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mercoledì 30 giugno 2010

E' già passato un anno

E così è già passato un anno. Ci abbiamo riflettuto, discusso come buoni amici e abbiamo anche polemizzato. Ci abbiamo anche riso, se è possibile ridere su cose di questo genere, perché in fondo rimango un privilegiato rispetto a tanti lavoratori, solo di nome, che il lavoro non lo hanno più.
Ancora qualche mese di Cig e, dopo 35 anni di lavoro, andrò in prepensionamento.
Ma, da comunista non pentito, penso a tutti coloro che non "festeggeranno" l'anniversario della Cig con il mio stesso spirito. Molti di loro non troveranno più lavoro, non avranno una pensione decente e si saranno visti privati anche del futuro e della vita in genere.
In questo anno ho scritto diverse cose sugli effetti della perdita del lavoro, come cronaca, riflessioni, drammatizzazioni, ma mai nessuna parola potrà descrivere lo stato d'animo di chi, all'improvviso e senza colpa, anzi per colpe e furbizie di altri, si trova ad essere disoccupato dalla sera alla mattina, lo stato d'animo che ti accompagna in ogni secondo della giornata, la vergogna e il senso di colpa nel guardare i propri familiari a cui devi di dire di "no" anche per piccole stupide spese.
Nessuna parola è sufficiente a esprimere la sottile malattia che ti prende e ti fa pensare che forse i tuoi cari avrebbero più solidarietà se tu ti togliessi di torno.
E non ci sono parole nemmeno per descrivere coloro che ti hanno voltato le spalle per la paura che tu possa chiedere un aiuto economico, verbalmente siamo tutti pronti a dare solidarietà, basta che non ci venga chiesto di mettere mano al portafoglio.
E nemmeno il mio carissimo amico Devoto Oli avrebbe parole per descrivere il comportamento di certi sindacati, se ancora così si possono chiamare, che non contenti dei posti di lavoro andati a farsi benedire (da chi?) svendono i diritti di chi lavora (non i loro) per la vaga promessa di investimenti e mantenimento della fabbrica di Pomigliano. Hanno tentato di umiliare ancor di più la classe lavoratrice senza riuscirci per fortuna, e hanno subito fatto ventilare che ci sono anche altre ipotesi.
Ma tanto chi paga sono sempre coloro che lavorano e perdono lavoro, ma che non perdono la dignità, quelli che spesso non riescono a guardare negli occhi i propri congiunti ma che non si sputano in faccia ogni mattina quando si guardano allo specchio.
Occorre stare vicino a queste persone perché loro sono le vittime sacrificali a un Dio cattivo ed egoista, il capitale.
Il mio pensiero, in questa ricorrenza, va a tutti quelli che sono meno fortunati di me, ai lavoratori, ai giovani e agli ultimi tra gli ultimi, perché siamo tutti accomunati in questo destino.

martedì 29 giugno 2010

Vagando con i pensieri

E cosi' ieri mi sono ricomprato "Il Vangelo secondo Gesù" di Saramago. 9,50 euretti dati alla Feltrinelli, come casa editrice e libreria, e l'augurio che la vecchia copia della Bompiani che è scomparsa da casa prenda fuoco nelle mani di colui o colei che se ne è appropriato indebitamente. Se facessi lo stesso augurio a tutti quelli che ci hanno fregato, o più innocentemente, non restituito libri, dischi e film il Lazio brucerebbe come la Roma di Nerone.

Prima l'ho cercato nei libri usati senza trovarlo, in compenso c'erano pile enormi di libri di Saramago nuovi di zecca a disposizione dei necrofori. Tra i libri usati, invece, c'era la svendita delle idee di sinistra. Storie fotografiche del Pci, Diari del Che, storie di staffette partigiane, libri sul delitto Matteotti e altro ancora. Con un po' d'ottimismo si potrebbe dire "meglio così, almeno qualcuno li legge", con un po' di pessimismo si potrebbe dire "l'anticamera dei falò.

E se il poverino deve bruciare con il mio libro, dovrebbero bruciare all'inferno, secondo la Chiesa, coloro che dicono bugie, uccidono, rubano, si scopano le mogli degli altri, abusano dei bambini, truffano, ecc. ecc. ecc., se così fosse mezza Italia brucerebbe e il puzzo d'arrosto con i relativi fumi farebbero diventare un pallido ricordo l'eruzione del vulcano Rtrtrufjfbneghsbwikshndyhwvajdof islandese.

Intanto qualcuno vorrebbe bruciare i giornali, non potendolo fare realmente, per il momento, si limita ad altre invettive e tentativi di zittirli. Dato che non può prendersela con i giornali stranieri, che già lo sbertucciano e non aspettano altro che di calcare la mano, se la prende con quei pochi giornali che in Italia ancora non hanno abbassato la testa.

Anche io vorrei farmi un viaggetto all'estero gratis, forse forse glielo chiedo e anche se i giornali mi dovessero scoprire non ho nulla da temere. Sono in cassa integrazione e non ho nemmeno bisogno di prendermi le ferie che non ho maturato. In compenso sono sicuro che potrei dire qualcosa di più intelligente. Però non sono bionda, non ho le tette e, principalmente, non sono di destra.

Oppure potrei chiedere di fare il ministro, di qualunque cosa, figura peggiore di Brancher non la potrei fare, e nemmeno di Scajola o Calderoli, o Bossi o di chiunque sia. Dannato per dannato potrei dire che ho fatto il ministro anche io.

Per non parlare del signor Dell'Utri che ribadisce che Mangano è un eroe. Non ho proprio capito un beneamato ciufolo, nel corso degli anni ho ammirato tante persone ma mai un mafioso. Infatti non ho mai fatto carriera.

sabato 26 giugno 2010

Non siamo più l'Italia di una volta

Nel 1966 avevo dieci anni, bei tempi, ero ancora piccolo e ingenuo e credevo che l'Italia non sarebbe mai stata sconfitta da una squadra come la Corea del Nord. Invece accadde, come hanno ricordato tutti in questi giorni. Quindi inutile tornarci su, anche i più giovani sanno ormai chi è Pak Doo Ik
e quali atroci risultati vennero dopo il suo gol.
Ricordo che al loro ritorno in Italia i calciatori della spedizione nella perfida Albione vennero accolti a pomodorate e uova fradicie da una folla, circa mille tifosi, abbastanza inferocita. Fu allora che scoprii che Genova aveva un aeroporto e che si chiamava Cristoforo Colombo, mi colpì l'accostamento di un marinaio con il volo.
Da quel lontano 1966 sono cambiate molte cose, non siamo nemmeno più in grado di andare a tirare uova marce e pomodori. La decadenza avanza e abbiamo lasciato a pochi tifosi, quattro gatti spelacchiati e randagi, il giusto compito e che si sono sfogati a parole, per fortuna.
D'altronde se non ci si indigna e non si scende in piazza per la situazione politica ed economica, perché preoccuparci tanto di un torneo di calcio?

mercoledì 23 giugno 2010

Sindacato? Democrazia?

George A. Theodorson e Achilles G. Theodorson, in anni ormai lontani, realizzarono uno dei primi dizionari di Sociologia. Alla voce sindacalismo si potevano leggere queste parole:

Forma di socialismo radicale che ebbe molto seguito tra la fine dell'800 e gli inizi del '900, il cui programma era di abbattere la società esistente e la sua economia mediante scioperi generali che le ponessero entrambe nelle mani dei sindacati dei lavoratori. Il sindacalismo si poneva come antagonista nei confronti della proprietà governativa dei mezzi di produzione e di distribuzione e di tutte le forme di potere statale e auspicava la creazione di una confederazione dei vari sindacati autonomi, che realizzasse il benessere di tutti i cittadini.
Alla fine del lemma, si può leggere: vedi Anarchia.
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Di converso, nelle quattro pagine che l'Enciclopedia Europea Garzanti, si possono leggere queste parole come cappello ai vari capitoli della voce sindacato:
Associazione dei lavoratori costituita per tuteleare gli interessi di categoria. Con lo stesso termine, ma meno comunemente, si indica l'associazione dei datori di lavoro.
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Il sempre presente vocabolario Devoto Oli recita:
Associazione di lavoratori (o di datori di lavoro) costituita per la tutela degli interessi collettivi, organizzata in strutture funzionali e in organismi rappresentativi.
Come esempio cita s. dei ferrovieri, degli insegnanti, ecc.
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Il comportamento della FIOM, applicato alle tre definizioni, la prima accademica mirata allo studio, non si può definire meno che corretto.
Ma forse la Fiat, il Governo e le altre sigle, che hanno il coraggio di definirsi sindacati, che si sono subito prostrate a firmare preferiscono questa:
Nei regimi comunisti il sindacato fu in genere un'istituzione piuttosto debole e dipendente dal principale datore di lavoro: lo stato. Era, infatti, lo stato stesso a difendere apparentemente gli interessi dei lavoratori. La mancanza d'indipendenza del sindacato potrebbe, tuttavia, averlo trasformato nell'anello debole della catena che fece crollare il sistema comunista.

Questa analisi non è tratta, come si potrebbe pensare, da un libro scritto da un eminente esponente della dotta e ricca comunità di intellettuali di destra. E' l'onesta opinione riportata nel Dizionario del Comunismo nel XX secolo a cura di Silvio Pons e Robert Service.
La differenza dei regimi comunisti con il governo berlusconi, rimpolpato da ex socialisti con un passato di sindacato, è che almeno i primi si occupavano apparentemente dei bisogni della classe lavoratrice mentre i nostri (?) non lo fanno nemmeno apparentemente, anzi, palesemente, vorrebbero ridurre al silenzio tutte le voci fuori dal coro.

Mi si dovrebbe spiegare come può fare testo un referendum che pone come base l'assunto "se non firmi, chiudo la fabbrica". Dove è la libertà di voto se sono sotto ricatto? Dove è la ricerca dell'intesa, dove le corrette relazioni sindacali? A Termini Imerese non hanno avuto nemmeno la consolazione di un finto referendum.
In poche parole, dove è la democrazia in questo paese?

La fase attuale della lotta di classe in Italia è la fase che precede: o la conquista del potere politico da parte del proletariato rivoluzionario per il passaggio a nuovi modi di produzione e di distribuzione che permettano la ripresa della produttività; o una tremenda reazione da parte della classe proprietaria e della casta governativa.
(Antonio Gramsci)

lunedì 21 giugno 2010

Compagno di chi ...

Certo che è difficile vivere. Non bastassero le preoccupazioni giornaliere, economiche, di salute, politiche e altro ancora ed ecco, dopo aver perso del preziosissimo tempo a fare un ricco post domenicale, che la politica, o presunta tale, ti costringe a fare gli straordinari.
Nemmeno lontanamente l'attore Fabrizio Gifuni (Stefano Ceccanti, veltroniano, ha definito le parole di Gifuni, con molta sufficienza "estremismo dei ricchi", dovrebbe leggersi un po' di storia del movimento operaio per ritrovare in quelle pagine molti ricchi, borghesi e finanche nobili) si sarebbe immaginato, iniziando il suo intervento con "Cari compagni e compagne", di mettere in crisi, ove ce ne fosse bisogno, il Pd. Subito qualche giovane, con qualche ragione dal loro punto di vista, a chiedere che certe espressioni vengano cancellate dalla storia del Pd e, di conseguenza, dei suoi antenati. Antenati che per larga parte vengono dal glorioso partito comunista che ha cambiato nome come un serpente la pelle. Gli ex democristiani, che si chiamavano con un più anonimo "amico", sono già espatriati verso altri lidi (Udc, Pdl, Mastella, con Rutelli e altri fiumiciattoli che spariranno alla prima occasione, dimenticavo la Dc di Rotondi).
Hanno ragione, hanno venti anni e nemmeno sanno cosa vuol dire la parola compagno. Una parolina che racchiudeva in sé una enormità di significati che andavano dalla comunanza di idee alla speranza in un avvenire migliore per tutti e non per pochi. Chiamare "compagno/a" qualcuno era dare un valore alla persona, voleva dire che era una persona di cui ti potevi fidare e su cui potevi fare conto nei tuoi momenti di difficoltà.
Era bello sentire chiudere i comizi con un "Compagni al lavoro e alla lotta" che racchiudeva un mondo vasto, composito e pieno di valori. Pur nella nostra diversità di vedute, mettiamoci al lavoro per migliorare questa Italia. Che dire, si chiamassero come vogliono ma si dessero una svegliata e passassero ai contenuti, ai valori che hanno perso per strada rinnegandoli invece di preoccuparsi di come chiamarsi e di cambiare simbolo e segretario un giorno si e l'altro pure.
Idee ci vogliono, e forti, per ricompattare un partito che si sta spegnendo in mille rivoli come un torrente di montagna che esce dall'argine. Finisce nella terra senza mai arrivare a valle e, quando ci arriva, in quelle condizioni, fa solo del male.
D'altronde, pur come esagerazione, si è arrivati a chiamare Gianfranco Fini compagno solo per aver detto delle cose di una banalità sconcertante ma che assumono un valore esagerato in questo Paese che normale non è. Dopo le ultime prese di posizione sulla Lega, che faranno? Gli proporranno la segreteria del Pd?
Certo, pur apprezzando il cammino dell'ex segretario di An, allievo di Almirante (cari giovani se non sapete chi sia andatevi a cercare una sua biografia), non potrei mai chiamarlo compagno.
Senza andare a cercare il significato latino della parola, cosa peraltro fatta da diversi giornalisti, in quel termine, compagno, c'è un mondo, un mondo di speranze e di ideali che, personalmente, non rinnegherò e che tengo e terrò sempre presenti nel mio cammino.
Compagni al lavoro e alla lotta, c'è da riconquistare il terreno perduto.

domenica 20 giugno 2010

Piccolo alfabeto domenicale

Accordo- il Devoto-Oli dice: conformità d'opinioni, d'intenti o d'affetti. Nella questione Pomigliano dove si può vedere la conformità d'opinione e d'intenti, non parliamo degli affetti. Iniziamo a chiamarlo Imposizione di Pomigliano e avremo una prospettiva diversa di ciò che è conosciuto come l' "Accordo Fiat".

B1- Se una legge viene chiamata bavaglio, sempre il Devoto Oli ci dice: fazzoletto o pezzo di stoffa o tampone che viene applicato con forza alla bocca di una persona per impedirle di parlare o di gridare, dalla totalità degli organi di stampa, tolto il Tg1 di Minzolini che dedica l'apertura ai mondiali pallonari che tanto ci si addicono, ci sarà pure un problema?
B2- Se Berlusconi preme così tanto per la sua approvazione ci sarà pure un perché e un ulteriore problema?
B3- Bersani a Roma dice qualcosa che ricorda un partito della sinistra.

Cani- Si avvicina l'estate, forse, e si inizia a parlare dell'abbandono degli animali domestici e in particolare dei gatti e dei cani. A quelle vere bestie umane che abbandonano i cani dà una mano l'Iran fornendo un alibi: "Immondi, sporchi e occidentali". Usando gli iraniani il termine "occidentale" come sinonimo di capitalismo, imperialismo, l'ultimo aggettivo è ad esclusivo uso delle bestie umane di sinistra. Solidarietà incondizionata ai cani, gatti e a qualsiasi specie del regno animale.

Cani2- E che dire della moda di colorare i cani come se fossero altri animali? Non è possibile vietare questa forma di crudeltà che soddisfa solo le fantasie malate dei padroni?

Diplomazia- Un convoglio libanese si avvicina a Gaza. La diplomazia che cosa fa? La parola tornerà alle armi?

Fassino- Su Repubblica l'ex segretario dei Ds, torinese, dichiara: "Marchionne fa il padrone ma l'assenteismo va colpito" ovvero un colpo al cerchio e uno alla botte. Invece di dirlo a Repubblica perché non va a dirlo davanti ai cancelli della Fiat e delle altre fabbriche? Perché non colpire gli assenteisti senza metterlo nel culo a tutti i lavoratori?

Gifuni- L'attore Fabrizio Gifuni ruba la platea ai vertici del Pd iniziando il suo intervento con: "Cari compagni e compagne".

Libri- Perché uno compra libri per poi farseli fregare da coloro che li chiedono in prestito?

Mondiali- Domanda un po' stupida. Non potendo leggere tutto ciò che viene scritto, devo aver perso la notizia che spiega perché la canzone dei mondiali l'ha cantata quel gran bel pezzo di figliola di Shakira, che è colombiana. Possibile che in Sud Africa, o nell'Africa, non ci fosse qualcuno in grado di cantare? Perché non Johnny Clegg, lo zulu bianco?

Operai- Con la nuova organizzazione del lavoro non dovranno nemmeno più spostarsi, per montare i pezzi basterà fare una semplice torsione del busto. Ma di cosa si lamentano? La Fiat si è preoccupata di far fare loro ginnastica così potranno rimanere in forma, e vengono pure pagati. In palestra dovrebbero, invece pagare loro. Ingrati.

Privacy- A Dubai, dove già esistono 25.000 videocamere a circuito chiuso, hanno deciso di investire 136milioni di dollari per aumentarne il numero perché la sicurezza è prioritaria rispetto alla riservetazza personale. Che ne pensa il nostro governo?

Saramago- Non trovo più nella libreria "Il vangelo secondo Gesù". La cosa mi fa imbestialire.

Testa di Legno- Correttamente la voce sarebbe dovuta essere Ponte di Legno, ma con testa si adatta a molte situazioni e moltissime persone. Un nome a caso: Capezzone.

Vuvuzela- Tutti a lamentarsi delle trombette africane ma nessuno si lamenta delle micidiali "trombette" europeeche si vendono anche ai semafori. Almeno le vuvuzelas occorre suonarle, noi occidentali con le trombe usiamo solo le mani.

Ammazza come è lungo l'alfabeto, e nemmeno l'ho completato!!!


mercoledì 16 giugno 2010

Danni irreversibili

Ho letto da qualche parte un post che titolava più o meno così: "Cari blogger adesso tocca a noi". Poi ho letto qualcosa da Listner che mi ha portato a dire che"spesso mi sento come uno di quei fastidiosi ragazzini che vuole far attraversare la strada alla vecchietta che non ha nessuna intenzione di farlo."
E' un discorso che ho/abbiamo toccato tante volte. Ognuno dà alle proprie parole il significato e l'intento che vuole. Ma in fondo in fondo, tutti speriamo di poter contribuire a portare qualcuno sulle nostre posizioni. E da qui quella che ho chiamato sindrome del boy scout.
Certo che è diventato difficile non solo parlare ma, ancor di più, sperare di convincere qualcuno che la strada che abbiamo intrapreso è senza speranza.
Ci vorranno decenni per porre rimedio ai guasti creati da questo governo. E nemmeno voglio parlare della manovra finanziaria, dell'esigenza di avere i conti in regola e di tutte quelle cose tecniche che, al fine, molti percepiscono solo dalla quantità di soldi che vengono prelevati dalle nostre tasche.
Fa paura che l'esigenza di maggior produttività, modello giapponese, faccia venire meno diritti acquisiti con lotte decennali e che due dei maggiori sindacati(?) abbiano firmato senza remore e senza sottoporre l'accordo al vaglio dei lavoratori. Siamo tutti consci che l'accordo passerà perché come al solito non si può chiedere ad un lavoratore, con la crisi che non c'è, di votare contro il mantenimento del posto di lavoro e per di più con una pistola puntata alla tempia. La frase di Gramsci citata nel precedente post può solo essere letta come una segreta speranza, non sono più quei tempi e non ci sono più, o perlomeno sono in netta minoranza, quegli uomini. Non è tempo, questo, per molti, troppi, delle speranze e delle lotte, è tempo di accodarsi al carro del vincitore e tentare di raccogliere le briciole che dal carro cadono sperando di non essere schiacciati dalla calca.
Sui giornali di oggi c'è l'allarme dei medici che con i tagli alla sanità sono "a rischio 10.000 interventi chirurgici al giorno". La cifra è spaventosa ma si comprende meglio andando a leggere nello specifico i suddetti tagli(*).
-20.000 medici in meno nei prossimi tre anni per il blocco del turn over e del dimezzamento dei precari.
-60.000 infermieri e ospedalieri in genere per effetto dei tagli al welfare delle regioni.
-20% il taglio ai servizi e alle prestazioni offerte ai cittadini.
-10.000 operazioni in meno per effetto dei tagli agli anestesisti.

Ammesso che le cifre siano date per eccesso, comunque restano tagli di grande entità che minano alla base il diritto alla salute pubblica.
Stamane ad Albano, sede della Asl Roma H che comprende una gran parte dei Castelli Romani, c'era una manifestazione davanti agli uffici amministrativi dell'Asl stessa. Tra i partecipanti c'era anche un deputato regionale del Pd, quel partito che, appoggiando la giunta Marrazzo, ha smantellato la sanità pubblica ai Castelli. Con quale faccia ha il coraggio di manifestare con i lavoratori che il suo stesso partito ha messo in crisi? Per non parlare della destra che ha preceduto Marrazzo al governo del Lazio. A cose fatte ora tentano di risalire la china tentando di scaricare la colpa gli uni su gli altri. Tanto chi paga sono e saranno, come sempre, coloro che non possono spendere 110€, per fare un esempio, per una ecografia addominale in tempi brevi visto che con il servizio pubblico mi avevano dato appuntamento a dicembre 2010. Tutto il tempo per poter morire se avessi avuto qualcosa.
Siamo un paese allo sbando che sta per essere consegnato alla delinquenza organizzata. Con un maligno pensiero mi è venuto in mente che tutti gli arresti di questi mesi siano funzionali ad un progetto. Togliere di mezzo coloro che hanno un nome e un volto e un ruolo nella delinquenza organizzata e violenta per lasciare spazio alla mafia di secondo e terzo livello. Quella che si annida e si nasconde nelle stanze del potere e che non ha bisogno, anzi, dello scorrere del sangue per fare affari. Lucrosi affari.
Tanto il premier ha detto che siamo spiati in sette milioni e mezzo di italiani, e coloro che non sono spiati sono quelli che stanno spiando, aggiungo io. Chissà perché credo di più al magistrato Palamara che riporta a cifre ben più normali, poco più di 132mila persone. Tra costoro ci sono quelli della cricca che non sarebbero mai stati indagati con la nuova legge sulle intercettazioni e se anche lo fossero stati, non ne avremmo saputo nulla grazie alla legge bavaglio. E, per chiudere, che dire del governo che si costituirà parte lesa nel processo contro la cricca ma non sfiducia Bertolaso?

lunedì 14 giugno 2010

Disse Gramsci


Gramsci, nel maggio del 1920 scriveva:

La fase attuale della lotta di classe in Italia è la fase che precede: o la conquista del potere politico da parte del proletariato rivoluzionario per il passaggio a nuovi modi di produzione e di distribuzione che permettano la ripresa della produttività; o una tremenda reazione da parte della classe proprietaria e della casta governativa.

Pasolini rende omaggio alla tomba di Gramsci


Il post di 8 ore fa voleva essere una provocazione. In parte non ha raggiunto lo scopo, ho fatto impennare, nel mio piccolo, il contatore ma non i commenti.


Me ne frego

Invece di riportare una citazione di Gramsci che ben si adatta al momento,
o ampliare la discussione sulla sindrome del boy scout che affligge diversi blogger,
o riprendere il tema se gli operai esistono ancora,
per non parlare dell'Inno d'Italia,
o, fosse anche per solo divertimento, consolare un inconsolabile antico cuore granata,
trascurando anche l'Infiorata di Genzano
e le dichiarazioni di Berlusconi
e altro ancora
tiro dritto, scendo al bar e mi vado a leggere il Corriere dello Sport come preparazione alla serale partita dell'ITALIA.


venerdì 11 giugno 2010

Ricordo

Tanti anni fa moriva Enrico Berlinguer.

Ieri a Roma, a Trastevere, a 75 anni è morto per un infarto uno degli "autisti" dell'allora Pci.

Mi piace accomunarli nel ricordo.

giovedì 10 giugno 2010

Hard 3

Parte 2

Ormai Italia era più che rassegnata al suo triste destino, utilizzata per soddisafare gli istinti primordiali di un branco di esseri regrediti allo stato animalesco. Uomini e donne. Si congiungevano gli uni con gli altri senza distinzione, un enorme sabba che aveva come ospite principale Italia, dopo la sua iniziazione il declino era stato rapido e doloroso.
Ognuno sfogava i suoi bisogni sulla parte di corpo che preferiva e lei, muta e sottomessa, lasciava fare fino a che non era coperta di segni tangibili dei maschi padroni. Anche qualche donna lasciò segni tangibili, scorrevano come acqua del rubinetto ma erano tangibili comunque. Una caduta libera che non dava spazio a propositi e aneliti di riscatto.
Sperimentavano su di lei tutte le voglie fino al sadismo più becero e infantile, non erano seri e professionisti nemmeno in questo, che non dava di certo piacere a lei e nemmeno a loro, facevano solo del male.
La cerchia di invitati si allargava, pur di partecipare erano diventati tutti amici, ogni tanto si affacciava anche qualcuno che si limitava a vedere. La reazione dei nuovi venuti era di schifo, ma alcuni avevano evidenti segni di eccitazione, altri voltavano il viso e, dopo poco, andavano via in silenzio e a capo chino. Erano controllati a vista dagli scagnozzi del capo e non avevano il coraggio nemmeno di protestare. Solo fuori dal Palazzo alzavano la voce senza peraltro che nessuno desse loro retta.
Tra i nuovi invitati Italia riconobbe due suoi cari conoscenti, Parlamento(*) e Senato. Tante volte i due l'avevano difesa dalle insidie non solo a sfondo sessuale che le venivano fatte, loro due per lungo tempo erano stati i migliori amici, quelli a cui ti puoi rivolgere nei momenti di bisogno. Ora non più, erano lì nudi e con il loro arnese ben esposto e pronti ad utilizzarlo.
Italia era stata fatta lavare, profumare e vestire elegantemente per accogliere i due nuovi ospiti di tutto riguardo del Padrone. Ella si presentava come una giovane signora ancora piacente i cui danni fisici e morali erano stati occultati dalle mani dell'abile truccatrice agli ordini del Signorotto. E mentre costei si dava da fare con ombretti e ceroni le lacrime scendevano copiose come quelle di Italia. Era ancora bella, le sarebbe bastato un po' di riposo e di affetto per tornare la Bell'Italia di una volta, ma ora era solo una puttana che serviva per divertire gli amici degli amici.
Entrò nella stanza dove Parlamento e Senato attendevano stravaccati su eleganti poltrone con i loro membri all'aria, incuranti dell'imbarazzo di Italia e senza che loro avessero remore di alcun tipo a trascinarla, quasi con violenza, in ginocchio e chiedere la prima di una lunga serie di prestazioni. Non risparmiarono nulla che potesse essere risparmiato. Forti del fatto che non ci fossero, al contrario delle altre volte, testimoni essi diedero ampio sfogo alle loro turpitudini represse. Una vera e propria gara di durata inframmezzata da visite di un compito cameriere che a testa bassa portava ostriche, champagne e pilloline. Erano divenuti dei parvenu, ostriche e champagne al posto di cozze e vino bianco.
Tra un mettere e levare, un sopra e un sotto, un davanti e un dietro i due parlavano come se lei non fosse nemmeno in grado di capire le parole che venivano dette: "La prossima sarà la tua amichetta del cuore, e con lei non saremo altrettanto gentili". Strano concetto di gentilezza, riuscì a pensare prima che sbiancasse ancor di più. La sua amichetta del cuore, come la chiamavano loro, era COSTITUZIONE.


In questo caso, per esigenze di testo, per Parlamento si intende la Camera. (N.d.A, che significa nota dell'autore)

Minzolini un po' distratto

Nel telegiornale delle 13,30 il Tg1 ha trasmesso un servizio da Palermo su una operazione antimafia. Il giornalista della sede siciliana ha rimarcato più volte che l'operazione è andata in porto grazie alle intercettazioni. Addirittura ha detto che il risultato si è avuto per la costanza di aver intercettato i vari incriminati per cinque anni. La parola intercettazione sarà stata pronunciata almeno dieci volte e per finire hanno anche trasmesso una breve dichiarazione del magistrato Spampinato.
Il Direttorissimo si è accorto della cosa o gli hanno fatto uno scherzo?
Posso solo augurami che il giornalista fosse cosciente del suo operato.


Di seguito la notizia Ansa
(ANSA) - PALERMO, 10 GIU - Maxi operazione antimafia coordinata dalla Dda di Palermo: 19 gli arresti tra boss e imprenditori. La polizia ha fatto luce su illeciti nella gestione dei grandi appalti di opere pubbliche e private e sulle connessioni tra mafia ed imprenditoria. Nell'ambito della stessa inchiesta sono stati sottoposti a sequestro preventivo aziende, imprese e beni immobili del valore di diverse centinaia di milioni di euro.



mercoledì 9 giugno 2010

Domanda

Quando un popolo, per soddisfare i bisogni e i capricci del proprio capo, rinuncia a spazi di libertà come lo possiamo qualificare?

lunedì 7 giugno 2010

Valori da trasmettere

Ieri su Repubblica c'era una intervista a Walter Bonatti, se non sapete chi è ve lo andate a cercare, dove, tra le altre cose, diceva "Non mi dispiace non aver avuto un figlio, ne avrei fatto un disgraziato perché i principi che gli avrei insegnato non contemplano il denaro".
Non so se la nostra scelta di educare le figlie a valori diversi dal denaro ne hanno fatto delle disgraziate, penso sinceramente di no, ma non posso dare torto a Bonatti. La società che viviamo fonda tutto sull'apparire piuttosto che sull'essere. Per apparire ci vogliono i soldi che ti permettono di stare al passo con gli status symbol che ti elevano e ti inglobano nella massa.
Vista l'età di Bonatti penso che aveva ancora la possibilità di crescere un figlio con dei sani valori che non ne avrebbero fatto un disadattato. Sono i nostri figli, quelli che potrebbero essere i suoi nipoti, che sono disadattati (a detta della maggioranza rumorosa), quelli che hanno studiato o hanno scelto di non pensare solo a se stessi. Sono dei disadattati ma sono anche la nostra sola speranza di un futuro migliore.

***
Henning Mankell è uno scrittore e giallista svedese, il suo personaggio più famoso è l'investigatore Kurt Wallander che aiuta, chi legge le sue avventure, a capire la società scandinava e non solo a risolvere banalmente l'investigazione. Mankell è un bel personaggio, anche qui se non lo conoscete datevi da fare, e martedì 25 maggio sale su un aereo che lo porterà a Nicosia per potersi poi imbarcare su una delle navi del convoglio umanitario diretto a Gaza e che verrà assaltato dai soldati dello stato di Israele. Sempre su Repubblica di ieri c'è il suo resoconto dell'assalto. Dalla lettura estrapolo solo due frasi.
Alle congetture sulle reazioni del governo israeliano al tentativo di forzare il blocco, lo scrittore dice :"Naturalmente esiste anche la soluzione più sensata di lasciare passare la nave e permettere a Israele di riconquistare un po' della sua fama sempre più offuscata nel mondo".
Appunto, era la soluzione più sensata, quindi inattuabile per un governo che cerca lo scontro e l'imposizione delle proprie posizioni senza far nulla che tenda verso un processo di pace da tutti invocato. L a seconda frase è la diretta conseguenza dell'agire degli israeliani. "Improvvisamente penso che questo è qualcosa di cui non li perdonerò mai". Questo è il risultato di cui gli israeliani possono andare orgogliosi. Anche i più moderati iniziano a esprimere critiche più o meno dure verso Israele.

sabato 5 giugno 2010

Spigolature

E così lo Stato di Israele è andato avanti con i suoi propositi in spregio al buonsenso, alla politica, agli appelli umanitari. Dopo l'assalto e i morti, dopo il tono irridente del loro premier, dopo la diffusione di un video di pura disinformazione e uno ignobile di derisione, hanno sequestrato la nave irlandese con gli aiuti umanitari per la Striscia di Gaza. Certi della loro impunità, appoggiata all'ONU da USA, Italia e Olanda, continuano con la loro politica di invasione e silenziosa, ma non tanto, annessione degli ultimi spazi a disposizione dei palestinesi.
***
Mi sono fatto un giro nei blog per vedere se qualcuno commentava la trasmissione "La grande storia" andata in onda ieri in prima serata su Rai Tre dedicata alla "propaganda" del regime fascista. Tra quelli che ho visitato nessuno ne parla. Ed è un vero peccato. Citandomi, potrei dire che da settembre 2009 scrivo post sulla creazione del consenso, sui metodi adottati dal fascismo per silenziare la stampa e ponevo l'accento sulle similitudini con i tentativi di questo governo. Ho citato storici, scrittori e politici. Perché lo dico? Non lo so, forse perché penso che si sono lasciati passare mesi senza fare nulla o molto poco. Legge bavaglio, riduzione degli spazi alla Dandini, taglio del 50% delle trasmissioni di Saviano, la ghettizzazione di Rainews 24 e altro ancora, una informazione meno libera per uno stato più forte ma meno democratico.
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Intanto all'Isola dei Disoccupati festeggiano i cento giorni. Tristi e sconvolgenti le dichiarazioni degli operai, giovani e meno giovani, colà autoreclusi. Tristi e scoraggianti gli appelli a maggioranza ed opposizione per fare qualcosa affinchè si allevino le difficoltà dei lavoratori italiani.
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Intanto S.B. compra un'altra villa, questa volta all'Olgiata (Roma) destinata alla figlia, per almeno 1,8 milioni di euro. Sicuramente per lui la crisi non c'è e non c'è mai stata.
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E ora che Francesca Schiavone gioca la finale al Roland Garros ce la fanno vedere in televisione. Siamo sempre pronti a saltare sul carro dei vincitori in vista della dirittura d'arrivo, mai prima.
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Ancora sulla Antonelli. Ma i suoi colleghi, coloro che hanno lavorato con l'attrice, in questi anni di decadenza dove erano? Possibile che nessuno sapesse delle disavventure personali dell'attrice? Nessuno che in questi anni abbia letto i giornali per poter intervenire prima senza esporre la donna alla commiserazione di tutti? Di solito alla commiserazione si espongono i pensionati che rubano nei supermercati o i disoccupati che progettano rapine e vengono presi con le classiche mani nel sacco o tutte quelle persone che stanche e depresse si dichiarano sconfitte e fanno l'estremo passo. Qualcosa, anzi, molte cose, in questo paese non hanno più una logica.

venerdì 4 giugno 2010

Donne italiane

Che ci si mobiliti e si invochi una legge dello stato per aiutare Laura Antonelli, che tanta parte ha avuto nella vita di ragazzini, ragazzetti, giovinetti, giovinotti e uomini fatti e ha raccolto anche tanta attenzione (invidia) da parte delle donne, può anche farmi piacere. Aiutare una persona in difficoltà è sempre lodevole. Mi auguro quindi che questo governo non perda tempo nel decidere.
Vorrei, però, che fosse aiutata anche la maestra che ha cresciuto con senso di responsabilità intere generazioni di marmocchi mocciolosi e piangenti. Che ha insegnato loro a leggere e far di conto e che ora hanno raggiunto un posto nella società.
Vorrei che fosse aiutata quella contadina che ha raccolto tonnellate di pomodori e fagiolini che ci hanno permesso di mangiare cibi sani e nutrienti.
Vorrei che fosse aiutata quell'operaia che ha prodotto tante di quelle calze che hanno permesso alle donne di pavoneggiarsi nei confronti dei maschietti o semplicemente vestirsi.
Come vorrei che fosse aiutata l'operaia che ha prodotto tazze da bagno che ci hanno permesso di espletare i nostri bisogni con tranquillità e in ogni dove.
Come vorrei che fossero aiutati quei pensionati che vivono con la stessa identica pensione dell'Antonelli senza però aver mai avuto la possibilità di guadagnare la stessa somma di denaro per il loro lavoro. Hanno influito di più nella nostra vita quelle lavoratrici e lavoratori in questione che non l'attrice, di film leggeri a essere gentili, che ha avuto solo una particina nella storia del cinema.

Immaginatevi se negli altri paesi l'approdo alla finale di un torneo di tennis dovesse avere lo stesso spazio e gli stessi toni che l'impresa di Francesca Schiavone ha avuto sui media italiani. In America non si parlerebbe di altro così come in molti altri paesi. Complimenti a Francesca Schiavone e alle sue colleghe che tengono alto il nome del tennis italiano, ma occorre chiedersi perché fa tanto scalpore che una italiana raggiunga una finale al Roland Garros o a Wimbledon o dove altro sia al punto da dover chiamare la sua "una impresa". Chiediamoci qual è la politica dello sport di questo paese dove regna incontrastato il calcio, più parlato che giocato, che ad ogni apertura di bocca di questo o quell'allenatore o calciatore si riempiono pagine e pagine di giornale e settimanali sportivi. Dove è la cultura dello sport nella scuola? Dove il tennis a prezzi popolari? Quante le piscine ancora gestite dai comuni e non date in appalto ai privati per monetizzare anche l'esigenza di sport dei bambini e ragazzi?
Il giorno che finiremo di stupirci delle vittorie negli altri sport forse vorrà dire che abbiamo dato il giusto spazio al calcio.

giovedì 3 giugno 2010

Flottiglia terroristica

Oggi non ho comperato i giornali e mi sono data un'ampia letta alle notizie di televideo da cui estraggo, dal sito, queste due dichiarazioni.

NETANYAHU: FLOTTIGLIA DI TERRORISTI

Se Israele non imponesse il blocco marino, a Gaza "si costituirebbe un porto iraniano". Lo ha detto il premier israeliano Netanyahu in un discorso in tv.
"Quella intercettata in alto mare - ha aggiunto - non era una 'love boat', bensì una flottiglia terroristica. Continueremo a difendere i nostri cittadini, è nostro diritto, è nostro dovere".
Netanyahu ha confermato che il blocco a Gaza sarà mantenuto anche in futuro, malgrado "l'attacco internazionale di ipocrisia".

Sulla prima affermazione ci potrebbe scrivere un libro in più tomi. Ammesso per assurdo che sia vero ciò che Netanyahu dichiara, la prima domanda che mi viene in mente è, nella sua semplicità e banalità, Perché Gaza diventerebbe un porto iraniano? Sempre per il principio che ogni azione provoca una reazione se, anche lui e i suoi accoliti, si ponessero la domanda potrebbero anche rispondersi. Ma a questo punto penso che nemmeno Marzullo possa far loro aprire gli occhi.
La seconda affermazione è figlia dell'irrisione verso gli altri, cosa che vedremo anche in seguito e che dura da molto tempo, si pretende rispetto per il proprio dolore ma si irride quello degli altri. E, nella sostanza, non mi sembra che dal convoglio siano partiti colpi d'arma da fuoco, ci si è difesi con bastoni, spranghe e finanche sedie come in un saloon del Far West. Se fosse stata una flottiglia di terroristi avrebbero usato pistole, fucili, mitra, bazooka e altro ancora. Fatto il paragone con il potenziale bellico messo in campo, questi terroristi avevano nelle mani poco più di una pistola ad acqua.
Il tono irridente di costui bolla poi come "attacco internazionale di ipocrisia" le giuste proteste e osservazioni (non da parte degli italiani che non meritano nemmeno di essere presi in considerazione perché tanto non li considera più nessuno e meno che meno gli israeliani che pensano di noi che siamo gli utili idioti del momento) che arrivano da più parti del mondo. Come dicevo nel precedente post, l'importante è fare disinformazione, alzare il polverone e distogliere dal punto focale ovvero: Gaza e i Territori palestinesi sotto assedio e sotto ricatto. Disinformazione a cui il Tg1 si è prontamente accodato trasmettendo ad ogni piè sospinto il filmato di cui parlavo nel precedente post.

ISRAELE: NO INCHIESTA INTERNAZIONALE

Israele respinge la risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite che ha approvato il progetto di un'inchiesta internazionale sull'assalto isrealiano al convoglio di navi che portavano aiuti a Gaza.

"Il Consiglio non ha alcuna autorità morale per adottare una risoluzione del genere", dice il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Palmor.
Giusto. L'autorità morale l'hanno loro che hanno individuato e punito gli autori del massacro di Sabra e Chatila, solo per citarne uno.

Intanto, secondo i media israeliani, il premier Netanyahu sta lavorando in coordinamento con l'amministrazione Usa di Obama per stabilire la composizione di una autorevole commissione interna di indagine con "osservatori americani".
Immaginatevi una commissione interna alla mafia che si autogiudica con autorevoli osservatori della camorra.
Certo che "osservatori americani" usati come specchietti per le allodole non fanno molto effetto visto che gli Usa hanno votato contro la disdicevole (e sono gentile) risoluzione dell'Onu.
Una risoluzione come quella adottata toglie dignità alle Nazioni Unite, non il contrario.

martedì 1 giugno 2010

Abile mossa propagandistica

Non mi sembra che sia stata smentita la notizia che il convoglio umanitario diretto a Gaza fosse in acque internazionali, quindi, partiamo da questo presupposto.

Sono in acque internazionali, mi assalgono altre navi chiaramente ostili e addirittura da un elicottero scendono truppe di assaltatori. Il governo israeliano sta facendo circolare il filmato, che in Italia ha trovato subito credito, in cui si accusano coloro che erano sulla nave attaccata di essersi difesi con sedie, bastoni e spranghe. E che volevano, che si piegassero e calassero i pantaloni?
E' inutile, lo stravolgimento della realtà dilaga in ogni dove.
Con questa "abile" mossa propagandistica Israele sta cercando di spostare l'attenzione e le colpe sui pacifisti turchi e di altre nazioni, sempre con "abile" mossa qualcuno viene in loro soccorso togliendo il diritto di parola e di protesta ai turchi in quanto responsabili del massacro degli Armeni che ancora non vogliono ammettere. Sull'argomento ho già detto la mia e la ripeto: i turchi potranno anche ammettere il massacro degli Armeni ma non avranno mai né comprensione nè giustificazione per il genocidio che hanno perpretato.
Se mi mettessi sullo stesso piano di coloro che sfruttano la storia a loro piacimento, dovrei dire che gli israeliani sono giustificati nelle loro azioni perché con la Shoa hanno perso sei milioni di correligionari?
Ma la logica di questi discorsi dove è?
Esiste la storia e l'attualità. La storia parla di cose avvenute, analizzate, studiate e codificate (per quanto possibile), l'attualità è sotto gli occhi di tutti e, ai giorni nostri, non si può nascondere né misitificare.

Questo è il filmato in questione

Verso la catastrofe

di Moni Ovadia
(da l'Unità di del 1 giugno)

Era inevitabile che accadesse. L’insensato atto di pirateria militare israeliano contro il convoglio navale umanitario con la sua tragica messe di morti e di feriti non è un fatale incidente, è figlio di una cecità psicopatologica, della illogica assenza di iniziativa politica di un governo reazionario che sa solo peggiorare con accanimento l’iniquo devastante status quo. Di cosa parliamo? Dell’asfissia economica di Gaza e della ultraquarantennale occupazione militare delle terre palestinesi, segnata da una colonizzazione perversa ed espansiva che mira a sottrarre spazi esistenziali ad un popolo intero.

Dopo la stagione di Oslo, il sacrificio della vita di Rabin, non c’è più stata da parte israeliana nessuna vera volontà di raggiungere una pace duratura basata sul riconoscimento del diritti del popolo palestinese sulla base della soluzione due popoli due stati. Le varie Camp David, Wye Plantation, Road Map sono state caratterizzate da velleitarismo, tattiche dilatorie e propaganda allo scopo di fare fallire ogni accordo autentico. Anche il ritiro da Gaza non è stato un passo verso la pace ma un piano ben riuscito per spezzare il fronte politico palestinese e rendere inattuabili trattative efficaci. Abu Mazen l’interlocutore credibile che i governanti israeliani stessi dicevano di attendere con speranza è stato umiliato con tutti i mezzi, la sua autorità completamente delegittimata.

L’Autorità Nazionale Palestinese è stata la foglia di fico dietro alla quale sottoporre i palestinesi reali e soprattutto donne, vecchi e bambini ad una interminabile vessazione nella prigione a cielo aperto della Cisgiordania e nella gabbia di Gaza resa tale da un atto di belligeranza che si chiama assedio. Ma soprattutto l’attuale classe politica israeliana brilla per assenza di qualsiasi progettualità che non sia la propria autoperpetuazione.

È riuscita nell’intento di annullare l’idea stessa di opposizione grazie anche ad utili idioti come l’ambiziosissimo “laburista” Ehud Barak che per una poltrona siede fianco a fianco del razzista Avigdor Lieberman. Questi politici tengono sotto ricatto la comunità internazionale contrabbandando la menzogna grottesca che ciò che è fatto contro la popolazione civile palestinese garantisca la sicurezza agli Israeliani e a loro volta sono tenuti sotto ricatto dal nazionalismo religioso di stampo fascista delle frange più fanatiche del movimento dei coloni, una vera bomba ad orologeria per il futuro dello stato di Israele.

La maggioranza dell’opinione pubblica sembra narcotizzata al punto da non vedere più i vicini palestinesi come esseri umani, ma come fastidioso problema, nella speranza che prima o poi si risolva da solo con una “autosparizione” provocata da una vita miserrima e senza sbocco. Le voci coraggiose dei giusti non trovano ascolto e anche i più ragionevoli appelli interni ed esterni come quello di Jcall, vengono bollati dai falchi dentro e fuori i confini con l’infame epiteto di antisemiti o antiisraeliani. Se questo stato di cose si prolunga ancora il suo esito non può essere che una catastrofe.
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Nulla da aggiungere alle parole di Moni Ovadia. Anzi, qualche parola, l'aggiungo.
In molti dicono che se l'avesse fatto l'Iran già sarebbe partita una nuova guerra, in Corea i venti di guerra spirano forte per la motovedetta del Sud Corea affondata a marzo da quei dementi del Nord, ma il punto non è vedere quali reazioni ci sarebbero state se un qualsiasi altro paese avesse compiuto un atto di guerra verso un convoglio umanitario. Ciò che conta è che lo Stato di ISRAELE ha compiuto un crimine aberrante e l'ONU, Ponzio Pilato in confronto è un novellino, non ha trovato di meglio che gli equilibrismi linguistici per condannare l'atto ma non chi lo ha commesso.
Condanno l'omicidio in quanto tale ma non condanno l'omicida. Ma si è mai visto in qualche tribunale?
E' vero che la politica è l'arte del mediare, ma questa è l'arte dell'insabbiare. E va avanti da troppi anni. E nemmeno bastano le ferme parole di condanna espresse da qualche politico sparso nel mondo, ai governanti israeliani non gliene frega assolutamente nulla.
E, per parlare dell'Italia, poi c'è qualcuno che si stupisce se vengono proposte azioni di boicottaggio commerciale verso i prodotti israeliani e in particolare verso quelli coltivati nei territori arbitrariamente sottratti al Popolo Palestinese. Ipocriti, falsi pronti a cavalcare qualunque posizione pur di non crearsi problemi. Il boicottaggio va bene contro i paesi che non hanno utilità per l'imperialismo economico dell'occidente ma non va assolutamente applicato verso i guardiani dell'occidente innestati in Medio Oriente, verso l'alleato più fedele dell'America e dell'occidente in genere. Affamare i palestinesi è cosa buona e giusta, rinchiuderli dietro un muro e togliere loro acqua e corrente elettrica è cosa buona e giusta, privarli dei mezzi di sostentamento e di crescita economica è sempre cosa buona e giusta, allora è cosa buona e giusta ribellarsi e riappropiarsi della propria terra e della propria libertà. e, come dice Ovadia, non si venga a parlare di antisemitismo per chi ha ancora un barlume di coscienza civile.