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martedì 27 dicembre 2011

Il ritorno 6

“E bravo il mio cercatore di passato, iniziò la voce, sei partito per trovare le tue radici e ti sei fermato alle prime tette”.
“Per favore, non complicare le cose anche te”.
“E cosa dovrei fare, stare zitto? Fare finta di nulla e assecondare la tua dissoluzione? Sei passato davanti la tua casa come un lampo nel cielo, hai tirato fuori solo le prime impressioni di semplici ricordi, sei fuggito per l’ennesima volta dai problemi che dici di avere però hai tempo da dedicare ai ricordi del seno di questa cinquantenne signora. Ma pensi che le abbia più belle e sode di Giovanna? O pensi che le abbia ancora così come le ricordi? Gli anni passano e se vuoi trovare un seno da quindicenne su un corpo adulto, maturo, forse dovresti farti dare l’indirizzo di qualche signora da un bravo chirurgo estetico”.
“Basta, per favore. Hai ragione, come al solito, ma per ora va bene così”.
“Per chi va bene? Per te, forse, ma non per me. Mi hai tormentato perché volevi capire, ma cosa c’è da capire ancora non me lo hai detto, e ti fermi alla prima ex che incontri. Ma cosa speri, in una avventura a scoppio ritardato? In un recupero del tempo che fu? Di solito queste cose lasciano solo strascichi dolorosi. Non mi dire poi che non ti avevo avvertito”.
“Va bene, hai ragione ma lasciami fare le mie scelte”.

Anna lo guardava, lui allungò il braccio e pose la mano sulla sua. Rimasero in silenzio. Ma durò poco.
“Perché lo facesti?”
“Cosa vuoi che ne sappia? Forse perché mi sentivo in grado di fare tutto, forse perché quando si raggiunge un obiettivo ce ne creiamo sempre un altro, forse perché ero solo un ragazzino”.
“No, quest’ultima spiegazione non regge. Ti ricordi quella volta che venni a casa tua, non c’era nessuno, e tu me la facesti vedere? Per ultima lasciasti la tua camera da letto, dove mi feci spingere sul letto senza opporre resistenza. Sarebbe più giusto dire che mi lasciai cadere sul letto da sola. Ero preparata, nella mia inesperienza, a tutto. Ma tu non volesti, la tua razionalità ci ha salvati da una stupidaggine che ci avrebbe potuto rovinare la vita. Andai via delusa, arrabbiata, rifiutata e ferita dalla tua paura, dal tuo essere in grado di resistere alle tentazioni. Da lì iniziò la fine della nostra storia. Andasti a cercare piccole cose perché spaventato dalle grandi. Ma, dimmi, ricordi qualcosa dei momenti di intimità con Floriana? Oppure con quella ragazza, bella, veramente bella, con quel suo nome poetico ma fredda come un ghiacciolo?”
“No, è vero, non è che hanno lasciato grandi ricordi dentro di me”.
“Senti, è tardi, vuoi venire a pranzo?”
“Volentieri, ma tuo marito?”
“Non preoccuparti, per oggi non torna”.
L’aria fredda, nonostante il sole, gli provocò dei brividi, ma sapeva che non era tutto causa dell’aria pungente. Scesero dal Castello verso un antico quartiere fatto di vecchie case di pietra. Si immersero nei vicoli stretti, bui e freddi dove il sole non arrivava fino alla casa di Anna. Il pranzo fu breve e semplice. Entrambi sapevano quale sarebbe stata la fine di quella mattinata. Anna si avvicinò, gli prese la testa e lui si trovò con il viso sul suo seno.
“Ti piace ancora?”
“Sempre”
Lo prese per mano e lo portò in camera da letto. Si lasciò cadere come tanti anni prima e lo trascinò con sé. Gli salì sopra e iniziò a spogliarsi. Lui guardava e la lasciava fare, era il suo momento. Anna lo guidò verso il piacere con sapienza e dolcezza ma anche con il furore del ritrovare cose perdute. Erano ormai le quindici quando con tono duro gli disse di andarsene. Era ora che lasciasse la casa.
“Sta tornando tuo marito?”
“No, non tornerà più, è morto una settimana fa”.
Rimase con la cinta dei pantaloni in mano, senza parole da dire, nemmeno le più banali. Solo il suono della sua voce che lo incitava a fare in fretta lo riscosse.
“Perché lo hai fatto?”, fu l’unica cosa che riuscì a dire.
“Mi serviva”. E chiuse la porta.

3 commenti:

il monticiano ha detto...

Mizzica che "ritorno 6" !!!
Meno male che ho superato i 14 anni.

Cri ha detto...

Mamma mia. Spero di poter pareggiare anch'io qualche conto in questa maniera. Almeno in un racconto.

Marte ha detto...

Che ritorno!ti ho letto d'un fiato dimenticando
Pure il pane caldo con le olive:)