
E così, dopo averci raccontato per anni che l'Italia non sarebbe stata toccata dalla crisi, che non ci avrebbero messo le mani in tasca, che la lotta contro la criminalità dava i suoi frutti, senza contare che la criminalità ormai l'avevano dentro di loro, al loro stesso tavolo, insomma che tutto andava bene, si è arrivati al redde rationem. Le facili Cassandre che evocavano spettri greci o magrebini (senza le manifestazioni di piazza, per menefreghismo? rassegnazione?) venivano tacciati di furore antitaliano, di screditatori della nazione e altro ancora, invece ci siamo, non ci mettono le mani in tasca, con il ricatto (tutti, destra e sinistra, nessuno escluso) morale, politico, occupazionale, ci costringono a svuotare le nostre stesse tasche, di italiani medio-bassi per censo, a vantaggio di uno status quo che ci porta solo a pagare, come sempre, e mai a prendere. No, non è vero, qualche volta prendiamo, ma dalla parte sbagliata. Ormai l'ombrello di Altan ci fa solo solletico. E fa anche un certo effetto sentire in televisione una deputata del Pd che accoratamente si chiede perché loro, deputati e senatori, non siano stati chiamati a versare nemmeno cento euro di contributo per la dura situazione della Nazione. Voglio crederci per non cadere nella depressione più profonda.

Ma in questo marasma, mi colpisce il rifiuto della Cisl e della Uil a partecipare alla manifestazione dello Spi Cgil davanti al Senato di oggi. Va bene, non sono più veri sindacati, sono quinte colonne aziendali all'interno della classe lavoratrice, ma almeno il buon gusto e il buon senso di salvare le apparenze? Ma i pensionati iscritti a questi due "sindacati" non hanno mai nulla da dire? Va tutto bene? Sono contenti di pagare più tasse che i ricchi? Sono contenti di pagare il ticket sanitario che ricadrà quasi per intero su di loro perché, purtroppo, non fosse per l'età sono i fruitori principali della sanità pubblica?

Bonanni e Angeletti, visto che sulla manovra hanno parlato altri per Cisl e Uil, non hanno nulla da dire sulla norma che introduce l'obbligo per i lavoratori di pagare le spese di giustizia nel processo del lavoro? Un altro favore ai padroni o si pensa che gli operai e gli impiegati si possano permettere tutti di anticipare le spese per istruire un processo? Sicuramente parleranno della causa persa dalla Fiom e dai tre operai della Fiat di Melfi
Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli. Parleranno per dar contro loro e a Landini non preoccupandosi della categoria, a loro ormai estranea,
i lavoratori.
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Compagno Berlinguer
Di certo non amico per motivazioni
che esulano dall'essere compagno |
In tutto questo bordello, metaforico e reale, e in cui non mi inoltro di più, qualcuno non trova di meglio che tirare fuori una polemicuccia estiva sul termine "compagno". Una vera polemica da ombrellone che ha portato in tv ancora una volta il "compagno" Vendola, ansioso e preoccupato di mantenere una visibilità mediatica per mantenere viva la possibilità e l'idea di candidarsi a futuro premier. "
Non chiamiamoci più compagni ma amici". E bravo Niki! Così tanto per essere chiari. Si può essere "compagni" senza per questo essere amici, ma conterà anche qualcosa che il 90% degli amici sono compagni? Compagno ha un significato che travalica la normalità. Se ci si trovava, o ci si trova, in un paese che non conosci, facciamo l'esempio ti serviva o ti serve un meccanico, non è raro, secondo a chi ci si rivolge, che ti venga detto "... è anche un compagno". Compagno è sinonimo di garanzia, senza che mi si venga a tirare fuori la storia del socialismo reale, se avete intenzione di farlo, riflettete, studiate e poi ne parliamo. E se non è più così ci si dovrebbe chiedere chi ha sminuito il significato profondo del termine, chi lo ha svuotato di contenuti. Se mi chiamano "compagno" non posso che essere orgoglioso dell'appellativo perché mi si riconoscono valori profondi. E se qualcuno mi dice compagno e comunista sono ancora più contento.
Oh, quanto altro ci sarebbe da dire, da analizzare, ma non voglio deprimervi ancora di più di quello che ha fatto e farà il Governo e la classe politica tutta. Due paroline su l'Unità e sulla stampa. In un precedente post vi avevo parlato di un libro di Cronin, La luce del Nord. Ve ne ho parlato prima che scoppiasse il caso News of the world, il libro sembra scritto apposta. Ho riaperto una linea di credito verso il "mio" giornale. Qualche cambiamento si vede, spero che continui su questa strada.