica delle province, regioni, comunità montane, enti parchi, autorità di ogni genere che hanno la stessa, se non di più, percentuale di colpe?
Questa notte, al ritorno a casa, ho visto le previsioni del tempo perché era stato lanciato l'ennesimo all'erta meteo su Roma e provincia. Dall'una alle sei le previsioni davano piogge forti, temporali e, se non ricordo male, 6,8 mm di pioggia. Ha piovuto. Sulla pagina di un sito di meteorologia ho trovato questa frase riferita ad oggi pomeriggio: temporali in formazione sulle coste del Lazio. Mi sembra un fenomeno normale di questa stagione. Talmente normale da non meritare attenzione se non avessimo ridotto il Bel Paese in queste condizioni.
Tutto il resto lasciamolo alla magistratura. Solidarietà alle vittime.

sabato 5 novembre 2011

Domande inquietanti



Avevo pensato di farci una serie di post giornalieri, ma come al solito poi non ho la costanza di portare avanti una rubrica del genere. Anche perché non mi paga (e caca)  nessuno. Allora me ne sparo subito qualcuno, così, aggratise.

Shimon Peres: «Con l'Iran opzione militare più vicina».
Se una frase del genere l'avesse detta Abu Mazen, pensate che non ci sarebbero state reazioni come sembra non ce ne siano di significative in questo caso?

Mubarak è agli arresti domiciliari, Gheddafi è morto, Ben Ali è in esilio, Karadzic è in galera, ecc.
Berlusconi almeno un giorno nelle patrie galere se lo farà mai per aver fatto precipitare l'Italia nello stato in cui versa?

Per i disastri "naturali" indaga la magistratura.
Per i disastri indotti dalla cattiva politica indagherà mai qualcuno? E qualcuno pagherà mai di tasca propria?

"E’ che a te non ti spoglierebbe nessuno"
Se avessi detto una frase alla Crosetto ad una collega mi sarei beccato sicuramente una denuncia, oltre che un sonoro ceffone. Costui verrà denunciato dalla giornalista o costei si accontenterà solo delle scuse di maniera?

Berlusconi: "Crisi da noi? Ma se i ristoranti sono pieni".
Se stasera vado a cena con amici al ristorante, non è che poi il premier dice che aveva ragione visto che anche i comunisti vanno al ristorante?

venerdì 4 novembre 2011

Una domanda inquietante

Se date un'occhiata ai post più popolari(?) vedrete che ha fatto la sua comparsa un vecchio scritto del novembre 2010. La sua comparsa non è dovuta a cose eclatanti che ho detto. Anzi è un banale post provocatorio (ma non tanto). E non è nemmeno a causa della nomina di Draghi alla Bce. E nemmeno alla presenza nel titolo di Moni Ovadia, al suo essere attore, uomo di cultura e incidentalmente di religione ebraica. E' dovuto alla continua domanda se Mario Draghi è ebreo. Non mi sono mai posto e nemmeno mi pongo il problema. E' preoccupante e inquietante che qualcuno se lo chieda.

giovedì 3 novembre 2011

Rivalutiamo il Tg1 di Minzolini

Non capisco perché continuare a parlare male del servizio pubblico televisivo, leggi Rai. E' la dimostrazione della malafede degli italiani e dei comunisti.
Un'autorevole indagine medica ha stabilito che una delle maggiori cause delle crisi d'ansia, di panico e anche del mal di pancia, sono i telegiornali (fonte Tg2). In questi giorni (anzi, anni) di notizie ansiogene ne abbiamo avute tante come tanti mal di pancia, crisi d'ansia e di panico. Allora, forte di questa notizia, mi chiedo: perché attaccare Minzolini per il suo Tg1? Il Direttorissimo non ha fatto altro che preoccuparsi della nostra salute. Dovremmo ringraziarlo per il suo sacrificio professionale che ci ha permesso di "vivere" più tranquillamente in tempi così duri.

L'uccello padulo

Caro vecchio Uccello Padulo, non ne sentivo parlare dall'epoca della squola (sì, con la q), quanti vecchi cari ricordi. Con il Padulo mi è tornato alla mente anche Oreste con il cazzo a tre teste e come posso dimenticarmi Isidoro dalle palle d'oro e Pape Satàn pape Satàn aleppe grattati le palle che adesso passa Peppe, lo disse Socrate e lo confermò Santippe meglio una scopata che centomila pippe. E per chiudere in bellezza, all'osteria numero mille il cazzo mio fa scintille.
Sto ridendo e vergognandomi nello stesso tempo. Queste cose le dicevamo alle medie non come certi personaggi che sono ora al governo.