Non faccio analisi del voto.
Non parlo della sinistra e dell'antipolitica che poi si fa politica.
Non faccio recriminazioni.
Non faccio propositi.
Sono cose fatte in questi due anni e più che ho aperto il blog.
Mi prendo un periodo di pausa. Se volete potete leggervi i 300 e passa post fatti, cazzate, cose serie, racconti sfoghi e altro ancora.
Potrei scrivere di pancia o di cervello o di cuore, direi le stesse cose già dette e ridette.
Agli italiani va bene così? E così sia. Che se lo prendano tutti nel culo e gioiscano come meglio credono.
martedì 30 marzo 2010
domenica 28 marzo 2010
Pensierini di una domenica elettorale
Berlusconi va al Vertice della Lega Araba e tra un sonnellino e l'altro dice: "Israele renda il Golan", qualche mese fa, visitando Israele e poi la Palestina, meglio, quel che ci vorrebbero far credere essere lo Stato Palestinese, disse:"La reazione di Israele su Gaza fu giusta" ma, parlando con Abu Mazen corresse il tiro, ma non troppo, in "Dolore per Gaza come per Shoah", qui. Come ci si può fidare di un alleato che ha una posizione secondo il paese che visita? Quale è in pratica la politica di questo governo sulla questione mediorientale?
Guarda caso si vota e, puntuali come un treno svizzero, arrivano buste, bustine, bustarelle, busti, guepiere e calze a rete, bombe, bombette, bombaroli da strapazzo, bombe alla crema e bombe delle sei che non fanno male.
Già sono stanco, mi fanno male i "diti indici" a compulsare la tastiera.
La Roma vince con l'Inter. Sembra che abbia rubato il tesoro di San Gennaro. L'Inter ha preso tre pali, Julio Sergio si è superato, Julio Caesar ha preso una papera. Ma la Roma allora non era in campo? Le parate di Julio Caesar non contano? Il gol con tre, dicesi tre, giocatori in fuorigioco non contano? Il rigore negato a Brighi non conta? Per il momento rosicate tutti, poi si vedrà.
Camicie verdi, camicie nere, ronde e rondelle ma non rondini a primavera, soldati dell'amore, volontari azzurri. Si sentiva la mancanza dei "Gladiatori della libertà" che il Pdl schiererà a Roma. Altro che paese da operetta, non si trovano più definizioni, o, perlomeno io, sono rimasto senza.
Qualcuno pensa che le elezioni non abbiano più alcun valore. Infatti in provincia di Napoli le lasciano in custodia alla sala giochi.
Un pensierino piccolo piccolo a quella campionessa del partito dell'amore, Gabriella Carlucci.
E, come si diceva una volta,
Guarda caso si vota e, puntuali come un treno svizzero, arrivano buste, bustine, bustarelle, busti, guepiere e calze a rete, bombe, bombette, bombaroli da strapazzo, bombe alla crema e bombe delle sei che non fanno male.
Già sono stanco, mi fanno male i "diti indici" a compulsare la tastiera.
La Roma vince con l'Inter. Sembra che abbia rubato il tesoro di San Gennaro. L'Inter ha preso tre pali, Julio Sergio si è superato, Julio Caesar ha preso una papera. Ma la Roma allora non era in campo? Le parate di Julio Caesar non contano? Il gol con tre, dicesi tre, giocatori in fuorigioco non contano? Il rigore negato a Brighi non conta? Per il momento rosicate tutti, poi si vedrà.
Camicie verdi, camicie nere, ronde e rondelle ma non rondini a primavera, soldati dell'amore, volontari azzurri. Si sentiva la mancanza dei "Gladiatori della libertà" che il Pdl schiererà a Roma. Altro che paese da operetta, non si trovano più definizioni, o, perlomeno io, sono rimasto senza.
Qualcuno pensa che le elezioni non abbiano più alcun valore. Infatti in provincia di Napoli le lasciano in custodia alla sala giochi.
Che altro dire in questa domenica mattina che potrebbe portarmi al suicidio o all'omicidio, a dar retta a certe dichiarazioni di illustri dottori, per effetto dell'ora solare? Mi preparo a vedere e sentire i tg e le solite immancabili banalità e ripetizioni sui disturbi che l'ora legale provoca e sui benefici economici che tanto non verranno mai nelle nostre tasche.
Nelle nostre tasche ci metteranno ancora una volta le mani coloro che si arricchiscono con gli aumenti delle tariffe
Un pensierino piccolo piccolo a quella campionessa del partito dell'amore, Gabriella Carlucci.
E, come si diceva una volta,
CHE NON UN VOTO VADA PERDUTO
sabato 27 marzo 2010
venerdì 26 marzo 2010
Per domani fate dieci pensierini
Come al solito quando non ho molta voglia di scrivere mi affido ai pensierini di fanciullesca memoria che tanto ci terrorizzavano nei primi anni di scuola. Chi non ricorda la voce della maestra, che quasi al suonar della campanella, ci diceva "Per domani fate dieci pensierini". Non è che non fossimo capaci, è che scriverli a comando ci bloccava i piccoli neuroni, ancora poco sviluppati. Essendo i miei neuroni ancora piccoli, oggi, più in la di qualche pensierino non posso fare.
Minzolini, non contento di essere sbertucciato a destra e manca, di aver fatto precipitare gli ascolti del Tg1 come nessuno mai, continua nella sua opera di mistificazione della realtà. Oggi, al Tg delle 13, è riuscito a dare i dati di attenzione della sua testata alle varie forze politiche facendo risultare il Pd il primo partito per minutaggio così come la coalizione. Non ho voglia di cercarmi i dati originali, così ad intuito, penso che abbia tolto dal minutaggio tutti gli interventi del premier (rigorosamente minuscolo) attribuendoli alle istituzioni in quanto tali. Giochetto puerile e non nuovo.
Da sabato penso che mi piacerebbe dire qualcosa a quelle adoranti signore con bandiere del partito dell'amore che tanto osannano il nanoscurodellademocrazia. Ma, care signore, vi rendete conto che il vostro amato Silvietto non vi cacherebbe nemmeno da lontano? Non siete più giovani, non avete più la coscia lunga e nuda, non siete rosse di capelli al massimo somigliate a una seicento multipla piuttosto che ad una escort, perché allora lo amate tanto?
Oggi siamo andati a fare la spesa per il GAP di domani (Gruppo di Acquisto Popolare) e, come tutte le volte, mi chiedo se vale la pena sbattersi per chi non vuole cambiare, per chi crede che ancora diventerà ricco e bello votando per Berlusconi. Perché queste elezioni non sono altro che l'ennesimo referendum Berlusconi sì Berlusconi no.
Il pensiero precedente è talmente vero, e mi stupisco che lo abbia elaborato io, che se chiedo a qualcuno qual è il programma della Bonino o della Polverini nessuno sa rispondermi. Informarsi costa tempo e fatica. Meglio guardare il grande fratello sperso nell'isola dei naufraghi.
Perché il signore di colore che staziona nel parcheggio della Coop dove facciamo la spesa viene sempre mentre metto nelle buste il cibo per i gatti e mi fa sentire in colpa? Un giorno glielo chiederò.
Tutti eccitati da Raiperunanotte, anche Silvio che ribadisce l'intollerabilità della cosa in un paese democratico. E' vero, non siamo in un paese democratico, quindi la trasmissione ci sta tutta.
E che dire dell'intervento di Luttazzi? Mentre lo sentivo mi sembrava di rileggere queste parole da me scritte e pubblicate nel lontano 15 settembre 2009 con seguito il 12 marzo 2010.
Quindi siamo giunti al fine di questa campagna elettorale che tutti speriamo possa segnare una inversione di tendenza nell'obnubilamento cervellare degli italiani. La mia indicazione di voto l'ho già data e vi annoio ripetendola, visitate il blog di Silvia Garambois , voi che votate nel Lazio, e vedete se trovate gli stessi motivi che spingono me a votarla.
Io posso solo garantire sulla sua preparazione, sulla sua onestà e sul suo impegno a portare avanti le tematiche che ha illustrato sul suo blog e nella campagna elettorale che ben descrive nel suo ultimo post. Essendo una giornalista ci mancherebbe altro che non la descrivesse bene, la campagna elettorale.
Non posso esimermi dal dire due paroline sulla questione pedofilia. Anche qui debbo citare e citarmi. L'otto ottobre 2008 pubblicavo due pagine di giornale su un caso di pedofilia a Firenze stuzzicato dal post di Bastian Contrari. Leggendo il post di Bastian e ascoltando il video incluso, leggendo le due pagine da me postate, si capirà, se ce ne fosse il bisogno, che il grado di omertà all'interno della Chiesa è talmente alto che non fa brutta figura di fronte all'omertà mafiosa. Non mi interessa sapere se il Papa fosse a conoscenza o meno, sicuramente qualcuno in grado di intervenire c'è, ma troppo spesso, anzi quasi sempre non lo fa.
Vedi caso Elisa Claps, la ragazza scomparsa a Potenza tanti anni fa. Se trovassi il corpo decomposto di una persona come minimo lancerei un urlo belluino che farebbe impallidire il più nero tra i neri, invece cosa fa il vice-parroco della chiesa dove è stata trovata la povera Elisa? Si dimentica di avvertire i suoi diretti superiori. Ma che cazzo me state a dì? Ma che volete prenne per culo? No, non si è dimenticato, si è cercato il modo di mettere a tacere senza riuscirci. Non vedo mai "Chi l'ha visto? ", ma caso vuole che abbia visto la puntata in cui si parlava di Elisa. O sono stupido e, contemporaneamente, presuntuoso, o le indagini sono state fatte male. Il quasi certamente colpevole lo avevano tra le mani e se lo sono lasciati sfuggire.
Di pensierini ne ho fatti 11, chissà se la maestra mi dirà bravo?
Minzolini, non contento di essere sbertucciato a destra e manca, di aver fatto precipitare gli ascolti del Tg1 come nessuno mai, continua nella sua opera di mistificazione della realtà. Oggi, al Tg delle 13, è riuscito a dare i dati di attenzione della sua testata alle varie forze politiche facendo risultare il Pd il primo partito per minutaggio così come la coalizione. Non ho voglia di cercarmi i dati originali, così ad intuito, penso che abbia tolto dal minutaggio tutti gli interventi del premier (rigorosamente minuscolo) attribuendoli alle istituzioni in quanto tali. Giochetto puerile e non nuovo.
Da sabato penso che mi piacerebbe dire qualcosa a quelle adoranti signore con bandiere del partito dell'amore che tanto osannano il nanoscurodellademocrazia. Ma, care signore, vi rendete conto che il vostro amato Silvietto non vi cacherebbe nemmeno da lontano? Non siete più giovani, non avete più la coscia lunga e nuda, non siete rosse di capelli al massimo somigliate a una seicento multipla piuttosto che ad una escort, perché allora lo amate tanto?

Oggi siamo andati a fare la spesa per il GAP di domani (Gruppo di Acquisto Popolare) e, come tutte le volte, mi chiedo se vale la pena sbattersi per chi non vuole cambiare, per chi crede che ancora diventerà ricco e bello votando per Berlusconi. Perché queste elezioni non sono altro che l'ennesimo referendum Berlusconi sì Berlusconi no.
Il pensiero precedente è talmente vero, e mi stupisco che lo abbia elaborato io, che se chiedo a qualcuno qual è il programma della Bonino o della Polverini nessuno sa rispondermi. Informarsi costa tempo e fatica. Meglio guardare il grande fratello sperso nell'isola dei naufraghi.
Perché il signore di colore che staziona nel parcheggio della Coop dove facciamo la spesa viene sempre mentre metto nelle buste il cibo per i gatti e mi fa sentire in colpa? Un giorno glielo chiederò.
Tutti eccitati da Raiperunanotte, anche Silvio che ribadisce l'intollerabilità della cosa in un paese democratico. E' vero, non siamo in un paese democratico, quindi la trasmissione ci sta tutta.

E che dire dell'intervento di Luttazzi? Mentre lo sentivo mi sembrava di rileggere queste parole da me scritte e pubblicate nel lontano 15 settembre 2009 con seguito il 12 marzo 2010.
Quindi siamo giunti al fine di questa campagna elettorale che tutti speriamo possa segnare una inversione di tendenza nell'obnubilamento cervellare degli italiani. La mia indicazione di voto l'ho già data e vi annoio ripetendola, visitate il blog di Silvia Garambois , voi che votate nel Lazio, e vedete se trovate gli stessi motivi che spingono me a votarla.
Io posso solo garantire sulla sua preparazione, sulla sua onestà e sul suo impegno a portare avanti le tematiche che ha illustrato sul suo blog e nella campagna elettorale che ben descrive nel suo ultimo post. Essendo una giornalista ci mancherebbe altro che non la descrivesse bene, la campagna elettorale.Non posso esimermi dal dire due paroline sulla questione pedofilia. Anche qui debbo citare e citarmi. L'otto ottobre 2008 pubblicavo due pagine di giornale su un caso di pedofilia a Firenze stuzzicato dal post di Bastian Contrari. Leggendo il post di Bastian e ascoltando il video incluso, leggendo le due pagine da me postate, si capirà, se ce ne fosse il bisogno, che il grado di omertà all'interno della Chiesa è talmente alto che non fa brutta figura di fronte all'omertà mafiosa. Non mi interessa sapere se il Papa fosse a conoscenza o meno, sicuramente qualcuno in grado di intervenire c'è, ma troppo spesso, anzi quasi sempre non lo fa.
Vedi caso Elisa Claps, la ragazza scomparsa a Potenza tanti anni fa. Se trovassi il corpo decomposto di una persona come minimo lancerei un urlo belluino che farebbe impallidire il più nero tra i neri, invece cosa fa il vice-parroco della chiesa dove è stata trovata la povera Elisa? Si dimentica di avvertire i suoi diretti superiori. Ma che cazzo me state a dì? Ma che volete prenne per culo? No, non si è dimenticato, si è cercato il modo di mettere a tacere senza riuscirci. Non vedo mai "Chi l'ha visto? ", ma caso vuole che abbia visto la puntata in cui si parlava di Elisa. O sono stupido e, contemporaneamente, presuntuoso, o le indagini sono state fatte male. Il quasi certamente colpevole lo avevano tra le mani e se lo sono lasciati sfuggire.
Di pensierini ne ho fatti 11, chissà se la maestra mi dirà bravo?
domenica 21 marzo 2010
Quei creduloni degli italiani


Sarebbe facile fare un post sulla giornata di ieri, sui saluti fascisti, sul partito dell'amore, sulla Polverini che balla, su Silvio che sproloquia e sui 7 milioni e mezzo di partecipanti. Oppure sulle idee confuse di qualche militante di destra, come si vede nella foto a sinistra, che fa finta di non conoscere ciò che accade all'interno della manifestazione come testimonia la foto in alto.
Infatti Santoro ha emesso editti bulgari e fatto liste di proscrizione e Di Pietro ha amici di partito inquisiti per concorso esterno in reati penali riguardanti la mafia e la camorra. Ma così va il mondo.
Figuriamoci poi parlare della guerra dei numeri. Quando la Questura di Roma sentenzia sulle manifestazioni di sinistra è come se avesse parlato il Papa sull'altare, ora che la Questura ridimensiona la loro manifestazione, sono solo una massa di mentecatti.
E che dire poi dei magistrati pugliesi, che fanno il loro lavoro come tutti gli altri, ma che sono bravissimi per aver ritirato fuori la sanitopoli e il coinvolgimento del vice-presidente della giunta pugliese e incriminato l'esponente del Pd. Con una particolarità. Il vice-presidente si è dimesso subito e il nuovo incriminato si è, a sua volta, dimesso e ritirato dalla competizione elettorale, così come gli indagati del centro-destra.
Ma non è di questo che voglio parlare.
Quando era piccolo, oltre a Padre Pio, mi faceva impressione una immagine di Gesù con il cuore fiammeggiante in mano. Quella immagine è conosciuta come il Sacro Cuore di Gesù. Oggi ho visto un manifesto di un candidato alle regionali del Lazio, tal Franco Fiorito ex sindaco di Anagni ex An, che ha fatto affiggere migliaia di manifesti con questa immagine.

Ci trovo un qualcosa di simile ma in senso blasfemo, detto da me ateo, riguardo questa rappresentazione del Sacro Cuore.

Tanto per chiudere in bellezza, dopo che il capo ha detto che camperemo 150 anni, che in due anni sconfeggeranno il cancro, che la crisi l'abbiamo sconfitta e tutto va bene (ma ricordate la mitica Social Card?), nulla vieta a due candidati alle comunali di Guarcino, 1.600 abitanti in provincia di Frosinone, di fare un manifesto, che purtroppo non ho fotografato e vi dovete fidare della mia
ricostruzione, con l'immagine della creazione di Michelangelo, qui di lato, e sotto i nomi del consigliere comunale e del candidato sindaco.Che dire. Il senso del ridicolo non si sa più cosa sia. La credulità degli italiani, invece, è sempre più grande e nota in tutto il mondo.
giovedì 18 marzo 2010
Melolontha melolontha
Abbiamo un terrazzino di 80 centimetri di larghezza per poco più di tre metri di lunghezza, su questo sputo ci sono diversi vasi con piante più o meno in buona salute. E, fino a stamattina c'era un vaso da cui i nostri due amati felini avevano estirpato una pianta grassa. Oggi è una bella giornata e abbiamo deciso di fare giardinaggio. Volevamo fare un vaso con un pianta sempre verde da regalare a una delle nostre figlie. La prode Luz si è messa di buzzo buono a rigirare la terra quando una voce, quasi un grido, si spande nell'aere di casa e della strada. Accorro, per modo di dire, e sento la prode guerriera che ripete "Che schifo" senza interruzione di continuità. "Guarda che cosa ho trovato" e mi fa vedere due di questi cosi.
Francamente non sono belli da vedere, anzi fanno anche un po' schifetto.
Con la paletta con cui puliamo la lettiera delle bestie, raccogliamo gli esseri sconosciuti, già paragonati ai baccelli dell'"Invasione degli ultracorpi" o ai "Visitors" o ai batteri del libro di Schatzing "Il quinto giorno" e li buttiamo nel cesso tirando lo sciacquone. Merda nella merda. Ma una domanda dalla Guerriera mi blocca: "Ce ne saranno altri?" Nel dubbio prendiamo un contenitore dove setacciamo la terra e, degli orridi animali allo stato larvale, ne spuntano altri otto, anche loro finiscono nelle fogne.
Mentre questa operazione va avanti, Luz, la valchiria senza paura, continua a ripetere come un mantra: "Che schifo". Sono già 20 minuti che va avanti. Non contenta di ciò, mi costringe a cercare su Google cosa erano quelle larve. Nel frattempo su Skype dà la feral notizia aanche alle figlie e non contenta, invia loro anche la foto degli orribili che diventando grandi sarebbero questi
per poi farsi vedere in questa forma
Il mitico maggiolino.
Francamente non sono belli da vedere, anzi fanno anche un po' schifetto.Con la paletta con cui puliamo la lettiera delle bestie, raccogliamo gli esseri sconosciuti, già paragonati ai baccelli dell'"Invasione degli ultracorpi" o ai "Visitors" o ai batteri del libro di Schatzing "Il quinto giorno" e li buttiamo nel cesso tirando lo sciacquone. Merda nella merda. Ma una domanda dalla Guerriera mi blocca: "Ce ne saranno altri?" Nel dubbio prendiamo un contenitore dove setacciamo la terra e, degli orridi animali allo stato larvale, ne spuntano altri otto, anche loro finiscono nelle fogne.
Mentre questa operazione va avanti, Luz, la valchiria senza paura, continua a ripetere come un mantra: "Che schifo". Sono già 20 minuti che va avanti. Non contenta di ciò, mi costringe a cercare su Google cosa erano quelle larve. Nel frattempo su Skype dà la feral notizia aanche alle figlie e non contenta, invia loro anche la foto degli orribili che diventando grandi sarebbero questi
per poi farsi vedere in questa forma
Il mitico maggiolino.
mercoledì 17 marzo 2010
Tanto peggio, tanto meglio
Mentre la democrazia vede sempre più ridurre i suoi spazi e di conseguenza anche i nostri, a sinistra, e non solo, si gioca al tanto peggio, tanto meglio.
Ho detto quanto mi costi votare la Bonino per le sue scelte ammantate da un' aura libertaria ma più liberiste che altro e, per alcuni versi, molto conservatrici. Per non parlare della politica estera e in particolare delle posizioni (?) dei radicali sul conflitto israelo-palestinese (tra l'altro, come si fa a chiamarlo conflitto se tra i due contendenti uno ha un esercito e l'altro no?).
Ma il discorso non può essere circoscritto al Lazio. Anche nelle altre regioni si vota e si vota in una situazione difficile perché ormai in Italia qualsiasi situazione riguardi la politica si confonde con la cronaca giudiziaria e anche nera. D'altronde, non siamo un Paese normale, questo almeno si è capito.
Ora diverse sono le strade da scegliere. Appunto, giocare al tanto peggio , tanto meglio come fanno in molti, fare professione di astensionismo o ancor più machiavelliche ipotesi di partecipazione al voto, o fare dei distinguo culturalmente e politicamente accettabili e condivisibili come fanno anche i miei amici di Sinistra Critica. Penso che, pur condividendo le loro posizioni come impostazione di progetto a medio-lungo termine, non si possa prescindere dal mettere in pratica il diritto-dovere di andare a votare. Preferisco una sinistra dal progetto non ben definito, e portato avanti da personaggi mediocri, a cui comunque dò ancora un minimo di patente di onestà, a una sinistra scomparsa anche nelle istituzioni locali. Preferisco una sinistra più "forte" che sappia e voglia condizionare i futuri assetti politici delle regioni, province e comuni che una sinistra chiusa al suo interno a risolvere e trovare la strada per rinascere "più bella e più superba che pria".
Anche perché, mentre noi stiamo qui a confrontarci e litigare su quale percorso e con chi farlo e con quale base programmatica, gli altri fanno il bello e il cattivo tempo. Spostano persone e cose e milioni di euro come se fossero sacchi di patate. Pongono e dispongono senza remore e vergogna e tacciano coloro che si oppongono di malafede e disonestà.
Vorrebbero cambiare le regole del gioco a partita iniziata, incolpano gli effetti per nascondere le cause delle loro malefatte, stravolgono la realtà per gettare sabbia negli occhi degli italiani, che non ne avrebbero bisogno perché comunque vivono a occhi chiusi. Basterebbe dare un' occhiata ai titoli dei giornali di oggi o, se se ne ha voglia, leggere il contenuto delle intercettazioni per capire, se ancora ce ne fosse il bisogno, in mano a chi ci siamo consegnati. E perché non dedicare un pensiero anche a Minzolini che ha avuto l'impudenza di paragonarsi a Giovanni Amendola?
Perciò, e rispondo a chi si è stupito delle mie prese di posizione e dell'appoggio dato a candidati diversi e di diversi partiti e di diverse correnti all'interno degli stessi partiti, andrò a votare ancora una volta scegliendo il male minore tra quelli che mi vengono prospettati. Prevenire è sempre meglio che curare. Nella mia logica non ci vedo nulla di strano.
Appoggio Silvia Garambois perché la conosco e la stimo professionalmente e politicamente, se si "butta" in politica non lo fa sicuramente per interesse personale.
Appoggio Pierpaolo Prandi perché sta vivendo sulla propria pelle la crisi economica che Silvio Berlusconi non ha voluto e non vuole vedere tutto preso a difendere i suoi interessi.
Appoggio Pamela Baucero perché una giovane che in teoria parte battuta e si impegna in una campagna elettorale senza l'appoggio del suo partito, è un'anima bella e va sostenuta. Spero che si sposti un po' più a sinistra. Eppoi è stata promossa dal Russo, chi lo avrebbe sentito se non l'avessi sostenuta?
Ho detto quanto mi costi votare la Bonino per le sue scelte ammantate da un' aura libertaria ma più liberiste che altro e, per alcuni versi, molto conservatrici. Per non parlare della politica estera e in particolare delle posizioni (?) dei radicali sul conflitto israelo-palestinese (tra l'altro, come si fa a chiamarlo conflitto se tra i due contendenti uno ha un esercito e l'altro no?).
Ma il discorso non può essere circoscritto al Lazio. Anche nelle altre regioni si vota e si vota in una situazione difficile perché ormai in Italia qualsiasi situazione riguardi la politica si confonde con la cronaca giudiziaria e anche nera. D'altronde, non siamo un Paese normale, questo almeno si è capito.
Ora diverse sono le strade da scegliere. Appunto, giocare al tanto peggio , tanto meglio come fanno in molti, fare professione di astensionismo o ancor più machiavelliche ipotesi di partecipazione al voto, o fare dei distinguo culturalmente e politicamente accettabili e condivisibili come fanno anche i miei amici di Sinistra Critica. Penso che, pur condividendo le loro posizioni come impostazione di progetto a medio-lungo termine, non si possa prescindere dal mettere in pratica il diritto-dovere di andare a votare. Preferisco una sinistra dal progetto non ben definito, e portato avanti da personaggi mediocri, a cui comunque dò ancora un minimo di patente di onestà, a una sinistra scomparsa anche nelle istituzioni locali. Preferisco una sinistra più "forte" che sappia e voglia condizionare i futuri assetti politici delle regioni, province e comuni che una sinistra chiusa al suo interno a risolvere e trovare la strada per rinascere "più bella e più superba che pria".
Anche perché, mentre noi stiamo qui a confrontarci e litigare su quale percorso e con chi farlo e con quale base programmatica, gli altri fanno il bello e il cattivo tempo. Spostano persone e cose e milioni di euro come se fossero sacchi di patate. Pongono e dispongono senza remore e vergogna e tacciano coloro che si oppongono di malafede e disonestà.
Vorrebbero cambiare le regole del gioco a partita iniziata, incolpano gli effetti per nascondere le cause delle loro malefatte, stravolgono la realtà per gettare sabbia negli occhi degli italiani, che non ne avrebbero bisogno perché comunque vivono a occhi chiusi. Basterebbe dare un' occhiata ai titoli dei giornali di oggi o, se se ne ha voglia, leggere il contenuto delle intercettazioni per capire, se ancora ce ne fosse il bisogno, in mano a chi ci siamo consegnati. E perché non dedicare un pensiero anche a Minzolini che ha avuto l'impudenza di paragonarsi a Giovanni Amendola?
Perciò, e rispondo a chi si è stupito delle mie prese di posizione e dell'appoggio dato a candidati diversi e di diversi partiti e di diverse correnti all'interno degli stessi partiti, andrò a votare ancora una volta scegliendo il male minore tra quelli che mi vengono prospettati. Prevenire è sempre meglio che curare. Nella mia logica non ci vedo nulla di strano.
Appoggio Silvia Garambois perché la conosco e la stimo professionalmente e politicamente, se si "butta" in politica non lo fa sicuramente per interesse personale.
Appoggio Pierpaolo Prandi perché sta vivendo sulla propria pelle la crisi economica che Silvio Berlusconi non ha voluto e non vuole vedere tutto preso a difendere i suoi interessi.
Appoggio Pamela Baucero perché una giovane che in teoria parte battuta e si impegna in una campagna elettorale senza l'appoggio del suo partito, è un'anima bella e va sostenuta. Spero che si sposti un po' più a sinistra. Eppoi è stata promossa dal Russo, chi lo avrebbe sentito se non l'avessi sostenuta?
domenica 14 marzo 2010
Esegesi del pensiero recondito di uno spammatore (luciano61)
Luciano61 è uno spammatore, un rompicazzo, un tritamaroni, uno smerigliatore di palle e altro ancora, potete sbizzarirvi come volete nel trovare una definizione che gli calzi a pennello come un preservativo.
Non ne posso più di andare a lavorare, di fare sempre le stesse cose e di parlare sempre con le stesse persone. Devo trovare qualcosa di diverso da fare, una quasiasi cosa che mi ridia un po' di interessi e che ravvivi la mia piatta vita. Forse mi faccio un giro nel nuovo mondo dei blogger.
Ho fatto indigestione dei blog di destra. Dicono sempre le stesse cose, parlano del Duce come se fosse vivo e dimenticano tutto quello che ha fatto. Parlano di politica e ripetono, come megafoni con le batterie scariche, triti luoghi comuni sul fascismo e il comunismo. Davvero desolante il panorama. Per non parlare dei blog che rivolgono le attenzioni al presidente Berlusconi. Ne parlano come se fosse Padre Pio (mamma mia che paura), come se fosse l'arcangelo Gabriele sceso sulla terra. No, interloquire con loro non vale la pena. Dopo poche righe mi annoiano a morte. E la morte io l'ho nel cuore e nella testa. Non posso frequentarli oltre, rischierei il suicidio.
Però girando nell'etere ho incontrato per caso un blog che mi ispira. E' di sinistra, è convinto delle idee che porta avanti e ha tanti amici che lo commentano. Molti plaudono supinamente, altri si confrontano ma sono persone vive. Penso proprio che mi farò dei frequenti giri da quelle parti.
Oggi sono andato dal Russo e dopo aver letto ho pensato che fare un commento serio non mi divertiva. Allora ho pensato di lasciare un messaggio provocatorio come se fossi un seguace di Berlusconi.
Hanno abboccato come carpe all'amo e mi hanno risposto seriamente. Il gioco mi piace e penso che lo continuerò. Passano i giorni e i commenti che lascio danno origine a risposte sempre più incazzate e volgari. Qualcuno ha iniziato a chiamarmi "ANO61", mi dicono cose durissime ma non hanno capito che è quello che mi serve, sentirmi vivo anche a costo di prendere insulti. Non sanno che la mia opera di provocazione mi fa molto meglio dei medicinali e delle costose sedute dalla psicanalista, che tra l'altro non parla e non mi dà soddisfazione.
Ho scoperto che andare anche dagli altri blogger è divertente. Ne ho trovato uno che prima ha iniziato a parlarmi come se fossi normale, ma poi ha perso la pazienza e ha iniziato anche lui a cancellarmi, peccato mi era quasi simpatico, forse più del Russo, ma ho fatto perdere la pazienza anche a lui.
Ieri devo aver fatto un errore grave, l'ho capito dopo ma era tardi. Sono andato a fare la mia visita giornaliera, come si va al bar o a comperare le sigarette, dal Russo. Ho commentato senza leggere il contenuto degli altri commenti. Ho scritto la mia solita cazzata ma il Russo si arrabbiato di brutto e ha minacciato di denunciarmi alla Polizia Postale. Forse è meglio che per qualche tempo non mi faccia vivo.
Vorrei anche poter dire che io non sono io nei commenti, lo avrebbero dover aver capito visto che ripeto sempre le stesse cose, ma forse li ho fatti arrabbiare troppo. Il fatto è che non riesco a tornare indietro. Sono schiavo del personaggio che ho creato e non riesco più a liberarmene.
Forse è il caso che torni dalla psicanalista.
Non ne posso più di andare a lavorare, di fare sempre le stesse cose e di parlare sempre con le stesse persone. Devo trovare qualcosa di diverso da fare, una quasiasi cosa che mi ridia un po' di interessi e che ravvivi la mia piatta vita. Forse mi faccio un giro nel nuovo mondo dei blogger.
Ho fatto indigestione dei blog di destra. Dicono sempre le stesse cose, parlano del Duce come se fosse vivo e dimenticano tutto quello che ha fatto. Parlano di politica e ripetono, come megafoni con le batterie scariche, triti luoghi comuni sul fascismo e il comunismo. Davvero desolante il panorama. Per non parlare dei blog che rivolgono le attenzioni al presidente Berlusconi. Ne parlano come se fosse Padre Pio (mamma mia che paura), come se fosse l'arcangelo Gabriele sceso sulla terra. No, interloquire con loro non vale la pena. Dopo poche righe mi annoiano a morte. E la morte io l'ho nel cuore e nella testa. Non posso frequentarli oltre, rischierei il suicidio.
Però girando nell'etere ho incontrato per caso un blog che mi ispira. E' di sinistra, è convinto delle idee che porta avanti e ha tanti amici che lo commentano. Molti plaudono supinamente, altri si confrontano ma sono persone vive. Penso proprio che mi farò dei frequenti giri da quelle parti.
Oggi sono andato dal Russo e dopo aver letto ho pensato che fare un commento serio non mi divertiva. Allora ho pensato di lasciare un messaggio provocatorio come se fossi un seguace di Berlusconi.
Hanno abboccato come carpe all'amo e mi hanno risposto seriamente. Il gioco mi piace e penso che lo continuerò. Passano i giorni e i commenti che lascio danno origine a risposte sempre più incazzate e volgari. Qualcuno ha iniziato a chiamarmi "ANO61", mi dicono cose durissime ma non hanno capito che è quello che mi serve, sentirmi vivo anche a costo di prendere insulti. Non sanno che la mia opera di provocazione mi fa molto meglio dei medicinali e delle costose sedute dalla psicanalista, che tra l'altro non parla e non mi dà soddisfazione.
Ho scoperto che andare anche dagli altri blogger è divertente. Ne ho trovato uno che prima ha iniziato a parlarmi come se fossi normale, ma poi ha perso la pazienza e ha iniziato anche lui a cancellarmi, peccato mi era quasi simpatico, forse più del Russo, ma ho fatto perdere la pazienza anche a lui.
Ieri devo aver fatto un errore grave, l'ho capito dopo ma era tardi. Sono andato a fare la mia visita giornaliera, come si va al bar o a comperare le sigarette, dal Russo. Ho commentato senza leggere il contenuto degli altri commenti. Ho scritto la mia solita cazzata ma il Russo si arrabbiato di brutto e ha minacciato di denunciarmi alla Polizia Postale. Forse è meglio che per qualche tempo non mi faccia vivo.
Vorrei anche poter dire che io non sono io nei commenti, lo avrebbero dover aver capito visto che ripeto sempre le stesse cose, ma forse li ho fatti arrabbiare troppo. Il fatto è che non riesco a tornare indietro. Sono schiavo del personaggio che ho creato e non riesco più a liberarmene.
Forse è il caso che torni dalla psicanalista.
venerdì 12 marzo 2010
Hard 2
Ciò che vi accingete a leggere è vagamente hard (come da titolo). Non lamentatevi che non vi avevo avvertito. Chi non ha letto la prima parte può farlo qui
Illustrazione del grande Milo Manara
Ormai il vecchio, allo stremo delle forze, dava colpi violenti senza raggiungere il suo fine ultimo. La donna, quasi rassegnata, non si poggiava più sui palmi delle mani ma era scivolata e si reggeva sugli avambracci e poggiato la fronte sul letto. Non piangeva, quasi un ultimo sforzo di dignità, attendeva solo che il vecchio grufolante terminasse la sua immonda opera.
Non raggiungendo l'orgasmo, cosa ormai persa nella memoria, la costrinse a rivestirsi e la portò fuori dalla stanza e fuori dalla casa. In strada li attendevano gli scagnozzi del Padrone, sempre più torvo in volto, con le auto. Salirono e con un breve percorso arrivarono al palazzo dell'uomo. Salirono fino negli appartamenti privati dove li attendevano altri loschi figuri e giovani donne. Tutti volsero lo sguardo verso di lei, Italia, che era attesa come l'ospite d'onore, colei che li avrebbe divertiti per tutta la notte.
Le donne, discinte e pronte all'uso, osservavano divertite la nuova arrivata che con gli occhi spenti andava incontro al suo destino. Non lo conosceva ma non faceva fatica ad immaginarlo. Gli uomini, ridacchianti fra loro, non attendevano altro che il Padrone, andato a rinfrescarsi e a prendere l'ennesima pillola, desse il via ai festeggiamenti. Lui entrò nell'ampio salone pieno di divani e tappeti con un sorriso tirato che alternava a una faccia truce da cane da combattimento. Si accomodò sul più grande e più comodo dei divani e con un semplice gesto dette il via alla festa. Un uomo, con la bava alla bocca che gli colava sulla barba, si apprestò a Italia e con mossa rapida e violenta le strappò i vestiti. Al pur piccolo e timido gesto di ribellione della donna le mollò un ceffone a mano aperta che lasciò il segno sul viso ormai sfatto di Italia. Un coro di risa di scherno si alzò dalla platea di uomini e donne. Avevano riso dopo che il Padrone aveva riso. Il primo costrinse Italia a soddisfare i suoi bisogni carnali incitato dai suoi simili che avevano iniziato a palpeggiare le giovani fanciulle. Solo qualcuno restava in silenzio e appartato, quasi non condividesse ciò che stava accadendo ma fu richiamato, con uno sguardo e un cenno, all'ordine dal Padrone. Mosse una mano e la poggiò sul culo della ragazza che gli era a fianco, senza convinzione ma senza la forza di esprimere il suo dissenso e andare via.
Per Italia fu una lunga notte di dolore e umiliazione, usata e abusata dalla cricca. Al mattino venne accompagnata in strada come una ospite indesiderata, le era stata data solo la possibilità di lavarsi e ricomporsi e le fu dato anche un vestito nuovo come se questo potesse cancellare l'affronto ricevuto.
Il palazzo del Padrone era situato in pieno centro e Italia si ritrovò immersa nell'andirivieni del sabato mattina. Non era una sconosciuta e tutti la guardavano. Tutti vedevano le sue grandi occhiaie ma nessuno ebbe la forza e il coraggio di chiederle se stesse male. Italia prese la strada per tornare a casa tra la quasi totale indifferenza dei passanti. Sapeva che quello era il suo nuovo stato e che le sue sofferenze non erano terminate. Il Padrone l'aveva avvertita: "Avremo ancora voglia di te".
Illustrazione del grande Milo ManaraOrmai il vecchio, allo stremo delle forze, dava colpi violenti senza raggiungere il suo fine ultimo. La donna, quasi rassegnata, non si poggiava più sui palmi delle mani ma era scivolata e si reggeva sugli avambracci e poggiato la fronte sul letto. Non piangeva, quasi un ultimo sforzo di dignità, attendeva solo che il vecchio grufolante terminasse la sua immonda opera.
Non raggiungendo l'orgasmo, cosa ormai persa nella memoria, la costrinse a rivestirsi e la portò fuori dalla stanza e fuori dalla casa. In strada li attendevano gli scagnozzi del Padrone, sempre più torvo in volto, con le auto. Salirono e con un breve percorso arrivarono al palazzo dell'uomo. Salirono fino negli appartamenti privati dove li attendevano altri loschi figuri e giovani donne. Tutti volsero lo sguardo verso di lei, Italia, che era attesa come l'ospite d'onore, colei che li avrebbe divertiti per tutta la notte.
Le donne, discinte e pronte all'uso, osservavano divertite la nuova arrivata che con gli occhi spenti andava incontro al suo destino. Non lo conosceva ma non faceva fatica ad immaginarlo. Gli uomini, ridacchianti fra loro, non attendevano altro che il Padrone, andato a rinfrescarsi e a prendere l'ennesima pillola, desse il via ai festeggiamenti. Lui entrò nell'ampio salone pieno di divani e tappeti con un sorriso tirato che alternava a una faccia truce da cane da combattimento. Si accomodò sul più grande e più comodo dei divani e con un semplice gesto dette il via alla festa. Un uomo, con la bava alla bocca che gli colava sulla barba, si apprestò a Italia e con mossa rapida e violenta le strappò i vestiti. Al pur piccolo e timido gesto di ribellione della donna le mollò un ceffone a mano aperta che lasciò il segno sul viso ormai sfatto di Italia. Un coro di risa di scherno si alzò dalla platea di uomini e donne. Avevano riso dopo che il Padrone aveva riso. Il primo costrinse Italia a soddisfare i suoi bisogni carnali incitato dai suoi simili che avevano iniziato a palpeggiare le giovani fanciulle. Solo qualcuno restava in silenzio e appartato, quasi non condividesse ciò che stava accadendo ma fu richiamato, con uno sguardo e un cenno, all'ordine dal Padrone. Mosse una mano e la poggiò sul culo della ragazza che gli era a fianco, senza convinzione ma senza la forza di esprimere il suo dissenso e andare via.
Per Italia fu una lunga notte di dolore e umiliazione, usata e abusata dalla cricca. Al mattino venne accompagnata in strada come una ospite indesiderata, le era stata data solo la possibilità di lavarsi e ricomporsi e le fu dato anche un vestito nuovo come se questo potesse cancellare l'affronto ricevuto.
Il palazzo del Padrone era situato in pieno centro e Italia si ritrovò immersa nell'andirivieni del sabato mattina. Non era una sconosciuta e tutti la guardavano. Tutti vedevano le sue grandi occhiaie ma nessuno ebbe la forza e il coraggio di chiederle se stesse male. Italia prese la strada per tornare a casa tra la quasi totale indifferenza dei passanti. Sapeva che quello era il suo nuovo stato e che le sue sofferenze non erano terminate. Il Padrone l'aveva avvertita: "Avremo ancora voglia di te".
giovedì 11 marzo 2010
DITTATURA

El fascismo conspira continuamente contra la libertad del pueblo.
Los revolucionarios debemos estar alerta.
El gobierno Farsa y farsantesLos revolucionarios debemos estar alerta.
Contra la autoridad che poria tu cadena.
Contra el burgues que te explota sin piedad.
Contra los politicos farsantes que te devoran.
Contra los curas que te embrutecen.
Contra los falsos "apostoles" de tu emancipacion.
Contra todos los que te amargan la existencia.
Queste frasi non sono state scritte in questi giorni. Le prime tre sono titoli del giornale spagnolo Brazo y Cerebro, segue un appello ai lettori, la data di pubblicazione è del 15 luglio 1936 - La Coruna.
Sono tratte da una riproduzione trovata sul libro di Manuel Rivas "I libri bruciano male", Feltrinelli. Opera complicata e di non facile lettura sulla Guerra Civile spagnola.
lunedì 8 marzo 2010
Alcuni punti fermi
Stabiliamo qualche punto fermo limitandoci alla storia delle elezioni senza allargare il campo.
1) Il Pdl ha fatto delle cazzate perché si è affidato a dei maneggioni incompetenti che non sono stati in grado di gestire le "questioni" interne. (Cosa certificata dalle reazioni di Rotondi, Bossi e Calderoli, ed è tutto dire).
2) Non mi sembra di aver sentito alcun appello da parte di esponenti del Pdl alle altre forze politiche per permettere la partecipazione dei loro sostenitori alle elezioni e, principalmente, aver chiesto scusa per la loro inettitudine ed ammettere le loro colpe.
3) Anzi si è sempre cercato di scaricare le colpe sugli altri e su questa fantomatica sinistra che può fare e disfare senza che nessuno si opponga alle sue malefatte.
4) Hanno tentato di fare un decretino solo ed esclusivamente per Lazio e Lombardia, perlomeno così si dice. Alla fine è stato fatto un decreto che si applica per tutte le situazioni. In questo modo la merda puzza un po' di meno.
5) Anche se mosso da nobili e alti motivi, la firma di Napolitano crea comunque un precedente a cui tutti potranno appellarsi da qui all'eternità.
6) Come dice Gustavo Zagrebelsky, e non un pirla come il sottoscritto e tanti altri, "La legge 400 dell'88 vieta di usare il decreto in materia elettorale che è la più refrattaria agli interventi d'urgenza. Soprattutto non è materia del governo in carica, cioè del primo potenziale interessato a modificarla a proprio vantaggio".
7) Qualcuno mi spieghi perché dovrei difendere Napolitano. Non lo accuso, come demagogicamente fa Di Pietro, solo perché posso capire che ha fatto di tutto per non portare questo paese verso una soglia molto pericolosa. Indubbiamente l'arroganza e la protervia ha pagato: queste elezioni si svolgerenno con liste presentate al di fuori della legge.
1) Il Pdl ha fatto delle cazzate perché si è affidato a dei maneggioni incompetenti che non sono stati in grado di gestire le "questioni" interne. (Cosa certificata dalle reazioni di Rotondi, Bossi e Calderoli, ed è tutto dire).
2) Non mi sembra di aver sentito alcun appello da parte di esponenti del Pdl alle altre forze politiche per permettere la partecipazione dei loro sostenitori alle elezioni e, principalmente, aver chiesto scusa per la loro inettitudine ed ammettere le loro colpe.
3) Anzi si è sempre cercato di scaricare le colpe sugli altri e su questa fantomatica sinistra che può fare e disfare senza che nessuno si opponga alle sue malefatte.
4) Hanno tentato di fare un decretino solo ed esclusivamente per Lazio e Lombardia, perlomeno così si dice. Alla fine è stato fatto un decreto che si applica per tutte le situazioni. In questo modo la merda puzza un po' di meno.
5) Anche se mosso da nobili e alti motivi, la firma di Napolitano crea comunque un precedente a cui tutti potranno appellarsi da qui all'eternità.
6) Come dice Gustavo Zagrebelsky, e non un pirla come il sottoscritto e tanti altri, "La legge 400 dell'88 vieta di usare il decreto in materia elettorale che è la più refrattaria agli interventi d'urgenza. Soprattutto non è materia del governo in carica, cioè del primo potenziale interessato a modificarla a proprio vantaggio".
7) Qualcuno mi spieghi perché dovrei difendere Napolitano. Non lo accuso, come demagogicamente fa Di Pietro, solo perché posso capire che ha fatto di tutto per non portare questo paese verso una soglia molto pericolosa. Indubbiamente l'arroganza e la protervia ha pagato: queste elezioni si svolgerenno con liste presentate al di fuori della legge.
domenica 7 marzo 2010
Egregio Signor Presidente o Caro Presidente? Legga e poi faccia Lei.
Sono le 5.10 di domenica mattina e sono sveglio come un grillo. Non ho voglia di fare come Il Russo e andare in giro per la piccola città, bastardo posto e allora "se son d' umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie" (grazie Maestro). Tento di dare un senso a tutti quei pensieri che si accavallano quando ti svegli nel cuore della notte e non sai se è per la triste vita che conducono gli italiani o per la pizza che forse non hai digerito e non hai digerito, forse, per la triste vita che fanno gli italiani. Come inizio non c'è male. Andiamo avanti.
Ho pensato di scrivere al Presidente della Repubblica, a mio nome e a nome di tutti quegli italiani che hanno ancora a cuore le sorti di questo Paese.
Egregio Signor Presidente e Caro Presidente?
Se avrà la voglia e la pazienza di leggere questa lunga missiva, deciderà Lei stesso che tipo di allocuzione usare.
Non posso dire di conoscerla personalmente solo per averla incontrata più volte, lei come dirigente del Pci e io come fattorino o segretario di quello che una volta era il giornale del Partito (vede l'abitudine? mi porta a scrivere Partito, rivolgendomi al Pci, maiuscolo), anche se non sempre, o quasi mai, le nostre posizioni coincidevano, ho sempre avuto per Lei rispetto e sono stato anche contento della sua elezione alla più alta carica dello Stato italiano. Le parlo non con il cuore in mano, ma con, figurato, il cervello. Quel cervello pieno di ideali che anche lei ha contribuito a diffondere e difendere. Un cervello pieno di nomi altisonanti, epici e ormai quasi dimenticati per scelte suicide o di comodo. Non le faccio qui l'elenco delle persone che tanto lei conoscerà bene per averle conosciute e avute vicino come compagni di partito e di lotta e non parlo solo e sempre dei soliti comunisti.
Ma perché un uomo di mezza età si sveglia nel cuore della notte e scrive al Presidente della Repubblica una lettera con un misto di considerazioni personali sulla propria e altrui storia? Se se lo è chiesto è perché già ha capito dove voglio andare a parare con il mio discorso, abbia pazienza e svolgerò "su carta" i miei pensieri.
Ieri, sabato 6 marzo, insieme a tante altre, ma non molte, persone ero a Piazza Santi Apostoli a Roma a manifestare contro le porcate che si vogliono realizzare nel Lazio per acquietare i "padroni". Lo sa quante vertenze ambientali ci sono nel Lazio signor Presidente? E lo sa come esse vengono affrontate? Spero di si, intanto gliene comunico alcune: turbogas Aprilia, inceneritore Albano, aeroporto Ciampino, acqua (generalizzata) e altre ancora. Non eravamo moltissimi e della cosa me ne dispiaccio perché lottare per la salute non è una cosa che riguarda solo i partiti ma è un interesse dei cittadini nella loto totalità, compresi i romani o i turisti che ci osservavano come se fossimo un gruppo folkloristico che teneva uno spettacolo in piazza. Per attirare gente non è bastata nemmeno la presenza di Ascanio Celestini che gratuitamente e per scelta ci supporta. Ma non è nemmeno di questo che voglio parlarle, dei problemi locali.
In realtà le scrivo per significarle tutto lo stupore e la mia delusione per l'ignavia degli italiani e per la mia contrarietà alla sua decisione di apporre la firma sul "decreto interpretativo" della legge elettorale. A parte che se fosse vero che ci voleva un decreto per interpretare la legge viene il sospetto che tutte le elezioni sin qui svolte basandosi con quel testo di legge sono tutte da invalidare. A parte che un decreto interpretativo fatto con la collaborazione di Calderoli, Maroni, Gasparri e altri è una contraddizione in termini e in sostanza. A parte che ciò si può configurare come l'ennesimo attacco alla Magistratura non in grado di interpretare una legge. A parte ....
Ho tante cose da dirle che corro il rischio di perdermi ...
Comunque, due giorni fa le ho scritto una lettera persa nell'etere come se fossi un uomo di destra appellandomi a Lei per difendere i valori di Ordine, Patria e Legalità contro una banda che vuole piegare ai loro interessi quelli supremi della Nazione. In verità speravo che facesse da argine alla strafottenza di questa destra ignorante e violenta nei modi e nelle parole. Non sono di quelli che l'hanno attaccata per aver firmato altri decreti e altre leggi, so bene che altro non poteva fare se non, forse, rendere il cammino di quelle leggi un po' più difficile. Ma questa volta non l'approvo.
Anche se non sono un esperto, penso che poteva benissimo non firmare, con la sua firma apposta sotto quel decreto ha creato un precedente pericoloso. Ha giustificato l'inettitudine e la protervia della destra. Ha vanificato una legge che stabiliva delle precise regole. Le faccio un solo esempio, banale se vuole, ma penso che renda bene l'idea.
Se uno studente che deve laurearsi non presenta in tempo i documenti necessari o si presenta a tempo scaduto gli viene data la possibilità di discutere la tesi in attesa di regolarizzare la sua posizione? NO. Oppure, se scendo all'alimentari sotto casa e trovo che il negoziante ha già tirato giù la saracinesca e sta salendo in macchina per andare a casa lo posso obbligare a riaprire? NO. IN TUTTI E DUE I CASI SE LI MINACCIASSI CORREREI IL RISCHIO DI ESSERE DENUNCIATO ALLE FORZE DELL'ORDINE. Costoro con le loro neanche tanto velate minacce hanno ottenuto di rientrare in gioco avendo violato tutte le regole e hanno preteso e ottenuto di cambiarle a partita iniziata. Questo si che è un vulnus (come piace tanto dire a Cicchitto) per la democrazia.
Caro Presidente, non posso chiamarla in altro modo per tutto ciò che, anche se su posizioni diverse, abbiamo condiviso, questa volta non sono d'accordo con Lei e non me la sento di difenderla. Come non mi sento più di difendere gli italiani. Si stanno consegnando, dopo essersi legati da soli mani e piedi, al boia. Facciano pure, è quello che si meritano.
Con osservanza e ancora un po' di affetto le auguro un sereno fine mandato, forse l'ultimo prima di una nuova era di buio per la democrazia.
P.S. A mente fredda correggerò gli errori. Per ora beccatevelo così.
Ho pensato di scrivere al Presidente della Repubblica, a mio nome e a nome di tutti quegli italiani che hanno ancora a cuore le sorti di questo Paese.
Egregio Signor Presidente e Caro Presidente?
Se avrà la voglia e la pazienza di leggere questa lunga missiva, deciderà Lei stesso che tipo di allocuzione usare.
Non posso dire di conoscerla personalmente solo per averla incontrata più volte, lei come dirigente del Pci e io come fattorino o segretario di quello che una volta era il giornale del Partito (vede l'abitudine? mi porta a scrivere Partito, rivolgendomi al Pci, maiuscolo), anche se non sempre, o quasi mai, le nostre posizioni coincidevano, ho sempre avuto per Lei rispetto e sono stato anche contento della sua elezione alla più alta carica dello Stato italiano. Le parlo non con il cuore in mano, ma con, figurato, il cervello. Quel cervello pieno di ideali che anche lei ha contribuito a diffondere e difendere. Un cervello pieno di nomi altisonanti, epici e ormai quasi dimenticati per scelte suicide o di comodo. Non le faccio qui l'elenco delle persone che tanto lei conoscerà bene per averle conosciute e avute vicino come compagni di partito e di lotta e non parlo solo e sempre dei soliti comunisti.
Ma perché un uomo di mezza età si sveglia nel cuore della notte e scrive al Presidente della Repubblica una lettera con un misto di considerazioni personali sulla propria e altrui storia? Se se lo è chiesto è perché già ha capito dove voglio andare a parare con il mio discorso, abbia pazienza e svolgerò "su carta" i miei pensieri.
Ieri, sabato 6 marzo, insieme a tante altre, ma non molte, persone ero a Piazza Santi Apostoli a Roma a manifestare contro le porcate che si vogliono realizzare nel Lazio per acquietare i "padroni". Lo sa quante vertenze ambientali ci sono nel Lazio signor Presidente? E lo sa come esse vengono affrontate? Spero di si, intanto gliene comunico alcune: turbogas Aprilia, inceneritore Albano, aeroporto Ciampino, acqua (generalizzata) e altre ancora. Non eravamo moltissimi e della cosa me ne dispiaccio perché lottare per la salute non è una cosa che riguarda solo i partiti ma è un interesse dei cittadini nella loto totalità, compresi i romani o i turisti che ci osservavano come se fossimo un gruppo folkloristico che teneva uno spettacolo in piazza. Per attirare gente non è bastata nemmeno la presenza di Ascanio Celestini che gratuitamente e per scelta ci supporta. Ma non è nemmeno di questo che voglio parlarle, dei problemi locali.
In realtà le scrivo per significarle tutto lo stupore e la mia delusione per l'ignavia degli italiani e per la mia contrarietà alla sua decisione di apporre la firma sul "decreto interpretativo" della legge elettorale. A parte che se fosse vero che ci voleva un decreto per interpretare la legge viene il sospetto che tutte le elezioni sin qui svolte basandosi con quel testo di legge sono tutte da invalidare. A parte che un decreto interpretativo fatto con la collaborazione di Calderoli, Maroni, Gasparri e altri è una contraddizione in termini e in sostanza. A parte che ciò si può configurare come l'ennesimo attacco alla Magistratura non in grado di interpretare una legge. A parte ....
Ho tante cose da dirle che corro il rischio di perdermi ...
Comunque, due giorni fa le ho scritto una lettera persa nell'etere come se fossi un uomo di destra appellandomi a Lei per difendere i valori di Ordine, Patria e Legalità contro una banda che vuole piegare ai loro interessi quelli supremi della Nazione. In verità speravo che facesse da argine alla strafottenza di questa destra ignorante e violenta nei modi e nelle parole. Non sono di quelli che l'hanno attaccata per aver firmato altri decreti e altre leggi, so bene che altro non poteva fare se non, forse, rendere il cammino di quelle leggi un po' più difficile. Ma questa volta non l'approvo.
Anche se non sono un esperto, penso che poteva benissimo non firmare, con la sua firma apposta sotto quel decreto ha creato un precedente pericoloso. Ha giustificato l'inettitudine e la protervia della destra. Ha vanificato una legge che stabiliva delle precise regole. Le faccio un solo esempio, banale se vuole, ma penso che renda bene l'idea.
Se uno studente che deve laurearsi non presenta in tempo i documenti necessari o si presenta a tempo scaduto gli viene data la possibilità di discutere la tesi in attesa di regolarizzare la sua posizione? NO. Oppure, se scendo all'alimentari sotto casa e trovo che il negoziante ha già tirato giù la saracinesca e sta salendo in macchina per andare a casa lo posso obbligare a riaprire? NO. IN TUTTI E DUE I CASI SE LI MINACCIASSI CORREREI IL RISCHIO DI ESSERE DENUNCIATO ALLE FORZE DELL'ORDINE. Costoro con le loro neanche tanto velate minacce hanno ottenuto di rientrare in gioco avendo violato tutte le regole e hanno preteso e ottenuto di cambiarle a partita iniziata. Questo si che è un vulnus (come piace tanto dire a Cicchitto) per la democrazia.
Caro Presidente, non posso chiamarla in altro modo per tutto ciò che, anche se su posizioni diverse, abbiamo condiviso, questa volta non sono d'accordo con Lei e non me la sento di difenderla. Come non mi sento più di difendere gli italiani. Si stanno consegnando, dopo essersi legati da soli mani e piedi, al boia. Facciano pure, è quello che si meritano.
Con osservanza e ancora un po' di affetto le auguro un sereno fine mandato, forse l'ultimo prima di una nuova era di buio per la democrazia.
P.S. A mente fredda correggerò gli errori. Per ora beccatevelo così.
sabato 6 marzo 2010
Come non detto. Chiedo scusa un cazzo.
Egregio Presidente della Repubblica Onorevole Giorgio Napolitano, Le chiedo scusa come alle più alte cariche dello Stato, agli onorevoli membri del Parlamento, alla Magistratura, ai rappresentanti degli altri partiti, ai nostri elettori agli italiani tutti.
Chiedo scusa a mio nome e a nome degli esponenti del mio partito.
Purtroppo dobbiamo confessare le nostre colpe, siamo una banda di inetti, cialtroni, e, molti, delinquenti. Perciò non è più possibile continuare a mentire e accampare scuse per le nostre castronerie e le nostre malefatte. Uso il plurale perchè anche se non direttamente colpevoli siamo tutti coinvolti. Al potere li abbiamo mandati noi.
L'ultima baggianata, Presidente so bene che dovrei utilizzare parole più forti ma non voglio mancarle di rispetto, è stata quella di affidare la presentazione delle liste a degli incapaci che non hanno appreso nulla delle regole civili e delle leggi italiane. D'altronde come avrebbero potuto i più giovani apprendere qualcosa quando coloro che li rappresentano nel più alto grado non fanno altro che delegittimare la Magistratura e negare una giustizia uguale per tutti? Le chiedo ancura scusa, Signor Presidente, sono un uomo di destra, ordine e patria e legalità, erano i capisaldi dell'educazione datami da mio padre. Sono ancora un uomo di destra e chiedo scusa a Lei ex comunista onesto, faccia qualcosa per salvare questo Paese e ridare una dignità anche alla mia parte politica.
Ladri, puttanieri, drogati, cinici e altro ancora si sono impadroniti di una parte politica e hanno stravolto principi e ideali. Presidente, ci aiuti a liberarci di loro.
Avrei voluto che almeno un politico della mia parte avesse scritto e/o letto una dichiarazione di questo tenore: "Abbiamo sbagliato, non siamo stati in grado di presentare le liste. Chiediamo di partecipare alle elezioni con l'accordo delle altre forze politiche". No, non l'abbiamo letta e non l'abbiamo sentita, l'umiltà e la grandezza di chiedere scusa non è nel loro Dna. Purtroppo hanno ripreso il vecchio ritornello della colpa degli altri.
Le rinnovo le mie scuse a Lei e a tutti gli italiani.
Questa lettera non la leggerete mai se non su questo blog.
Chiedo scusa a mio nome e a nome degli esponenti del mio partito.
Purtroppo dobbiamo confessare le nostre colpe, siamo una banda di inetti, cialtroni, e, molti, delinquenti. Perciò non è più possibile continuare a mentire e accampare scuse per le nostre castronerie e le nostre malefatte. Uso il plurale perchè anche se non direttamente colpevoli siamo tutti coinvolti. Al potere li abbiamo mandati noi.
L'ultima baggianata, Presidente so bene che dovrei utilizzare parole più forti ma non voglio mancarle di rispetto, è stata quella di affidare la presentazione delle liste a degli incapaci che non hanno appreso nulla delle regole civili e delle leggi italiane. D'altronde come avrebbero potuto i più giovani apprendere qualcosa quando coloro che li rappresentano nel più alto grado non fanno altro che delegittimare la Magistratura e negare una giustizia uguale per tutti? Le chiedo ancura scusa, Signor Presidente, sono un uomo di destra, ordine e patria e legalità, erano i capisaldi dell'educazione datami da mio padre. Sono ancora un uomo di destra e chiedo scusa a Lei ex comunista onesto, faccia qualcosa per salvare questo Paese e ridare una dignità anche alla mia parte politica.
Ladri, puttanieri, drogati, cinici e altro ancora si sono impadroniti di una parte politica e hanno stravolto principi e ideali. Presidente, ci aiuti a liberarci di loro.
Avrei voluto che almeno un politico della mia parte avesse scritto e/o letto una dichiarazione di questo tenore: "Abbiamo sbagliato, non siamo stati in grado di presentare le liste. Chiediamo di partecipare alle elezioni con l'accordo delle altre forze politiche". No, non l'abbiamo letta e non l'abbiamo sentita, l'umiltà e la grandezza di chiedere scusa non è nel loro Dna. Purtroppo hanno ripreso il vecchio ritornello della colpa degli altri.
Le rinnovo le mie scuse a Lei e a tutti gli italiani.
Questa lettera non la leggerete mai se non su questo blog.
mercoledì 3 marzo 2010
UN PAESE DI MERDA
Una vera e propria orgia di parole, di cazzate fatte e dette ha investito l'Italia. Dalle intercettazioni del clan truffaldino del G8, alla fatture false e velocissime di Fastweb fino ad arrivare alle cazzate fatte, con conseguenze di cazzate dette, nella presentazioni delle liste elettorali. Non solo dal centro-destra.
Tanti blogger si sono sbizzarriti nel commentare più o meno seriamente l'accaduto, quindi non mi ripeterò se non per richiamare le parole, e l'alto senso dello Stato e della Legalità, di alcuni personaggi. Formigoni, che si presenta per la quarta volta, dichiara che certe regole sono sono degli inutili orpelli; Schifani, presidente del senato (rigorosamente minuscolo), quindi seconda carica di questo stato, verrebbe da dire sudamericano se non si corresse il rischio di offenderli, dice che deve prevalere la sostanza sulla forma e si vanta di dirlo anche come avvocato. Ma non sono gli avvocati che si appellano spesso alla forma per invalidare mandati, interrogatori e finanche processi? Qualcosa non mi quadra.
E chiudiamo con La Russa che ai tg espone questo elementare concetto: "Non vorrei passare per un eversore, ma se non ci riammettono non ci fermeremo". Forse le parole non sono esatte, ma il concetto e il termine "eversore" sì. Altro che attacco al cuore dello stato, siamo già alle prove di dittatura, intanto sorbettiamoci un mese di censura, poi si vedrà.
Ma queste sono quisquilie, pinzellacchere, amenità, corbellerie o, più brevemente, cazzate o stronzate. Passiamo alle cose serie.
Di solito sono refrattario alla pubblicità, ma oggi mi ha colpito quella di una casa di divani che ha acquistato due pagine su La Repubblica. La pagina di destra si apre con il logo del "Grande fratello" e di fianco si può leggere. "La casa più desiderata d'Italia". Già questo basterebbe a dare di stomaco e rimettere l'ottima pasta con pesto e ricotta. In fondo pagina un testo dà il colpo di grazia fino a coinvolgere la buonissima arancia tarocco di Sicilia. " .... propone le Private collections: l'arredo della casa scelto e realizzato secondo le direttive dei personaggi amati dal pubblico. Nascono così le linee Carlo Conti, Manuela Arcuri, Cristina Chiabotto, Eleonara Gabriele (ma chi cazzo è?), Chiara Edelfa Masciotta (la mitica, contenta Bastian?) e il mondo Billionaire e GF.
A questo punto possiamo anche ridere e ironizzare sul dilettantismo degli esponenti politici del Pdl del Lazio e della Lombardia, possiamo dare la solidarietà ai giornalisti, anche a quelli che si risvegliano dal letargo dopo anni di sonno, possiamo stigmatizzare le dichiarazioni dei politici, ma rimaniamo pur sempre UN PAESE DI MERDA
Silvano
merita assolutamente una visita.
Tanti blogger si sono sbizzarriti nel commentare più o meno seriamente l'accaduto, quindi non mi ripeterò se non per richiamare le parole, e l'alto senso dello Stato e della Legalità, di alcuni personaggi. Formigoni, che si presenta per la quarta volta, dichiara che certe regole sono sono degli inutili orpelli; Schifani, presidente del senato (rigorosamente minuscolo), quindi seconda carica di questo stato, verrebbe da dire sudamericano se non si corresse il rischio di offenderli, dice che deve prevalere la sostanza sulla forma e si vanta di dirlo anche come avvocato. Ma non sono gli avvocati che si appellano spesso alla forma per invalidare mandati, interrogatori e finanche processi? Qualcosa non mi quadra.
E chiudiamo con La Russa che ai tg espone questo elementare concetto: "Non vorrei passare per un eversore, ma se non ci riammettono non ci fermeremo". Forse le parole non sono esatte, ma il concetto e il termine "eversore" sì. Altro che attacco al cuore dello stato, siamo già alle prove di dittatura, intanto sorbettiamoci un mese di censura, poi si vedrà.
Ma queste sono quisquilie, pinzellacchere, amenità, corbellerie o, più brevemente, cazzate o stronzate. Passiamo alle cose serie.
Di solito sono refrattario alla pubblicità, ma oggi mi ha colpito quella di una casa di divani che ha acquistato due pagine su La Repubblica. La pagina di destra si apre con il logo del "Grande fratello" e di fianco si può leggere. "La casa più desiderata d'Italia". Già questo basterebbe a dare di stomaco e rimettere l'ottima pasta con pesto e ricotta. In fondo pagina un testo dà il colpo di grazia fino a coinvolgere la buonissima arancia tarocco di Sicilia. " .... propone le Private collections: l'arredo della casa scelto e realizzato secondo le direttive dei personaggi amati dal pubblico. Nascono così le linee Carlo Conti, Manuela Arcuri, Cristina Chiabotto, Eleonara Gabriele (ma chi cazzo è?), Chiara Edelfa Masciotta (la mitica, contenta Bastian?) e il mondo Billionaire e GF.
A questo punto possiamo anche ridere e ironizzare sul dilettantismo degli esponenti politici del Pdl del Lazio e della Lombardia, possiamo dare la solidarietà ai giornalisti, anche a quelli che si risvegliano dal letargo dopo anni di sonno, possiamo stigmatizzare le dichiarazioni dei politici, ma rimaniamo pur sempre UN PAESE DI MERDA
Silvano
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