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lunedì 28 febbraio 2011

Sono incazzato perché:

-ben due giornali allegano il presunto diario di Mussolini o i suoi scritti.
-ben due direttori di un unico giornale ci hanno spiegato che Mussolini tira editorialmente e se aggiungiamo che tirava, come leggenda vuole, anche in altro senso possiamo fare tutti i parallelismi che vogliamo come facciamo da anni.
-se mi voglio mangiare uno yogurt mi sento un malato  che non ha assunto calcio, che ha il colesterolo alto, che non va di corpo, che ho la pellagra e lo scorbuto, la dissenteria e la vitiligine, come se mangiare yogurt risolvesse tutti i problemi fisici, economici ed esistenziali.
-un altro alpino è morto in Afghanistan e la continuano a chiamare "missione di pace".
-di tutto quel che succede in Africa e Medio Oriente ci preoccupa solo l'immigrazione, clandestina o meno, per noi non fa differenza. Basta informarsi delle condizioni di vita dei richiedenti asilo come i somali dell'ex ambasciata di Roma, forse in un Cpt (o come si chiamano ora) starebbero  meglio.
-la Palestina non fa più notizia e gli israeliani continuano a fare i loro comodi.
-siamo sommersi di sondaggi che ci danno sb quasi sicuro perdente per poi trovarcelo vincitore non essendo stati capaci di elaborare un progetto aggregante tra le forze politiche e appetibile agli elettori.
-la Roma per l'ennesima volta si è fatta rimontare, e per fortuna abbiamo pareggiato.
-il Portogruaro ha perso con il Torino.
-Vecchioni sta facendo il giro delle sette chiese in televisione in quanto vincitore di Sanremo, non che me ne freghi nulla, ma ...
-non si fa nulla di concreto per mandare a casa sb che ogni giorno offende una categoria e gli italiani tutti.
-per fare uno sciopero generale si attende che veniamo sodomizzati realmente sulla pubblica piazza.
-quando si farà questo sciopero generale saremo così sfiancati dalle discussioni se farlo o meno che nessuno scenderà in piazza.
-purtroppo scenderemo in piazza lo stesso perché non possiamo fare a meno di esprimere tutto il nostro sdegno per le condizioni di questo Paese.
-ora ricomincerà l'orgia di chiacchiere sul caso della piccola Yara e, come già sentito, i paragoni con l'omicidio di Sarah.
-certi personaggi in cerca di facile pubblicità si introducono nelle case altrui senza che poi vengano introdotti in una cella.
-le pubblicità di Fiorello saranno anche carine, ma sentite 25 volte al giorno rompono li cojoni anche ai sordi e ai ciechi;
-tempo  fa scrissi un post dove ricordavo Bokassa, Amin Dada e altri dittatori ma mi censurai perché mi sembrava di essermi portato troppo avanti e oggi trovo una pagina di Repubblica a loro dedicata;
-appaiono più rivoluzionari Draghi e Romiti che tanti esponenti del centro-sinistra.
-non capisco Vendola e non riesco a fidarmi di lui, comprerei una macchina usata ma, al momento, non lo voterei.
-non si capisce se le primarie sono cosa buona e giusta sempre o solo quando vince il candidato del Pd.
-ancora si muore per futili motivi, siano essi un complimento ad una ragazza o una disputa tra tifosi, belli gli anni in cui si risolveva tutto con una scazzottata.
-scrivo sempre le stesse cose.

sabato 26 febbraio 2011

Perché ...






Perché i due video del film dei Taviani?
Perché non mi va di scrivere della Libia e della rivolta del mondo arabo.
Perché non mi va di scrivere dell’Italia e degli italiani che non alzano la testa.
Perché non mi va di tornare sui 150 anni dell’Unità d’Italia.
Perché non mi va di tornare sul valore delle idee.
Perché non mi va e tanto basta.

venerdì 25 febbraio 2011

Altro che vento del nord

Vorrei scrivere qualcosa di ironico, satirico. Invece mi girano così tanto che sto gelando l'Italia, altro che venti dal nord.

giovedì 24 febbraio 2011

Ma allora, perché il centro-sinistra non ha vinto?

Come al solito si è alzata la canea contro Berlusconi, contro il suo atteggiamento verso quel simpaticone di Gheddafi. Istrionico e camaleontico l'atteggiamento del premier e della diplomazia italiana, non lo disturbo, lo chiamo ma non gli dico niente, non dobbiamo intervenire, interveniamo con moderazione, meglio lui che Al Qaeda, se poi ci bombarda? e altre posizioni verrano fuori. Su una sola sono costanti: il pericolo immigrazione. 
Che si alzino gli alti lai contro Silvio ormai è cosa normale, d'altronde lui non fa nulla per impedirlo, anzi, secondo me gode nel sentirci urlare come lupi nella steppa che abbaiano alla luna. Ma non è il nanoscurodellademocrazia che mi turba il sonno, a dire il vero non me lo turba nemmeno ciò che vado a scrivere. Ovunque si vada nella rete si trova qualcuno che impreca, maledice o ironizza su sb, onestamente ci sono anche coloro che analizzano e tentano un ragionamento serio e posato. Nei bar e nelle chiacchiere da strada  sono sempre più coloro che prendono le distanze, a Sanremo si sono spellati le mani per applaudire Benigni (non mi si dica che è stato bipartisan o vi sputo in tutti e due gli occhi), alle manifestazioni davanti al tribunale di Milano c'erano quattro uomini e donne (i gatti, più intelligenti, non c'erano) e non giurerei che non fossero prezzolati. Domenica 13 grandi manifestazioni di donne e uomini, scioperi partecipati, sondaggi che lo danno in calo, ecc. Dovrebbero essere tutti sintomi di una crisi imminente, almeno nel Paese visto che nel parlamento procede a ritmo serrato, anzi a tempo di battaglia,

la compravendità della dignità. La famosa domanda era ed è: Ma allora perché il centro-sinistra non ha vinto?
Se volete potete risparmiarvi le risposte, penso di saperle. Ma se proprio vi urge scriverle esse sono ben accette.

martedì 22 febbraio 2011

domenica 20 febbraio 2011

Un post a coda di gatto

Ieri ho scritto un post niente male, uno di quei post che quando hai finito di scrivere ti danno soddisfazione, uno di quei post che non avrebbe commentato nessuno e di cui tutti si sarebbero lamentati per la lunghezza. Ma il post è bello e interessante, lo dico io senza tema di smentita perché l'ho letto solo io, infatti sono riuscito a cancellarlo dal computer. Anni fa, al lavoro, persi una tabella Excel piena di formule di calcolo, nella vecchia sede del giornale ancora si odono gli echi delle urla di un Gap incazzato, nemmeno i ghostbuster sono riusciti a disinfestare il luogo.
Quindi non leggerete di come ho dipanato la matassa partendo dai tre anni di questo blog e dai 475 post scritti, di cui qualcuno assolutamente inutile,  che fanno una media di quasi un post ogni 2,5 giorni. Post lunghi, lunghissimi, mai brevi salvo rarissime eccezioni, discettazioni politiche a non finire, attacchi al cuore dello stato che si stanno rivelando veri, racconti, sinanche un romanzo corto o racconto lungo. Impegno degno di miglior causa e di un compenso fisso mensile. E nemmeno potrete sapere dell'analisi delle visite e delle pagine viste che tanto fanno ingrillare molti blogger e nemmeno saprete di quei/quelle blogger che si commuovevano a leggerti, che non potevano farne a meno e che, all'improvviso, scompaiono nel nulla senza una spiegazione inghiottiti/e nella rete dove si sono perse senza più trovare la strada e la forza per ritornare tra noi. Forse occorre chiamare l'Agenzia Alfa e Nathan Never. E nemmeno saprete come sia passato dagli amici/che blogger alla strega di Robin Hood e allo Sceriffo di Nottingham passando per Giorgia Meloni e Ignazio La Russa e al godimento di vederli in piedi a battere le mani a Benigni per arrivare poi al Risorgimento e alla nascita delle nazioni, alle guerre di conquista e alle Rivoluzioni di pochi per i molti, alle rivoluzioni propugnate mai dai ceti poveri ma sempre da qualche ricco borghese o nobile illuminato, alla bandiera rossa, vivida e sanguigna, e alla bandiera nera dell'anarchia che è anche "il colore di una tristezza inconsolabile …". Ai ricordi di amori e ardori di gioventù mai dimenticati che non mi impedirebbero di prendere in mano anche una bandiera nera. Sorvolando, a distanza di sicurezza, anche Sanremo, la retorica e il patriottismo, la comicità e l'ironia, Benigni e Luca e Paolo, senza tralasciare le due giulive, è ora di finirla di offendere le oche. E come avrei potuto ignorare puttane e puttanieri? Per chiudere infine con la generosità, la solidarietà, l'ingerenza delle religioni (tutte) nella vita degli uomini, la dignità e le scelte e, per tirarmi su, ai miei due gatti.











Un tizio entra dal barbiere, si accomoda sulla poltrona e viene subito avvolto dal bianco lenzuolo fresco di bucato. Si sistema, poggia la testa e alla domanda del barbiere "Come li facciamo questo mese i capelli?" risponde calmo e serafico: "A coda di gatto". L'attonito barbiere lo guarda e dopo un po' ribatte: "E come sarebbero?", "Sicuramente meglio di quelli a cazzo di cane del mese scorso".

venerdì 18 febbraio 2011

Il pero affollato

Ora che Fini è sceso dal pero, quali strade ci si aprono? Quali mete irraggiungibili si avvicinano?


L'italiano è infido, bugiardo, vile, traditore, si trova più a suo agio col pugnale che con la spada, meglio col veleno che col farmaco, viscido nella trattativa, coerente solo nel cambiar bandiera a ogni vento ...
Umberto Eco, Il cimitero di Praga, Bompiani

martedì 15 febbraio 2011

Siamo strani, diciamocelo.

Sempre più strano questo paese. Fino a pochi mesi or sono la sinistra (nella sua vasta ed indefinita accezione) era il ricettacolo di tutte le perversioni sessuali e il luogo deputato per riunire quei comportamenti sessuali che non rientravano nei canoni della cultura italiota bigotta e retrograda. A sinistra, quindi, puttane e puttanieri, lesbiche e froci, trans, sodomiti, pedofili e tutto quel che volete voi. Eravamo senza morale, la libertà sessuale invocata e predicata ci aveva portato ad essere i reietti della società.
Ora, pur di giustificare il premier e le sue presunte malefatte con minorenni e la sua condotta morale, siamo diventati moralisti, bigotti e retrogradi. In pratica stanno invertendo i ruoli solo gridando. Sparala grossa, dilla spesso e ad alto volume e diventerà una verità. Se fosse vero (fino a prova contraria non è stato ancora condannato anche se il solo fatto di essere sospettato lo dovrebbe indurre a togliersi dai cojoni, cosa che avrebbe dovuto fare da tempo per come ha condotto la cosa pubblica) b. ha commesso due reati, in questo caso, e quindi va giudicato e condannato se il caso.
Ma, a sentir il centro-destra, il tutto è un enorme complotto per colpire b., questi magistrati rossi che hanno talmente tanto potere che non sono riusciti mai a condannare l'imputato. Per un semplicissimo fatto, lui è più forte e si è fatto le leggi a suo comodo. Qualsiasi magistrato prende posizione contro b. automaticamente diventa una toga rossa senza preoccuparsi se ha lavorato bene o meno bene.
Se alla luce di quanto esposto ci azzardiamo a parlare dell'Italia come di un paese che sta scivolando verso il basso nella scala della democrazia, siamo accusati di diffamare l'Italia. Però andare su tutta la stampa mondiale perché sospettato di essere un frequentatore di prostitute, anche minorenni, non è una cosa che ci fa vergognare, anzi dovremmo essere contenti perché lui incarnerebbe il mito dell'italiano scopatore. La cosa è vomitevole.
Indubbiamente sarò contento quando si toglierà di torno, anche giudiziariamente, ma, come detto tante volte, preferirei che venisse sconfitto sul piano politico, sarei contento se riuscisse a passare una linea politica diversa, alternativa ad un centro destra che ha trascurato i bisogni del paese perché impegnato a proteggere il proprio capo.

lunedì 14 febbraio 2011

Dopo l'entusiasmo, la riflessione

Italia paese delle orge. Mediatiche, carnali e parolaie. Orge di pessimismo, vittimismo, ottimismo e tutti gli altri "ismi" che vi possono venire in mente, per tornare poi alle orge di insulti.
Rana leopardata
Come una rana saltatrice, passerei sopra a Berlusconi, Gelmini, Ferrara (con facile battuta: avete riflettuto sul teatro dove ha fatto la manifestazione delle mutande? Dal Verme. In nomen omen. Non la volevo fare, ma visto che non l'ho letta da nessuna parte la butto lì) e altri ancora. Certo, bella e partecipata manifestazione, indovinato il modello "diffuso", oltre 200 città in Italia e nel mondo, e non concentrato, ma non è tutto oro quel che riluce. E tanto per non perdere smalto vado a mettere il dito nella piaga e a spargere un po' di sale, perché il dolore mantiene svegli e vigili. Per troppo tempo ci si è cullati nelle illusioni per poi trovarci a manifestare per l'ovvio, con parole ovvie e a doverle pure spiegare perché l'ovvio non è più di questa nazione, della nostra storia e della nostra cultura.
Ieri ho visto di tutto, da anziane coppie che sono scese in piazza a cui mancava solo la bombola d'ossigeno, a bambinette elettrizzate che, anche per merito dei genitori, chiedevano, volevano sapere e non partecipare come caprette portate a pascolare. Ho rivisto qualcosa che mi ha ricordato gli indiani metropolitani. Ho visto le vetero femministe, quelle con le sciarpe bianche e quelle con le sciarpe rosse. Ho visto tante donne e letto tanti slogan e visto tanti cartelli più o meno fatti in casa. Ed è appunto da questi che vorrei partire.
Caso vuole che lo slogan porti il logo del mio ex giornale. Ripeto è un caso ma non posso farci nulla. Quel "L'amore è gratis" è fuorviante e non lo condivido. L'amore non è mai gratis, è un concetto maschilista. Cazzo ma lo devo dire io che sono uomo? L'amore vuol dire pagare un prezzo del proprio io, maschile o femminile che sia. Vuol dire cedere spazio all'altro che entra a far parte della tua vita, e ciò costa. E' gratis per i mariti e padri padroni a cui tutto è dovuto. Per chi ha rispetto dell'altro costa, spesso anche tanto.
Ieri, in tantissime copie, circolava la foto di Berlusconi dietro le sbarre, la potete vedere ingrandendo la foto. L'ho trovata inutile, dannosa politicamente perché inficia il valore della manifestazione stessa. Personalmente non manifestavo per vedere il Silvio nazionale dietro le sbarre. Sono fatti suoi e della giustizia e mi riguardano per questo. Non mi interessa sconfiggere il premier mandandolo in galera. Mi interessa batterlo con delle proposte alternative che diano fiato e speranza a questo Paese. Andare in giro con quel cartello è dare un alibi alla destra, "Cercate la soluzione giudiziaria alla vostra sconfitta".
E' vero, ieri si è visto qualcosa di diverso. Gli uomini alla manifestazione delle donne, come invitati e parte attiva. La cosa non mi rende particolarmente felice. Negli anni '70, quando le femministe tenevano ai margini i maschi per intenderci, alle manifestazioni c'erano gli uomini, camminavano sui marciapiedi e non nel corteo, e erano più di quello che si è sempre pensato. Mi chiedo dove erano, tutti i maschi che ieri sono scesi in piazza, negli anni '70? Se avessero lottato con le donne 40 anni or sono, forse avremmo fatto qualche passo in più verso la vera parità dei diritti uomo-donna.
Per chiudere. Molte donne che ora vengono citate e portate avanti come ispiratrici del movimento femminile, 40 anni fa sarebbe state tenute ai margini dalle stesse femministe. Non sarebbe il caso di riflettere su questa questione?

Qui una interessante analisi maschile.

Ieri abbiamo assistito alle prove del coro ma ci siamo persi l'esecuzione.

sabato 12 febbraio 2011

L'uomo che non parlava alle donne

Certo che la contentezza si raggiunge con poco. A lui bastava sedersi in una piazza e girare testa e occhi in modo da poter guardare di più e meglio. Quella domenica per lui era speciale e non sapeva quanto speciale fosse per tutti gli altri che affollavano la piazza. Seduto sulla panchina guardava, era l'unica cosa che sapesse fare bene, guardare, scrutare, analizzare ogni minimo particolare di quelli che gli passavano davanti. In fondo era una persona semplice, si accontentava di poco ed era anche una persona sensibile e dall'innamoramento facile. Era sempre innamorato, anche più volte in un'ora. Sempre rosso in viso per l'emozione, sempre con il cuore tambureggiante, sempre con gli occhi pieni di donne. Beh, quella domenica il suo cuore correva seri rischi.
Piazza del Popolo è piena fino all'inverosimile, uomini, bambini e tante, tantissime donne, non sa più dove guardare. Oh, è alta, riccia e mora e quella? Piccola, chiara e coi capelli lunghi. Non gli sfuggiva un particolare. Preferiva il viso e le mani, erano le cose che apprezzava di più, ma non disdegnava tutto il resto, tette, gambe e sedere. Che mani, lunghe lunghe, come i capelli, che belle! E' contento, qualcuna gli sorride e lui al colmo della felicità si alza, si inchina e restituisce il saluto a suo modo. Questa manifestazione gli piace, nessuno gli dice nulla, non come in certe altre che lo fissano, gli altri a lui, e poi con cattiveria gli chiedono "Cazzo guardi?", Vorrebbe rispondere, ma non non è capace e allora abbassa lo sguardo e tace. Non ci va più da quelli.
Un braccio sulle spalle e una voce calma gli chiede "Che succede?", una scrollata di testa come un cagnone e subito ritorna il sorriso. Sono belle le donne, queste donne, mica come quelle signorine dove lo porta il suo amico un paio di volte al mese. Sono belle anche quelle, ma non sorridono, non gli danno nemmeno una carezza. Gli saltano addosso sette, otto volte dopo averlo fatto spogliare e tutto finisce lì. Senza una parola, un sorriso, una carezza. Quando esce e vede il viso dell'amico deve anche fingere di essere contento, altrimenti lui ci rimane male. Sia chiaro, non gli dispiace andare a trovare le signorine, ma non è il massimo. Guarda e pensa "Sono tantissime". Una si avvicina, gli sorride mentre una mano piccola lo accarezza in viso, "Come stai? E' parecchio che non ci vediamo. Bello oggi, non è vero? Almeno tu sei contento".

venerdì 11 febbraio 2011

In un gineceo di feisbuc

C'è da dire che la manifestazione di domenica prossima qualcosa la sta smuovendo, non è quello che pensate, ma qualche mente e qualche corpo che si trascinerà riluttante a Piazza del Popolo per dire che con questo andazzo non è più possibile andare avanti e bla bla bla, inutile ripetere cose dette e scritte da tutte/i spesso invano e scopiazzando a destra e manca.
Ieri, forse perché non avevo voglia di fare altro, mi sono immerso in un gineceo feisbucchiano dove si disquisiva se, come, perché e con chi andare alla manifestazione delle donne. Nel corso dello scambio di opinioni serie, che poi sono passate anche al faceto, è venuto fuori un nome, dalle brume che coprono certi spicchi di memoria, che immagino sia sconosciuto alle/ai più giovani, ad essere buoni, Aleksandra Michajlovna Kollontaj. Chi non la conosce ne approfitti per farsi un minimo di cultura, come al solito non dico di più. E d'altronde non è per far conoscere la Kollontaj che scrivo queste inutili righe, ma partendo dal suo nome penso che si possa trovare una ragione comune per partecipare alla manifestazione.
Di certo io e tantissime altre persone non parteciperemo perché c'è Conci e le altre damazze, come sono state chiamate da una frequentatrice del gineceo, ma perché portatori infetti di idee antiche, ma, se ci mettiamo nei panni delle più giovani ci rendiamo conto che esse non hanno conosciuto la Kollontaj, né Rosa Luxemburg, e, senza andare troppo indietro, nemmeno la Jotti (ok, basta con la lettura delle lapidi).  Sarebbe il caso di chiedersi come mai le nuove leve non conoscano questi nomi, le loro lotte  e le loro vite. Altri sono gli esempi che hanno avuto, nel bene(?) e nel male. Forse se approfittassimo dell'occasione  per ripassare e far conoscere il nostro passato potremmo dare qualche strumento in più per affrontare la "questione femminile".
Ancora due parole e poi la smetto. Da giorni non si fa altro che portare come esempio della cultura berlusconiana il programma Drive In, dietrologi e sennopoisti si danno da fare e scrivono e parlano a dismisura senza calcolare un piccolo dato. All'epoca la trasmissione venne apprezzata da tutti, pochi e poche erano coloro che mettevano in guardia dal messaggio che trasmetteva. Troppo facile parlarne male senza la contestualizzazione. D'altronde estrapolare fatti storici e piegarli ai propri bisogni è uno sport molto di moda.

giovedì 10 febbraio 2011

Ricevo, pubblico e sottoscrivo

Nei giornali quando si riceve un intervento non richiesto si ricorre alla frase "riceviamo e pubblichiamo" senza ulteriori commenti. Io invece ricevo, pubblico, sottoscrivo senza riserve  e lo faccio addirittura con lo stesso carattere e colore utilizzati dall'autrice della mail. Ho notato, parlando con le donne, che ricorre spesso la parola urlare, come per il testo che segue e molte frasi lette su Fb, un bisogno profondo di far sapere forte e chiaro che la situazione non è più sostenibile. Forse urlando si riuscirà a far capire ciò che per troppo tempo è stato detto a volume normale o sottovoce. Sarebbe banale dire che questa mail ha un sapore ancora più amaro dopo la notizia della violenza su una bambina di undici anni nel napoletano. E in televisione hanno detto che i giovani, massimo 15 anni, vengono da famiglie “normali”. Appunto,  è la normalità che ci sta ammazzando.

Ciao Gap,
è tutto il giorno che medito se scriverti o meno, ma, dato che mi sei venuto in mente più volte, eccomi.
Data la mia  pessima sintassi e il mio stato di rinco-stanchezza ti chiedo di soprassedere sulla forma con cui scriverò questa mail, magari ti basi sul contenuto e basta.
Sai cosa c'è Gap?
E' che sono stanca, molto stanca, e a me la stanchezza mi porta o a dei sospiri enormi o a delle enormi urla.
Le urla sono quello che vorrò fare domenica.
Urlare per svuotare la rabbia compressa che danneggia, logorando, solo me, all'interno.
Urlare per far sentire che personalmente non esiste più il confine tra lo schifo, il disgusto e il profondo imbarazzo che ho nel camminare sul mondo.
Quello che mi fa incazzare è che non esistono più gli equilibri che ci hanno portato ad essere una società civile (?).
Il problema è che è proprio l'educazione che si può dare ai figli che viene eliminata dalle ideologie tramandate culturalmente.
I ragazzi, le donne, si sentono sempre più autorizzati a superare i limiti, perché tali non lo sono più.
Come per Berlusconi.
Ma non è appena verso di lui la mia indignazione (magari il disgusto si), è più in generale.

Oggi essere spregiudicati pur di avere nuovi favori è la norma. Sinonimo di furbizia.
E' che talvolta, in serate come questa, dove manderei a quel paese 3/4 delle persone con cui per lavoro ho a che fare, mi sento in una pericolosa e disperata guerra occulta, che mi scatena una forte rabbia.
Rabbia non appena verso le istituzioni o la politica, ma verso la "maleducazione" giovanile, verso gli abusi e i silenzi (soprattutto quelli femminili, lo ammetto).
La verità è che è una ciclopica guerra culturale.
E questo rende il terreno e i mezzi viscidi.
Ma divago Gap, e mi spiace di essere più sconclusionata della Alice di Carroll, ma vedi è solo per spiegare che domenica sarò in piazza per un bisogno quasi fisiologico di urlare la mia indignazione, il mio sentirmi offesa dall'ignoranza che genera la violenza.
Tutto (quasi) qua.
Sai Gap, una donna che ho seguito in un centro antiviolenza che frequento, durante un colloquio mi ha detto:
"Mai avrei creduto che si può rinascere, che avessi tutto questo dentro me. Adesso so che con il vostro aiuto posso aiutare i miei figli, ci sono tante cose che non so, voglio leggere e imparare . Credevo di conoscermi e invece ci sono cose che non so, proprio di me! Mi fa quasi impressione".
Ecco sono passaggi come questo che mi ricaricano quando mi sento sfinita e rabbiosa come ti dicevo prima.
Quando vedo modelli come Ruby o come Sara con un'adolescenza bruciata, passaggi evolutivi eliminati, mi vengono i brividi e lo sconforto.....poi penso a donne come Maria, Dora, Zhama, con cui parlo ed ho parlato, con cui facciamo un percorso di crescita e mi rendo conto che bisogna sempre resistere, perché da qualche parte il nutrimento c'è.
Verbale. Sentimentale. Cartaceo. Virtuale.
E allora mai smettere di cercare e creare.

Adesso per dignità personale dopo questo papello di mail kilometrico non mi rileggo e sono pronta a incassare il tuo sarcasmo. Che mi piace da impazzire.
Adesso sono ubriaca di sonno, lo rimarrò il tempo di spegnere tutto (pc e stereo) e poi arrivare a letto e rimanere ad occhi sbarrati almeno per un'ora!
E pazienza!
Per me, è stato un piacere.
Buonanotte.

Ho tolto i riferimenti al luogo di origine della scrivente per motivi che sappiamo io e lei. Eventuali errori per i tagli sono imputabili solo a me.

mercoledì 9 febbraio 2011

Contro la ruggine della democrazia

Tanto per cambiare ho consultato un vocabolario, non il solito Devoto-Oli, bensì il Castiglioni-Mariotti di lingua latina, edizioni Loescher, Torino 1966, e che ti trovo sotto la lettera S? La parola scortum che ha due significati:
1: pelle, cuoio
2: meretrice, sgualdrina, con un pregevole esempio, di quelli che tanto ci erano utili in tempi lontani.
scortum cohors praetoria, una schiera di meretrici come coorte pretoria.
Sarebbe facile per chiunque di noi adattare questa frase alla situazione politica italiana, fosse essa quella riguardante le meretrici di nome e di fatto o quella del meretricio della dignità e dell'umana ragione che viene fatta in televisione tutti i giorni da diversi politici.
Da scortum deriva il termine escort ormai tanto di moda.
E, tanto per rimanere nell'antichità, tiro fuori le Rubigalie (o Robigalie), la parola non è un misto di Rubi e regalie bensì "una festa pagana istituita da Numa Pompilio in onore della dea Rubiga, festa che si è trasformata poi nel rito delle Rogazioni, a sua volta andato perduto a metà novecento" (Claudio Rendina, I peccati del Vaticano, Newton Compton 2009 €14,90). Le rubigalie si tenevano il 25 aprile ed erano feste propiziatorie contro la ruggine del grano. "Si sacrificavano cagne di pelo fulvo, simboleggianti la "ruggine" che rovina il grano mentre cresce" (Decio Cinti, Dizionario Mitologico" Sonzogno). Amando i cani e gli animali in genere non mi sognerei mai di proporre un sacrificio di queste povere bestie, ma l'immolazione di altri tipi di animali, anche se non di pelo fulvo, contro la ruggine della democrazia non sarebbe una cattiva idea.

lunedì 7 febbraio 2011

Donne, è arrivato l'arrotino!!

E così il 13 febbraio si dovrebbe scendere in piazza per contestare al premier la sua condotta irriguardosa verso le donne. Non è un problema, personalmente sono stato in piazza con loro anche quando i maschi erano costretti ai margini del corteo perché ospiti e, spesso, nemmeno desiderati. Ma erano altri tempi, lontani e che è inutile rimpiangere. E, come allora, non lo trovo ancora giusto. La manifestazione prossima ventura prende spunto dai comportamenti e dalle feste di Berlusconi nelle sue ville. A prima vista è tutto giusto, le critiche (reati o meno) e le conseguenti prese di posizione. Ma non basta, occorre scavare all'interno delle motivazioni che all'improvviso portano a questa accelerazione ritardata. Anche se ne hanno scritto in migliaia non voglio togliermi il gusto di partecipare a questa orgia (per rimanere in tema) di parole spesso vane e ipocrite. 
Inutile nascondersi che in molti/e ci sia la speranza che si possa dare il via alla cacciata di Berlusconi con motivazioni giudiziarie che nulla hanno a che fare con la politica. E ciò dimostra la pochezza della nostra classe politica (tutta) divisa in chi difende il re pur sapendo che non è difendibile e chi lo accusa politicamente ma che non è capace di far passare la giustezza delle proprie idee e si vede costretto ad appigliarsi a tutto pur di vincere. Si potrebbe dire che è un altro problema ma non è così. Nulla è mai svincolato dal contesto. Ma fermiamoci alle donne. Iniziamo dalla campagna del giornale l'Unità contro la pubblicità sessista. Lodevole campagna inficiata, a mio parere, dalla scelta che fece la direttora De Gregorio di legare l'immagine del nuovo formato del giornale a quello di una ragazza in minigonna ... ma che ve lo dico a fare, faccio prima a pubblicare la foto. Ora vorrei chiedere a qualcuno/a di voi se si ricorda, senza leggere, gli aggettivi che riguardavano il giornale o se ricorda meglio il culetto della signorina in minigonna. Non troviamo scuse, pubblicità errata e non basta citare lo scatto di Toscani, fosse stato anche Avedon o Mapplethorp o Berengo Gardin (tanto per far vedere che conosco qualche fotografo), è il connubio culetto-Unità che è sbagliato. Talmente sbagliato che la Carfagna, in epoche passate deretano e tette al vento, ha utilizzato quella foto per difendere il premier dalle accuse e dalla richiesta di opinione di una giornalista de l'Unità stessa. Ma, per non sembrare acrimonioso verso il mio ex giornale, non vado avanti con le critiche.
Qualcuno ha parlato del corpo delle donne come di un patrimonio che esse stesse gestiscono come meglio credono. Ovvero molte ragazze utilizzano se stesse come scorciatoia per raggiungere il benessere economico senza dover andare a pulire i culi (sempre per rimanere in tema) flaccidi di anonimi vecchietti sparsi sul territorio nazionale. Vecchia storia. Queste ragazze sono un miserrimo numero percentuale riguardo la gran massa di prostitute che operano nel paese. Provate a chiedere a quelle che stazionano nelle strade di periferia di piccoli e grandi centri urbani. E questa minima parte non svolge nemmeno una "funzione sociale", in altre parole dare piacere, anche se fittizio, carnale e illusorio, a poveri maschi che si ritrovano soli e senza soldi per pagare una escort (ridicola la distinzione tra escort e puttana). Difficile e pericoloso il discorso, ma qualcuno dovrà pur farlo. 
Allora tutti in piazza con le donne a protestare contro il degradamento della figura e della funzione della donna. Ma siamo sicuri che le donne, anche quelle di sinistra, siano esenti da colpe? Sicure che con quella apparente parità esse non abbiano preso tutti i difetti dei maschi perdendo la loro particolarità? Sicuri che tutte hanno la coscienza pulita? Sicuri, maschi e femmine, che la colpa sia solo del pseudo progetto culturale portato avanti da Berlusconi con le sue televisioni e le sue donnine? Forse si è abbassata la guardia convinti che il lavoro fatto fosse sufficiente e che non ci fosse ancora bisogno di lottare per una reale parità dei sessi. Figuriamoci se mi può interessare il parere delle anziane signore che dicono che Berlusconi è libero di fare ciò che vuole, se vero, libero di incularsi ragazzette di 17 anni in cerca di soldi facili. Probabilmente sono donne che ai loro uomini non hanno mai concesso il canale secondario per pudore, dignità, riserbo e anche bigottismo. Ma fare i libertari con il culo degli altri è sempre facile. 
Donne, sarò ancora con voi in piazza il 13 febbraio, come prima e come sarà dopo. Però, non prestatevi a giochi politici di bassa lega. E a proposito di Lega (maiuscolo solo per esigenze di comprensione) come non vedere i due pesi e due misure che applicano verso la prostituzione? Perseguire puttane e clienti anche con foto e multe salate solo perché su strada, ma in casa si può fare di tutto, occhio non vede, basta avere il portafoglio gonfio di sghei.

mercoledì 2 febbraio 2011

150 anni in pochi minuti

Quirinale con bandiera italiana
L'Italia ha 150 anni.
Di questi anni:
65 sono stati di monarchia,
20 o poco più, sovrapponendosi alla monarchia, di dittatura fascista,
il resto di predominio clerico-democristiano fino alla caduta della prima repubblica,
nella seconda repubblica, salvo pochi anni di governo del centro-sinistra, di potere post-fascista, post-democristiano della peggior fatta, di leghismo razzista e violento a parole perché non hanno avuto il coraggio di usare le armi, quindi governi della peggior specie.
Qualcuno sa dirmi cosa dovremmo festeggiare? 

martedì 1 febbraio 2011

In morte di una correttrice

Sedette al computer e iniziò a lamentarsi. Una sequela di proteste interminabile.
Devi essere più attento. Lo hai riletto? Mi sono stancata di ripetere le stesse cose. Non è obbligatorio scrivere, puoi anche limitarti solo a leggere.
Ma sono errori di battitura! Tentò di difendersi il povero Gap.
Peggio, basterebbe un po' più attenzione per evitarli. E' l'ultima volta che ti correggo i pezzi.
Mentre Luz leggeva, si avvicinò alla libreria, prese il suo Devoto Oli e con un colpo solo mise fine a tutte le discussioni.