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domenica 31 ottobre 2010

Eco e i suoi lettori

E' uscito il nuovo libro di Umberto Eco, sì lo so, lo sapete tutti, ma in qualche modo dovevo cominciare. Non parlo del libro perché non l'ho ancora letto e nemmeno ho letto le centinaia, migliaia forse è meglio, di pagine di recensioni già apparse su quotidiani, settimanali, quindicinali, mensili, bimestrali, trimestali e via calendarizzando, blog, siti e perfino sui rotoli di carta igienica in modo che ci si possa acculturare anche espletando i bisogni primari del corpo. Però, quel famoso però che è sempre in agguato, come fare a non parlare delle dotte parole di due studiose come Lucetta Scaraffia e Anna Foa? Lungi da me l'idea di entrare in polemica con qualcuno, non sarei all'altezza, ma due considerazioni sulle loro citazioni le vorrei fare. Scaraffia dice che il libro, il cui titolo è " Il cimitero di Praga", è "accattivante", ma prosegue stroncandolo con: "...è noioso, farraginoso, di difficilissima lettura". Più avanti afferma: "...che le continue descrizioni della perfidia degli ebrei facciano nascere un sospetto di ambiguità, certo non voluta da Eco ma aleggiante in tutte le pagine del libro".
Dopo la Scaraffia, vicina al mondo cattolico per definizione di Repubblica, Anna Foa, vicina al mondo ebraico scrive: "... se dal punto di vista del romanzo può essere molto accattivante, dal punto di vista della storia il falso sembra diventare vero, in un contesto in cui tutti i documenti sono falsi, tutti sono doppi, o tripli, e la confusione regna sovrana". In questa "confusione" Foa si chiede se il lettore capirà che anche I Protocolli di Sion sono dei falsi.
Da notare che entrambe le due studiose definiscono il romanzo, prima di attaccarlo, "accattivante" e, a mio modesto parere sono in qualche modo già state battute. Sul problema che il romanzo di Eco sia di difficile lettura, noioso, farraginoso e altro torno dopo, essendo questa una caratteristica ricorrente nei romanzi di Eco. Il libro è chiaramente una storia basata sui falsi, a partire proprio dai "Protocolli di Sion" a cui danno patente di credibilità solo gli stolti che propugnano l'antisemitismo. La preoccupazione delle due studiose mi sembra eccessiva perché, e veniamo al punto fondamentale, nella mia ingenuità ho elaborato una teoria sulla diffusione dei romanzi di Eco.
Partendo da un ipotetico valore 1.000 da intendersi come acquirenti del romanzo si può ricavare una suddivisione di questo genere.
Il nome della rosa, vogliamo dire il più facile?,
1.000 acquirenti
  800 reali lettori, 500 lo hanno finito (e lo hanno capito), 300 lo hanno lasciato (molti lo hanno tenuto in libreria altri lo hanno dato via), 200 lo hanno comperato a Natale o altre feste per regalarlo perché faceva fico. 200 lo hanno messo in libreria e lì giace a far polvere.

Senza scendere in particolare sugli altri titoli, riproduciamo lo stesso ragionamento con delle variabili.
1.000 acquirenti
   700 reali lettori, 350 lo hanno finito (200 lo hanno capito, 100 si sono chiesti quale fosse il significato, 50 ce li siamo giocati come lettori), 300 lo hanno regalato perché è sempre più fico. Le percentuali, è logico, variano secondo i titoli. 300 hanno continuato a comperarlo perché così possono dire di avere tutti i romanzi di Eco.
Invece della copertina del libro, una foto del cimitero ebraico di Praga
Di conseguenza, la paura delle due studiose che il libro di Eco possa indurre nell'errore e spingere a credere che I protocolli di Sion possano essere veri , ribadisco, mi sembra eccessivo. I propugnatori dell'antisemitismo non leggono sicuramente Eco, quelli che arrivano fino alla fine sono certamente in grado di discernere il vero dal falso. In Italia si legge poco, troppo poco, ma un po' di fiducia in più nei lettori bisognerebbe averla. Da considerare anche che chi compra Harmony non compra e men che meno legge Eco, chi legge e compra Eco potrebbe anche leggere Harmony.

giovedì 28 ottobre 2010

Io mi sono capito, spero, non so se voi mi capirete.

Il centro destra, o meglio la destra tout court,  ha accusato i governi italiani, dal dopoguerra a 15 anni fa, di fare assistenzialismo, confondendo una corretta visione di uno stato sociale con l'elargizione di aiuti indiscriminati fini a se stessi. Non mi dilungo sull'argomento, chi vuole può divertirsi e approfondire i vari aspetti dell'argomento dal punto di vista sociologico, politico ed economico.
Con la crisi dello stato sociale in molti paesi si è pensato bene di tagliare sulla sanità, pensioni, istruzione gratuita ( dove non si è tagliato si è impoverita l'offerta) e altre voci che incidevano sul bilancio "dell'assistenzialismo". Negli ultimi anni, in particolar modo con la recente crisi mondiale, invece di aiutare i soggetti svantaggiati, come potrebbero essere famiglie in genere, chi perde lavoro, i disoccupati, gli anziani e altre categorie, in tutto il mondo si è vista una corsa a dare aiuti alle banche, ai gruppi industriali, insomma a coloro che la crisi l'hanno creata, mal gestita e da cui traggono ancora frutti, avvelenati per la gente ma dolci e succosi per loro. Per parlare dell'Italia, oltre ai tagli nulla è stato fatto per alleviare la situazione economica delle classi meno abbienti, a meno che qualcuno non possa pensare alla famosa Social Card di berluscon-tremontiana memoria come un mezzo adatto all'idea dello stato sociale.
Allora occorre iniziare a parlare di cambiare questo stato di cose, occorre tornare a parlare di abbattere il capitalismo e tutte le sue degenerazioni. I primi che enunciarono questo concetto non partivano dall'analisi breve ed incompleta che ho fatto io, partivano da situazioni storiche, economiche e politiche completamente diverse, ma resta l'impatto forte della verità insita nelle parole.
Noi dobbiamo perseguire il fine di rivoluzionare questo stato di cose che protegge se stesso e si autoriproduce a discapito di chi non ha voce o non ha la forza per far sentire le proprie idee. Ma non basta una frase e scriverci un post, occorre anche dare delle indicazioni (oggi il mio ego si è svegliato nella misura extra large).
Qualcuno pensa che per tenere tranquillo un popolo basta soddisfare i bisogni minimi, panem et circenses, un tetto a buon prezzo (magari!) dove ubriacarsi tranquillamente vedendo le porcherie trasmesse in televisione. Una cosa del genere andava bene nel secolo scorso, ora non più. Ci si è spinti troppo oltre con il creare falsi bisogni, l'uomo si è evoluto e con esso i bisogni primari e quelli voluttuari. Se prima si accettava di morire per povertà perché non si avevano i mezzi per curarsi ora si pretende, a buon diritto, cure e assistenza uguali per tutti, e se non si ricevono ci s'incazza. E se prima si potevano nascondere le notizie per non aizzare gli animi dei diseredati, si poteva mettere la mordacchia ai giornali e spacciare mezze verità e totali falsità, sbaglia chi pensa che lo stesso principio possa valere anche oggi. E nemmeno si può pensare che sia sufficiente, per asservire un popolo, eleggere un capo unico che sottometta gli organi costituzionali e democratici di un paese. Alla fin fine ci sarà sempre qualcuno che avrà il coraggio di gridare che il Re è nudo (non c'è alcun riferimento a notizie giornalistiche recenti). E, a meno che non si voglia perseguire come fine ultimo l'eliminazione fisica dei dissidenti, non vale la minaccia di ritorsioni sulle libertà personali del popolo.
Ma per abbattere questo stato, cosa peraltro non possibile, o perlomeno cambiarlo, dobbiamo modificare le nostre teste, le nostre convinzioni, i nostri paludamenti, se vogliamo antichi. Non gettarli, sia chiaro, rimodernarli, rigirarli come i nostri avi facevano con i cappotti. Quando si va in montagna ci si attrezza perché il tempo può cambiare in pochi secondi. Si parte con il sole tenendo conto che potrebbe far freddo e magari piovere o nevicare, che potrebbe scendere il buio, che... Insomma si tengono presenti tante variabili.
Ecco, dobbiamo iniziare a camminare verso l'obiettivo come se andassimo in montagna, pronti a cambiare di veste ma sempre fermi sulla meta da raggiungere.


È ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo. Bakunin

martedì 26 ottobre 2010

Bel tomo cucurbitaceo

Un giorno sembra che il Lodo Alfano non lo abbia chiesto Nessuno e a Nessuno interessi, il giorno dopo Qualcuno, che è il fratello di Nessuno, dichiara che con questi giudici è indispensabile fare un lodo altrimenti non si riesce a governare.
Analizzando la mia stessa frase ci si potrebbe scrivere un bel tomo (sapendo che siete distratti, per non dir di peggio, vi sciolgo il gioco di parole: bel tomo: persona che nell'aspetto e ancor più nel suo modo di comportarsi dimostra un'inconsueta stranezza o bizzarria, talvolta si usa con accento di sorpresa o di rimprovero). Cercherò di non farlo, scrivere il bel tomo non esserlo, sia chiaro, e di essere breve (ehehehehehe).
Cocomero asinino
Lodo. nel linguaggio giuridico, la decisione degli arbitri. E' evidente che se mi faccio un lodo, ovvero mi ergo a giudice e sono nello stesso tempo il giudicato il lodo non è altro che una legge fatta su misura per le mie esigenze, ovvero pararmi il culo nel presente e nel futuro non disdegnando il passato, ma chi sono Dio?. Elementare Watson, ma chi è quella testa di Cucurbitacea che lo ha pensato e gli ha dato il nome? Dio mio, un ministro della Repubblica, allora devo aver sbagliato tutto, e con me i fidi Devoto e Oli. Spero di non incorrere nell'ira funesta del siculo a cui ho, in pratica, detto che ha una testa come un peponide, per farla breve: cetriolo, zucca, melone, cocomero e cocomero asinino.
L'esimio Presidente della Repubblica, come tutti quelli che lo hanno preceduto, e tutti i precedenti capi del governo, non ha mai avuto il desiderio, e alcuni ne avrebbero anche avuto bisogno, di far promulgare una legge del genere.
Cosa è cambiato allora? Forse c'è chi ha qualcosa da nascondere e sta cercando disperatamente un tappeto come la colf poco volenterosa con la spazzatura? Ma qualcuno ha mai sentito invocare una commissione d'inchiesta sulla magistratura da parte di qualche politico della Prima Repubblica? A memoria non ricordo, quindi devo pensare che i vecchi politici erano tutti di specchiata onestà? Non penso, c'erano dei marpioni inimmaginabili ma erano seri anche nelle malefatte. Allora devo pensare che i politici della Seconda Repubblica sono tutti di non specchiata onestà?
Dio mio, forse è meglio che vada a leggere Jodorowsky, Il figlio del giovedì nero,edizioni Giunti 12 €, seguito di Quando Teresa si arrabbiò con Dio. 
Per fortuna che ci sono i libri che  consolano e  distraggono e, spesso, ci fanno pensare. Ma questa è un'altra storia che abbiamo già affrontato.

P.S.A proposito. Il Presidente Napolitano a Pechino ha pronunciato qualche parola sui diritti civili e le libertà personali in Cina, diplomaticamente ma lo ha detto. Ricordate quando quei comunisti di Oslo hanno dato il Nobel allo sfasciacazzi cinese qualche parola del nanoscurodellademocrazia al suo omonimo cinese in visita in Italia?

lunedì 25 ottobre 2010

Le versioni di Gap

Luz giace per terra in un lago di sangue, la lotta per il computer l'ho vinta io!
Abbiamo il telefono e di conseguenza anche internet, mo so' cazzi vostri.

Versione paranoica.
1) Avevo espresso delle critiche a Wikio per i tag messi a coda di gatto e sono sceso in classifica dal posto 1.459 al 2.374. Per inciso i tag continuano a essere messi a cazzo di cane.

2) Faccio il post sulla demenzialità della tariffa bi-oraria dell'Enel e in casa si verifica una dispersione di corrente che ci lascia al buio e abbiamo dovuto rispolverare le candele, per qualche ora abbiamo vissuto come nell'ottocento, tutto sommato non era male. Grazie Enel.

3) Non ho parlato male di Tiscali ma, contemporaneamente al guasto Enel, un fantomatico tecnico delle telecomunicazioni sarde, a detta della gentilissima operatrice Tiscali, inverte il mio cavo con quello di un altro disgraziato che è rimasto senza telefono e internet per gli stessi nostri giorni. Anche in questo caso la cosa non mi è dispiaciuta, peccato che ho perso gli ultimi aggiornamenti sulla situazione del Ponente ligure e della ridente località di Casale Monferrato. Ho una vaga idea che recupererò presto.

4) Ma l'Enel ha una compartecipazione in Tiscali?

Versione coincidenze.
Tutto quello scritto in precedenza può essere frutto di una coincidenza? Probabile, ma non dà nessuna soddisfazione a chi scrive e a chi legge. Volete mettere sentirsi perseguitati da qualcuno e non da una generica malasorte?


Se i manifestanti di Terzigno bruciano la bandiera italiana finiscono ancor più sulle prime pagine dei giornali e il fatto merita un titolo proprio nei Tg di tutte le reti ipotizzando reati di vilipendio, offese e altro ancora. Ma se un parlamentare o un ministro brucia la bandiera italiana o dichiara che serve solo per pulircisi il culo nessuno dice nulla, le denunce si perdono nei palazzi di giustizia, e a buon bisogno viene cancellato il reato e si premiano coloro che ancora non ricoprivano alcuna carica con uno strapuntino del potere corrotto di questa nazione. Se qualcuno si appropria di un bene comune come ha fatto il sindaco di Adro ci vuole l'intervento di un semplice dirigente scolastico per porre rimedio al fattaccio, ma la folta truppa di funzionari dello stato, dal presidente del consiglio fino al più sfigato rappresentante dell'ordine pubblico, cosa fanno? E se un sindaco dichiara che prende ordini solo da un segretario di partito cosa si aspetta per intervenire?

Dobbiamo ringraziare, noi dei Castelli Romani, gli abitanti di Terzigno, che grazie alla loro lotta hanno fatto sì che la manifestazione contro l'inceneritore di sabato sia andata più che bene. Che anche i castellani si stiano svegliando dopo anni di sonno della ragione? Il corteo si è snodato da Albano Laziale fino a Genzano attraversando Ariccia, in pratica pane, porchetta e vino, con una partecipazione che, a detta di qualcuno, ha toccato le 5.000 presenze, ma non ci interessa la solita lotta per i numeri. Per la prima volta abbiamo anche visto un nutrito numero di sindaci, la cosa ha talmente stupito che ci sono stati malori, svenimenti e finanche fenomeni di allucinazione collettiva quando si è visto qualche esponente del Pd. "Tanto Marrazzo è fuori dai giochi, ora c'è la Polverini e possiamo far finta che noi non c'entriamo nulla, e possiamo rifarci una verginità, con la dissennata scelta della costruzione dell'inceneritore", questo deve essere stato il pensiero dei piddini che forse fondavano sulla scarsa memoria della gente.


Un pensierino anche allo Stato di Israele e ai suoi rappresentanti, tanto per non perdere l'abitudine e per ringraziarli di darci sempre l'opportunità di scrivere di loro e delle loro malefatte. Si sono incazzati perché il sinodo dei vescovi mediorientali ha invitato Israele ad abbandonare i territori occupati. Sono arrivati a lanciare accuse di antisemitismo ma non hanno avuto nulla da dire sull'attacco di un vescovo contro l'Islam accusato di imporre la fede con la spada. Certe cose si possono dire solo quando ci fanno comodo.


Potrei anche spendere qualche parolina per Marchionne, ma mi sono rimaste solo quelle brutte che devo decidere se dedicarle alla Uilm e alla Fim o a tutti quanti insieme.

E' uscito il nuovo numero di Pace e Tempesta.


Come rientro penso che basti, un solo pensiero per un amico lontano. Torino-Frosinone 1-2. E come diceva Totò: Ho detto tutto.

lunedì 18 ottobre 2010

L'Italia al tempo della tariffa bi-oraria

La sveglia suona alle 17. Luz si alza subito come al solito, io resto un poco a poltrire nel letto caldo prima di iniziare un'altra giornata di lavoro (??). E' stato duro adeguarsi ai nuovi tempi ma alla fine ci siamo riusciti, ci son voluti quattro mesi ma i risultati sono ottimi. Forse perché Luz è disoccupata da una vita e io sono in cig da oltre un anno? Chissà, ci rifletterò.
Ci facciamo un caffè, apriamo le imposte e le finestre facendo cambiare aria, mettiamo fuori, anche loro hanno diritto ad un poco di libertà, Agata e Filippo (non sono i nostri figli ma i gatti), leggiamo le ultime notizie dal televideo e poi iniziamo a rassettare la casa. Prima si fanno le cose che non comportano l'utilizzo della corrente elettrica come rifare il letto, spolverare e uscire per fare la spesa. Al ritorno, si sono fatte le 19,30, si comincia con le cose serie. Si passa l'aspirapolvere per tutta casa, si prepara la lavatrice mentre si fa partire la lavastoviglie. Dopo questa sfacchinata, ci prepariamo la cena, con sottofondo di musica, e alle 22 ci mettiamo a cena guardando qualche programma, se si trova qualcosa di decente, in Tv. Altrimenti luce accesa a leggere il giornale, comperato in tarda serata, oppure un libro o un film in dvd. Intanto gli elettrodomestici hanno finito il loro compito e a noi non resta che stendere la biancheria, sistemare le stoviglie pulite e attendere che inizi il film dell'1.30. Un bel thriller non guasta mai. Nei tempi morti tra un'occupazione e l'altra ci si collega con Internet, si leggono i blog amici e si aggiornano i propri senza trascurare una stiratina ai panni che si sono ammucchiati. Verso le 4,30 usciamo per farci una passeggiata nel paese e ci prendiamo un cappuccino con un cornetto appena sfornato. Una passeggiata verso il lago, una sigaretta e alle 7,30 a casa. Alle otto si spegne tutto ciò che comporta l'uso di energia elettrica, alle 9 di nuovo a letto, dopo aver fatto rientrare i gatti e chiuse tutte le finestre, a leggere con una fioca luce da "piccolo scrivano fiorentino" e nemmeno per molto tempo. Chissà perché non troviamo amici che prolunghino la loro permanenza a casa, nel dopo cena, oltre l'una, noi glielo diciamo che non ci sono problemi, ma vanno via lo stesso. Che Luz non cucini più bene come prima? O io sono diventato ancora più palloso? Chissà, un altro mistero nella nostra vita.
Però dobbiamo ringraziare l'Enel, il sabato e la domenica non abbiamo più bisogno di fare fine settimana da qualche parte, basta stare in casa e riprendere i vecchi orari per fare una cosa nuova, diversa e che ci fa ancor più fare economia. Il fine settimana possiamo utilizzare trapano, macchina per cucire, ascoltare musica anche con la luce del sole e ad alto volume senza disturbare nessuno, fare lavatrici e lavastoviglie a rotta di collo con la tariffa senza maggiorazione. Grazie Enel che pensi a noi e ci dimostri che i tempi sono cambiati, non l'avevo ancora capito nemmeno con il tuo bellissimo spot.
Dobbiamo preoccuparci se ci si stanno allungando i canini, portiamo sempre gli occhiali da sole e ci hanno appeso una treccia di aglio alla porta?


Tariffa bi-orariaEnel

sabato 16 ottobre 2010

Errare humanum est, perseverare diabolicum

Per la seconda volta in una settimana il Ministro degli Interni ha preso una cantonata.
Le dimissioni?

Problemino del 16 ottobre 2010

Mentre ci prepariamo per la manifestazione, un problemino semplice semplice, da quinta elementare:
Maroni avverte che nella manifestazione ci potrebbero essere infiltrati, anche stranieri, con l'intento di provocare scontri, Bonanni, quello che si dichiara "sindacalista" al pari di Angeletti, dice che Maroni ha ragione.
Vista l'esperienza con i tifosi serbi, cosa dovremmo fare?

giovedì 14 ottobre 2010

Che macello



Il piano di marmo della cucina splendeva dopo l'opera di pulizia che aveva fatto. Considerò che era stato un lavoro inutile dopo il macello che avrebbe compiuto. Rise della sua stessa involontaria battuta. Scansò detersivi e stracci, di lì a poco gli sarebbero serviti di nuovo. Aprì il frigorifero, estrasse il pezzo di carne e lo poggiò sul marmo, sarebbe bastato utilizzare la grande tavola di legno e avrebbe pulito solo una volta. Si girò, aprì il cassetto, scelse e prese due coltelli e l'aggeggio che utilizzava per affilare le lame. Si dedicò per dieci minuti a quest'ultima attività. Passava e ripassava le lame, anche coltello con coltello, mancava solo che iniziassero ad uscire scintille dallo sfregamento del metallo. Pulì i coltelli, guardò controluce il filo delle lame, li provò su un pezzo di pane, che mangiò, e si ritenne soddisfatto del suo lavoro. Li posò accanto alla carne che giaceva immobile in attesa del suo ultimo viaggio, del compimento del suo destino già segnato alla nascita. Mise un grembiule da donna, di quelli che si infilano dalla testa e coprono quasi tutto il corpo, calzò i guanti monouso e si girò con un ghigno verso ciò che restava del pezzo di carne. Doveva, assolutamente, finire il lavoro iniziato. Il problema era estrarre l'osso da quella massa che era stata un giorno sanguinolenta. L'osso è sempre la parte più difficile da smaltire, segarlo, frantumarlo, richiede tempo e fatica ma di certo non si può mettere dentro un sacchetto della spazzatura, si corre il rischio che lo buchi e che qualcuno possa fare domande inopportune. 
Con il coltello più grande tagliò pezzi di carne alla rinfusa, sempre più vicino all'osso, affondò anche le mani in quel groviglio di muscoli, tendini e grasso. Era un lavoro sporco ma andava fatto. Toccava a lui, non c'erano dubbi. La carne si ammucchiava, pezzi grandi e piccoli, l'osso era quasi tutto libero, con il coltello più piccolo iniziò la fase di rifinitura, tolse tutto quello che era possibile togliere. Era contento del suo operato, lo prese nelle mani e lo guardò, solo qualche pezzetto di carne era ancora attaccato, ma la cosa non lo disturbava, anzi, gli dava un piccolo sottile piacere. Lo posò di nuovo sul piano, mise i coltelli nel lavello e aprì l'acqua calda, strappò un paio di fogli di carta da cucina è iniziò a gettare il grasso, la cosa più urgente di cui disfarsi. Radunò tutti i pezzi di carne rossa, ma di un rosso tendente al marrone, come dire, di un colore simile alla carne insaccata e li mise in una insalatiera che ripose in frigorifero. Dette una prima sommaria pulita al marmo, si fece un mezzo bicchiere di vino bianco e rimirò soddisfatto il "macello". Prese di nuovo l'osso.
Fece un passo, si avvicinò ai fornelli e lo depositò con inaspettata delicatezza nella pentola che già ospitava i fagioli. Finalmente Fagioli con osso di prosciutto.

mercoledì 13 ottobre 2010

Contare fino a dieci prima di parlare

SCHIFANI: A GENOVA VOLTO PEGGIORE EUROPA
13/10/2010 17:12
"Quello che è accaduto ieri allo stadio di Genova mostra il volto peggiore di una Europa ancora troppo attraversata dalla violenza di chi rifiuta la civiltà, la dignità, il rispetto della persona". Con queste parole il presidente del Senato Schifani ha condannato gli attacchi dei tifosi serbi al Marassi di Genova. Analoga condanna ha espresso Schifani a proposito degli episodi di Roma e Milano. "Hanno una stessa matrice: una deriva razzista, che tradisce l'umanità e può uccidere".










La dichiarazione sopra riportata è tratta dal Televideo, quindi una dichiarazione ufficiale che abbiamo sentito anche in televisione all'interno dei Tg. Ma il Presidente del Senato, colui che è rimasto famoso per aver sdoganato l'interruzione nei dibattiti televisivi per impedire all'avversario di parlare, ha riflettuto prima di rilasciare la dichiarazione? Si ricorda chi portò solidarietà ai Serbi durante il conflitto nell'ex Jugoslavia? E chi si rifà a quegli ideali che Schifani bolla come  frutto e volto della peggiore Europa? Chi dà la caccia ai gay, agli stranieri, ai diversi in genere, i suoi alleati di governo o degli sconosciuti? Chi  persegue una politica razzista in Italia? Chi ha deciso che i Rom sono un pericolo per la nostra nazione e vanno cacciati anche se non delinquono? Forse io?

lunedì 11 ottobre 2010

L'immaginazione non ha limiti

Due pensieri al volo, così tanto per dire.
Nell'antichità e fino all'epoca di Napoleone, condottieri, re e imperatori si ponevano al comando delle truppe e andavano in battaglia, qualche volta ci lasciavano anche la pelle. A qualcuno, Giulio Cesare, andò meglio e al comando delle sue truppe raggiunse Roma dove si fece imperatore per poi morire per mano di Bruto. Anche Augusto combatté i suoi nemici in prima persona al comando della flotta e delle truppe. Tanto per non tirarla per la lunghe con gli esempi e le citazioni, veniamo alla domanda finale.
Ve lo immaginate in Afghanistan al comando delle truppe o mentre pilota un aereo pronto a sganciare bombe??

sabato 9 ottobre 2010

La gente

Non è che non ami la gente, la odio. La gente, questa entità multiforme con cui siamo costretti a vivere fianco a fianco, la gente, quella che supinamente subisce le cose della vita. Quella che china la testa davanti ai padroni, davanti ai politici, quella che dice "L'ha detto la televisione" oppure "Ma quello è un professore", quella gente che non rispetta le code, che getta l'immondizia dalle macchine, che sputa per terra, che ignora il prossimo e si batte il petto in chiesa, quella che si lamenta della trasmissione "Chi l'ha visto" solo perché ha sentito qualche telegiornale che lo faceva ma che tutte le settimane la vede al chiuso della propria casa quasi godendo delle disgrazie altrui. Quella gente che ama andare ai funerali, chiunque sia il morto basta che ci sia un funerale, quella gente che non ne perde uno dove ci sia una telecamera. La gente che dopo morti sono tutti bravi, buoni e belli. Quella gente che ha fatto la fortuna di Bruno Vespa, di Domenica In e Domenica 5 e anche di cazzenger ma non vede Piero Angela o i programmi di Rai Storia perché si annoia, quelli che non perdono una battuta dei programmi della De Filippi e che, non contenti, corrono in edicola per comperare i settimanali scandalistici che parlano dei fatti e misfatti dei personaggi famosi. Quella gente che lascia nello spazio della Coop "Abbandona un libro", i libri di Harmony convinti di aver lasciato qualcosa di buono da leggere. La gente, quella che costringe gli amici a telefonarti per raccontare episodi collocati in un posto geograficamente lontano ma simili a quelli che vivi tutti i giorni e a cui non sai più che cosa dire. La gente che ha raggiunto posti di comando, nella società, nei partiti, nei sindacati, e non si sa in base a che cosa, ma che non vuole essere contestata da quella stessa gente che dovrebbero rappresentare, quella gente che si dice "politico" o "sindacalista" senza conoscere il significato delle loro stesse qualifiche. La gente che va a votare ma non conosce la Costituzione e nemmeno chi sia il Presidente della Repubblica o che funzioni abbia. La gente che ha permesso che questo Paese fosso ridotto così come è e che ne è pure contenta. Quella gente che ha fatto morire idee e ideali senza averne in cambio nulla.
Quella gente che Tina Pica sintetizzò in una battuta di "Pane, amore e fantasia".
Tina Pica: "Lo dice la gente"
De Sica: "Ma quale gente?"
Tina Pica (accompagnando la frase con un movimento del braccio che avvolge e coinvolge) : "Eh, la gente, la gente ..."

giovedì 7 ottobre 2010

Bolano meglio dei giornali

Avevo pensato di fare uno di quei miei post spaccapalle, lunghi, infarciti di citazioni pseudo-intelletuali prese dal vocabolario o da qualche libro che sta raccogliendo polvere in casa, oppure scrivere qualcosa prendendo spunto dai giornali dove abbondano immondizia, volgarità, atrocità e tutte le altre "ità" che vi vengono in mente. Ma non farò nulla di tutto ciò. Salterò di palo in frasca come un augelletto nel sole d'autunno.


La cosa più seria che mi passa per la mente è la polemica sugli "assalti" alle sedi della Cisl. Purtroppo ad ogni azione corrisponde una reazione. Bonanni e Angeletti pensavano che gli operai, e non solo, italiani si chinassero, come insegna Altan, in attesa dell'ombrello senza protestare? Fino a prova contraria si può ancora dissentire e protestare, ciò non vuol dire essere d'accordo con chi travalica certi limiti perché, volenti o nolenti, poi si fa il gioco del più forte. Come dice il Russo, le limitazioni dei diritti conquistati con tanto sacrificio sono e devono essere accettabili ed accettati ma le proteste e le contestazioni no?




Come non sprecare due parole sulla farsa che si è svolta in Piazza Montecitorio? Senza entrare nel merito della cosa in sé che è alquanto squallida e indice del decadimento sociale-morale-politico ed etico di questo Paese, estraggo dai giornali alcune parole che sono state usate per descrivere la pagliacciata. Folkloristico, il significato di questa parola, che i giornalisti dovrebbero conoscere, è: caratteristico delle tradizioni di un popolo o di una comunità locale solo per estensione può significare: strano, singolare, ridicolo (rivolto principalmente all'abbigliamento). Nella lettura degli articoli non ho mai interpretato il termine nel senso del ridicolo. E, d'altronde, il termine esatto da utilizzare era pagliacciata ovvero messinscena clamorosa, offensiva del buon gusto. Come altro interpretare, appunto, la messinscena di Roma? E, tanto per fare i nostalgici, vi immaginate voi la Jotti che accende il sigaro, mettiamo il caso, a De Gasperi? Ma vi immaginate voi Togliatti e Almirante (cosa mi tocca citare !!) che si prestano ad una porcata del genere?
So che lo sapete ma ve lo dico lo stesso, i corsivi sono tratti dal vocabolario Devoto-Oli

Di conseguenza non è che abbia molta voglia di parlare di attualità, ogni volta che lo faccio si apre un cahiers de doléances  che poi è difficile chiudere. Allora mi rifugio nelle mie recensioni da quattro soldi. Mi sembra di aver già parlato di Roberto Bolano  e del suo libro I detective selvaggi che è rimasto in casa in attesa che maturasse il tempo della lettura. Bolano è morto a solo 50 anni, nel 2003, ma ci ha lasciato un capolavoro, 2666, pubblicato dalla casa editrice Adelphi 22€. In internet troverete abbondanti pagine di biografia e di critica letteraria che lasciano freddi alla lettura, alcune pagine respingono proprio, tolgono la voglia di affrontare la lettura di un autore ai più sconosciuto. Il libro è diviso in cinque parti, cinque romanzi nel romanzo, ma anche questa definizione è riduttiva, nelle 963 pagine dell'edizione di cui riproduco la copertina, ci sono innumerevoli romanzi che spaziano nei generi, dal poliziesco alla cronaca nera, dai racconti di guerra ai romanzi d'amore, dai racconti brevi alle storie che durano per tutte le pagine del libro. Personaggi veri che sembrano fantastici e personaggi inventati più reali dei veri. Citazioni e rimandi che stuzzicano la voglia di sapere. Me lo sono gustato e centellinato per un mese, senza fretta, anche perché, leggendo principalmente a letto, 1,1 kg di carta non sono tanto comodi da gestire. Un autore che i più definiscono strano, forse è vero forse no, come sono strani i suoi libri, ma un autore che chi ama la letteratura deve leggere, assolutamente meglio della cronaca politica e nera di questo Paese.

Per chi volesse approfondire esiste un sito Archivio Roberto Bolano che potrà soddisfare tutte le vostre curiosità.

martedì 5 ottobre 2010

Nulla di nuovo

E' arrivato l'autunno, il cielo si ingrigisce, le giornate si accorciano e il sole si fa più avaro e ci si intristisce di più. Piove, come è naturale che sia, ma per i danni che la pioggia provoca sembra sempre che siano precipitazioni eccezionali. Il governo, o quel che ne resta o quel che è sempre stato, continua nella sua logica perversa di accontentare il padrone unico della democrazia e dello stato. Vaghi sussulti di orgoglio, barlumi di resipiscenza si affacciano nelle coscienze di uomini politici che finora hanno accettato e subito di tutto e allora si crea un nuovo-antico partito. Ormai abbiamo superato tutti i limiti, è il momento cruciale della rivoluzione oligarchica, quello in cui i congiurati violano la legalità. Fino a quel momento, le risoluzioni dell'assemblea, per quanto manipolate e devastanti per l'ordine democratico, erano state, malgrado tutto, votate dall'assemblea.
Tre immigrati cinesi muoiono a Prato ma al sindaco non frega nulla e vieta il lutto cittadino, d'altronde i cinesi stanno "rubando" il lavoro ai locali dopo che questi glielo hanno consegnato spontaneamente, che vogliono anche gli onori post mortem?
L'intimidazione ai magistrati continua, non solo nelle parole di Berlusconi ma nei fatti, vedi alla voce bazooka fatto trovare al giudice Pignatone a Reggio Calabria.
In Palestina nulla cambia, nemmeno le promesse non mantenute a cui si aggiunge anche la derisione.
La scuola per funzionare deve chiedere soldi ai genitori, gli insegnanti precari sono a spasso, i disoccupati si suicidano. Di conseguenza, nulla di nuovo sotto il pallido sole autunnale.

Il corsivo è tratto dal libro di Luciano Canfora Il mistero Tucidide, Adelphi.

sabato 2 ottobre 2010

Non ci sono più gli attentati di una volta (per fortuna)

Sarebbe troppo facile, ed è appunto facile, dire che dell'attentato a Belpietro diverse cose non mi convincevano. Sono cose che si dicono in famiglia e/o con qualche amico. La cosa principale che mi lasciava perplesso è che non si fosse detto subito che nessuno, a parte un unico poliziotto, avesse visto l'attentatore e, cosa ancora più "strana", che proprio quella sera, guarda caso, il poliziotto in questione avesse deciso di cambiare il percorso ascensore/scale. Queste sono banali pensieri venuti in mente in seguito ai banali servizi dei nostri Tg pubblici e privati. Non saprei se augurarmi che le mie ipotesi siano vere o meno, in entrambi i casi sarebbe preoccupante.
Nel primo caso perché ci sarebbe un ritorno di fiamma (è proprio il caso di dirlo) di un fenomeno che ciclicamente ritorna a galla in certi periodi della nostra storia e di cui tutti faremmo a meno. Questa prima ipotesi aprirebbe altri scenari che, nel caso, analizzeremo in seguito.
Nel secondo caso perché ci troveremmo di fronte ad un finto attentato che mira a "turbare l'ordine pubblico" e che darebbe vita a più di uno scenario inquietante. Per quanto Belpietro non goda delle mie simpatie, non penso che, nell'eventualità venga fuori la certezza del finto attentato, lui c'entri qualcosa.
Attendiamo fiduciosi il lavoro dei giudici di Milano che già Gasparri si è affrettato a dichiarare che non danno sufficienti garanzie.