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domenica 28 novembre 2010

Rivoluzione

Si, siamo proprio un popolo di creduloni che rasentano la coglionaggine. Ci stiamo facendo prendere in giro da un circo di nani e ballerine senza scendere in piazza e fare una rivoluzione.
Rivoluzione Movimento organizzato e violento col quale si instaura un nuovo ordine sociale o politico. In senso più ampio, ogni processo storico, anche graduale, che finisca per determinare il mutamento di un assetto sociale o politico. Un grazie agli amici Devoto e Oli.

1) Fino a pochi giorni or sono si gridava "alle urne", ora non è più possibile andarci perché c'è la crisi. Ma la persona che dice e diceva le due cose è la stessa che, sempre fino a qualche giorno fa, diceva che la crisi non  c'era o che essa era stata superata.
2) "L'Italia è vittima di una campagna denigratoria da parte di tutti a partire dai suoi stessi cittadini contrari al governo attuale". Un complotto mondiale, cosmico, che parte dalle ubbie di qualcuno e che, secondo loro, non fonda su niente di vero. Occorre riportare alla memoria tutti gli scandali e scandaletti in cui sono stati coinvolti personaggi politici di destra? Non ne ho voglia e ci vorrebbe troppo spazio  e  troppo tempo.
3) Ma, volendo, il massimo si tocca quando il nostro Premier dice che attaccare la Finmeccanica e le aziende ad essa collegate è suicida. Allora dovremmo tenerci corrotti e corruttori per non disturbare il macchinista. A quale etica, a quale morale si ispira il Presidente del Consiglio?
4) Alcune voci danno come per certa la pubblicazione di documenti, da parte di Wikileaks, sul mitico "lettone", sul bunga-bunga, sui rapporti con i vari personaggi politici internazionali, ecc. Ma sul lettone a fare il bunga-bunga c'ero io o qualcun altro che ora si sente sotto accusa?
5) La campagna di screditamento comprenderebbe anche Pompei, maledetti gladiatori hanno distrutto la loro casa per far ricadere le colpe sul povero Bondì Arcore, la monnezza di Napoli, ecc. anche qui l'elenco sarebbe troppo lungo.
6) ....
E' domenica, piove, fa freddo, come sempre da milioni di anni a questa parte, ma una volta non c'era l'ansia indotta dalla televisione. Ci sarebbe bisogno di un poco di speranza e non di bugie, false promesse e interessi personali. Speriamo che qualcosa cambi, che la manifestazione della Fiom, quella di ieri della CGIL, cosa si aspetta ancora per lo sciopero generale?, e le prossime aumentino la voglia di Rivoluzione.

P.S. Se gli esponenti della sinistra non vanno dagli operai o dagli studenti che protestano vengono accusati di essere lontani dai bisogni del popolo, se ci vanno sono accusati di demagogia e di essere ridicoli. Anche noi, facciamo pace con il cervello.
P.S.1 Ma l'esimio ministro degli interni non ha nulla da dire sui gazebo del Pdl nel giorno della manifestazione del Pd.
P.S.2 Erano anni che non leggevo un giallo di Petros Markaris, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore greco, che ha come personaggio principale il commissario Kostas Charitos. Costui ha un "vizio", legge solo vocabolari e dalla lettura trae spunto per giungere alla soluzione dei suoi casi. A differenza di Charitos, io non leggo solo vocabolari.

Grazie List

sabato 27 novembre 2010

Dove sono? E perché? 4

Avvertenza per chi legge tramite altri siti. Purtroppo l'impaginazione spesso viene cambiata dando origine ad un ammasso di parole di non facile lettura. Vi consiglio di leggerlo in originale.
***

Luca dormiva inconsapevole dei problemi che si stavano creando.

Claudia, tornata a casa attendeva una telefonata.

Il Commissario si era deciso ad andare a vedere di persona il presunto luogo della sparizione. Fece un primo giro del lago senza notare nulla di strano. Il secondo lo fece fermandosi a parlare con le persone che incontrava, i suoi uomini lo avevano già fatto e stavano rintracciando i frequentatori abituali delle coste.
“Buongiorno, sono il commissario Poli, posso farle qualche domanda?”
“Buongiorno, dica pure.”
“Ha visto il telegiornale?”
“No, ma ho sentito per radio, non ho la televisione qui. Ci mancava solo un rapimento per screditare ancora di più questo luogo. Non bastava l'amianto, le discariche a cielo aperto e le frane sui sentieri. Mah ...”
“Ha notato qualcosa di strano stamattina?”
“No, le solite persone che vengono a correre, qualche coppietta mattutina, principalmente studenti che hanno fatto sega e i soliti che vengono a prendere l'acqua. Anche io l'ho presa.”
“Tutte facce note?”
“Non mi chieda troppo. Facce, non è che ci badi molto, comunque mi è parso che non ci fosse nulla di strano”.
“A che ora ha preso l'acqua?”
“Verso le otto e trenta, c'erano persone prima di me e visto che io ne prendo tanta le ho fatte passare avanti. Poi con calma ho riempito le mie bottiglie e le mie taniche. Sa, un po' la porto a casa e un po' la lascio qui per non dover fare sempre avanti e indietro”.
“Mi potrebbe dire chi erano le persone in fila prima di lei?”
“Adulti, qualcuno avanti con gli anni e qualche persona che stava correndo. Mentre andavo via sono arrivate altre macchine. I mattinieri non sono poi tanti.”
“Viene qui tutti i giorni?”
“Due o tre volte a settimana. Mi rilassa coltivare qualche piantina, con la radio che parla, dar da mangiare a qualche gatto o cane randagio. Sa, per spezzare con il lavoro. Guido autobus, faticoso e stressante”.
Dopo aver ringraziato il Commissario va via per proseguire il suo giro a piedi seguito dalla macchina con l'agente in divisa. Tutto tempo perso, riflette.

Per quanto fossi pronto, mi è preso un colpo. Vedermeli davanti con i lampeggianti accesi e quel fichetto che faceva domande finte ingenue, o era ingenuo per davvero?, mi ha messo una agitazione che proprio ora non ci voleva. Devo cambiare piano per risolvere il problema dei bisogni del prigioniero. Non è possibile acquistare il wc chimico portatile, troppi posti di blocco per poter prendere in “prestito” un camper per giustificare l'acquisto. Devo spostare la gabbia.
Tornato nel capannone e liberato il passaggio scende nella prigione. Dorme, il pupo. Riscalda un piatto di pasta e con una bottiglia d'acqua lo porta a Luca. Dopo aver preso il bugliolo improvvisato dà una botta al letto per svegliarlo. Va in bagno e svuota il secchio. Il prigioniero mangia, tra poco potrò iniziare a lavorare. Risale all'aria aperta, si guarda intorno, sale sulla macchina e la mette all'interno del capannone. Mangia, la stessa pasta di Luca, un bicchiere di vino e pure un caffè. Si accende una sigaretta e attende. Attende che l'ostaggio si addormenti di nuovo, ci vorranno pochi minuti. Infatti quando scende Luca è seduto in posizione scomposta, lo sistema meglio, in fin dei conti non gli ha fatto nulla di male, accende mette su un cd e inizia a lavorare. Tanto, pensa, se anche faccio rumore, fuori non si sente nulla.

Luca ha mangiato, pensa che deve rimanere in forze e non cedere né psicologicamente, né fisicamente.

Claudia non ha mangiato, ha lo stomaco chiuso. Solo un caffè al bar sotto casa dove tutti la scrutano senza che nessuno abbia il coraggio di dirle nulla. Al massimo una mano poggiata sul braccio o sulla spalla.

Poli, tornato in commissariato, ha ingurgitato un panino e un caffè. Da Roma iniziano ad arrivare telefonate dai giornali e, cosa che lo preoccupa ancor più ma se lo aspettava, dalla Questura, dalla Prefettura e ancor più su. Manca solo il Premier che dica: “Non ti preoccupare, ci penso io”. Riesce a sorridere. Non dovrebbe, ma si accende una sigaretta e il primo che protesta sono cazzi suoi.

venerdì 26 novembre 2010

Dove sono? E perché? 3

  Non sapeva quanto tempo fosse passato dal rapimento, basandosi sulla colazione, non ne era trascorso molto. Gli era rimasto un senso di torpore che gli faceva chiudere gli occhi piuttosto spesso. Pochi minuti per volta e poi si risvegliava sempre più rimbambito. Si guardava intorno per trovare alti particolari che gli facessero capire dove fosse, senza risultato. Chi lo aveva rapito era in gamba. Pensò alla moglie e alla sua reazione, ormai le indagini dovevano essere partite. Gli facevano male le braccia, il collo, la schiena. Le ernie cervicali si facevano sentire. Era stanco, molto stanco. Cedette, poggiò del tutto la testa contro la gabbia e cadde in un sonno profondo.

Se fossi andata dai Carabinieri probabilmente non sarebbe cambiato nulla, si disse Claudia e iniziò a riepilogare la mattinata.
“Luca si è alzato alle sette per poter andare a correre. Era la prima volta dopo tanti anni ...”
“E perché proprio oggi?”
“Perché fino a ieri ha piovuto, se non se ne è accorto. Posso continuare?”
“Prego signora”.
“Tra l'altro si era comperato le scarpe nuove e di certo non se le sarebbe messe per andare a correre con la pioggia, cosa che non ha mai fatto nemmeno negli anni passati. Alle otto è uscito di casa dandomi appuntamento alle dieci al bar sotto casa per fare colazione. E, come sa, non è mai tornato”.
“Non potrebbe essersi allontanato volontariamente?”
“No, anche se voi dite sempre il contrario non fidandovi mai di ciò che dicono i parenti degli scomparsi. Non lo avrebbe mai fatto, garantito”.
“Scusi signora, ma la domanda la devo fare ...”
“No, che io sappia, no non c'è un'altra donna. Pensandoci bene non avrebbe il tempo nemmeno per poterla incontrare. Stiamo sempre insieme”.
“Qualcuno potrebbe avercela con lui?”
“E per quale motivo? Sono almeno trent'anni che non usa più le mani, al massimo scontri verbali sulla politica.”
“Faceva poltica?”
“Tutta la sua vita è fatta di politica, ma non ha mai avuti scontri particolari con avversari e compagni di partito. Normale dialettica di partito, se capisce cosa vuol dire”.
“Signora, comprendo che è arrabbiata e preoccupata, ma non vada oltre con il suo sarcasmo. Una volta va bene, ma non esageri”.
“Allora lei faccia il poliziotto e cerchi mio marito, troppo tempo è passato senza fare nulla, almeno su questo siamo d'accordo?”
“In parte. Ma andiamo avanti. La pattuglia ha riferito di non aver trovato nulla di strano nel giro in macchina e nelle risposte delle persone interpellate ...”
“Senta, io sarò anche sarcastica, ma non mi faccia perdere la pazienza. Ho telefonato alle undici, tre ore dopo che mio marito era uscito di casa. Ho vista la pattuglia ed erano le 11.45. Cosa vuole che ne sappiano le persone che a quell'ora erano sul lago? O pensa che ci sia chi corre per quattro ore di seguito? Casa fanno si preparano per le Olimpiadi? Sa che dopo la pioggia e con il sole inizano ad uscire i funghi? E sa quanti dilettanti ne vanno a caccia? E sa che sulle rive del lago c'è anche chi va a prendere l'acqua ad una particolare fontana? No, non sa che c'è una fontana? Allora mi faccia parlare con qualcuno che conosce il territorio e che sia in grado di dirigere le ricerche ..”
“Signora ...”
“E non mi interrompa, mi faccia finire. Se solo avesse letto qualche giallo un po' più serio, saprebbe che andare a controllare il lago a quest'ora, dopo 5-6 ore è praticamente inutile. Sa in quanti sono passati su quei sentieri o sulla strada? Cosa pensa di trovare ancora di utile per le indagini? Si informi su chi va a correre di mattina, li cerchi e chieda loro se hanno notato qualcosa di strano. Insomma faccia qualcosa per giustificare il suo ruolo”.
Il Commissario, alquanto alterato tenta di controbattere ma Claudia è già fuori della stanza dopo aver fatto tremare i vetri con la sbattuta di porta.

Bene, si è addormentato. Prende il foglio appena uscito dalla stampante, si alza e senza far alcun rumore prende un secchio. Un banale secchio di plastica con il manico di ferro e si avvicina al prigioniero. Avvicina il secchio alla destra della sedia e ci poggia sopra il foglio. Non si è svegliato, o fa finta di dormire. Fa lo stesso. “Per il momento accontentati di questo. Poi andrà meglio”. Lo capirà che lo dovrà utilizzare per i suoi bisogni? Lo lasciò lì, addormentato per andare a porre rimedio alla sua grave dimenticanza. Grande Internet. Con una semplice ricerca aveva risolto il problema, perlomeno a livello teorico. Doveva attendere che calasse la sera per passare all'azione. Andava tutto bene, ma la prudenza innanzitutto.

giovedì 25 novembre 2010

Avvertimenti, demagogia e impunità

AVVERTIMENTI
Università/ Schifani: Abbassare toni, prima o poi ci scappa morto
"Episodi violenza siano condannati da tutti senza se e senza ma" 
Roma, 24 nov. (Apcom) - Il presidente del Senato Renato schifani lancia un nuovo appello alle forze politiche e sociali ad abbassare i toni della polemica: attenzione, è in sostanza il suo messaggio, con questo clima prima o poi ci scappa il morto. "Da tempo ci sforziamo - dice ai cronisti dopo il tentato assalto a palazzo Madama tentato dagli studenti che manifestavano contro il ddl Gelmini - con i nostri appelli e richiami al senso di responsabilità di tutti ad abbassare i toni per evitare che l'aumento degli episodi di violenza e di intolleranza in occasione di manifestazioni pubbliche possa trasformarsi in gesti non solo incivili ma anche forieri di eventi luttuosi". "Sento il dovere - aggiunge Schifani - di continuare: anche oggi il mio appello a tutti perché questi episodi siano condannati con fermezza, senza se e senza ma". 
Da vedere il video di Fede
 
DEMAGOGIA
Spreco di corrente elettrica per tacitare la propria coscienza sulla questiono della Violenza sulle donne.


IMPUNITA'
Chi e cosa si vuole proteggere impedendo l'apertura degli archivi di Stato? Non siamo ancora degni di sapere chi e perché "infiniti lutti addusse" agli italiani?




Di solito non faccio post rubando idee o limitandomi a segnalare notizie. Ma queste mi sembrano interessanti.

mercoledì 24 novembre 2010

Dove sono? E perché? 2

 L'acqua era fresca e il cappuccino ben zuccherato, secondo i suoi gusti, non troppo dolce, quindi, mi conosce e bene. Ma perché rapirmi? A che fine? Soldi non ne ho, importante non sono, chi mi vuol parlare, di solito viene a casa o mi incontra per strada. Cazzo, non posso fare altro che attendere. Mentre ragionava sul perché di quell'assurda situazione, i suoi occhi si muovevano velocemente. Sembrava si muovessero a caso, ma stava esaminando tutto ciò che gli poteva essere utile. Il polso sinistro era bloccato con del normale scocth da pacchi, diversi giri ma non stretto, poteva muovere la mano ma non altro. Il polso destro sembrava avesse subito una ceretta, ma non ricordava il dolore dello strappo dei peli. Lo scotch era stato sostituito con una specie di manetta che lo teneva legato al bracciolo ma permetteva al braccio di muoversi, infatti aveva preso acqua e cappuccino, era riuscito anche a capire cosa gli tenesse ferma la testa. Una cinta da pantaloni inchiodata su pezzi di legno, non capiva ben come funzionasse ma sembrava una soluzione ingegnosa. I piedi non li vedeva, ma immaginava che fossero stretti dallo stesso scotch usato per i polsi. Con la destra si tastò le tasche, erano vuote. Il bastardo doveva essere sicuro per lasciare quella mobilità al braccio destro. Infatti non raggiungeva il polso sinistro così come la tasca sinistra. Della testa aveva solo intuito la “gabbia” che la rinchiudeva ma non aveva potuto sentire altro.
Sentiva la sua presenza, si sentiva osservato, ma non sapeva dire dove il rapitore fosse. E se fosse stata una rapitrice cambiava l'analisi fatta fin'ora? No, non cambiava nulla. Davanti e ai lati solo drappi neri, poteva essere solo dietro di lui, ma se così fosse stato non lo avrebbe visto bene. No, ci doveva essere un'altra spiegazione.

Alle tredici meno qualche minuto, la donna citofonò alla porta del Commissariato. Chiese al poliziotto di guardia di poter parlare con il Commissario, “Mio marito è sparito nel nulla, ho denunciato la scomparsa questa mattina alle undici”. L'agente si riscosse dal torpore dovuto alla noia di un commissariato di provincia e si affrettò a parlare con il Dott. Jovine, dalla faccia che faceva non era molto contento delle parole che gli venivano rivolte. Il giovane disse infine alla signora di accomodarsi. La serratura scattò, la donna spinse la porta e mentre si inoltrava per il corridoio realizzò che il giovane Commissario era già davanti a lei. Bello, giovane ed educato, il funzionario fece accomodare Claudia nella sua stanza. “Mi dica signora, mi riassuma il tutto. I miei uomini mi hanno già detto qualcosa ma vorrei sentirlo dalla sua voce”. A Claudia già giravano le palle, mio marito è scomparso e tu mi stai a fare il piacione, potrei essere tua madre, piccola testa di cazzo, la sua mente andava a mille come sempre nelle situazioni difficili. Pur con la rabbia repressa, si accinse a riepilogare di nuovo tutta la questione. Prima di iniziare le passò nella mente un pensiero “Perché non sono andata dai Carabinieri?”

Guardava il prigioniero con soddisfazione, con intimo godimento. Tutto per il momento andava come preventivato. Non aveva nemmeno finito di formulare mentalmente il pensiero che un moto di rabbia lo scosse. Ripensò alla mattinata appena trascorsa. Tutte le tracce erano irrintracciabili, se non fosse stato incazzato avrebbe anche riso al gioco di parole, il cellulare smembrato in due laghi, le scarpe da ginnastica, seminuove, abbandonate vicono ad un cassonetto, infatti dopo dieci minuti qualcuno le aveva già prese, il bar dove aveva comprato acqua, cornetto e cappuccino non dava problemi, erano mesi che quotidianamente faceva la stessa richiesta. La spazzatura l'avrebbe divisa in diversi contenitori, fortunatamente la raccolta differenziata ancora non era partita. Ma, perdio, come aveva fatto a dimenticarsi dei bisogni corporali di quel cretino, da qualche parte avrebbe dovuto cacare e pisciare! Non gli restava altro da fare che narcotizzarlo di nuovo. La cosa lo infastidiva non poco. Era sempre comunque un rischio, ci doveva andare piano. L'ora di pranzo si avvicinava, si doveva affrettare, ci mancava solo che il prigioniero si pisciasse sotto, sai la puzza. In quel caso si sarebbe dovuto preoccupare anche di farlo lavare, questa era un'ipotesi presa in considerazione solo a seconda degli eventi.

martedì 23 novembre 2010

Dove sono? E perché?

"Dove sono?"
Fu il primo pensiero, il più banale che il suo cervello poteva partorire. In un altro momento avrebbe detto che solo sui libri gialli si potevano leggere certe reazioni. "Dove sono?" si ripeté nella testa, nel buio che l'avvolgeva e lo penetrava. Nero, tutto nero impenetrabile. Provò a muovere il capo, come fanno tutti quando si ha il mal di testa, si sa che farà male ma la si muove lo stesso. Non riusciva a girarla se non di un paio di centimetri e a costo di dolori lancinanti. Qualcosa intorno al cranio gli impediva la torsione. Si rese conto che era legato ad una sedia anche con i polsi e le caviglie. Perché?

"Mio marito è scomparso, è uscito questa mattina per fare il giro del lago, avevamo appuntamento per le otto al bar sotto casa, sono le undici e ancora non è tornato"
"Ci spiace signora, è passato troppo poco tempo per attivare le ricerche. Comunque mandiamo una macchina a vedere se c'è qualcosa di strano sui sentieri".

Lo vedeva, lo intuiva, seduto che tentava di muoversi, prima la testa, poi le braccia e le gambe. Ha tentato di reclinare la testa ma non ci riesce. Il "collare" di cuoio sulla fronte regge, è stata proprio una buona idea.

"Sto sognando, ho un incubo. Ci farò un post sul blog, un racconto thriller, non ci ho mai provato". Tentava di trovare una normalità in quella situazione ma si rese conto ben presto che di normale non c'era nulla. Era prigioniero di non si sa chi e non sapeva dove. La debole luce che filtrava, ora gli permetteva di vedere meglio dove fosse. Davanti a sé un telo nero, ai lati, girando gli occhi, teli neri, dietro, immaginava, un telo nero. In alto un telo nero, lo vedeva, poco, alzando gli occhi sul drappo che aveva di fronte. Però non erano legati o cuciti fra di loro, altrimenti non sarebbe passata la luce che gli permetteva di vedere e comprendere dove fosse. Una camera oscura grande quanto una stanza. Calcolò che il drappo davanti agli occhi fosse almeno di quattro metri di lunghezza per tre di altezza. Le pareti di lato non potevano essere meno di tre metri, quindi una stanza di stoffa di almeno 12 metri quadrati. Di conseguenza lo spazio al di fuori doveva essere sufficientemente grande da poter far muovere le persone senza urtare la stoffa. Ma c'era qualcuno al di fuori di lui?

Prese la macchina e, in preda all'agitazione, fece il giro del lago. Non trovò traccia del marito e neppure vide qualcosa fuori posto. Mentre risaliva verso il paese, la polizia scendeva, avrebbe fatto il giro in senso inverso. Il cellulare ancora taceva.

La batteria nel lago, la scheda tagliata in quattro minuscole parti seminate in diversi cassonetti, il cellulare nel lago, ma un altro.

Con lo scorrere del tempo ritornava la lucidità, o perlomeno un barlume. Ogni tanto si appisolava, forse lo stress e la penombra. Ma non era un sonno normale, era più simile ad una perdita di conoscenza. Al risveglio da uno dei periodi di torpore, si accorse che qualcosa era cambiato. Aveva il braccio destro libero e, vicino alla sedia, c'era un carrello portavivande artigianale con sopra un cappuccino ancora caldo, un cornetto e una bottiglia di acqua leggermente frizzante. Chi lo aveva rapito lo conosceva bene.

La donna rifece il giro del lago, questa volta a piedi. Il risultato fu lo stesso. Incontrò tante persone, chi correva, chi passeggiava, era, per gli altri, una normale giornata di sole dopo tanta pioggia, insomma, la solita vita che si incontra sulle rive del lago d'autunno. Nemmeno a piedi notò nulla di strano.

Lo guardava bere, prima un lungo sorso d'acqua, poi il cappuccino. Lo scrutava per sincerarsi delle sue condizioni. Gli sembrava stesse bene, non aveva esagerato con il sedativo. Gli serviva sveglio e vigile.

lunedì 22 novembre 2010

Con il capo cosparso di cenere

Se vedete delle piccole macchie grigie mentre leggete il post, non vi preoccupate, è cenere che cade dalla mia testa.

Casini vuole il diritto di replica per chi è contrario alla dolce morte. C'è o ci fa? Forse tutte e due le cose. Non mi sembra che i fautori dell'eutanasia abbiano mai detto che le cure vanno sospese per tutti indiscriminatamente, hanno solo ribadito che è un diritto del singolo scegliere se essere tenuto in "vita" o meno. Ma d'altronde Casini, questo eterno ragazzone emiliano-romagnolo, dal faccione da bravo ragazzo primo della classe, ha sempre bisogno di qualcosa per rimane con costanza sui giornali. Dagli attacchi a Berlusconi (vale per lui ciò che vale per Fini, ovvero, o siete tardi o siete furbetti che avete incontrato uno più furbo e con più soldi di voi) al governo "di armistizio", o governo tecnico o qualcos'altro che prima o poi verrà fuori. Ognuno vuol mettere le proprie bandierine sulla cartina geografica. Dichiara che non gli piace la Lega e che di Berlusconi non si fida, allora come può sperare in un governo di armistizio fatto con le stesse persone, anzi con i succedanei? Casini che organizza un convegno intitolato "+ Nord" dopo un raduno al Sud con le stesse caratteristiche. Casini un vero campione del doppio e triplo forno.
Ed è inutile che Bersani si incazzi. Ci incazziamo noi per il fatto che ci sia ancora chi si fida dell'alter ego di Cicciobello, infatti finiranno in un tenero abbraccio. Vorrei spendere due parole anche per Lorenzo Cesa, ma non ne trovo. Non ricordo una sua presa di posizione autonoma, una che non sia la ripetizione di ciò che ha detto il capo. Un megafono, insomma, sicuramente di più bell'aspetto e più educato dei tanti pidiellini che si sono succeduti. Elegante, sobrio e con lo sguardo acchiappesco.

Se mi avessero detto che un giorno avrei citato Il Secolo avrei riso di cuore, ma tant'è, mi tocca farlo. Andate a leggervi cosa chiedono a Fini molti esponenti del mondo della cultura. E' uno spaccato dell'Italia dei nostri gironi, da chi lo vede come ultima spiaggia a chi gli chiede conto, per potersi fidare, di "misteri" ancora irrisolti come Genova 2001. E' interessante perché sono cose che molti chiedono anche ai partiti di sinistra che le dicono da tempo, non tutte, ma sommessamente, senza disturbare, piano piano, educatamente senza raggiungere un risultato concreto né di propaganda politica. Rivedere le forme di comunicazione però alla sinistra non viene in mente. Tornare alle vecchie forme sarebbe ammettere i propri errori.

A proposito della sinistra. Una considerazione se vogliamo banale. Sabato (?) in alcuni telegiornali viene data la notizia di un messaggio del Presidente Napolitano all'assise della Federazione della Sinistra. Ci si sarebbe atteso un servizio sull'evento, come logica e buon mestiere avrebbero richiesto, invece nulla, si è passati ad altra notizia. Solo ieri, a fine lavori, molto sbrigativamente si è data la notizia dell'unione di Rifondazione con i Comunisti Italiani e Socialismo 2000. In alcuni giornali non si è andati più in la di un trafiletto,  cosa dovrebbero fare, domanda rivolta a Casini e Maroni alfieri del diritto di replica, gli esponenti della Federazione di Sinistra per avere il semplice diritto di parola?

Omicidio Sarah Scazzi. Non ne ho mai parlato e me ne vanto, ma una parola la voglio dire. Dove trovano i soldi le famiglie Scazzi e Misseri per pagare i tanto noti consulenti di parte? Roberta Bruzzone, Psicologa e Criminologa, Perfezionata in Psicologia e Psicopatologia Forense, Perfezionata in Scienze Forensi, esperta in Psicologia Investigativa, Analisi della scena del crimine, Criminalistica e Criminal Profiling e, cosa fondamentale, volto della televisione come gli altri tre che cito; Alessandro Meluzzi, non c'è bisogno di scrivere chi sia, sono anni che ce le sfrange in televisione; Massimo Picozzi, come sopra; Luciano Garofalo, ex comandante di RIS. Se malauguratamente dovesse succedere qualcosa a me o ai miei familiari al massimo potrei chiamare come consulente mio fratello dottore e qualche avvocato amico di lunga data, e dovrebbero lavorare gratis.

In ultimo. Ma vi immaginate se fosse vero che Prodi potrebbe essere candidato alla Presidenza della Repubblica? Ma ve lo immaginate il travaso di bile di qualcuno? La furia omicida che si potrebbe scatenare? Solo l'idea mi fa godere come un riccio? Ma poi, come godono i ricci?

Dell'ipocrisia e opportunismo della Chiesa non parlo. Uno che ha vissuto tutta la vita personale e di "lavoro" all'interno del Vaticano non può dire che fino ad ora non sapesse nulla dei preti pedofili, non leggeva nemmeno i giornali? Ammettesse: "Sapevo ma non immaginavo che il problema fosse tanto grave", non lo assolverei, non lo giustificherei ma lo potrei capire.

venerdì 19 novembre 2010

Dividiamo l'Italia

E così ci si è inventati un modo per penalizzare ulteriormente il mondo del volontariato, quel mondo che spesso si sostituisce alle carenze dello Stato. Tanto, come al solito, si colpiscono i più deboli sia come fruitori finali (ben diversi da S.B., come lo definì Ghedini) che come operatori. Ma cosa ci può fregare a noi degli ultimi tra gli ultimi? Poveri, barboni, ex detenuti che tentano di rifarsi una vita, vittime della guerra e altro ancora. Invece di tagliare questi miseri fondi, perché non tagliare le tante spese inutili che si fanno per mantenere a Roma deputati che si fanno vivi un giorno a settimana?

Parliamoci chiaro, diciamo qualcosa di veramente rivoluzionario.
Dividiamo l'Italia ora che si può fare senza armi piuttosto che farlo poi a seguito di morti, feriti e danni. Il Nord si vuole staccare? Facciamoglielo fare, mettiamo fine a questa finta unità d'Italia che esiste solo sui libri di storia e nelle speranze di qualcuno. Quando si dice che prima vengono gli alluvionati del Veneto che quelli di Salerno cosa ci resta da fare? Quando ai leghisti non viene in mente che bastava almeno dire "agli alluvionati in proporzione con i danni" ma non lo fanno perché è un pensiero troppo profondo, cosa ci resta da fare?

Per aver detto qualcosa di banale Saviano si trova al centro di polemiche, accuse e minacce al punto che il ministro Maroni ha monopolizzato per una settimana tutti i tipi d'informazione per chiedere, e alfine ottenere, spazio in tv e in particolare nella trasmissione di Fazio e Saviano. Secondo me vuole provare l'emozione di parlare davanti ad una platea di nove milioni di persone. Allora togliamogli questa possibilità.
Cambiamo canale quando il ministro prende la parola e risintonizziamoci quando finisce. Neutralizziamo questa smania di apparire!

Sarà anche demagogica e di difficile attuazione, ma l'idea del Secolo XIX mi piace e la faccio mia. Dopo tante parole una proposta seria e di sicuro effetto. Una Italia nera, sai come schiumerebbero rabbia certi tipini in giro per il Bel Paese?

 

giovedì 18 novembre 2010

Tutti siamo politica

Siete quasi commoventi, non scherzo, le gratificazioni sono sempre troppo scarse in questa vita e quelle che si ricevono quando si è morti non servono a nulla. Rispondere è difficile ma ci proverò.
E' vero, siamo brace sotto la cenere che ancora mantiene la speranza di diventare di nuovo fuoco, ma basterebbe la pisciata di un cane randagio per spegnerci e, purtroppo, di cani, al guinzaglio e randagi, in giro ce ne sono tanti, troppi. Essere spento da un animale che non si rende conto che quella brace potrà servirgli per scaldargli il corpo e il cuore mi rende incazzoso e rancoroso verso la politica e, principalmente con chi non capisce, o meglio, si rifiuta di capire perché corre dietro ad un bisogno immediato senza avere un minimo di prospettiva, senza avere uno sguardo verso il futuro.
Potrebbe essere consolante che ci sia qualcuno che ancora vuole essere infettato da idee antiche, ma ognuno corre per sé, anche io, perché non siamo più in grado di rapportarci politicamente con il prossimo. Ognuno di noi ha ragione più degli altri. Non mi escludo dalla lista. Ma sono stanco di mediare con le mie idee.
Non è questione di arrendersi, vogliamo dire che occorre resistere un secondo più del nemico? Certo, nessuno si tira indietro, infatti non scrivere di politica non vuol dire rinunciare alla lotta. Si può parlare e scrivere di politica anche parlando dei cani randagi, se solo pensate che sono rappresentati dalla Brambilla vi rendete conto che occorre pensare anche a loro.
Non è questione di scoramento. Se tutti vogliamo che i “vecchi arnesi” come D'Alema, Veltroni, Cicchitto e altri ancora si tolgano di mezzo perché hanno fatto il loro tempo, perché stupirsi se una persona dice che non scriverà più di politica? Non penso che la mancanza delle mie elucubrazioni politiche causerà un decadimento della politica. Quindi meno piagnistei e largo a nuove idee e nuovi soggetti. A parte che tutto è politica, quindi anche parlare dell'aumento delle foreste in Italia è politica. Riprendiamoci il termine politica e togliamolo ai politici. Ridiamo un senso alla parola, riportiamola al posto che si merita e forse troveremo nuove idee e nuovi “politici”. Quei politici nuovi che tutti invocano e che tutti cercano con i soliti metodi che anche i rottamatori deplorano. 
Ognuno di noi è politica, con la sua vita, con il comportamento, con l'educazione, con la passione che mette nelle cose, quindi non cambia nulla nel mio agire. Mi eviterò le polemiche su Rif. Com, Vendola, Bersani, le elezioni, votare, non votare, chi, cosa e perché. E poi, pensandoci bene, cosa potrei dire di nuovo? Penso nulla, si leggano i giornali, so che siete le persone meno indicate per questo suggerimento, già lo fate, per informarsi, ci sono fior di professionisti pagati all'uopo. E se proprio non potete fare a meno di ciò che potrei dire, rileggetevi i post precedenti.
E poi, come dice Chica, nun te regge 'a pompa a fa finta de gnente...'ncazzoso come sei...., quindi probabilmente mi dovrò rimangiare quello che ho scritto e dare ragione a Bastian che non era il momento di "alzare l'asticella". Ma essere orgoglioso no, non è mai tempo. Si può essere soddisfatti di ciò che si fa ma orgogliosi mai. Sto ascoltando Don Chisciotte di Guccini, ecco, dovremmo essere come lui. Combattere "una solitaria guerra" finché anche un solo uomo non goda degli stessi diritti degli altri.
Come vedete ci sono ricaduto.

P.S. La mia totale riprovazione per un losco figuro che mi ha spernacchiato ma che ha sfruttato le mie parole per farci un post. Vergogna Russo!!

mercoledì 17 novembre 2010

Dico addio alla politica

Mi sarei potuto limitare alla pubblicazione della canzone di Guccini Addio e passare ad altro, ma non sarebbe stato giusto ed esaustivo.
E' una stanchezza antica, viene da una vita passata in seconda linea ma immersa nella politica e nei partiti giorno dopo giorno dall'età di 14 anni. Vado in pensione, metaforica e reale. Lascio spazio ai giovani d'età e di idee. D'altronde sono portatore infetto di idee antiche, fuori moda, dei secoli scorsi, idee che non attirano più nessuno e che tutti tirano e piegano secondo i bisogni di vertici più o meno legittimi.
Avrei voglia di mettermi a scrivere dell'idea di sinistra nei nostri giorni, delle differenze tra la nascita, l'evoluzione e la fine di ideali che hanno spinto moltitudini a lottare per il proprio e altrui riscatto. Sulle forme abbandonate e i nuovi linguaggi della politica, su chi si impegna e come si impegna, per chi e per che cosa. Ma perché parlare ancora?  Parlate voi che avete voglia e tempo. Non mi solletica mettermi qui a spiegare perché penso che la sinistra potrebbe non avere più spazio e significato se non dopo aver preso atto che i valori che fino agli anni settanta erano nostra prerogativa ora sono patrimonio anche di altri. E non vuol dire essersi fatti scippare spazi e idee, anche quello non ce lo siamo fatti mancare. Vuol dire che una parte del lavoro è stato fatto. Idee che nessuno propugnava sono diventate di tutti, perlomeno a parole. O troviamo altro, o facciamo uno scatto di fantasia oppure non ci resta che abbandonarci ad una lunga e inesorabile morte cullandoci in quello che è stato e non è più. Portatori di idee, fatevi sotto.
Ma, oggi, mercoledì 17 novembre alle 15,30, non mi stimola minimamente scrivere altro. D'altronde giunge il tempo di tirare i remi in barca, anche i pescatori più incalliti se potessero si ritirerebbero e porterebbero le barche in secca perché stanchi di navigare in balia dei marosi. Non è scritto da nessuna parte che si debba aiutare sempre e chiunque, anche quelli che mordono la mano tesa, non è sempre possibile insistere nel picconare un muro che sai bene non cadrà senza l'aiuto degli altri. Non sono cattolico e nemmeno un missionario laico. Bene, se e quando sarà il caso darò una mano, non sarò, per il momento, tra quelli che si affannano per primi, ho già dato. Attendo che mi venga reso qualcosa.

P.S. Prima che inizi la farsa sulla chiusura o meno del blog, dico subito che il blog resta aperto ma non so che cosa scriverò. Probabilmente cazzate, sono quelle che mi vengono meglio. Pensate, si avvicinano le elezioni e vi eviterete migliaia di battute scritte per convincere i riottosi ad andare a votare. Vi risparmierete migliaia di parole di analisi del voto, farete a meno delle vane parole che denunciano gli attacchi allo stato democratico o alla perdita di memoria degli italiani. Vi eviterete, mi eviterete, vi eviterò.

Tanto per scrivere qualcosa

Da piccolo mi sarebbe piaciuto avere una bicicletta ...


Mi sarebbe piaciuto avere, almeno una volta, un vestito di carnevale ...
Mi sarebbe piaciuto fare l'archeologo, ma avrei dovuto studiare il greco (così pensavo) ...
Mi sarebbe piaciuto fare il capitano (si, proprio il capitano) di marina, ma avevo paura del mare ...
Mi sarebbe piaciuto andare alle Olimpiadi, ma nel mio paese l'atletica si poteva vedere sono in televisione ...
Quando andavo a dormire, prima di prendere sonno, sognavo ad occhi aperti gare di mezzofondo dove non vincevo mai. C'era sempre qualcuno che mi batteva sul filo di lana.
Non ricordo l'età, mi ero fatto un harem che comprendeva tutte le amichette. Mi ero posto il limite di dieci e facevo una rigorosa cernita in base a non so quale criterio. L'unica che non rientrava mai nella lista fu la prima con cui ebbi una storiella (mesi, anni dopo?). Qualcuno lo sogna ancora adesso ...
Crescendo ho iniziato a fare sogni, veri e propri, politici. Sognavo comizi, riunioni, discussioni. Berlinguer era una presenza costante. Ne ho sognate talmente tante che ora sono stanco anche di parlare. I sogni finiscono, e resta solo una realtà che non ha nulla a che spartire con le aspirazioni e le speranze.

Così, tanto per scrivere qualcosa.

domenica 14 novembre 2010

I porri

La porta si aprì, piano, molto piano, senza alcun rumore che potesse svegliare chi dormiva. Ancora non era giorno, un tenue chiarore iniziava a colorire il cielo novembrino. Scese lentamente e con attenzione la ripida scala. Approfittando della scarsa educazione dei condomini, approfittò del portone aperto e si immerse nella semioscurità che precede l'alba. Un respiro profondo, uno sguardo alla salita che avrebbe dovuto affrontare, girando la testa volse lo sguardo alla casa che stava abbandonando. Un sospiro denso di nostalgia e via. Quando una decisione è presa coscientemente a nulla valgono i richiami della nostalgia e dell'affetto. Eppure era stata solo una settimana in quella casa, intensa, ma solo sette brevi giorni.
Con piccoli passettini, carichi di stanchezza, si avviò per l'erta strada che l'avrebbe portata via per sempre. Le poche persone che incontrava la guardavano con occhi assonnati che subito si allargavano in un senso di stupore, sgomento e anche un po' di schifo. Si allontanavano da lei il più possibile, il fetore era insopportabile così come la vista. Come al solito tutti la rifuggivano. Era il suo destino, la sua maledizione. La sua andatura la costringeva  a fare piccoli passi, come quelli della formica di un gioco ormai perso nella memoria. Il chiarore aumentava così come le persone che incontrava. Si sentiva ed era osservata, un operaio la prese a male parole, la invitava a buttarsi tanto puzzava, era una cosa schifosa e altre offese gratuite. Se possibile, aumentò l'andatura, la macchia nera si inerpicava per la ripida strada con sempre più fatica.
Ormai era vicina alla meta, un ultimo grande sforzo e sarebbe sbucata in piazza, al piano, per poter fare gli ultimi metri. Era giorno quasi fatto. Incontrò un operaio rumeno appena uscito da un bar, a gesti si fece capire e chiese un ultimo, il definitivo, aiuto. L'uomo aprì lo sportello e lei, raccogliendo le ultime scarse forze, saltò nel cassonetto. Addio busta dell'immondizia che ci hai tenuto compagnia per tanto tempo, addio porri che spuntate come se voleste sfuggire al vostro destino. La discarica.

Mario Draghi e Moni Ovadia

L'immaginifico Conducator perditor di tutte le battaglie, Walter Veltroni, aveva invocato un papa straniero, evidentemente non si accontenta del Benetetto. Il Russo minaccia di votare Pd, qualcun altro pensa di Fino (i) gettando all'ortiche pensieri, parole, opere e ideali, solo perché lui e i suoi hanno detto cose che la sinistra in genere ripete da anni ma con toni e volume diversi. Altri ancora sperano che faccia caldo per poter andare al mare, alcuni si tapperanno il naso, le orecchie e la bocca, il culo se lo sono tappato in anticipo per evitare sorprese, e voteranno Pd, Sel, Fed. Com, Idv, sembra il linguaggio di un bambino che ancora non articola bene le parole, io non so che e chi voterò e mi lancio, quindi, nel proporre un ticket, non dell'autobus, ma politico.
Candidato premier Mario Draghi, vice Moni Ovadia. No, non ho bevuto. Vado a spiegare, se ci riesco.
Non possiamo spaventare gli elettori di centro ma nel contempo dobbiamo riuscire a scipparne qualcuno alla destra, però ci occorre una persona che vada bene anche a sinistra, che non sia solo un tecnico ma che abbia dato prova di comprendere anche altre materie che non siano solo quelle economiche. Ma dobbiamo anche pensare che alla sinistra radicale verrebbe il mal di pancia e allora occorre proporre un personaggio che riporti in auge qualche ideale  che ci è proprio, che bilanci il tecnicismo del premier e che sia capace di parlare anche al cuore della gente e non solo alla testa e al copro. A parlare alla pancia ci pensiamo cammin facendo.
Draghi è tra i pochi che ha capito che se non si stabilizzano i precari non si crea una nuova classe sociale (ricevendo il plauso, non so quanto sincero, dell'Usi), che potrà fondare il futuro su uno stipendio relativamente sicuro perché senza questo, lo stipendio, non si muove l'economia, i consumi non crescono e la produzione non aumenta (voglio il Nobelicchio per l'economia). Essendo una persona colta e sensibile sicuramente avrà capito che scuola e cultura sono investimenti e non voci da tagliare, essendo stato all'estero, ma era un cervello in fuga?, sa quale occasioni lì si trovino e quali non si trovino in Italia. Sicuramente non si limiterebbe a fare il ragioniere come Treconti.
Moni Ovadia, scrittore, attore, regista, persona colta, sensibile, autore di teatro, ebreo equidistante e in grado di scindere la religione dall'aspetto politico dell'agire dello stato di Israele, attento ai bisogni degli altri, contro il razzismo becero della Lega, contro le vessazioni ai Rom e agli immigrati, sicuramente di sinistra in modo da non scontentare gli orfani di un personaggio carismatico che venga dalla scuola comunista o socialista potrebbe rappresentarci all'estero con maggior dignità che negli ultimi lustri.
Così sistemiamo i tanti rottamatori, i tanti che chiedono il nuovo senza portare nuove idee. Perché non si rottama in base all'età ma alla mancanza di idee, ed essere giovani non vuol dire avere aprioristicamente idee valide da proporre. Ma resta qualche problema, cosa ne facciamo degli esclusi?
Che ci facciamo con Vendola? Lo metteremo ai beni culturali al posto di Bondi, tanto scrive poesie anche lui e sicuramente più apprezzabili del pelato bilioso. La Bindi alle pari opportunità, almeno ridarebbe dignità a quel ministero e alle donne. Di Pietro? Dategli un  posto qualsiasi, che ne dite della pubblica istruzione? Tanto più danni della Gelmini non potrebbe fare. E' tutto un gioco, ma con una base di verità.

giovedì 11 novembre 2010

Nando

La piazza era quasi silenziosa. Solo il rumore del traffico in sottofondo. Le prime gocce di pioggia. Un tuono e un sonoro "Stronzo" che si alza imperioso nell'aria. Tutti si voltano per vedere chi lo ha pronunciato e a chi era diretto (tutti con la coscienza pulita!!). Seduto sulla fontana Nando, uno dei "mattarelli" del paese, con il braccio ancora alzato verso il cielo aveva espresso tutta la sua contrarietà per il brutto tempo.

martedì 9 novembre 2010

Esegesi del pensiero recondito di Berlusconi

A volte le parole sono un inutile orpello.





Benigni, Saviano e Fini

Non ho ancora letto i giornali e nemmeno televideo e neppure altri blog. Posso solo immaginare come siano ingrillati tanti italiani dall'esibizione di Benigni e dalle parole di Saviano. Una parte di questi connazionali, eccitati al parossismo, sono gli stessi che dicono che Fini ha detto parole di sinistra e che è un grande statista e politico. Mi ripeterò ma continuo a dire che il discorso di Fini va ridimensionato. Ha detto cose "normali" per un paese "normale". Molti dei partiti di destra europei hanno stesse idee e approcci ai vari problemi di Fini e della sinistra, non è detto che certi convincimenti siano di esclusiva proprietà di "sinistra". Differisce, di certo, la strada per mettere in pratica le scelte e molte sfumature, anche se il termine è riduttivo, di quei principi.
Quando torneremo ad essere un Paese, una Nazione degna di tale nome ci toglieremo di mezzo tanta di quella zavorra che non basteranno tutti gli inceneritori e le discariche che ci avranno lasciato per poterla smaltire. Va tutto bene per dare una smossa allo stagno putrido in cui siamo immersi. Non illudiamoci che ne usciremo con l'aiuto di Fini, non sarà più un "nemico",  ma resta pur sempre un avversario che va tenuto a bada e comunque sconfitto.

lunedì 8 novembre 2010

Minuzie e facezie

Cerchiamo di non esagerare. Parlare addirittura di 25 aprile mi sembra eccessivo. Anche annunciare la fine del "teatrino politico" è sinceramente troppo. Ridimensioniamo la portata del discorso di Fini di ieri. Il Presidente della Camera, chiamiamolo così visto che non è segretario del partito e nemmeno portavoce o quel che pare a loro, non ha fatto altro che enunciare cose che molti italiani dicono da vari lustri ma che lui, socio e sodale di Berlusconi da 15 anni, non ha mai capito.
1) In Europa non c'è nessun partito culturalmente arretrato come il Pdl, a rimorchio del peggior leghismo.
2) Nessun patto di legislatura se non si ha il coraggio di cancellare questa legge elettorale vergogna.
3) Bianchi e neri, cattolici, ebrei e musulmani, etero ed omosessuali: ogni persona deve essere al centro.
4) Rimpiango alcune personalità della Prima Repubblica: da loro mai ridicole scuse per giustificarsi.
5) Mi sembra che a volte questo governo del fare sia il governo del fare finta che tutto vada bene.
6) L'Italia non è il Paese dei balocchi dipinto da Silvio berlusconi qualche giorno fa alla direzione del Pdl.
7) Vive alla giornata, galleggia, ha perso la rotta.
8) Non siamo contro il Pdl, né contro Silvio Berlusconi, siamo oltre.
9) Pompei e l'altra notizia (Ruby) hanno fatto il giro del mondo e provocato dolore.
10) La spazzatura non è solo nelle strade ma nelle anime e nelle coscienze (copyright Pastore Tedesco).
Le frasi riportate, e ce ne sarebbero state altre meritevoli,  sono tratte dal discorso di Fine e riprese da La Repubblica. Dopo affermazioni di questo tenore ci si sarebbe atteso un ultimo pronunciamento: Fli esce dalla maggioranza di Governo.
Invece no, vi siete sbagliati. Tutto è rimandato a Berlusconi che se accetta di rivedere gli obiettivi di questo governo e accetta di fare la legge elettorale nuova tutto torna come prima, il sole splende alto nel cielo e gli italiani continuano a prendersela nel didietro. Si potrebbe obiettare, Fini sa che S.B. non accetterà mai l'ultimatum e quindi il governo cadrà comunque.  Se non è "teatrino della politica" questo, come lo volete chiamare?
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Fli non sarà An in piccolo, ma nemmeno la zattera della medusa pronta a raccogliere i naufraghi di ogni stagione. Certo sarà divertente vedere la Meloni cosa farà e con chi andrà quando non ci sarà più Berlusconi a proteggerla, e Gasparri, Aledanno e Matteoli?
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Pompei. Bondi: Se fossi responsabile me ne andrei. Per sentirsi responsabile cosa intende? Che lo avremmo dovuto beccare con il piccone in mano mentre recava danni alla casa dei gladiatori? Le nomine non fatte e quelle improprie e gli appalti in deroga li ho dati io e il macellaio sotto casa o quelli che lui ha messo a dirigere la sovrintendenza di Pompei?
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Sguardo piacionico del Sindaco di Firenze
Però prendiamo quello che di buono ci ha dato domenica 7 novembre, anche le polemiche nel Pd. Renzi non mi è simpatico. Su una cosa ha ragione: Nel Pd non pretenderemo posti o spazi. Semplicemente ce li prenderemo. Domandina ingenua: manu militari o con la forza delle idee. Se è valida la seconda ipotesi, le vostre idee ce le fate conoscere anche a noi? Non sia mai si dovessero aprire panorami nuovi a nostra insaputa.
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Tanto per alleggerire due cosette lievi.
"primi due scudetti della roma regalati dal duce". Qualcuno è finito nel mio blog con la ricerca di questa frase. Non so se ridere o piangere. Come far capire all'abile "ricercatore" che il duce (sempre minuscolo, mi raccomando) per nostra fortuna è morto da molto tempo e, quindi, non avrebbe potuto dare nessun secondo scudetto alla Roma. Inutile poi ricordare che Mussolini era tifoso della Lazio e che con il primo scudetto della Roma c'entra ben poco, è come predicare al vento. E, Russo, non tirare fuori la ridicola storia di Andreotti.
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Come fare a non collegare la mia caduta verticale e vertiginosa, nella classifica Wikio, alle mie critiche sui tag che vengono assegnati ai post?

sabato 6 novembre 2010

Ma gli italiani sono contenti?

Una indagine dell'Istat ci dice che la metà degli italiani è contenta della propria situazione economica. Secondo quei comunisti della Caritas e dell'Istituto Zancan i poveri in Italia hanno raggiunto la ragguardevole cifra di ottomilioni, il tutto ripreso dal sito di quegli anarchici-insurrezionalisti del Corriere della Sera . Draghi, Governatore della Banca d'Italia mica un blogger a caso, ci avverte che il futuro è nero e una delle prime mosse da fare sarebbe stabilizzare i precari, la stagnazione è vicina e il declino è prossimo. Nello stesso tempo, le banche, beneficiarie degli aiuti governativi, chiudono i rubinetti per le aziende e aumentano i prestiti verso le famiglie e, nel contempo, lanciano l'allarme che sono in netta crescita i prestiti e i mutui in sofferenza, ovvero persone che non sono o non saranno più in grado di onorare i loro debiti. Altri esempi non ne porto per non deprimervi ulteriormente.
A sentir parlare la gente viene voglia di mettere mano alla lametta e tagliarsi le vene, per chi è intenzionato a farlo ricordo che il taglio deve essere in orizzontale (possibilmente seguendo la vena stessa, se in verticale si soffre ma non si raggiunge l'obiettivo. E' tutto un fiorire di cassintegrati, precari, disoccupati, o di gente che non si riconosce nemmeno più in queste categorie. Le code nei luoghi che danno un pasto caldo aumentano e si differenzia l'utenza. Non solo più immigrati e barboni ma ceto medio in caduta libera.
Però, infido però che si intrufola da tutte le parti, nei telegiornali viene sbandierato il dato dell'aumento della produzione come un grande risultato. Mi sembra di averlo già detto, ma repetita juvant. Semplificando da quell'ingenuo quale io sono, se la crisi mi ha portato a produrre zero, anche la sola produzione di dieci è un grande risultato ma le mie potenzialità sarebbero cento, dove è il grande risultato? Intanto fanno affari i mercatini dell'usato, ci si trova di tutto, dai libri ai mobili, dai vestiti agli elettrodomestici. Solo che a ben guardare anche qui è scesa la qualità. Se prima ci si poteva trovare l'affare ora si possono trovare cose che in altri tempi sarebbero finite diritte in discarica e, cosa inquietante, c'è chi compra. Qualche settimana fa volevamo vendere degli abiti smessi ancora in buone condizioni e abbiamo visitato uno di questi mercati in un paese della provincia romana. Un po' desolante, un po' squallido ma con un andirivieni di persone che ci ha stupito. Allora dove e a chi ha chiesto l'Istat il grado di soddisfazione sulla propria situazione economica? Ci piacerebbe saperlo, fuori dai dati statistici. Ci piacerebbe sapere nome cognome e indirizzo per andare a chiedere di persona se è vero quello che hanno detto e che dice l'Istat.
Però, eccolo di nuovo, siamo tutti presi a parlare delle escort (puttane, zoccole, mignotte, prostitute ecc. come quelle che battono per strada, né più né meno se non una maggior accortezza nel gestirsi) che entrano e escono dalle ville, dai loft, dai letti di Tizio per entrare in quelli di Caio per poi fare un salto da Sempronio. Siamo qui a parlare della famiglia Misseri (mamma mia che paura) e del loro turpe omicidio. Ma non si parla già più degli immigrati di Brescia che manifestano per un loro diritto, tra poco non parleremo più di Terzigno e delle discariche, degli inceneritori sparsi per l'Italia. Almeno Bertolaso è andato via, per il momento, ma "a volte ritornano". Siamo qui a parlare del ritorno di Mourinho a Milano accolto da manifestanti, della sconfitta dell'Inter e dello scatto di nervi di Totti, ma non parliamo degli scatti di nervi di chi si suicida per mancanza di prospettive di vita. E nemmeno parliamo degli scatti di nervi di chi perde un parente per causa di lavoro, di chi muore per portare a casa "un tozzo di pane" come si diceva nei secoli scorsi così lontani e così prossimi al ritorno.
E non si parla di un cazzo se non di mignotte e di Fini, novello Sor Tentenna, che non vuole staccare la spina a questo governo. Parlano, i finiani, del Pdl come di qualcosa che hanno scoperto ora come se loro fino a pochi giorni or sono non fossero parte integrante e dirigente di quel partito. Si parla di rottamare il governo ma chi potrebbe si caca in mano. Si discute se i vertici del Pd siano anche loro da rottamare, ma non si danno idee per giustificare la richiesta. Si accomuna in questa voglia di cambiamento tutto e tutti senza discernimento alcuno. Il trionfo dell'antipolitica che si vorrebbe ergere a politica e guida di questo Paese ormai rottamato.
Una donna di Terzigno che manifestava contro la discarica, intervistata da Repubblica a seguito della visita di Berlusconi ha avuto il coraggio di dire, in sintesi, ora vedrete che tutto va  a posto. Ve la meritate la monnezza, verrebbe da dire se non si facesse pagare a tutti la stoltezza di pochi. E che dire di quegli esseri, maschi e femmine, che assolvono il premier dai suoi vizietti? Ieri in tv ho visto lo scrittore Antonio Scurati fare una semplice, banale riflessione. Se vostro padre, zio, nonno si imbottisse di viagra per fare l'augelletto di fiore in fiore con delle minorenni, sareste così giustificazionisti o vi farebbe un po' schifo? Ma gli italiani questa domanda se la pongono?
Vabbè, qui mi fermo. Nonostante tutto voglio sperare che un avvenire migliore ci sia e che ci impegneremo per raggiungere la meta. Resistere, resistere, resistere.

P.S. Se il precedente post era ansiogeno, questo cosa è? istigazione al suicidio mi sembra il minimo.

venerdì 5 novembre 2010

Il vuoto

Attendeva la notte con terrore, sempre, ogni giorno. Per lui la notte non era riposo, giusto e meritato, era solo incubi e paura. Leggeva fino a tardi, a notte fonda ancora con il libro in mano per rimandare il momento di poggiare la testa sul cuscino e chiudere gli occhi. Leggeva finché non sgorgavano le lacrime dagli occhi stanchi e arrossati. Spesso non comprendeva nemmeno ciò che leggeva, era un andare avanti per forza di inerzia, come l'Italia che scivolava verso l'abisso senza che nessuna spinta contraria rallentasse o fermasse la caduta.
Sempre arrivava il momento di girarsi verso sinistra, chinare la testa sul cuscino, tirarsi le coperte fino al mento e anche più su, forse per nascondersi al mondo, per non farsi trovare dagli incubi. Ma erano davvero incubi quelli che lo perseguitavano? Non lo sapeva, forse erano paure ancestrali che tornavano a galla senza che lui potesse fare nulla per contrastarle. Da giovane aveva letto una favola, dove un genitore raccomandava ai figli di non aver paura  se nel sonno venivano i mostri, ma di combatterli nel sogno stesso così li avrebbero sicuramente sconfitti. Ma era veramente così la novella? Aveva provato a mettere in pratica il consiglio e le prime volte era riuscito nell'intento, ma dopo poco anche l'incubo si era attrezzato e aveva messo su le sue contromosse, dopo una ritirata spesso c'è un attacco. Un incubo ben attrezzato ed esperto di tattiche guerresche.
Da un po' di tempo si presentava come una nave, aveva abbandonato il vuoto e l'altezza. Ricordava, ora, che appena chiudeva gli occhi, ancor prima che il sonno venisse a prenderlo, di trovarsi su una strada, a piedi, in macchina, in treno, insomma sempre sulla terra. Era anche difficile spiegarlo. Era fermo in un punto indefinito, un a terrazza?, con il panorama che spaziava fino al mare, era indubbiamente bello, solo che ad un certo punto ciò che vedeva si allontanava, come se la terra si abbassasse o il suo punto di osservazione si alzasse. Mano a mano tutto diventava infinitesimale e un senso di vuoto e di abbandono lo prendeva nel sonno fino al punto di svegliarlo. E così rimaneva per ore a pensare a quelle case piccolissime, a quei fiumi che sembravano segni di penna su un foglio, alla strada che vedeva davanti a sé,  ma irraggiungibile per via del vuoto. Una notte, prima ancora di andare a letto, pensò che per raggiungere la strada avrebbe dovuto volare. Ma lui aveva paura del vuoto, le poche volte che aveva preso l'aereo era sceso con i muscoli talmente tesi che gli facevano male. Comunque ci avrebbe provato. Eppure, quella notte, come se avesse subodorato la cosa, l'incubo non venne a trovarlo, perlomeno non subito. Arrivò all'improvviso, come in un agguato. A metà notte si presentò, non era sulla solita terrazza, ma su una strada, all'inizio mancava il  punto d'approdo che avrebbe dovuto raggiungere nei suoi piani. Solo dopo, mentre il vuoto si allargava sempre più, la vide, lontana e irraggiungibile come sempre, la strada della salvezza. Doveva decidersi, spiccare il volo o guardare il vuoto fino all'estrema conseguenza che non conosceva. Si lanciò nel nulla e cadde. Vedeva le rocce, le case, gli alberi  e le altre cose passargli davanti gli occhi velocemente senza che fosse in grado di arrestare la caduta. Alzò lo sguardo e si rese conto che la via era ormai quasi invisibile, si riscosse, agitò le braccia e iniziò a salire libero nell'aria come un uccello. Non ebbe tempo tempo di arrivare alla strada. Era arrivata la mattina e l'ora di svegliarsi.
Da quella notte il vuoto lo aveva lasciato, ora, immancabilmente, lo veniva a trovare una nave, enorme, nera di cui distingueva gli infiniti oblò e che entrava in porto, non sapeva se si sarebbe fermata o meno. Forse nelle prossime notti si sarebbe sciolto il mistero.

martedì 2 novembre 2010

Meglio gay che...

Ammesso che la lista sia veritiera, e non è sicuramente completa, non posso che confermare:
meglio gay che berlusconi


Publio Elio Traiano Adriano, (imperatore romano)
Francesco Algarotti, (Scrittore)
Pedro Almodòvar, (Regista)
Agnolo Ambrogini, il Poliziano, (Poeta rinascimentale)
Alejandro Amenabàr, (Attore)
Anacreonte, (Scrittore)
Hans Christian Andersen, (Scrittore... quello delle favole)
Luis Aragon, (Poeta e Scrittore)
Aristocle di Aristone, "Platone", (Filosofo)
Wynstan Hugh Auden, (poeta)
Richard Avedon, (fotografo)
Francis Bacon, (Pittore)
Joan Baez, (Musicista)
Cristobal Balenciaga, (Stilista della casa regnante spagnola)
Samuel Barber, (Compositore orchestrale)
Barbette, (Equilibrista)
Jean-Michel Basquiat, (Pittore, Graffitista)
Giovan Antonio Bazzi, "Il sodoma", (Pittore rinascimentale)
Dario Bellezza, (Poeta)
Helmut Berger, (Attore)
Leonard Bernstein, (Compositore)
Umberto Bindi; (Musicista)
Anne Bonny, (Piratessa)
Paul Bowles, (Musicista e scrittore)
Benjamin Britten, (Compositore orchestrale)
Romaine Brooks, (Pittrice)
Farroukh Bulsara, "Freddy Mercury", (Cantante)
Michelangiolo Buonarroti, (Scultore, Pittore, Poeta)
Raymond Burr, (Attore, un noto Perry Mason)
Silvano Bussotti, (Compositore orchestrale)
Lord George Gordon Byron, (Poeta)
Truman Capote, (Scrittore)
Benvenuto Cellini, (Scultore, Orafo, scrittore rinascimentale)
Montgomery Clift, (Attore)
Sidonie Gabrielle Colette, (Scrittrice)
Giovanni Comisso, (Scrittore)
Regina Cristina di Svezia, (Donna politica del Barocco)
Marina Ivanova Cvetaeva, (Poetessa)
Tamara de Lempicka, (Pittrice)
Pippo Delbono, (Attore e regista)
Marlene Dietrich, (Attrice)
Isadora Duncan, (Danzatrice)
Eleonora Duse, (Attrice)
Eliogabalo, (imperatore Romano)
Sergej Ivanovic Esenin, (poeta)
Eugenio di Savoia, (Condottiero e politico del Barocco)
Rupert Everett, (Attore)
Rainer Werner Fassbinder, (Regista)
Federico II di Svezia, (Politico, Musicista, Condottiero, dell'Illuminismo)
Michel Foucault, (Filosofo)
Edward Morgan Forster, (Scrittore)
Anna Freud, (Psicoanalista)
Valentino Garavani, (Valentino... stilista)
Greta Garbo, (Attrice)
Federico Garcìa Lorca, (Poeta)
Jean-Paul Gaultier, (Stilista)
Vittore Ghislandi, "Frà Galgario", (Pittore del '700)
André Gide, (Scrittore)
Allen Ginsberg, (Poeta beat)
Keith Haring, (Pittore)
Magnus Hirschfeld, (Sessuologo)
Rock Hudson, (attore)
Christopher Isherwood, (Scrittore)
Elton John, (Musicista)
Frida Kahlo, (Pittrice)
Kostantinos Kavafis, (Poeta)
Brunetto Latini, (Poeta)
David Leavitt, (Scrittore)
Annie Leibovitz, (Fotografa)
Lindsey Lohan, (Musicista)
Don Benjamin, "Don Lurio", (Coreografo degli anni sessanta)
Robert Mapplethorpe, (Fotografo)
Friedrich Wilhelm Murnau, (Regista)
Vaclav Fomic Nijinski, (Danzatore)
Rudol'f Nuriev, (Danzatore)
François Ozon, (Regista)
Ferzan Ozpetek, (Regista)
Chuck Palahniuk, (Scrittore)
Aldo Palazzeschi, (Scrittore)
Pier Paolo Pasolini, (Attore, Regista, Fotografo, Scrittore, Giornalista, Poeta grandissimo...)
Giuseppe Patroni Griffi, (Regista)
Sandro Penna, (Poeta)
Cole Porter, (jazzista)
Pierre-Joseph Proudhomme, (Filosofo)
Marcel Proust, (Scrittore)
Herb Ritts, (Fotografo)
Arthur Rimbaud, (Poeta)
Maurice Rostand, (Commediografo)
Ida Rubinstein, (Coreografa e ballerina)
Vita Sackville-West, (Scrittrice)
Camille Saint-Saens, (Compositore)
Joel Schumacher, (Regista e Sceneggiatore)
William Shakespeare, (Drammaturgo e Tragediografo)
Susan Sontag, (Donna filosofo, Regista, Fotografa)
Gertrude Stein, (Scrittrice)
Torquato Tasso, (Scrittore rinascimentale)
Henry David Thoureu, (Scrittore)
Alan Touring, (Scienziato)
Rodolfo Valentino, (Attore)
Gus Van Sant, (Regista)
Gianni Vattimo, (Filosofo)
Nichi Vendola, (Politico)
Paul Verlaine, (Poeta)
Gianni Versace, (Stilista)
Luchino Visconti, (Regista)
Andie Warhol, (Artista)
Bruce Weber, (Regista e fotografo)
Walt Whitman, (Poeta)
Oscar Wilde, (Poeta, Commediografo, Romanziere)
Virginia Woolf, (Scrittrice)



Elenco tratto dal sito nienteansia.it

Lo stupratore

Avevo scritto il precedente post-icino per fare un esperimento. All'interno avevo messo tutte le parole chiave per far schizzare in alto i contatti. Ma le solite irrituali dichiarazioni dell'uomo che ci governa, per sistemare i suoi fatti privati, mi "costringono" a dire qualcosa di diverso, parole che non cambieranno il corso della storia ma che almeno incanalano la rabbia che ormai ci fa compagnia da molto, troppo tempo.
Sì, quest'uomo ha stuprato tutto ciò che era possibile, la democrazia, l'Italia, forse le ragazze minorenni, il Parlamento nella sua totalità, e una buona metà degli italiani che ne sono anche contenti. Non è raro sentire persone, anche donne, che lo giustificano in ogni suo uso e abuso delle donne, sia metaforico che reale. Maschi e femmine, (non uomini e donne) che sorridono alla pretesa virilità dell'uomo in questione, gente che giustifica il suo uso e abuso del potere. Tutti insieme verso il basso senza alcuna preoccupazione.
Sembra che l'"infamia" sia divenuta una nota di merito, qualcosa di cui vantarsi. L'ultima offesa rivolta ai gay non è che un'altra goccia che si perde nel mare delle sue frasi ad effetto che tanto piacciono ai suoi elettori. Verrebbe quasi voglia di fare un elenco dei gay che tanto hanno dato alla società nei vari campi dello scibile, ma sarebbe tempo perso. Ma gli omosessuali di destra, e ce ne sono, non hanno nulla da dire?
 Non ci resta altro che rimboccarci le maniche e ricominciare a fare Politica perché lamentarsi ancora non servirà più.
Nel gran parlare di cimiteri di questi giorni vince sicuramente quello di Avetrana dove è sepolta Sarah Scazzi rispetto a quello di Praga, bellissimo come tutta la città, che dà il titolo al libro di Umberto Eco. Ma nel vociare indistinto di personaggi famosi e meno famosi, tutto viene ridotto a nulla rispetto al "bunga-bunga" vergognoso per tutti i suoi aspetti collaterali che investono alte (???) cariche dello Stato (????).
Ecco, se vi attendete che mi addentri nel cimitero di Avetrana o in quello di Praga o che vada a discettare di bunga-bunga come migliaia di bloggers stanno facendo, vi sbagliate. Ho finito qui.