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lunedì 30 maggio 2011

8.000 (ottomila) battute per un post

Per aver dubitato degli italiani qualcuno mi ha chiesto, per punizione, di fare un post di ottomila battute. La punizione, sia chiaro, non è per me ma per quelli che avranno la sventura di leggerlo. Chi mi conosce sa che scrivere anche più di ottomila caratteri è un gioco da bambini. Quindi mi accingo all'impresa e, per la prima volta, chiedo a chi lo leggerà fino alla fine di lasciare un segno. 
E’ vero, non era un refolo ma un vento, di certo non a 300 km orari come quello che ha distrutto la cittadina di Joplin, nel Missouri, lasciando dietro di se solo distruzione e morte. Di morte, seppur politica, ancora non ci sono tracce evidenti, ferite gravi molte ma, in alcuni casi purtroppo, non morte. Per l’uragano, quindi, ci stiamo attrezzando. Prima  o poi arriverà anche in Italia e si porterà via, se non tutti, una buona parte della classe politica di destra e sinistra. Quella stantia che puzza di chiuso e di muffa come le mute da calcio che da ragazzi, molti anche da adulti, lasciavamo a fermentare nelle borse finché una madre amorevole, o rassegnata, non si decideva a lavare maglietta, pantaloncini e, principalmente, calzettoni fetenti prima che il borsone iniziasse a vagare per la casa in cerca della lavatrice.
Quasi tutti si sono concentrati sui risultati di Milano e Napoli, per alcuni versi anche giustamente, trascurando i risultati di molte altre città come Cagliari, Grosseto o Novara. Ma queste sono cose che avete letto o leggerete sui giornali nazionali o locali descritti e analizzati meglio di quanto potrei fare io. Anche se deluderò qualcuno, dico che sono contento e sono contentissimo che moltissimi italiani mi abbiano smentito. Ma non sono tutte rose. Oggi si è parlato poco delle spine, che indubbiamente ci sono. Un solo esempio, Napoli che oggi è stata definita “la capitale del sud” facendo incazzare, presumo, i palermitani. De Magistris ha stravinto perché rappresenta “il nuovo” , quel nuovo che si muove sul filo della demagogia e dell’anti-politica (comunque nulla a che fare con il grillismo) che tante critiche riceve da sinistra e non solo. Sicuramente alla città partenopea serve un sindaco-sceriffo, mi vien da pensare a Giuliani a New York, che sappia mettere ordine nella città a partire dalla macchina amministrativa comunale e che abbia conoscenze, capacità e palle per sedersi e discutere con i presidenti della provincia e della regione, per non parlare dello Stato, in mano al centro-destra. Un sindaco sceriffo, che forte del suo plebiscito, sappia frenare le spinte partitiche di sistemare capi, capetti e capettini che chiederanno posti al desco come se la vittoria dell’ex magistrato non fosse comunque una loro sconfitta.
Il risultato napoletano è l’ennesimo banco di prova per Napoli e per il modo di intendere il mandato popolare. Riuscirà De Magistris a nominare assessori senza farsi condizionare più del dovuto dai partiti? Riuscirà a far prevalere il merito e le capacità sul funzionar iato di partito e il clientelismo politico? Riuscirà a riportare Napoli al ruolo di “laboratorio politico” come fu anni addietro? Tutto sommato, con enorme sfoggio di ottimismo da parte mia, penso di sì. Voglio pensare che Bersani abbia capito la lezione delle due grandi città e sappia tenere a freno i dirigenti del Pd campano. Sappia, il nuovo sindaco, fare la raccolta differenziata anche nello scegliere la nuova classe dirigente anche al di fuori delle tante liste che alla fine lo hanno appoggiato.
Il discorso della difficoltà di gestione di un risultato bulgaro è antico. A Genzano di Roma il sindaco uscente era stato eletto con il 73,6% eppure è stata una legislatura fatta di spaccature, abbandoni, entrate ed uscite dalla maggioranza volute dai partiti e dagli interessi di cordata. Il primo cittadino non è stato capace di imporsi, di battere i pugni sul tavolo e si è fatto logorare da diatribe che al paese interessavano poco. Per tenere a bada i soliti giochetti, ha trascurato diversi problemi del paese e ha, anche giustamente pagato. Si è ricandidato, è arrivato al ballottaggio ed ha perso per una settantina di voti. Il vincente è un ex Dc che ha fatto tutta la trafila, comune a molti democristiani, fino al Pd. Non è di certo il nuovo che avanza, anzi, ha una carriera più che ventennale alle spalle come consigliere, assessore e vicesindaco, è solo il rappresentante di una cordata che in questo momento ha più seguito.  E, contrariamente a quanto detto provocatoriamente, sono andato a votare spinto dalle voci di paese. Il paese è piccolo, ma non tanto, e la gente mormora, troppo. Il solo fatto che si vociferasse che il candidato del Polo, qui e qui, avesse dato indicazione di voto per il candidato che poi ha effettivamente vinto mi ha spinto ad esprimere il mio diritto-dovere di elettore. Ma non sono contento, per due motivi, o forse più.
1)     Tanto per mantenermi in allenamento ho perso, mai che scegliessi il cavallo vincente.
2)     Mi sono tolto il dis-piacere di poter dire che almeno una volta non ho votato.
3)     La consapevolezza che non cambierà nulla nella gestione di Genzano di Roma.
De Magistris si trova in una posizione critica. Su di lui si sono catalizzate le speranze di una città e non solo. Come su Pisapia. I due sono diventati i supplenti dei partiti di centro-sinistra. Sono due riserve, se mi si passa il paragone, che improvvisamente diventati titolari, hanno la possibilità di rimanerlo a lungo purché non sbaglino una sola partita, un solo gol, un solo passaggio. Saranno sotto esame per cinque anni da parte di coloro che li hanno votati, dei partiti che li hanno presentati o appoggiati e dell’opposizione. Saranno i Malaussène della  situazione, i dilettanti allo sbaraglio, i capri espiatori di tutti. Dio non voglia, per il bene delle due città, dell’Italia e della sinistra, che si debba sentire qualcuno dire “L’avevo detto io”. In particolare l’omino coi baffi, non quello della Bialetti ma un altro. Oppure il suo gemello con gli occhialetti. Sì, quello che chiedeva, a una settimana dal voto, una verifica della linea Bersani e che sembra essere sparito dai risultati del primo turno. Certo che i suoi interventi sono tempestivi come quelli di Loria (ci risiamo con il calcio e con i pochi eletti che capiranno il paragone).
Anche dopo questo lungo sbrodolamento fatto di alti e bassi come se fossi ciclotimico, non posso che ribadire la mia contentezza nel vedere e sentire certi personaggi. Il “povero” Salvini che non cerca colpevoli ma si presenta con i dati dei voti presi dal PdL e dalla Lega per far capire chiaro che chi ha perso è Berlusconi. E sulla stessa onda le dichiarazioni di Belpietro, Porro e Quagliarello (come lo chiama Geppi Cucciari). Quest’ultimo mi stava quasi facendo pena, senza la tracotanza e la sicumera che lo contraddistingue. Tutti non hanno potuto fare altro che ammettere la sconfitta chiamandola con nome e cognome: Silvio Berlusconi. Stupisce, per modo di dire, l’ottimismo di Fini, “Il berlusconismo è finito”. Quando un politico confonde le sue speranze con la realtà è grave. Per sconfiggere il berlusconismo ci vorranno anni, forse decenni. Fini forse non si rende conto dei danni fatti non solo dalla politica, di cui è stato compartecipe, berlusconiana ma, e principalmente, dalla “cultura” portata avanti dal nanoscurodellademocrazia con le sue televisioni e i suoi cloni.
Arrivato a 7.289 caratteri potrei fermarmi ma, sicuramente, qualcuno sarebbe capace di andare a fare il conteggio delle battute, delle parole, con e senza spazi, dei paragrafi e delle pagine e di certo non sarò io a dargli il destro di dire che non ho svolto il compito fino in fondo. Allora mi avvio alla conclusione avvertendo che non ho riletto, né rileggerò questo immondo pappone. Se trovate degli errori, di battitura, di ortografia, di grammatica, ve li tenete. Al massimo potrete segnalarmeli e, se mi andrà, li correggerò. Ora, dopo questa punizione, andrò a dormire con il cuore più leggero. Per una volta “abbiamo” vinto. Speriamo che sia la prima di una lunga serie.

giovedì 26 maggio 2011

Disavventure quotidiane, ovvero, un'incazzatura al giorno

Da dove comincio? Pausa piuttosto lunga per decidere. Sigaretta accesa e si parte con l'incazzatura giornaliera. Sarà un post lungo, per un paio di giorni non vi annoierò ma vi lascerò tante parole a tenervi compagnia. C'entrerà la seconda parte?
Capita di dover fare degli esami per vedere se sei sano o meno. Se li fai con la sanità pubblica hai tutto il tempo di morire senza sapere di che cosa, se li fai privatamente hai tutto il tempo di rimpiangere i soldi che hai speso per scoprire che non hai nulla. Dilemmi che non toccano chi ci governa e chi gestisce il lavoro e i relativi posti di lavoro. Comunque, saltando un po' nel privato e molto nel pubblico, si arriva a stabilire che non si ha nulla di grave ma che è necessario fare altri accertamenti perché potresti diventare, con l'intera genia,  un caso da studiare. Per poter permettere che ti studino potrebbe far comodo sapere che esami hanno fatto a un tuo congiunto una decina di anni fa. Nella cartella clinica ci potrebbe essere qualcosa del passato che aiuta i medici a capire il presente (ma che bella frase, sono bravino, nevvero?), allora si va nell'ospedale dove il parente ha subito un banale intervento chirurgico per chiedere la cartella clinica. Una gentilissima, senza ironia, addetta spiega che occorre compilare un modulo, pagare poi 20€ e attendere fiducioso che prima o poi la copia del preziosissimo documento arrivi. Innanzitutto tra me e me, e di solito è una bella lotta, mi chiedo perché non venga data obbligatoriamente all'atto delle dimissioni la copia della cartella clinica che poi, spesso, ti dovrai portare per visite e ricoveri successivi? Ma non è il caso di farsi certe domande, la risposta non c'è come la logica in certi comportamenti. Il modulo prevede, tra l'altro, l'indicazione dell'anno del ricovero, meglio se uno ci scrive anche il giorno e il mese. 
Ma ditemi voi perché uno dovrebbe tenere a mente il giorno, il mese e l'anno di una banale operazione di ernia per giunta nemmeno tua. L'impiegata vede che sei in difficoltà e ti viene in soccorso mandandoti all'ufficio Ospedalità  "Dove forse la potrebbero aiutare". Scendi nei piani bassi dell'ospedale e arrivi nella parte già ristrutturata, o così almeno sembra, e poni la domanda all'impiegata dell'ufficio. A posteriori mi posso far venire il dubbio che mi sia espresso male, ma, nella mia superbia e consapevolezza, dubito di ciò. "Senta, scusi, è possibile sapere quando mia madre è stata ricoverata  e operata in questo ospedale?". "Eh no! Mi deve dire la data". Mi guardo i fogli in mano, alzo lo sguardo alla finestra a vasistas, giro gli occhi all'altra impiegata in una muta richiesta d'aiuto, la serpe non li alza ma continua a leggere come se non fosse accaduto nulla. Non rispondo come vorrei, ovvero: "Cazzo dici, stronza! Se sapevo la data non sarei venuto a chiederla a te", mi sforzo, invece, di argomentare ancora meglio: "L'anno dovrebbe essere il 1998, il chirurgo il dott. ..... (lo ricordo perché poi ebbi a che fare con lui) ..." Mi interrompe decisa e ultimativa: "Mi serve almeno il mese". Due le strade che mi restano. Spaccarle la faccia o andarmene. Scelgo la seconda strada e torno al primo sportello.
La sempre gentile impiegata mi suggerisce di compilare il modulo con la data presunta e le generalità complete di mia madre e almeno ci si prova. Quando stai per tirare il sospiro di sollievo arriva l'imprevisto nella forma di domanda: "Lei è figlio unico?". Nella testa si forma un gigantesco "MAGARI", ma in realtà ho quattro fratelli e, ingenuamente, me lo faccio uscire dalla bocca. Ora è lei che è in difficoltà nel dirmi "Dovrebbe, allora, farsi fare la delega dai suoi fratelli e portarmela con una copia dei loro documenti". Ma sono in giro per l'Italia, telefonate, fax, mail, che palle!! Provo a chiedere se non ci sia un'altra strada. Pazientemente alza il telefono e chiama la direzione sanitaria, parlotta per 45 secondi e, costernata, mi dice che non ci sono alternative, "E' la legge". Ma 'sta legge sulla privacy se la ricordano tutti solo quando ti devono rompere le palle? Vabbé (italiano parlato), non mi resta che imprecare e andarmene quando la pazientissima sportellista mi dice: "Vuole provare a parlare con la Direzione Sanitaria?" E vai, proviamo anche questa emozione. La DS mi si manifesta nella persona di una segretaria che mi ripete le stesse cose con tono gentil-sufficientesco che un po' acuisce la mia irritazione al punto che l'interrompo: "Quindi potrei anche morire in attesa dei documenti per avere la cartella clinica di mia MADRE, non di una sconosciuta?", "Sì", "Buongiorno" e sono andato via altrimenti gli accertamenti me li avrebbero fatti sul posto.

mercoledì 25 maggio 2011

Hai fame? Chiama l'esercito

Il 9 ottobre 2009 scrissi questo post per lamentarmi della scarsa attenzione prestata alla notizia della crisi degli italiani e dell'aumento dei poveri in Italia. C'è da dire che quest'anno l'attenzione ai dati dell'Istat è stata maggiore e come al solito la classe politica è riuscita a dividersi in due dando, una parte, la solita, una pessima immagine di se stessa. Inutile commentare e riportare quanto già detto dalla stampa ufficiale. Inutile anche commentare le dichiarazioni dei vari ministri, "Treconti in testa" che si mantiene saldo ai primi posti per il vaffanculo del 2011. Se ricordo bene, poco dopo l'insediamento del governo del nanoscurodellademocrazia, vennero cambiati i vertici dell'Istituto di statistica perché, secondo il centro destra, con le sue ricerche svolgeva attività antigovernativa. Di conseguenza, sempre se non ricordo male, gli attuali vertici dovrebbero essere più organici all'attuale maggioranza. A maggior ragione i dati assumono una valenza difficilmente contestabile.
Se poi dovessimo analizzare la situazione alla luce dei fatti Fincantieri, i dati ISTAT si possono iniziare ad aggiornare volgendoli al peggio. Si parla sempre del numero di operai che perde lavoro per via diretta e di un ipotetico numero facente capo all'indotto. Mai, o troppo poco, si parla delle ripercussioni su tutti gli altri aspetti della vita sociale ed economica delle cittadine interessate. Prendiamo per esempio Castellammare di Stabia. Ma vi immaginate che immenso favore si sta facendo alla camorra?
E che dire del ministro(?) Romani che, essendosi accorto dell'improvvido annuncio di chiusura prima dei ballottaggi, si è affrettato a dichiarare: "E' fondamentale che, fino a quando non saranno attuati concreti e condivisi progetti di riconversione industriale, i piani di chiusura degli stabilimenti non diventino operativi", che tradotto in italiano vuol dire: "Facciamo passare domenica e lunedì e poi ne parliamo. Se si vince ci mettiamo una pezza così facciamo la parte dei politici attenti alle esigenze dei lavoratori, se si perde che vadano a farsi fottere. Ci pensino loro e facciano quel che vogliono". D'altronde è un atteggiamento già sperimentato ampiamente. Termini Imerese la ricorda qualcuno? E lo squarcio nei rapporti sindacali voluto da Marchionne con l'avallo di quei buontemponi di Angeletti e Bonanni? Mi verrebbe voglia di fare l'elenco dei tanti degni sindacalisti che ha avuto questo paese, dei tanti sindacalisti che per difendere i lavoratori hanno perso la vita. Ma sarebbe anche questo tempo perso.
Vale la pena di parlare del sindaco di Castellammare di Stabia Luigi Bobbio? L'esponente del Pdl ha richiesto l'intervento dell'esercito invece di schierarsi al fianco dei suoi concittadini. Così aggiunge un'altra chicca per essere ricordato. Nell'ottobre dello scorso anno avrebbe voluto vietare elementi di abbigliamento come minigonne, magliette e vestiti troppo scollati e i mitici jeans a vita bassa obiettivo primario di molti, troppi sindaci. Gli stabiesi se lo ricordino a tempo debito. Almeno lo voglio sperare.

martedì 24 maggio 2011

Bonanni, sono fascisti vestiti di rosso?

Sono fascisti vestiti di rosso o sono operai e impiegati, conosci ancora il significato delle parole o l'ansia revisionista ti ha spinto a cancellarle dal tuo vocabolario?, che lottano per la difesa del posto di lavoro.
Lavoro, ricordi cosa vuol dire? Quello strumento del capitalismo che permette alle persone di essere sfruttate per poter condurre una miserrima vita sul filo della dignità. Quella che tu e i tuoi amici berlusconiani state mettendo ogni giorno in pericolo. Ognuno per la sua parte ma ugualmente colpevoli e conniventi.

domenica 22 maggio 2011

Io sarò un fascista vestito di rosso. Bonanni, tu sei fascista e basta.

Non giro sui blog con attenzione da un paio di giorni, e nemmeno ho prestato molta attenzione alla tv. Insomma sono stato un po' disattento. Quindi sono rimasto colpito e stupito dalla notizia riportata a pag. 28 de La Repubblica di oggi. Titolo cinque colonne basso pagina: "Asse Cisl-Uil, nuovo strappo con la Cgil. Siamo noi l'unico sindacato confederale". Nel sommario  due dichiarazioni. "Angeletti: siamo rimasti in due a volere le riforme, dobbiamo rassegnarci. Bonanni: non ho paura dei fascisti vestiti di rosso".
Già parlato del sindacato e del suo ruolo, quindi, inutile ripetere a beneficio di persone che ormai non hanno più nessun rapporto con il sindacato e il suo fine ultimo. Nemmeno vale la pena rispondere all'affermazione di Angeletti perché egli confonde riforma con controriforma, confonde il difendere la classe lavoratrice con il venderla al miglior offerente.
Non varrebbe nemmeno la pena confutare le parole dell'altro venduto, Bonanni. Parlare di "Fascisti vestiti di rosso" lo mette, e lì merita stare, sullo stesso piano della classe politica da cui dovrebbe difendere i lavoratori. Purtroppo siamo noi ad avere paura di loro, della condotta da venduti e traditori e ormai portano avanti. E' da questa mattina che ho una rabbia in corpo irrefrenabile.

giovedì 19 maggio 2011

A volte mi piacerebbe essere Carezzevole

Noi qui che ci masturbiamo il cervello, non ci giurerei che non ci sia stato chi con il mantra Pisapia non si sia masturbato qualcos'altro, mentre nel mondo succedono cose disgustose. Ma, forse per parlare della Palestina in Italia sugli organi di informazione, ci vogliono i morti, ma tanti, troppi. Per il resto si privilegia l'uscita di Obama che ha ricevuto subito due no, da Hamas e da Israele. Domani troveremo sui giornali dotte analisi che ci spiegheranno quanto sono cattivi quegli estremisti dei Palestinesi e, forse, in qualche giornale poco letto troveremo la spiegazione del no dello stato di Israele. Domani, insomma, avremo di che parlare, in pochi esagitati italiani, agli altri come al solito non fregherà nulla.

Oggi, invece di eccitarmi per le elezioni, Ballarò, Anno Zero e altro ancora, vi dico qual è l'ultimo libro che ho letto. Vi ho avvertito prima, fate ancora in tempo a uscire da questa pagina.
Nel 1976, come tante volte detto, entrai per la prima volta nel palazzo che ospitava l'Unità e Paese Sera, qui una storia diversa ma più "vera". Tra le tante persone che incontravo c'era un giovane, mio coetaneo, riservato e con il quale scambiai, nel corso degli anni pochissime parole. Avendo una memoria che ancora regge, mi ricordo benissimo di questo ragazzo magro e con una camminata che lo portava a tenere il viso leggermente in alto. Probabilmente sarà un ricordo sbagliato dovuto ad un fatto particolare, del momento, ma c'è poco da fare, lo ricordo così. Mi dissero che faceva il giornalista a Paese Sera, in cronaca. Per farla breve, e per non fare la storia di questo giornalista, passo a pochi anni or sono. Dalla cronaca nera del Paese Sera prima e Repubblica poi, è diventato noto per alcuni libri di buon successo. Prima di parlare dei suoi libri me ne sono letti tre e affronterò il quarto tra pochi giorni. Bei libri. Noir? Gialli? Thriller? No, romanzi. Bei romanzi che pescano nella vita di tutti i giorni, ben costruiti e ben scritti. Appassionanti e, come dice un critico, "non abborracciati". Mi manca il primo libro che ha scritto, Roma maledetta del 1998, ma prima o poi lo troverò. Gli altri sono La legge di Lupo Solitario, L'istinto del Lupo (terzo al Premio Strega del 2009) da leggere in rigoroso ordine. Il terzo, forse, è il più bello per me. L'autore pesca a piene mani nella sua storia personale di volontario nella cronaca di un grande giornale. Penso di aver riconosciuto alcuni dei personaggi che tratteggia, o che perlomeno lo hanno ispirato e mi ha riportato a tanti anni fa, quando anche io frequentavo quel palazzo, con compiti diversi, senza aver realmente la forza e lo stimolo per intraprendere una carriera diversa. E' stato bravo a costruire una trama plausibile con la sua storia di giornalista avventizio unendole anche ad aspetti della sua vita personale. Il libro in questione è Il Carezzevole, Newton Compton 14,90€ e l'autore è Massimo Lugli.

mercoledì 18 maggio 2011

Al ballottaggio non voto

No, ho deciso, al ballottaggio non andrò a deporre l'urna nella scheda e sarà la prima volta che accade. Non ho mai saltato una consultazione di nessun tipo, da quelle sindacali aziendali, ai referendum, alle amministrative, alle politiche e nemmeno quelle di sezione quando sono stato iscritto. E, pensandoci, nemmeno quelle delle associazioni dove c'era bisogno e possibilità di votare. E' proprio vero, c'è sempre una prima volta. Non andrò a votare per il ballottaggio tra due candidati sindaco espressione dello stesso partito, che non è il mio non essendo iscritto a nessun partito, e della stessa "cultura politica". Già adempiere al mio diritto-dovere al primo turno mi è costata fatica, non vedo perché ripetere l'esperienza al secondo turno. Qualcuno ricorderà il post dove parlavo dei candidati sindaco di Genzano di Roma, alla fine non sono stati otto ma cinque, e mi chiedevo se sarei andato a votare. Non si può non votare, a maggior ragione quando in un paese che fino a circa un decennio fa veniva chiamato "La piccola Mosca", si verificano fatti come quelli esposti negli altri due post, qui e qui. Passo quindi ad una breve analisi dei cinque candidati partendo dal basso.
Daniele Viti, ex Pd, lista civica Progetto Genzano, 325 voti, 2,35%.
Daniele Menicocci, Mov. 5 Stelle (Grillo), 532 voti, 3,85%. A Grillo e i sui adepti abbiamo dedicato fin troppo spazio e parole per sprecarne altre.
Vittorio Barbaliscia, PdL più lista civica a suo nome e l.c. Forza del Sud con richiamo al candidato, 4098 voti, 29,68%. Si narra, è uscito anche su un giornale locale, che il Dott. Barbaliscia sia uscito dalla sezione del PdL in lacrime. E' il minimo che potesse fare dopo aver portato in paese la Meloni e la Polverini. Nei post richiamati c'è ampia descrizione del comportamento della presidente della regione Lazio e dello stesso candidato. Da tener presente che alle elezioni per la Camera dei Deputati del 2008 il centro-destra, a Genzano, aveva avuto il 34,34%. Sul ruolo dell'opposizione in consiglio comunale ci sarebbe da scrivere diversi tomi, ma la cosa non mi appassiona più di "un'unghia incarnita".
Flavio Gabbarini, Api, Fed. Sin., più tre liste civiche, 4194 voti, 30,38%. Ex Dc transitato fino al Pd da cui sembra sia uscito, ma della notizia non ho certezza non fregandomene tanto. Candidatura appoggiata anche da quelli che nel Pd vengono definiti dalemiani e che, anche per loro, non si sa se sono dentro o fuori il partito e, a quanto mi dicono, della cosa se ne dovrebbero occupare gli organismi statutari di quel partito. Non mi sembra che nel suo programma ci sia qualcosa di particolare che mi possa spingere a votarlo. Se poi guardo a chi lo sostiene, fisiognomicamente e intellettualmente, anche quello 0,00000000000001 di dubbio mi passa velocemente e mi spinge a pensare ad altro.
Enzo Ercolani, Pd, SeL, IdV, più due liste civiche, 4656 voti, 33,73%. Sindaco uscente eletto nel 2006 con il 73,6%, praticamente un dittatore, magari lo avesse fatto. Si è lasciato logorare dai giochi di partito senza riuscire ad imporre la propria personalità. Molte le colpe e le indecisioni, gli riconosco, salvo smentite, un'onestà di fondo e un rapporto di "amicizia" dimostratomi nel corso degli anni. Quando l'Unità chiuse per la prima volta fu l'unico della sezione dell'allora Ds a esprimere sincero rammarico a differenza di altri che si dichiararono contenti della chiusura. La corrente del Pd che lo appoggia sarebbe quella veltroniana. Se poi guardo a chi lo sostiene, fisiognomicamente e intellettualmente, anche quello 0,00000000000001 di dubbio mi passa velocemente e mi spinge a pensare ad altro.

Già il solo pensare che ci sia una corrente dalemiana e una veltroniana a Genzano mi pare un incubo della peggior specie, non avendo capito a livello nazionale cosa vogliono, figuriamoci a livello locale. Se poi ci mettiamo che sono due cariatidi della politica, stanno su piazza da almeno 20 anni, che hanno candidato giovani che in pochissimi siederanno sugli scranni del consiglio comunale, che i programmi non mi entusiasmano, continuo a pensare che la scelta di non votare, così provo anche questa esperienza, sia quella giusta. Sui singoli partiti e liste civiche preferisco non esprimermi per non correre il rischio di denunce e "attentati". Al primo turno ho votato per un candidato, per amicizia, che gravita a sinistra, e la cosa mi è costata fatica. Ora se la spicciassero da soli

martedì 17 maggio 2011

No, degli italiani non mi fido

Troppo ottimismo. Non posso fare a meno di mantenere i piedi per terra e considerare i risultati del primo turno solo ed esclusivamente un piccolo sintomo di cambiamento. Di solito l'ottimismo porta a considerare già raggiunto il risultato e a distrarsi dal portare avanti le cose con lo stesso identico impegno, anzi, ce ne vorrebbe di più.
Milano. Indubbiamente il premier prende un sonoro schiaffo, sia sulle preferenze personali, sia sui voti della coalizione. Un buon risultato di partenza ma ora, con il ballottaggio si apre un discorso diverso e non tanto piano. Per poter vincere Pisapia dove andrà a prendere i voti che gli mancano? Si può sperare che la percentuale dei votanti salga ancora portando alle urne qualche altro scontento che sull'onda del piccolo successo ritrovi un po' d'amor proprio verso se stesso e verso la città. Non è possibile stringere patti con le altre liste, sono tutte di centro-destra e sui grillini non ci farei molto affidamento, per l'esiguità delle percentuali e per l'imprevedibilità di un movimento che fa dell'antipolitica il proprio credo. Purtroppo c'è la possibilità di un compattamento del centro-destra per sbarrare la strada a colui che viene visto, speciosamente, come un estremista. Instillare la paura per recuperare voti. E ciò farà sicuramente presa sui terzopolisti in libera uscita. Ricordarsi sempre del potere ricattatorio che Berlusconi ancora mantiene. Vedremo.

Per non allungare troppo il brodo prendo in considerazione solo un'altra città.

Napoli. Il risultato della città vesuviana è la vera sorpresa, secondo me. Tutto avrebbe portato a credere e giustificare un ribaltone politico sotto il vulcano. Una città che tanti anni fa fu definita "laboratorio" e dove una classe politica, e un partito in particolare, è riuscita a dilapidare un immenso patrimonio culturale e politico trasformandola, con il concorso di tutti, in una enorme pattumiera a cielo aperto. Non mi sarei stupito di un tracollo del centro-sinistra. Ma, a leggere con attenzione i dati si scopre, banalmente, che De Magistris, che ha surclassato il candidato del Pd, ha sì raccolto il 26,9 dei consensi sulla sua figura ma solo  il 18 virgola qualcosa per i partiti che lo sostengono e "solo" poco più dell'otto per l'IdV. La coalizione facente capo al Pd quasi il 20%, con il partito di Bersani al 16,6. E' chiaro che così non si governa, ammesso che l'ex magistrato venga eletto al ballottaggio, corre il rischio di trovarsi a capo di una maggioranza dove il suo partito sarebbe minoranza. Con un po' di acume politico, questo pastrocchio non si sarebbe creato e ci sarebbero stata l'occasione di far tornare Napoli al ruolo di laboratorio politico.

Ecco perché perché dico che non è vento quello che si è alzato ma solo un refolo, basta poco e si torna al passato. No, non cito Gramsci e il pessimismo della ragione, mi rifaccio solo alla condizione di un paese che considera SeL un partito di sinistra radicale e dove i giornali non colgono il buon risultato della Federazione di Sinistra, con posizioni più o meno condivisibili e con scelte addirittura deprecabili, nonostante essi siano fuori dal parlamento e con poche possibilità di partecipare al dibattito politico nelle televisioni e sulla carta stampata. Un paese dove molti elettori di sinistra sono andati ancora una volta al mare o hanno annullato la scheda in un impeto autodistruttivo che nulla costruisce.

lunedì 16 maggio 2011

Un refolo più che un vento


E dedichiamo una foto a Pisapia! In fin dei conti ha ottenuto un risultato che nemmeno il più ottimista avrebbe immaginato. Ma dall'essere piacevolmente colpiti dal buon risultato, compreso il buon e insperato risultato di Napoli, a passare ad affermare "Qui sta cambiando il vento, vinciamo noi." come ha fatto Bersani ce ne corre. Non esageriamo. Finora si può parlare di un refolo che porta un pochino di aria fresca. Per parlare di vento che sconvolge e travolge mancano i numeri. Accontentiamoci, per ora, di aver rialzato un pochino la testa. L'analisi del voto e delle sue conseguenze lo faremo tra qualche giorno.


sabato 14 maggio 2011

Italiani: Su la testa

....e comunque sinistra e destra, comunismo e fascismo eccetera sono concetti oramai superati che appartengono alla storia....quindi non importa da che parte si sta l'importante è essere sempre vivi e sapersi indignare lavorando per un mondo migliore....migliore per te!....


La frase sopra riportata è un commento tratto da Fb in risposta alla domanda "Cosa rispondereste a questa domanda di vostro figlio: "Papà/mamma, ma tu sei comunista?"


Come possiamo rialzare la testa se ormai dilaga questo non pensiero? Ci si ostina a non volgere lo sguardo al passato per non ripetere gli errori già commessi. Si vuole ridurre tutto ad una informe marmellata del non-pensiero. Considerare destra e sinistra, comunismo e fascismo, concetti superati hanno portato al governo gli aspetti e gli uomini peggiori. La Lega e gli ex fascisti al potere con tutto quel che ne consegue. Spaccando gli italiani in due, coloro che pensano che un bene comune debba esistere ed essere protetto e coloro che pensano solo agli interessi di pochi, se non di uno solo. O peggio solo ai propri interessi. E' andare a votare senza alcuna idea, e direi senza alcuna ideologia, che ha portato al potere l'apparire invece dell'essere. Che ha azzerato i valori di uguaglianza, fratellanza, solidarietà, promozione umana e altro ancora. Non basta sapersi indignare tra le pareti di casa, bisogna avere poi comportamenti conseguenti altrimenti l'indignazione si tramuta in uno sterile "gne gne" che non porta a nulla. 
E' la forza delle idee che spinge in avanti l'uomo, non la lamentazione continua. 

Finora abbiamo sentito questa musica.


Quando il Maestro Morricone (che mi scuserà per l'utilizzo improprio della sua stupenda musica) ci regalerà "Abbiamo alzato la testa"?
Attendo fiducioso.

mercoledì 11 maggio 2011

Ragazzate

Ragazzata s. f. [der. di ragazzo]. – Azione da ragazzo, compiuta cioè senza riflessione, senza vera consapevolezza, con leggerezza: è stata una r.; da giovani abbiamo fatto tante r.; alla sua età, non credevo che facesse una tale r.; non è stato un amore serio, ma solo una r., un innamoramento di breve durata, un flirt. In forma esclamativa, ragazzate!, sciocchezze, a proposito di azioni, comportamenti, discorsi ai quali non si dà peso. (Vocabolario on line Treccani).


Quante volte abbiamo sentito questa giustificazione per azioni anche rilevanti civilmente e penalmente? Oramai tutto si risolve qualificando come "ragazzata" comportamenti impropri dei politici, anche quando l'età delle ragazzate l'hanno superata abbondantemente e forse riguarda addirittura l'età dei nipoti. Il coro dei tifosi del Milan, a cui ha partecipato anche Gattuso, è stato liquidato da Galliani come una "ragazzata". E' una ragazzata anche il coro cantato a Motta Livenza in una partita contro il Garlasco dove si faceva riferimento a Stasi e all'omicidio di Chiara Poggi. Alcune uscite leghiste anche, ricordate i cori a cui partecipò il leghista Salvini? Giovani che violentano una quattordicenne giustificati dai genitori con "non sapevano quello che facevano, per loro era una ragazzata". Ormai tutto si può fare, tanto sono tutte ragazzate. Con questa parola si sdoganano tutti i comportamenti e siamo tutti tornati ad essere giovani che si possono comportare con la leggerezza dell'età che non abbiamo più. Chissà perché mio padre a certe ragazzate non rideva, ma mi rifilava anche qualche solenne ceffone. Ricordo, ero piccolo, non so dire l'età, che "rubai" una macchinina ad un amichetto. Tornato a casa mi fece pelo e contropelo, fortunatamente a parole perché aveva le mani pesanti, e mi obbligò a restituire il maltolto e a chiedere scusa per quella che poteva essere una vera ragazzata.
Vittorio Barbaliscia
Chissà se anche le dichiarazioni di Berlusconi, e dei suoi cloni sparsi sul territorio nazionale, contro tutto e tutti possono essere intese e giustificate come ragazzate. Ed è tale anche il comportamento di una presidente della regione, Renata Polverini,  e lo sono anche le parole del primario chirurgo degli ospedali di Genzano di Roma e di Albano Laziale, Vittorio Barbaliscia candidato alla carica di sindaco della cittadina laziale, come riportato nel post precedente?

Ragazzata è una di quelle parole che secondo il Dizionario dei Sinonimi e Contrari di Giuseppe Pittàno (Ed. Zanichelli) non prevede il contrario. Ci sarà pure un motivo?



Non facciamo ragazzate e andiamo a votare. Poi non sarà possibile recriminare ma solo subire come stiamo facendo da troppi anni.

Polverini a Genzano di Roma

Il Messaggero, noto giornale di estrema sinistra della capitale, così riporta la notizia del comizio della Polverini a Genzano di Roma.
Non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro se non che il capolista del Pdl è (era?) un dottore dell'ospedale di Genzano, con la pretesa ristrutturazione non so dove è stato mandato, dove è stato chiuso il pronto soccorso dalla giunta Marrazzo con l'appoggio della destra della regione. Insomma il solito porcaio italiano. Le sue parole, «Spero non debba capita' che te ricucio io, ma se capita te smonto e manco te rimonto», se è vero che le ha pronunciate,  dovrebbero far muovere l'ordine dei medici, sono di una gravità assoluta.

Qui la nota scritta da uno dei candidati sindaci con la frase incriminata.

martedì 10 maggio 2011

Vota e fai votare Partito Comunista Italiano

Diversi amici, Silvano, il Russo, sui loro blog, altri sulle  pagine Fb, hanno affrontato l'argomento Grillo prendendolo di petto a parole non potendolo fare in altro modo. E lo fanno a ragion veduta. Indubbiamente il grillismo è un'altro di quei fenomeni che danno il senso dei tempi che viviamo. Niente di più e niente di meno che ciò che fu all'inizio la Lega. Un movimento che sfrutta il vuoto dei partiti tradizionali.
La Lega che cavalca posizioni destrorse sulla paura dei "diversi" con un mix di razzismo diffuso, localismo e presunzione di indipendenza basata su un falso storico. Ma, come accaduto nei secoli scorsi, certi propositi fanno breccia quando non ci sono certezze e ideali da seguire.
Il grillismo, invece, vorrebbe cavalcare tutte le posizioni, con una preferenza per la "sinistra". Un ondeggiare che ricalca spesso posizioni di sinistra per poi lasciarsi andare a manifestazioni contro la sinistra stessa, un combattere la politica per farsi poi esso stesso, il grillismo, movimento politico che nulla di nuovo propone. Mi sono andato a leggere diversi programmi di candidati sindaci del Movimento a cinque stelle, già il nome mi irrita, non ho mai frequentato alberghi che superassero le tre stelle, quando l'ho fatto. In queste enunciazioni di principio non ho mai, dico mai, trovato una cosa nuova o un modo nuovo di affrontare i problemi. Piuttosto ho trovato affermazioni generiche con pericolose scivolate verso il qualunquismo, il populismo e contraddizioni di non poco conto. Una per tutte. I grillino-candidati lanciano accuse di personalismi a quasi tutti gli altri concorrenti alla carica di sindaco senza rendersi conto che essi stessi altro non sono che il prototipo all'ennesima potenza del personalismo. Essi sono l'emanazione del grillo-pensiero. Ma cosa dice il grillo-pensiero? Francamente non so rispondere a questa domanda. Dei suoi sermoni televisivi-internettiani non mi rimane mai molto, solo il suo tono stridulo di voce che impreca contro tutti e tutto a mo' di novello Savonarola (che mi scuserà per l'improprio paragone non avendo mai sentito predicare il frate domenicano per evidenti problemi di data). Ma il solo fatto che io come altri stiamo dedicando tutto questo tempo a Grillo, i grillini e il movimento a cinque stelle è un altro indice della decadenza della nostra Democrazia.
Purtroppo questi partiti o movimenti hanno trovato fertile humus nell'ignoranza degli italiani (si, diciamocelo senza infingimenti), nel loro egoismo. Il tutto condito dal fallimento della Seconda Repubblica e dei partiti nati sulle ceneri della Prima. Se poi qualcuno riuscisse a spiegarmi dove sono le differenze tra le due, gliene sarei grato (prima che a qualcuno venga in mente di prendermi sul serio, specifico che è una domanda retorica).  All'interno di questi fallimenti occorre includere anche quello della sinistra, storica e no.
Il mio blog ha una media di circa cento visite al giorno di cui 50 effettive, il resto sono visite casuali dovute a ricerche senza senso tipo "puttane a Casale Monferrato", giuro che è vero. Perché questa digressione? Per giustificare che qui mi fermo e non vado avanti. Non vorrei che i lettori scendessero ancora, quindi, non posso martirizzare quei cinquanta disgraziati/e che ancora vengono a leggermi.
Se qualcuno proprio non può farne a meno di sapere il mio punto di vista sulle elezioni in genere, ovvero dell'assoluta necessità di andare a votare, può cercare nel blog sotto l'etichetta elezioni. C'è da far addormentare il più insonne degli uomini.

P.S. Se poi cercate un collegamento tra titolo e pezzo state perdendo il vostro tempo. E' uno squallido espediente per avere qualche contatto in più,

lunedì 9 maggio 2011

Confesso la mia ignoranza

Per me Spa era ed è una città belga sede di un gran premio di formula 1, oppure una città storica o sede di terme conosciute fin dall'antichità (le due cose sono comunque collegate). Oppure Spa era ed è l'acronimo di Società per Azioni. Da un po' di tempo, non essendo uso prestare attenzione al gossip, ho scoperto che spa viene utilizzato anche con un altro significato che ho compreso quasi subito e quasi bene essendo sempre abbinato a certi personaggi e situazioni. Ma la cosa che mi ha spinto ad informarmi è questa notizia.
Tutto bene quel che finisce bene
Attimi di panico per Elisabetta Gregoraci che, in compagnia del marito Flavio Briatore in una Spa di Merano, aveva perso una collana di grande valore. Secondo quanto raccontato dalla stampa specializzata, la showgirl si era tolta il prezioso oggetto per sottoporsi a un trattamento di bellezza ma poi la collana sarebbe finita prima in mezzo ad alcuni asciugamani e poi in lavatrice. Scartata subito l'ipotesi del furto e intuito l'accaduto, è stata chiamata una ditta di spurgo e il prezioso oggetto del valore di 300mila euro è stato fortunatamente ritrovato nelle tubature.
Voi capite che una notizia del genere deve spingere ad informarsi.  Vogliamo mettere i casini libici, siriani, palestinesi, il maremoto e l'emergenza nucleare, Bin Laden, le sparate del nanoscurodellademocrazia e tutte le altre cazzate a paragone con simile evento sconvolgente? Comunque ho capito che "recentemente il termine "spa" si è diffuso per indicare le stazioni termali o in generale aziende che forniscono cure idroterapiche o in generale servizi di benessere e cura del corpo". Devo quindi ringraziare Gregoraci e Briatore per avermi dato modo di crescere culturalmente. Penso che nemmeno nei loro peggiori incubi si sarebbero potuti immaginare un simile evento. Dopo aver chiesto scusa a tutti per avervi fatto leggere certi nomi, al mio computer per averli anche scritti, due considerazioni sulla notizia e sul fatto.
Che un fatto del genere abbia trovato spazio sui giornali è l'ennesimo indice dello stato dell'informazione e della sua utilità in Italia. Ma nello stesso tempo è l'indice dello stato mentale degli italiani. Ma chi ha scritto la notizia sa come funziona una lavatrice? O la collana è fatta di pietre piccolissime o ha scritto una cazzata. Nei fori del cestello di una lavatrice non c'entrano pietre troppo grandi. E se erano talmente piccole, che hanno fatto? Setacciato tutto il contenuto della fogna del centro benessere o tutte le fogne di Merano?
Il fatto in sé mi porta a dire che se la collana non si fosse ritrovata sarebbe stata la giusta punizione per il semplice fatto che recarsi a farsi fare i massaggi con una collana di quel valore al collo è pura idiozia. Forse un collare sarebbe stato meglio.

venerdì 6 maggio 2011

Lo sciopero e l'informazione

E così oggi c'è stato il primo sciopero generale dell'epoca Camusso. Anche per questa manifestazione vale la considerazione fatta sulla manifestazione delle donne "Se non ora quando?" Prima. Anche questo sciopero andava fatto PRIMA, molto prima e più di uno. Siamo arrivati al 6 maggio stanchi, dispersi nelle difficoltà della vita e nella indifferenza degli organi di stampa, perlomeno di molti. Il sito de La Repubblica relega la notizia al 13 posto, in pratica ci vuole il cane da tartufo per trovarla. Il Corriere.it la mette addirittura al 20 posto e qui ci vogliono i nani di Biancaneve. Il Messaggero.it va molto meglio, piazza la notizia al settimo post, l'Unità, l'ha spostata al secondo posto dopo le dichiarazioni di Napolitano, almeno loro. Il Manifesto al quarto posto, Il fatto quotidiano al nono posto. E antipatico mettersi a fare le pulci in questo modo ma rende bene l'idea che spesso si fanno proclami a cui non seguono prese di posizione coerenti. Non parlo dei tg. Nei pochi che ho visto, si è messo in luce più i disagi "subiti" dai cittadini che il valore della protesta. Ovvero, ne parlo ma sminuisco e denigro.
Questa è l'informazione italiana.

giovedì 5 maggio 2011

Storia di un portone

Sono arrivato in questo palazzo 17 anni fa. Non mi potrei lamentare della cosa se non fosse per alcuni atteggiamenti che dirò più avanti. Il mio arrivo su questa piccola piazza non è stato facile, c'era chi non mi voleva perché preferiva mio cugino Legno, chi il lontano e mai apprezzato parente Alluminio e c'era perfino chi non voleva nulla ma solo che restasse un buco nel muro buio e alla mercè di tutti. Queste sono notizie che ho saputo solo dopo la mia venuta, mi hanno detto anche che alcuni non volevano nemmeno i miei amici Citofoni e che all'obiezione di come fare per sapere chi voleva entrare rispondevano: "Tanto a me non mi viene a trovare nessuno".
Mi hanno narrato di persone che parlavano di me magnificando il fatto che sono robusto, indistruttibile e più duraturo di mio cugino, ma è vero solo in parte. Anche io ho bisogno di essere accudito e, se vogliamo, coccolato come è stato per i primi anni della mia vita. Poi, con l'abitudine sono stato lasciato al mio destino, anzi, più di qualcuno ha iniziato a maltrattarmi. Mi hanno forzato fino a spingermi contro il muro dove non potevo andare, la mia amica Molla, che mi aiuta ad aprirmi e chiudermi, ne ha risentito tante volte in questi anni che ormai penso sia giunta alla fine, mi hanno smontato e rimontato, chi lo ha fatto, senza preoccuparsi se stavo bene o meno, e sempre Molla subiva danni che lasciavano i più indifferenti. Tante volte c'è stato chi si è accorto delle mie difficoltà, in verità sempre e solo due persone, chi mi ha fatto rimontare bene, che ha curato Molla e Citofoni nella più totale indifferenza degli altri condomini. Ma è una vita grama la mia. Sole, pioggia e vento, sbattiture che feriscono me e i miei vicini Muri, ormai anche Ruggine mi ha attaccato ma gli umani poco se ne interessano. Anzi, se qualcuno ricorda loro che anche io ho diritto ad un trattamento equo, sembrano godere nel maltrattarmi ancora di più. Ma, forse, tra poco potrei smettere di soffrire, chissà che fine farò, perché stanno pensando di cambiarmi, finalmente, con mio cugino Legno che gioisce della cosa. Lui è contento, ma non sa che subirà poi lo stesso trattamento che hanno riservato a me.
Che esseri ingrati gli umani!

P.S. Lo vorrei stampare e affiggere sul portone, ma Luz dice che è inutile.

martedì 3 maggio 2011

Due cosette al volo

Ci sono sempre diversi modi di vedere le cose, le famose sfumature. Il nero non è solo nero ma esiste una scala di grigi e altre cazzatelle del genere. Una delle più inflazionate è ciò che dovrebbe essere scritto tra le righe. Ma nei luoghi comuni di solito si nasconde una certa dose di verità. Prendiamo la morte di Bin Laden. L'amico Silvano, che riesce sempre a darmi degli spunti di riflessione, ieri scriveva "E ora mi preparo all'onda di dietrologia e complottologia che investirà il web." Egli fu facile profeta! Basta farsi un giro nei blog e, ancor di più, nei social network. Ampie dissertazioni sulla falsità della foto che non fanno altro che riepilogare e, qualche volta, arricchire con corbellerie raccogliticce cose già dette meglio da altri, perché più informati non fosse altro che per ragioni di lavoro.  Ciò non vuol dire non dover scrivere di Bin Laden, anzi, è giusto e necessario. Ma non sempre è necessario doversi inventare qualcosa per essere "diversi" dagli altri e comunque originali. E' la logica dell'apparire che prevale, cosa già ampiamente dissertata su questo blog, su quella dei contenuti da parte di molti blogger. E' che siamo autoreferenziali, purtroppo. Ci piace leggerci e ci piace sentirci apprezzati senza riflettere su cosa scriviamo. E' la ricerca, con tutti  i vari modi possibili, di visibilità che spesso vanifica il "lavoro", anche di blogger seri, che si fa. L'informazione è materia difficile, è una di quelle cose che va maneggiata con cura perché può far danni. Facciamo anche i tuttologi, ma informiamoci, approfondiamo e stiamo attenti agli eventuali danni che potremmo provocare. E non pensiamo di cambiare il mondo con i nostri post, al massimo possiamo instillare qualche dubbio. D'altra parte siamo quasi dei reperti, ora si dialoga su Fb, poche frasi, corte, intellegibili a tutti e che richiedono il minimo di applicazione, temporale e intellettuale.


***
Su YT c'è questo video ampiamente rimbalzato su Fb con la solita e giusta lunga sequela di commenti contro il comportamento della polizia. Però ci si dimentica di due cose. La prima è che lo spaccio è vietato, è un reato penale. Almeno finché non cambiamo il codice. Sull'uso e abuso delle droghe se ne potrebbe parlare a volontà ma non è il tema principale, in queste righe. La seconda cosa riguarda sempre il comportamento delle forze dell'ordine. Sicuramente, immagino, i due spacciavano fumo, quindi nemmeno roba pesante, in una piazza ipercontrollata come San Giovanni nel Primo Maggio. Sarebbero dovuti essere anche stupidi per portarsi dietro altre sostanze, allora, mi chiedo ingenuamente, che bisogno c'era di una azione tanto plateale e anche un poco violenta?  Non sarebbe stato più utile, individuati i pusher, risalire con un lavoro di indagine, pedinamento e intercettazione ai vertici della piramide? Probabilmente leggo troppi gialli, noir e libri in genere e mi faccio fuorviare, ma la logica, mia, questo mi avrebbe consigliato.

lunedì 2 maggio 2011

Io sono Irish, quello che non ha uno stereo

Il mio primo stereo l'ho avuto che avevo quasi 30 anni. Un Technics midi comperato insieme con la cucina nuova. Il primo 33 giri Venditti, se non ricordo male "In questo mondo di ladri", forse, è passato tanto tempo. Lo stereo ancora gira per casa in attesa che un tecnico del cazzo mi dica se il piatto si può riparare o meno. Prima sentivo la radio oppure ascoltavo musica con un registratore Philips. Ricordo ancora con vergogna il giorno che questo attrezzo rovinò un nastro  di David Bowie che mi avevano prestato, e ricordo anche i tentativi di riavvolgerlo con la classica matita e le bugie, non c'è altro modo per definirle, per non assumermi la colpa, anche qui non ci sono altri modi per dirlo. E dato che siamo sull'onda dei ricordi, non posso fare a meno di rammentare le corse, all'uscita da scuola, del venerdì per arrivare in tempo a sentire Hit Parade condotta da Lelio Luttazzi o il pre-cena chiuso in camera, condivisa con altri fratelli, per ascoltare Supersonic. Preferivo Morandi a Celentano, i Beatles ai Rolling Stones, ascoltavo Mina, la Pfm, le Orme, insomma tutto tolte Orietta Berti, Rosanna Fratello et similia. Mi piacevano Bowie, Pink Floyd, Deep Purple e molti altri cantanti e gruppi stranieri  anche se non conoscevo l'inglese, quindi mi piaceva l'armonia, le sensazioni che mi dava. Purtroppo l'inglese non l'ho mai imparato e andavo e vado ancora oggi alla ricerca delle traduzioni dei testi scoprendo che a volte le parole facevano e fanno cacare di più e meglio (o peggio) dei testi in italiano.
In una scatola ho ancora più di trecento cassette, non ho il coraggio di buttarle, autoregistrate o originali, qualcuna smagnetizzata, altre registrate direttamente dalla radio con un certosino lavoro di rec e stop che a ripensarci mi posso solo dare dell'ingenuo poveraccio. Ascoltavo anche una trasmissione, la domenica pomeriggio alla radio dove trasmettevano canzoni romanesche e, quando andavo a lavorare con mio padre (commerciante ambulante), un profluvio di canzone napoletane. In un qualche momento è arrivata anche la musica classica e poi l'opera, in piccole dosi, come il vino, poco ma buono.
Perché questo post? Non sempre ci deve essere un perché.

domenica 1 maggio 2011

Nonostante ... Buon Primo Maggio

Nonostante: la beatificazione di Karolone, il papa attuale, i papi passati, i papi futuri, i preti, le suore, i frati, i papa boys, la chiesa retrograda e bigotta nella sua totalità, Paola Binetti caduta nel dimenticatoio, Will e Kate, le monarchie, il medioevo tra noi, i sindacati, Bonanni, Angeletti, Marchionne, Sacconi, è giusto intervenire in Libia, è ingiusto intervenire in Libia, perché li si e in Siria no, e della Palestina ne vogliamo parlare?, anche Israele andrebbe bombardato, Obama, Putin, Sarkosì, Camerun, Merkel, Frattini, il Milan, l'Inter, la Roma e tutte le squadre del mondo, Carfagna, Gelmini, Prestigiacomo, Brambilla, Santauncazzo, Borghezio, Le Pen, Maroni, Bossi e chi lo odia mandando in onda gli audio dei suoi incomprensibili interventi, La Russa, Gasparri, Giovanardi, Brunetta che sembra tutti si siano dimenticati di quanta cattiveria ci possa essere in un contenitore così piccolo, Berlusconi, le escort, le Cinquecento, le Mito, la Chrysler, Pomigliano, Termini Imerese, i morti sul lavoro, l'amianto, chi il lavoro non ce l'ha, chi è precario, chi è pensionato, chi è occupato,  le donne stuprate, mutilate, ammutolite, la tv, Minzolini, Mimun, Ferrara, Dandini, Venier, De Gregorio, Sallusti, Porro, Ghedini, Travaglio, Santoro, Lupi, Quaglieriello, Stracquadanio, chi legge, chi scrive e s'è rotto di questo elenco, ...
nonostante questo ed altro
BUON PRIMO MAGGIO