Vedere il telegiornale, di qualsiasi rete, è ormai una forma di masochismo senza pari. Mano a mano che le notizie vengono date, con enfasi che cresce o diminuisce secondo il tema e i personaggi, il rodimento di fegato sale, la cistifellea dà segni di vita anche se è ridotta come "un sacchetto di pelle bagnato" (come finemente mi disse una dott.sa dopo una ecografia), l'ernia iatale si agita e altre parti del corpo iniziano a vorticare. Pensare agli italiani che oramai suggono le sparate governative come il verbo di un novello Messia, provoca danni anche al cervello.
Ieri si è celebrata la Giornata della Memoria, mi verrebbe da aggiungere, inutile, ma non voglio offendere tutti coloro che credono che il 27 gennaio significhi qualcosa per questa triste e misera nazione. Dotti discorsi sono stati fatti da tutti, ho nella mente il Presidente del Senato Schifani con la stella gialla mentre parla alla risiera di San Sabba, ho nella memoria le parole di Elie Wiesel al Parlamento come quelle di Napolitano ai giovani al Quirinale, ma ho ancor più presenti le parole del "nostro" premier oggi a Reggio Calabria: "... la riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali", facendo di tutta un'erba un fascio, con cui si continua ad alimentare il sospetto e l'odio verso il diverso, economicamente, culturalmente, per colore della pelle e per religione. e che dire dell'ennesima chiamata in causa della Ue perché si accolli i costi della vigilanza che i paesi che si affacciano sul Mediterraneo sostengono. Ma allora i versamenti milionari alla Libia e gli accordi tanto sbandierati con le altre nazioni che cosa erano? Bufale o altro?
Verso l'interno si continua ad alimentare l'odio verso i rossi, i gay, i magistrati, i giornalisti, gli autori e gli sceneggiatori. Tanto è vero che Berlusconi ha proseguito chiedendo ancora una volta lo stop alle fiction sulla mafia e lanciando una frecciata ai media: "Questa è l'Italia vera, diversa da quella descritta dai mezzi di informazione".
Giusto, esiste la mafia e la n'drangheta e la camorra perché ne parlano i giornali e ci si fanno i film, altrimenti l'Italia sarebbe il paese di bengodi come ci vorrebbero far credere.
Si forse hanno visto giusto quei fascisti non pentiti che ieri sotto via Tasso a Roma, se non sapete cos'è informatevi, hanno lasciato le scritte: «Olocausto propaganda sionista» e «27/01: ho perso la memoria» con un misto di ignoranza e di spregio verso le vittime e i loro familiari, aggiungendosi ai negazionisti, per fede e per comodità, sparsi in tutte le latidudini del mondo.
Siamo una nazione senza memoria e che sta rimuovendo senza alcun problema il proprio passato per poter tornare all'epoca che tanto agognano i "nostalgici", il ventennio. L'epoca in cui le cose accadevano ma non si scrivevano sui giornali e se lo si faceva era solo per magnificare i risultati senza dire l'antefatto.
Non siamo più sulla china, ormai siamo già nel baratro. Il culto della personalità non ha nulla da invidiare a quello dei tempi andati, manca solo la divinizzazione dell'imperatore come nell'antica Roma, almeno lì gli imperatori conquistavano qualcosa, oggi conquistano solo cervelli vuoti e appiattiti sui canali tv. Ma quando mai si è visto, in epoca recente, piazze chiuse alla gente e dove potevano entrare solo gli invitati da coloro che detengono la piazza? Oggi, a Reggio Calabria, per volere e merito del Governo e del Partito delle Libertà. Fuori coloro che chiedevano lavoro, scuola pubblica, casa e sanità, dentro quelli che osannano il futuro dio da onorare già ora ancora in vita.
Sempre citando Wiesel: "Cosa succederà quando l'ultimo di noi non ci sarà più?" e (aggiungo io) "I nostri figli non saranno più capaci di portare avanti la nostra memoria abbandonata per mero comodo e i nostri nipoti non sapranno nemmeno che noi siamo vissuti?"
10 commenti:
Ieri sera ad otto e mezzo Ovadia ha detto che con l'introduzione del reato di clandestinità si è fatto un passo qualitativamente assimilabile alle legge razziali, poichè non si persegue qualcuno per il reato commesso ma per il suo status stesso, lo status diventa cioè reato. Ha detto una cosa vera, che sappiamo ma a cui non pensiamo o pensiamo in troppo pochi. Senza esagerare mi son venuti i brividi lungo la schiena.
ciao.
Beh che dire, vero, siamo più o meno dove dici tu, dopo immagino si comincerà a scavare.
Mi consolo pensando che non si potrà fare altro che risalire.
P.S.
Io ho smesso di guardare i tg. Il mio fegato ne guadagna.
Uno stillicidio di infamie con l' evidente scopo di ridurre le persone allo stato di precoma vegetativo. Come ho scritto ieri ad un amico, voglio portarci in un posto che non mi piace. Non ho nessuna intenzione di andarci.
gap, la cosa più triste è che questa lobotomia non ci è imposta dagli altri ma è volontaria...
L'aria è questa...
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/28/news/ornella_pajalich-2107973/
...irrespirabile direi.
È questo il problema più grande dell'italietta mediatica. La memoria è stata spazzata via dalle televisioni sempre accese e dalla mancanza di contenuti della maggiorparte dei nostri connazionali.
Sei bello adirato (ogni tanto uso anch'io gli eufemismi) in questo post ed è la reazione giusta. Perché ormai non si può più stare a guardare, bisogna reagire.
Ma sai come la penso.
Vorrei essere sorpreso, ma nulla è più sorprendente della pessima qualità dei mie Déjà vu.
..basti pensare che siamo in un Paese in cui sembra pesare più l'ultima nuova bestemmia del grande bordello o la caccia ai vari trans o escort che allietano i nostri bei politici che, con la pancia piena, giostrano marionette di seguaci imbalsamati e non ricordano nemmeno il primo articolo della Costituzione....
Ogni giorno dovrebbe essere il Giorno della Memoria. Per ricordare e guardarci dentro, davvero. Cosa siamo stati e come siamo stati, cosa siamo diventati e come lo siamo diventati...
hai assolutamente ragione
stiamo già in fondo
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perchè mi erano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perchè mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare."
Questa poesia fu scritta da Bertold Brecht a Berlino nel lontano 1932.
ed è ancora molto attuale.
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