mercoledì 30 settembre 2009
A Genzano si manifesta per il pronto soccorso

La scorsa settimana, quasi contemporaneamente, sono usciti a Genzano un manifesto del Pdl e il primo numero di Pace e Tempesta in cui si parlava della sanità a Genzano di Roma e ai Castelli Romani tutti.
Riassumendo si può dire che:
1) la regione Lazio in uno sforzo di riduzione della spesa sanitaria ha avviato la ristrutturazione dell'intera rete ospedaliera,
2) peccato che la ristrutturazione non si è limitata ai posti letto delle degenze e ai reparti doppioni ma ha investito anche i posti di pronto soccorso,
3) per quel che riguarda i pronto soccorso sembra non si sia tenuto conto del bacino d'utenza di quelli chiusi e dell'aggravio di lavoro per quelli rimasti aperti,
4) si sono chiusi pronto soccorso senza predisporre un aumento delle sale e del personale di quelli deputati a rimanere,
5) il tutto in attesa del nuovo, per ora solo sulla carta, Policlinico di zona.
Puntando il dito sul Comune di Genzano, abbiamo scritto facendo rilevare le incongruenze dell'Amministrazione Comunale. Il sindaco di Genzano a luglio minacciava di chiamare a raccolta i cittadini per manifestare contro detto riordino e chiusura del pronto soccorso, a settembre faceva uscire un manifesto da dove si capiva che le assicurazioni avute erano sufficienti per soprassedere alla manifestazione, invece no, non avevamo capito nulla noi e tutti i cittadini.
Oggi è apparso un altro manifesto che chiama alla protesta per il pomeriggio di sabato 3 ottobre. Bene ne prendiamo atto e ne siamo felici. Nella nostra megalomania vogliamo pensare che un piccolo merito sia anche nostro, di Pace e Tempesta e di Terra Sociale - un po' di autogratificazione non guasta.
Ma una domanda la dobbiamo porre.
Perché sabato 3 ottobre in concomitanza con la manifestazione nazionale per la salvaguardia della libertà di stampa?
martedì 29 settembre 2009
Così, per ridere
lunedì 28 settembre 2009
Beni culturali, questi sconosciuti
Vedere la trasmissione di Iacona, Presa diretta, occuparsi dei Beni Culturali mi ha veramente fatto male. E' vero che in Italia di motivi per piangere ce ne sono talmente tanti che c'è l'imbarazzo della scelta, ma ieri la voglia di piangere c'era ed era tanta. Dall'inizio alla fine.
Sarà per gli studi umanistici o per gli interessi personali, sarà perché faccio turismo culturale (che brutta espressione!) ma la situazione raccontata era nota, e già da molto tempo. Grazie a Iacona che l'ha riportata all'attenzione di tutti, principalmente di quel mondo politico sordo e cieco di fronte alla Cultura intesa nel senso più ampio della parola.
Sono passati tanti anni da quando, come responsabile dell'ufficio stampa e non solo, partecipai alla realizzazione di un museo* partendo da zero. Posso testimoniare l'amore degli operatori tutti, dal direttore scientifico agli architetti che progettarono il restauro del palazzo fino all'ultima persona impegnata a qualsivoglia titolo. Come posso testimoniare che capisco e faccio mio il dolore del restauratore del Museo di Pozzuoli che viene aperto sei giorni all'anno dopo essere stato inaugurato in pompa magna e aver ricevuto il premio come miglior museo dell'anno.
Posso anche affermare che è meno insolito di quanto si pensi dover rivolgersi a privati per vedere un bene culturale.
Già da tempo, da decenni, si parla di come far fruttare il 42% dei beni culturali mondiali presenti in Italia (è un dato di circa 15 anni or sono che non mi ha mai convinto fino in fondo), di come produrre ricchezza dalla cultura. Fior di convegni, a cui ho partecipato anche come organizzatore, ne hanno discusso. E mentre noi discutevamo e progettavamo, i vari governi, oltre a non prendere decisioni, smantellavano quello che si creava. Non solo i governi centrali, anche i governicchi locali. In altre nazioni, come ricordato da Presa Diretta con l'esempio di Montpellier, si andava avanti nel progettare, realizzare, esporre e aprire (principalmente aprire) al pubblico tutto ciò che poteva essere esposto, anche un'unica monetina di epoca tardo romana. Da noi invece si riempivano e si riempiono i depositi di reperti perché non ci sono posti dove esporli, e se ci sono, non ci sono custodi e via di seguito.
Andate a vedere Pompei, affrettatevi, quello che non ha fatto il Vesuvio lo stanno facendo gli italiani.
Nella foto i calchi di alcune delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79. La teca che le protegge, si è visto ieri in tv, sembra risalente all'epoca tanta è la polvere che la ricopre.
* Nell'ultima visita fatta al museo ho notato che sono stati rimossi tutti i riferimenti a chi quel museo lo ha ideato, progettato e realizzato. Una damnatio memoriae inspiegabile!!
Sarà per gli studi umanistici o per gli interessi personali, sarà perché faccio turismo culturale (che brutta espressione!) ma la situazione raccontata era nota, e già da molto tempo. Grazie a Iacona che l'ha riportata all'attenzione di tutti, principalmente di quel mondo politico sordo e cieco di fronte alla Cultura intesa nel senso più ampio della parola.
Sono passati tanti anni da quando, come responsabile dell'ufficio stampa e non solo, partecipai alla realizzazione di un museo* partendo da zero. Posso testimoniare l'amore degli operatori tutti, dal direttore scientifico agli architetti che progettarono il restauro del palazzo fino all'ultima persona impegnata a qualsivoglia titolo. Come posso testimoniare che capisco e faccio mio il dolore del restauratore del Museo di Pozzuoli che viene aperto sei giorni all'anno dopo essere stato inaugurato in pompa magna e aver ricevuto il premio come miglior museo dell'anno.
Posso anche affermare che è meno insolito di quanto si pensi dover rivolgersi a privati per vedere un bene culturale.
Già da tempo, da decenni, si parla di come far fruttare il 42% dei beni culturali mondiali presenti in Italia (è un dato di circa 15 anni or sono che non mi ha mai convinto fino in fondo), di come produrre ricchezza dalla cultura. Fior di convegni, a cui ho partecipato anche come organizzatore, ne hanno discusso. E mentre noi discutevamo e progettavamo, i vari governi, oltre a non prendere decisioni, smantellavano quello che si creava. Non solo i governi centrali, anche i governicchi locali. In altre nazioni, come ricordato da Presa Diretta con l'esempio di Montpellier, si andava avanti nel progettare, realizzare, esporre e aprire (principalmente aprire) al pubblico tutto ciò che poteva essere esposto, anche un'unica monetina di epoca tardo romana. Da noi invece si riempivano e si riempiono i depositi di reperti perché non ci sono posti dove esporli, e se ci sono, non ci sono custodi e via di seguito.
Andate a vedere Pompei, affrettatevi, quello che non ha fatto il Vesuvio lo stanno facendo gli italiani.
Nella foto i calchi di alcune delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79. La teca che le protegge, si è visto ieri in tv, sembra risalente all'epoca tanta è la polvere che la ricopre.* Nell'ultima visita fatta al museo ho notato che sono stati rimossi tutti i riferimenti a chi quel museo lo ha ideato, progettato e realizzato. Una damnatio memoriae inspiegabile!!
domenica 27 settembre 2009
Cosa possiamo ancora fare

Ieri c'è stata un'altra manifestazione contro l'inceneritore a Genzano. Niente di nuovo, quindi, solo il tentativo di bloccare la costruzione di un impianto che brucerebbe i rifiuti, produrrebbe inquinamento, grande utilizzo di carbone e di acqua per il raffreddamento dell'impianto stesso e, contrariamente alle sbandierate intenzioni di destra e di sinistra, l'affossamento della strada verso il riciclo dei rifiuti.
Nello stesso tempo l'associazione Terra Sociale ha presentato il suo giornale, un po' eccessivo parlare di giornale, forse meglio parlare di foglio di lotta. Il tentativo, autoprodotto, autofinanziato, autodiffuso, autonomo, e, per un certo verso autistico, per alcuni comportamenti dei soci, non vuole essere altro che un tentativo, oggetto di discussione sin dalla nascita di questo blog, di riprendere contatti con la gente, il popolo. Nei giorni scorsi dal Russo un ampio confronto si è aperto e sviluppato tra molti blogger ed è uscita la domanda su chi e cosa è il popolo. Una definizione l'ha data La Volpe, e tutto sommato, nella prosopopea che contraddistingue "quelli" di sinsitra, condivisibile e che riporto, anche se non esaustiva. "Il popolo è quella entità che magna e beve, che si accaparra i diritti che può per negarli a chi sta peggio di sé, che prospera sulle sciagure dei popoli meno "sviluppati", che alimenta il razzismo e il populismo, che vota fascisti più o meno palesi e che disprezza gli intellettuali, la cultura e la gente "de sinistra" e, nonostante questo, noi lo amiamo e immaginiamo invano che un giorno si sollevi nel nome della giustizia e ci dia ragione".
Anche per questo popolo facciamo i Gap (Gruppi di acquisto popolari), facciamo questo giornale per ora piccolo ma che speriamo crescerà e altre cose che abbiamo in cantiere.
Se volete qui potrete vedere il primo numero. Il progetto è in divenire e migliorabile. Si accettano critiche, consigli e contributi, possibilmente in denaro sonante o fogli fruscianti.
(Ora il link funziona)
venerdì 25 settembre 2009
Un giorno nella storia
Ci sono giorni che nascono pronti per entrare nella storia, se non in quella con la S maiuscola, nella storia di qualsiasi genere. Domani sarà uno di quei giorni, un altro lo avremo in primavera.
Ci sono amicizie che nascono, crescono, a dispetto dell'aglio, del Barbera e dei rossi freschi, degli intellettuali e di Anno Zero, dei commentatori e dei "linkaroli", ma arriva anche per le amicizie un punto di rottura, come per tutte le cose. Tra me e il Russo è arrivato il giorno della prima frattura.
Domani si giocherà Frosinone-Torino per la vetta del campionato di serie B.
I Ciociari, al terzo anno nella serie cadetta, presi per il culo già per il solo fatto che sono Ciociari, peggiorano la loro situazione giocando in uno stadio che si chiama Matusa, che altro dire? Che il custode sarà un vecchietto curvo e dalla lunga barba bianca che gli scende sul petto e cammina appoggiandosi a un nodoso bastone e che il Presidente, anch'esso più giovane ma non di molto e con la barba bianca più corta ma neppure troppo, non sia altro che il capostipite della Stirpe (cognome del Presidente). Se il custode è così figurati il resto. Quali vecchioni sulle gradinate a gridare per incitare i Canarini, quale pioggia di dentiere sui malcapitati che non hanno trovato posto nei gradini più in alto!!!
Se sono Ciociari, i ragazzi del Frosinone giocano con le Cioce?
(Ognuno corre con le gambe e le calzature che ha)
Ma Cioce o no, i burini sono in testa alla classifica e giocano per il primato. Con il tanto blasonato Toro dei tanti scudetti che non sono stati regalati dal Duce, dal Papa e non so chi altro. Per fortuna che la Roma, digressione dovuta, non ha vinto lo scudetto in epoca Berlusconi altrimenti sai che palle!!!
Questa nobile decaduta ad anni alterni, in un su e giù di dubbio gusto, che sogna e spera sempre di tornare agli antichi fasti, che gode di simpatia già solo per il fatto di essere l'antagonista della Juventus, che merita rispetto per la storia dei cinque scudetti consecutivi e della tragedia di Superga, questa squadra di così antica e nobile schiatta, schiatterà sul campo dei Ciociari. Questa squadra, anche piena di sé e di colpe, non può aggiungere tra le sue disgrazie un tifoso come il Russo. Obnubilato dal Barolo, Barbera, Barbaresco che non distingue un pallone dalla sua testa e che a vogliai di prendersi a calci non è più in grado di riconoscersi allo specchio e che quando parla di sport biascica parole nemmeno fosse Prodi.
Caro Russo, la traferta del Torino in terra Ciociara, per estensione Ernica, spero si trasformi in una disfatta come per gli antichi romani.
P.s. Come ciociaro d'origine non ho mai tifato Frosinone essendo di un paese con acerrima rivalità sportiva, e non solo, verso gli abitanti del capoluogo. Ma questa avventura della prima squadra locale che arriva ai vertici del calcio, un po' mi appassiona.
Ci sono amicizie che nascono, crescono, a dispetto dell'aglio, del Barbera e dei rossi freschi, degli intellettuali e di Anno Zero, dei commentatori e dei "linkaroli", ma arriva anche per le amicizie un punto di rottura, come per tutte le cose. Tra me e il Russo è arrivato il giorno della prima frattura.
Domani si giocherà Frosinone-Torino per la vetta del campionato di serie B.
I Ciociari, al terzo anno nella serie cadetta, presi per il culo già per il solo fatto che sono Ciociari, peggiorano la loro situazione giocando in uno stadio che si chiama Matusa, che altro dire? Che il custode sarà un vecchietto curvo e dalla lunga barba bianca che gli scende sul petto e cammina appoggiandosi a un nodoso bastone e che il Presidente, anch'esso più giovane ma non di molto e con la barba bianca più corta ma neppure troppo, non sia altro che il capostipite della Stirpe (cognome del Presidente). Se il custode è così figurati il resto. Quali vecchioni sulle gradinate a gridare per incitare i Canarini, quale pioggia di dentiere sui malcapitati che non hanno trovato posto nei gradini più in alto!!!
Se sono Ciociari, i ragazzi del Frosinone giocano con le Cioce?

(Ognuno corre con le gambe e le calzature che ha)Ma Cioce o no, i burini sono in testa alla classifica e giocano per il primato. Con il tanto blasonato Toro dei tanti scudetti che non sono stati regalati dal Duce, dal Papa e non so chi altro. Per fortuna che la Roma, digressione dovuta, non ha vinto lo scudetto in epoca Berlusconi altrimenti sai che palle!!!
Questa nobile decaduta ad anni alterni, in un su e giù di dubbio gusto, che sogna e spera sempre di tornare agli antichi fasti, che gode di simpatia già solo per il fatto di essere l'antagonista della Juventus, che merita rispetto per la storia dei cinque scudetti consecutivi e della tragedia di Superga, questa squadra di così antica e nobile schiatta, schiatterà sul campo dei Ciociari. Questa squadra, anche piena di sé e di colpe, non può aggiungere tra le sue disgrazie un tifoso come il Russo. Obnubilato dal Barolo, Barbera, Barbaresco che non distingue un pallone dalla sua testa e che a vogliai di prendersi a calci non è più in grado di riconoscersi allo specchio e che quando parla di sport biascica parole nemmeno fosse Prodi.
Caro Russo, la traferta del Torino in terra Ciociara, per estensione Ernica, spero si trasformi in una disfatta come per gli antichi romani.
P.s. Come ciociaro d'origine non ho mai tifato Frosinone essendo di un paese con acerrima rivalità sportiva, e non solo, verso gli abitanti del capoluogo. Ma questa avventura della prima squadra locale che arriva ai vertici del calcio, un po' mi appassiona.
martedì 22 settembre 2009
Dove sono gli intellettuali e ... la sinistra?

Tempo fa mi posi la domanda, come molti altri, su che fine avessero fatto gli intellettuali, qui, e trovai una risposta nel libro di Frank Furedi (Che fine hanno fatto gli intellettuali? - Cortina editore 13€).
Oggi, leggendo l'Unità, trovo una interessante intervista di Oreste Pivetta a Goffredo Fofi (nella foto) che a sua volta riporta le parole di Don Tonino Bello che dice di queste colte persone o anche teste d'uovo (come segnala il Dizionario dei sinonimi e contrari della Zanichelli): "Siete latitanti dall'agorà ... State disertando la strada ... Vi siete staccati dal popolo". Come non essere d'accordo con Don Bello e con Fofi che fa sue queste dure parole d'accusa? Continua Fofi: "Gli intellettuali prosperano, autentici guru, predicatori inesauribili, megalomani e narcisisti, che non contano niente o contano soltanto in funzione di un potere che li usa come mediatori, un potere molecolare rappresentato e conteso tra mafie, camorre, massonerie di ogni genere ... Clan opportunistici di cui l'Italia è strapiena. Poi arriva Brunetta e annuncia: basta con l'assistenzialismo, basta con il clientelismo. Salvo poi rifare assistenzialismo e clientelismo per quelli e con quelli che gli stanno più simpatici. Vedi, la Costituzione dice che bisogna dare ai poveri e ai meritevoli: ma chi giudica?..."
Fofi va ancora avanti con analisi e giudizi assolutamente condivisi, anche quando dice che "... la sinistra si è suicidata e "sinistra" è rimasta una parola senza senso, che evoca soltanto assembramenti e divisioni, clan, famiglie, gruppi e litigi, con un modello di sviluppo in testa che non è diverso da quello che agita chi governa e con l'idea fissa soltanto di entrare nelle stanze del potere. Per che cosa, per quale futuro? Quali prospettive ci vuole indicare?". Parole che suonano simili a quelle di Edgar Morin, qui.
Nel libro di Aldo Cazzullo "I grandi vecchi" (Mondadori), dove l'autore incontra trentatré personaggi della cultura e di altre categorie quasi tutti riconducibili ad una idea di sinistra anche se vaga, si legge e si respira un senso di smarrimento che sconforta, che non fa altro che rafforzare l'idea che la politica intesa come alto senso civico di impegno verso il prossimo è finito o quasi. Ma non dobbiamo smettere di porci la domanda "Per colpa di chi?" e chiederci, ancora, "Cosa fare per recuperare?" Come ridare un senso a questa parola che non voglia indicare il posto dove è il bagno? Occorre ricominciare dal basso, dai contatti con i nostri simili che incontriamo giorno dopo giorno, ora dopo ora in qualsiasi luogo. Berlusconi non è caduto e nemmeno cadrà tanto presto e dopo di lui ci sarà il berlusconismo, a mio parere ben più pericoloso di Berlusconi stesso. Solo il recupero del contatto diretto con la gente, senza mediazione alcuna e men che meno degli intellettuali, potrà far capire che una speranza c'è ancora. Occorre ripartire dalle esigenze dei singoli per ritrovare il valore della politica come servizio ai cittadini.
Qui troverete gli irrituali auguri di Natale di Don Bello ai suoi fedeli.
lunedì 21 settembre 2009
Retorica, arma di distruzione di massa (delle coscienze)
Portare rispetto ai morti non vuol dire condividere le scelte fatte quando si era vivi. Come non si può condividere l'immensa massa di retorica, appiccicosa come miele, che ci è stata riversata addosso in questi giorni da televisione, stampa, politici e persone qualunque.
"Eroi caduti per la patria", non solo retorica ma anche bugia. Non sono morti per difendere i nostri "sacri confini", sono morti in una guerra che dagli afghani, non solo i talebani, viene vista come una occupazione e, come tale, va combattuta. La retorica dei valori dell'eroismo, del sacrificio, della bandiera italiana e tutti gli altri luoghi comuni riconducibili all'onore.
Nessuno si è peritato di ricostruire un minimo di storia, che parte da lontano altrimenti che storia sarebbe?
Qualcuno ricorda quando l'allora Urss invase l'Afghanistan che voleva uscire dallo stato di paese satellite dell'Unione Sovietica? L'invasione dell'Urss fu osteggiata, giustamente, dalla popolazione locale e in particolare dai talebani. Costoro non trovarono le armi per caso sotto un albero o in una grotta, no, furono armati dall'Occidente che intravide la possibilità di infiltrarsi nelle crepe dell'impero sovietico e la possibilità di espandere l'influenza occidentale ma soprattutto americana in quella regione asiatica per loro ostica e ostile. Anni di guerriglia indebolirono quel popolo già di suo non particolarmente ricco e fortunato. Alla fine i talebani presero il potere e ci si rese conto che il rimedio era addirittra peggiore del male. Ma nessuno volle o potè fare nulla. Finché, come detonatore della situazione non ci fu l'abbattimento delle due statue di Buddha a Bamiyan
. Solo allora si iniziò a parlare molto di più dei talebani e del loro rigore islamico e di conseguenza della situazione delle donne in quel paese.
Poi ci furono gli attentati alle torri Gemelle, occorre ricordare che più volte le torri furono oggetto di attentati finché gli uomini di Bin Laden non riuscirono nel loro intento. Viene da chiedersi, con il senno di poi di noi poveri esseri mortali e non dei superuomini come quelli della Cia, dell'Fbi o dei servizi segreti americani, perché non sia stato mai attuato un controllo aereo sull'eventualità di un attentato e si sia solo pensato ad attacchi provenienti da terra.
La coalizione, mi piacerebbe sapere quanto liberamente formata e quanto schiava di opportunità politiche e, principalmente, economiche, ha completamente sbagliato obiettivo. Dando per buona la lettura dell'invasione come mezzo per sconfiggere il terrorismo, ci si potrebbe chiedere, come iniziano a fare dotti americani, se dopo la prima fase, ovvero la distruzione delle basi dei talebani, non fosse stato il caso di passare a proteggere la popolazione, tentare di ridare loro una vita il più possibile normale, scuole, ospedali, cinema e tutto ciò che fa la vita degna di essere vissuta. Continuare a combattere un nemico fantasma ha distolto forze e mezzi economici per quello che doveva essere l'obiettivo, un po' da colonizzatori, di portare la "civiltà e la libertà occidentale" in Afghanistan. Persistere nell'intento di contrastare usi e costumi religiosi locali dovuti ad una intima convinzione religiosa ha precluso alle forze di invasione il pur minimo appoggio della popolazione. Aver appoggiato in tutto e per tutto Karzai e non essere riusciti a condizionarlo in alcune leggi, non solo coraniche (vedi legge sullo stupro come riportato da Carta Straccia) non ha fatto altro che indebolire l'immagine degli invasori anche agli occhi degli afghani più filo-occidentali.
Allora si prenda una decisione, si faccia una guerra di contrapposizione di civiltà (come aveva detto qualche esponente del nostro governo) o si cerchi una via di uscita che riporti in auge un'allocuzione ormai desueta, l'autodeterminazione dei popoli, che va accettata anche quando non collima con il nostro pensiero.
"Eroi caduti per la patria", non solo retorica ma anche bugia. Non sono morti per difendere i nostri "sacri confini", sono morti in una guerra che dagli afghani, non solo i talebani, viene vista come una occupazione e, come tale, va combattuta. La retorica dei valori dell'eroismo, del sacrificio, della bandiera italiana e tutti gli altri luoghi comuni riconducibili all'onore.
Nessuno si è peritato di ricostruire un minimo di storia, che parte da lontano altrimenti che storia sarebbe?
Qualcuno ricorda quando l'allora Urss invase l'Afghanistan che voleva uscire dallo stato di paese satellite dell'Unione Sovietica? L'invasione dell'Urss fu osteggiata, giustamente, dalla popolazione locale e in particolare dai talebani. Costoro non trovarono le armi per caso sotto un albero o in una grotta, no, furono armati dall'Occidente che intravide la possibilità di infiltrarsi nelle crepe dell'impero sovietico e la possibilità di espandere l'influenza occidentale ma soprattutto americana in quella regione asiatica per loro ostica e ostile. Anni di guerriglia indebolirono quel popolo già di suo non particolarmente ricco e fortunato. Alla fine i talebani presero il potere e ci si rese conto che il rimedio era addirittra peggiore del male. Ma nessuno volle o potè fare nulla. Finché, come detonatore della situazione non ci fu l'abbattimento delle due statue di Buddha a Bamiyan
Poi ci furono gli attentati alle torri Gemelle, occorre ricordare che più volte le torri furono oggetto di attentati finché gli uomini di Bin Laden non riuscirono nel loro intento. Viene da chiedersi, con il senno di poi di noi poveri esseri mortali e non dei superuomini come quelli della Cia, dell'Fbi o dei servizi segreti americani, perché non sia stato mai attuato un controllo aereo sull'eventualità di un attentato e si sia solo pensato ad attacchi provenienti da terra.
La coalizione, mi piacerebbe sapere quanto liberamente formata e quanto schiava di opportunità politiche e, principalmente, economiche, ha completamente sbagliato obiettivo. Dando per buona la lettura dell'invasione come mezzo per sconfiggere il terrorismo, ci si potrebbe chiedere, come iniziano a fare dotti americani, se dopo la prima fase, ovvero la distruzione delle basi dei talebani, non fosse stato il caso di passare a proteggere la popolazione, tentare di ridare loro una vita il più possibile normale, scuole, ospedali, cinema e tutto ciò che fa la vita degna di essere vissuta. Continuare a combattere un nemico fantasma ha distolto forze e mezzi economici per quello che doveva essere l'obiettivo, un po' da colonizzatori, di portare la "civiltà e la libertà occidentale" in Afghanistan. Persistere nell'intento di contrastare usi e costumi religiosi locali dovuti ad una intima convinzione religiosa ha precluso alle forze di invasione il pur minimo appoggio della popolazione. Aver appoggiato in tutto e per tutto Karzai e non essere riusciti a condizionarlo in alcune leggi, non solo coraniche (vedi legge sullo stupro come riportato da Carta Straccia) non ha fatto altro che indebolire l'immagine degli invasori anche agli occhi degli afghani più filo-occidentali.
Allora si prenda una decisione, si faccia una guerra di contrapposizione di civiltà (come aveva detto qualche esponente del nostro governo) o si cerchi una via di uscita che riporti in auge un'allocuzione ormai desueta, l'autodeterminazione dei popoli, che va accettata anche quando non collima con il nostro pensiero.
sabato 19 settembre 2009
Come va?
E. - Ciao come va?
G. - Bene e tu?
E. - Bene, sto in cassintegrazione come te.
G. - Ah, complimenti.
F. - La conosci C., te la presento, anche lei è in cassintegrazione.
G. - Piacere, che azienda?
C. - Alitalia.
Non è inventato. Ieri in piazza c'era un concerto di pizzica e casualmente ci siamo incontrati, tre precari, tre cassintegrati, una disoccupata, un pensionato e due regolarmente assunti.
E' vero, di tempo ne abbiamo tanto e stiamo progettando il colpo di stato.
Peccato che Brunetta ci ha scoperto. Ci è passato tra le gambe e ha sentito i progetti rivoluzionari che avevamo in programma. L'attacco ai forni e alle vinerie innanzitutto e poi alle tabaccherie.
G. - Bene e tu?
E. - Bene, sto in cassintegrazione come te.
G. - Ah, complimenti.
F. - La conosci C., te la presento, anche lei è in cassintegrazione.
G. - Piacere, che azienda?
C. - Alitalia.
Non è inventato. Ieri in piazza c'era un concerto di pizzica e casualmente ci siamo incontrati, tre precari, tre cassintegrati, una disoccupata, un pensionato e due regolarmente assunti.
E' vero, di tempo ne abbiamo tanto e stiamo progettando il colpo di stato.
Peccato che Brunetta ci ha scoperto. Ci è passato tra le gambe e ha sentito i progetti rivoluzionari che avevamo in programma. L'attacco ai forni e alle vinerie innanzitutto e poi alle tabaccherie.
giovedì 17 settembre 2009
Missione di pace?
Sui i militari morti in Afghanistan non voglio dire nulla, solo la mia solidarietà alle famiglie e ricordare a tutti che è "una missione di pace".
Chi vuole può leggersi quello che scrivevo un po' di tempo fa quando non avevo lettori.
Chi vuole può leggersi quello che scrivevo un po' di tempo fa quando non avevo lettori.
martedì 15 settembre 2009
H ard (ente) (entemente)
La stanza era in penombra (per il momento più ombra che pen), una luce fioca entrava dalla porta aperta, sembrava che tutta la casa fosse al buio quasi totale e che la poca luce venisse da una fonte lontana. La donna era carponi sul letto, il viso rivolto verso la parete, suo unico scuro panorama. La posizione iniziava a stancarla, i polsi iniziavano a dolere, aveva perso il conto di quanto tempo era già passato in quella posizione che preludeva sviluppi ...
La voglia di cambiare, di provare emozioni non nuove, ma diverse perché diverso il partner, l'aveva spinta ad accettare qull'incontro al buio, si rendeva conto ora che il buio era metaforico e reale. Dalla casa non veniva alcun rumore, sembrava che non ci fosse altra persona se non lei. La situazione era sicuramente eccitante, l'attesa, la sorpresa, facevano di lei una donna disposta a provare emozioni ormai sopite e lontane dal tempo. Il suo corpo, oscenamente mostrato attendeva ...
Un rumore, forse di passi, la riscosse dai suoi pensieri. Si avvicinava il momento in cui avrebbe dato e ricevuto piacere. Un passo felpato e silenzioso, una mano che la toccava, un tocco caldo e piacevole ...
Un colpo violento al suo corpo, una voce sgradevole che diceva: "Mi consenta", un dolore lancinante ...
Italia era stata brutalizzata...
La voglia di cambiare, di provare emozioni non nuove, ma diverse perché diverso il partner, l'aveva spinta ad accettare qull'incontro al buio, si rendeva conto ora che il buio era metaforico e reale. Dalla casa non veniva alcun rumore, sembrava che non ci fosse altra persona se non lei. La situazione era sicuramente eccitante, l'attesa, la sorpresa, facevano di lei una donna disposta a provare emozioni ormai sopite e lontane dal tempo. Il suo corpo, oscenamente mostrato attendeva ...
Un rumore, forse di passi, la riscosse dai suoi pensieri. Si avvicinava il momento in cui avrebbe dato e ricevuto piacere. Un passo felpato e silenzioso, una mano che la toccava, un tocco caldo e piacevole ...
Un colpo violento al suo corpo, una voce sgradevole che diceva: "Mi consenta", un dolore lancinante ...
Italia era stata brutalizzata...
lunedì 14 settembre 2009
Tira più un pelo di .... che una coppia di buoi

Donne, prima di attaccare leggete il post fino in fondo.
Oggi mi sono fatto una doccia, ogni tanto mi lavo anche io, specialmente quando l'afrore raggiunge il limite di guardia.
Ho iniziato dalla testa, non capelli ma testa, quei sottili fili castani mi hanno quasi del tutto abbandonato. Di conseguenza non presto eccessiva attenzione a ciò che uso e che fondamentalmente sono gli avanzi che trovo nei vari flaconi abbandonati nel box doccia.
Oggi ho usato Fructis di Garnier con fruttosio+glucosio, vitamine B3+B6, AHAs di frutti, lipidi ricostruttori. L'ultimo elemento mi ha provocato un prurito alla testa, erano i bulbi piliferi che si rigeneravano e premevano contro la cute per far uscire dei soffici peletti che diventeranno sicuramente bei capelli di un colore castano come ebbi in tempi passati. Già pregusto la prossima doccia quando userò Sunsilk che promette capelli sciolti e fluenti che non mi faranno dire e pensare che sono stufo di farmi la coda già il secondo giorno. Oggi li ho rigenerati, la prossima volta prolungherò la sensazione dei capelli "come appena lavati".
Dopo la testa sono passato al corpo, o corpaccione visto i chili che ho autodenunciato in un precedente post. Ho iniziato dalle ascelle per passare poi al resto insaponandomi con un Perlier al Mughetto d'Irlanda che mi ha lasciato un piacevole profumo addosso. Ho completato l'opera rasando il mio dolce visino con la crema da barba della Noxzema al Cocoa Butter. Mescolati i tre prodotti mi sentivo come una macedonia di quelle servite in alcuni ristoranti. Avete presente quelle coppette di vetro comperate alla Metro o da Ikea ripiene di pezzetti di frutta immersi in un liquido che potrebbe essere benissimo formalina per dare un po' più di vita a quella frutta sulla via della decomposizione e che quasi nessuno mangia? Ecco come mi sentivo appena finito di fare la doccia.
Ora vi starete chiedendo il nesso tra il titolo di questo post e ciò che ho scritto. Se non lo trovate sono problemi vostri.
Se non trovate il nesso tra le vostre legittime aspirazioni di una vita normale e tranquilla e la situazione che state vivendo in questo paese e non vi preoccupate più di tanto perché volete trovare il nesso tra titolo e contenuto di questo post?
domenica 13 settembre 2009
Non lo titolo "Attacco al cuore dello Stato 6"

E così si va avanti nella normalizzazione. Ballarò viene oscurato perché Vespa ci deve raccontare delle magnificenze del nostro premier che si farà bello, anzi bellissimo, con la consegna delle case ai terremotati. La volete chiamare normalizzazione oppure censura preventiva, o meglio eliminazione di una voce (nemmeno tanto) scomoda o in altro modo? Scegliete voi, la fantasia non manca.
Dopo la certifcazione di questo attacco alla libertà di espressione, c'è ancora qualcuno che pensa che la manifestazione di sabato 19 è una "inutile pagliacciata"?
A proposito di informazione completa. Qualcuno sa o si ricorda di aver visto in televisione la consegna di 29 case (se non ricordo male) da parte della Provincia di Trento ad un paesino o frazione dell'aquilano, di 60 metri quadri con riscaldamento e allaccio alla rete fognaria? Bene, questa notizia è passata solo per pochi secondi in qualche telegiornale e in pochi quotidiani. Sarà forse perché l'amministrazione provinciale di Trento è di centro-sinistra e non berlusconiana?
sabato 12 settembre 2009
Comunicazione di servizio
Ho iniziato a pulire il blog roll. Ho già tolto qualcuno e proseguirò nell'opera di pulizia, toglierò tutti quelli che mi hanno cancellato dai loro elenchi senza avvertirmi, dopo aver richiesto lo scambio link, e qualcuno che non ammette che si possa avere idee diversi su particolari questioni e che da mesi non ha più alcun tipo di dialogo con il sottoscritto.
Ho aperto questo spazio di dibattito e confronto per poter parlare con persone che la pensano anche diversamente da me. Non ho mire di classifica, né nazionali, né internazionali. Non faccio il megafono di nessuno se non di me stesso e delle mie poche idee, ma in quanto mie le difenderò fino alla fine, come difenderò la libertà di espressione di chi la pensa differentemente, senza fare ostracismo a nessuno, meno che meno senza che la vittima designata sia stata, almeno per educazione, avvertita.
Ho aperto questo spazio di dibattito e confronto per poter parlare con persone che la pensano anche diversamente da me. Non ho mire di classifica, né nazionali, né internazionali. Non faccio il megafono di nessuno se non di me stesso e delle mie poche idee, ma in quanto mie le difenderò fino alla fine, come difenderò la libertà di espressione di chi la pensa differentemente, senza fare ostracismo a nessuno, meno che meno senza che la vittima designata sia stata, almeno per educazione, avvertita.
venerdì 11 settembre 2009
Attacco al cuore dello Stato 5
Contariamente alle mie abitudini, mi brucio il post precedente.
William Shakespeare, Molto rumore per nulla, atto 3°, scena 2seconda
Tratto da Dottor carlo
Quanto al saper leggere e scrivere,
tirateli fuori quando di queste vanità
non ce ne sta affatto bisogno.
tirateli fuori quando di queste vanità
non ce ne sta affatto bisogno.
William Shakespeare, Molto rumore per nulla, atto 3°, scena 2seconda
Tratto da Dottor carlo
Grazie Mike!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Grazie Mike, che altro dire? Domani sabato mi avevano "invitato-costretto" a partecipare al Gap (Gruppi di acquisto popolare), mi sarei dovuto andare a rompere le scatole per vendere pasta, patate, verdure e caffè, invece grazie a te (di nuovo) so cosa farò domattina. Vedrò i tuoi funerali (di Stato) in televisione. Così potrò ammirare tanta bella gente che ti renderà omaggio e che sarà lì per non perdere una inquadratura televisiva (non sia mai si scordassero di loro) con gli immancabili occhi rossi come se avessero pianto tutta la notte.
Grazie Mike, che mi distoglierai per un po' dai pensieri che mi affliggono, la Cig, la Lega che toglie il nome di Peppino Impastato dalla biblioteca di un paesino della bergamasca; dal premier che continua a rimediare figuracce al punto da chiedersi fino a quando e quanto vorranno attendere gli italiani per toglierselo di torno; dal Pil che è arrivato al -6 su base annua (non chiedetemi di spiegarlo).
Grazie ancora Mike per non farmi pensare ai problemi della scuola e a tutti i precari messi in mezzo a una strada; alla soppressione (grazie -anche a lei- alla riforma Gelmini) del corso di scuola media, funzionante da dieci anni, all'interno del carcere di Massa che aveva 52 iscritti su 252 reclusi.
Grazie Mike che non mi fai pensare all'immiserimento della classe politica italiana, penso a Gasparri, Dell'Utri, Quagliarello, Cota, calderoli, Borghezio e mi fermo perché ce ne sono tanti altri, compreso Franceschini che ieri ha dichiarato che Mussolini fece di più di quanto sta facendo Berlusconi.
Grazie Mike che non mi fai pensare alla disattenzione che viene posta a tutti gli ultimi tra gli ultimi. Agli immigrati che respingiamo, agli operai che perdono lavoro, alle donne vittime di violenza ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. (so che è scorretto in italiano ma me ne sbatto riccamente i c.....)
Comunque, grazie ancora Mike, che hai contribuito a rincoglionire gli italiani, un po' incosapevolmente e molto con piena coscienza di ciò che facevi. In fondo non mi eri nemmeno antipatico, come lo è la Zanicchi.
Sempre più in bassooo (che al peggio non c'è mai fine)
Grazie Mike, che mi distoglierai per un po' dai pensieri che mi affliggono, la Cig, la Lega che toglie il nome di Peppino Impastato dalla biblioteca di un paesino della bergamasca; dal premier che continua a rimediare figuracce al punto da chiedersi fino a quando e quanto vorranno attendere gli italiani per toglierselo di torno; dal Pil che è arrivato al -6 su base annua (non chiedetemi di spiegarlo).
Grazie ancora Mike per non farmi pensare ai problemi della scuola e a tutti i precari messi in mezzo a una strada; alla soppressione (grazie -anche a lei- alla riforma Gelmini) del corso di scuola media, funzionante da dieci anni, all'interno del carcere di Massa che aveva 52 iscritti su 252 reclusi.
Grazie Mike che non mi fai pensare all'immiserimento della classe politica italiana, penso a Gasparri, Dell'Utri, Quagliarello, Cota, calderoli, Borghezio e mi fermo perché ce ne sono tanti altri, compreso Franceschini che ieri ha dichiarato che Mussolini fece di più di quanto sta facendo Berlusconi.
Grazie Mike che non mi fai pensare alla disattenzione che viene posta a tutti gli ultimi tra gli ultimi. Agli immigrati che respingiamo, agli operai che perdono lavoro, alle donne vittime di violenza ecc. ecc. ecc. ecc. ecc. (so che è scorretto in italiano ma me ne sbatto riccamente i c.....)
Comunque, grazie ancora Mike, che hai contribuito a rincoglionire gli italiani, un po' incosapevolmente e molto con piena coscienza di ciò che facevi. In fondo non mi eri nemmeno antipatico, come lo è la Zanicchi.
Sempre più in bassooo (che al peggio non c'è mai fine)
giovedì 10 settembre 2009
Premio?

Grazie alla cara Punzy, mi sottopongo, un po' volentieri per soddisfare il mio ego che si accontenta di poco e un po' controvoglia per ... tanti motivi. Lo faccio con ritardo perché l'urgenza della politica prima e la scomparsa del mio micione poi mi hanno distratto.
Per accettare il premio si deve sottostare a due regole, la prima la rispetto in pieno, la seconda, mi dispiace per l'ideatore di questa catena, no.
1) si è obbligati a dire pubblicamente dieci cose personali più o meno note; non importa se scioccanti rivelazioni o inconfessabili segreti... basta che siano assolutamente vere.
2) poi si dovrebbe anche assegnare ad altri 10 blogger lo stesso premio, avvisandoli o con un commento sul loro blog.
Le dieci cose certamente vere :
- Il mio peso oscilla tra i 92 (quando va bene) e i 97 (quando va male -ovvero quasi sempre)
- Sono tifoso della Roma.
- Non sono disposto ad accettare commenti di alcun tipo sulla Roma ma tanto so che li farete comunque. Vi ignorerò.
- La stupidità mi irrita profondamente (detto da Punzy), fosse solo la stupidità camperei più tranquillo.
- Sono un classista, non per censo e ricchezza ma per cultura.
- Nonostante il punto 5, mi ritengo un comunista, per scelta filosofica e di vita. Essere comunista inteso come aderenza ad un partito, non più.
- Sono agnostico, ateo, abulico, apatico," a' nfame".
- Apprezzo molto l'amicizia disinteressata (così posso chiedere senza che mi sia chiesta contropartita)
- Amo gli animali, molto più della razza umana (Punzy). Sottoscrivo, specialmente in questi giorni.
- Mi piace leggere e rompere le scatole agli altri consigliando libri che poi non leggeranno mai, ma detesto chi per dirmi che sta leggendo un libro mi specifica pure a che pagina è arrivato, tipico segno di scarsa abitudine e attitudine alla lettura.
mercoledì 9 settembre 2009
Giacomo
martedì 8 settembre 2009
Attacco al cuore dello Stato 4
Quasi quasi cambio il nome del blog e lo chiamo Attacco al cuore dello stato. Non mi sembra un brutto nome e potrebbe durare per lungo tempo senza perdere di attualità.
Come giustamente dice Torba Gramigna nel commento al post precedente il problema è iniziato quindici anni fa, e come altrettanto giustamente hanno detto nel ricco dibattito svoltosi dal Russo molti altri sulla situazione politica, le origini e le prospettive, non possiamo fermarci a piangerci addosso ma occorre fare qualcosa per smuovere le acque.
Non trovo produttivo mettersi a fare polemica se l'Unità è un giornale di sinistra o meno, spesso molti che lo affermano non l'hanno più letto da anni, e nemmeno possiamo ancora discutere che il giornale è cambiato. Sono passati lustri e lustri, il Pci è morto e seppellito, il Psi non esiste più come la Dc e tanti altri partiti storici. E nemmeno si può più accettare il discorso se Repubblica, giornale di proprietà di De Benedetti, merita o meno la nostra solidarietà. La situazione è diversa, è cambiata, c'è del nuovo antico nel mondo politico italiano. E nemmeno occorre rifare qui la storia degli ultimi anni d'Italia, diamo per scontato che tutti la sappiano. Qualche dubbio l'ho riguardo alla storia un po' più vecchia, quella che riguarda il "secolo breve" come lo chiama Eric J. Hobsbawm. Veniamo, quindi, all'oggi.
Che ci sia un attacco alla libertà di stampo e d'informazione, o che si usino i giornali come mezzo di killeraggio politico, penso che non ci siano più dubbi. Che questo attacco abbia dei richiami molto, troppo, forti al ventennio fascista, penso, anche in questo caso, non ci siano dubbi di nuovo, qui. Ricordate il delitto Matteotti? Il Duce, in prima battuta disse che non ne sapeva nulla, che sicuramente non era stato lui a dare lo scellerato ordine di uccidere il parlamentare socialista. Solo alla fine, se non ricordo male, in pieno Parlamento si assunse la responsabilità sapendo che comunque sarebbe rimasto impunito. Ho trovato delle analogie, e penso, non solo io, con gli attacchi di Feltri a Boffo e a Fini.
Orbene, il 19 settembre è stata indetta una manifestazione, dalla FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana, per denunciare i pericoli che si corrono. E' inutile dilungarsi, maggiori informazioni qui.
Che i giornali attraversino un brutto periodo, tutti o quasi, non è una novità. Vuoi per la crisi economica o per l'avanzare di nuove forme di informazione e altri motivi, non ultimo, per molti, l'aver ridotto il prodotto giornalistico ad un appendice del gadget di turno, più o meno di qualità. Se a questi problemi aggiungiamo che qualcuno vorrebbe che non si pubblicassero certe notizie, pena la denuncia e la richiesta di risarcimenti esosi ed esorbitanti, si capisce che il tentativo è quello della normalizzazione, quello di portare ad una autocensura i giornalisti e terrorizzare i proprietari che non saranno più in grado di dare copertura legale ai propri dipendenti. Il caso di Report e della Gabanelli è chiaro, probabilmente rientrerà tutto ma la nuova legge voluta da Alfano, ministro della giustizia (per scelta tutto minuscolo) introduce la possibilità che a pagare sia il singolo giornalista di tasca propria. Ed ecco l'autocensura che scatta per motivi economici. Vabbè andiamo avanti.
Dicevamo della manifestazione della FNSI a cui hanno aderito Cgil, Pd, Arci, ecc. ecc. Mancano, per il momento, Uil, Cisl e altri partiti o organizzazioni di vario genere.
Caso particolare è Sinistra e Libertà. Il 19 settembre a Napoli era prevista l'Assemblea nazionale, poi rimandata al 20 perché Sl ha aderito alla manifestazione, giustamente e come ci si aspettava. Ma leggete cosa dicevano alcuni militanti di Sl in alcune mail ricavate da una mailing list.
"IO, CHE ALLA FINE DI OTTOBRE COMPIRO' 50 ANNI DI PROFESSIONE GIORNALISTICA ED EDITORIALE, NON PARTECIPERO' ALLA INUTILE MANIFESTAZIONE DELLA FNSI DEL 19 SETTEMBRE
Non sono intenzionato né interessato a unirmi al coro di piagnistei sul feretro della libertà di informazione, assassinata prima che dal Caimano, dal colposo comportamento incancrenito di chi avrebbe potuto e dovuto prevedere lo sbocco di una storia costellata di eroismi purtroppo troppo rari e vanificati da un letamaio di connivenze, lottizzazioni, silenzi, schiene flessibili e bocche cucite di chi “tiene famiglia” e non vuole battersi, né lasciar credere che sia neanche disposto a farlo.
Berlusconi ha sguazzato per trent'anni in questo pantano e oggi chi doveva e poteva fermarlo con il “silenzio stampa” o con lo strumento democratico della denuncia, non ha ancora il coraggio di chiamare alla mobilitazione sulla sola strada percorribile: il boicottaggio".
"... Neanche io parteciperò alla manifestazione del 19. La FNSI non ha le carte in regola per gridare alla necessità della libertà di stampa. Rappresenta i giornali, tutti, asserviti e lacchè che misitificano l'informazione. Se manifestazione deve essere, io la farei contro i giornali servi che hanno abbondandemente dimenticato il valore del loro lavoro e ... si preoccupano solo del fatto che tengono famiglia. Da due anni io boicotto l'informazione padronale (compreso il manifesto - neretto di Gap). Non compro giornali."
"... Ho letto stasera molta posta, di compagni che non verranno a Napoli perché lo spostameno di data dal 19 al 20 creerebbe loro difficoltà talvolta insormontabili. Molti preferiranno andare soltanto fino a Roma a partecipare alla inutile pagliacciata che serve soltanto a creare una solidarietà gratuita al PD e, forse, alle gerarchie cattoliche, nella speranza di rastrellare qualche voto di elettori non certamente laici. Vi ripeto, compagni, la frittata di spostare la data è fatta e spero che non vi siano conseguenze, sul piano del consenso verso il bellissimo progetto di Sinistra e Libertà. Non andate neppure a Roma: la FNSI non merita questo sacrificio, con tutte le fette di prosciutto di cui ha foderato gli occhi per decenni e oggi fa finta di piangere, nell'attesa di qualche residua briciola lottizzata. ..."
Un misto di giuste e sacrosante considerazioni, cervollotiche giustificazioni e la sicumera di essere sempre e comunque nel giusto. Mai un accenno di autocritica. Ma in tutti questi anni i signori che hanno scritto queste parole dove erano? E visto che erano e sono giornalisti cosa hanno fatto per osteggiare e fronteggiare le cose di cui si lamentano?
Sempre bravi a fare dietrologia e a dividirci nelle più infime e infinite particelle pur di non dover dire "Facciamo qualcosa tutti insieme per cambiare".
Come giustamente dice Torba Gramigna nel commento al post precedente il problema è iniziato quindici anni fa, e come altrettanto giustamente hanno detto nel ricco dibattito svoltosi dal Russo molti altri sulla situazione politica, le origini e le prospettive, non possiamo fermarci a piangerci addosso ma occorre fare qualcosa per smuovere le acque.
Non trovo produttivo mettersi a fare polemica se l'Unità è un giornale di sinistra o meno, spesso molti che lo affermano non l'hanno più letto da anni, e nemmeno possiamo ancora discutere che il giornale è cambiato. Sono passati lustri e lustri, il Pci è morto e seppellito, il Psi non esiste più come la Dc e tanti altri partiti storici. E nemmeno si può più accettare il discorso se Repubblica, giornale di proprietà di De Benedetti, merita o meno la nostra solidarietà. La situazione è diversa, è cambiata, c'è del nuovo antico nel mondo politico italiano. E nemmeno occorre rifare qui la storia degli ultimi anni d'Italia, diamo per scontato che tutti la sappiano. Qualche dubbio l'ho riguardo alla storia un po' più vecchia, quella che riguarda il "secolo breve" come lo chiama Eric J. Hobsbawm. Veniamo, quindi, all'oggi.
Che ci sia un attacco alla libertà di stampo e d'informazione, o che si usino i giornali come mezzo di killeraggio politico, penso che non ci siano più dubbi. Che questo attacco abbia dei richiami molto, troppo, forti al ventennio fascista, penso, anche in questo caso, non ci siano dubbi di nuovo, qui. Ricordate il delitto Matteotti? Il Duce, in prima battuta disse che non ne sapeva nulla, che sicuramente non era stato lui a dare lo scellerato ordine di uccidere il parlamentare socialista. Solo alla fine, se non ricordo male, in pieno Parlamento si assunse la responsabilità sapendo che comunque sarebbe rimasto impunito. Ho trovato delle analogie, e penso, non solo io, con gli attacchi di Feltri a Boffo e a Fini.
Orbene, il 19 settembre è stata indetta una manifestazione, dalla FNSI - Federazione Nazionale Stampa Italiana, per denunciare i pericoli che si corrono. E' inutile dilungarsi, maggiori informazioni qui.
Che i giornali attraversino un brutto periodo, tutti o quasi, non è una novità. Vuoi per la crisi economica o per l'avanzare di nuove forme di informazione e altri motivi, non ultimo, per molti, l'aver ridotto il prodotto giornalistico ad un appendice del gadget di turno, più o meno di qualità. Se a questi problemi aggiungiamo che qualcuno vorrebbe che non si pubblicassero certe notizie, pena la denuncia e la richiesta di risarcimenti esosi ed esorbitanti, si capisce che il tentativo è quello della normalizzazione, quello di portare ad una autocensura i giornalisti e terrorizzare i proprietari che non saranno più in grado di dare copertura legale ai propri dipendenti. Il caso di Report e della Gabanelli è chiaro, probabilmente rientrerà tutto ma la nuova legge voluta da Alfano, ministro della giustizia (per scelta tutto minuscolo) introduce la possibilità che a pagare sia il singolo giornalista di tasca propria. Ed ecco l'autocensura che scatta per motivi economici. Vabbè andiamo avanti.
Dicevamo della manifestazione della FNSI a cui hanno aderito Cgil, Pd, Arci, ecc. ecc. Mancano, per il momento, Uil, Cisl e altri partiti o organizzazioni di vario genere.
Caso particolare è Sinistra e Libertà. Il 19 settembre a Napoli era prevista l'Assemblea nazionale, poi rimandata al 20 perché Sl ha aderito alla manifestazione, giustamente e come ci si aspettava. Ma leggete cosa dicevano alcuni militanti di Sl in alcune mail ricavate da una mailing list.
"IO, CHE ALLA FINE DI OTTOBRE COMPIRO' 50 ANNI DI PROFESSIONE GIORNALISTICA ED EDITORIALE, NON PARTECIPERO' ALLA INUTILE MANIFESTAZIONE DELLA FNSI DEL 19 SETTEMBRE
Non sono intenzionato né interessato a unirmi al coro di piagnistei sul feretro della libertà di informazione, assassinata prima che dal Caimano, dal colposo comportamento incancrenito di chi avrebbe potuto e dovuto prevedere lo sbocco di una storia costellata di eroismi purtroppo troppo rari e vanificati da un letamaio di connivenze, lottizzazioni, silenzi, schiene flessibili e bocche cucite di chi “tiene famiglia” e non vuole battersi, né lasciar credere che sia neanche disposto a farlo.
Berlusconi ha sguazzato per trent'anni in questo pantano e oggi chi doveva e poteva fermarlo con il “silenzio stampa” o con lo strumento democratico della denuncia, non ha ancora il coraggio di chiamare alla mobilitazione sulla sola strada percorribile: il boicottaggio".
"... Neanche io parteciperò alla manifestazione del 19. La FNSI non ha le carte in regola per gridare alla necessità della libertà di stampa. Rappresenta i giornali, tutti, asserviti e lacchè che misitificano l'informazione. Se manifestazione deve essere, io la farei contro i giornali servi che hanno abbondandemente dimenticato il valore del loro lavoro e ... si preoccupano solo del fatto che tengono famiglia. Da due anni io boicotto l'informazione padronale (compreso il manifesto - neretto di Gap). Non compro giornali."
"... Ho letto stasera molta posta, di compagni che non verranno a Napoli perché lo spostameno di data dal 19 al 20 creerebbe loro difficoltà talvolta insormontabili. Molti preferiranno andare soltanto fino a Roma a partecipare alla inutile pagliacciata che serve soltanto a creare una solidarietà gratuita al PD e, forse, alle gerarchie cattoliche, nella speranza di rastrellare qualche voto di elettori non certamente laici. Vi ripeto, compagni, la frittata di spostare la data è fatta e spero che non vi siano conseguenze, sul piano del consenso verso il bellissimo progetto di Sinistra e Libertà. Non andate neppure a Roma: la FNSI non merita questo sacrificio, con tutte le fette di prosciutto di cui ha foderato gli occhi per decenni e oggi fa finta di piangere, nell'attesa di qualche residua briciola lottizzata. ..."
Un misto di giuste e sacrosante considerazioni, cervollotiche giustificazioni e la sicumera di essere sempre e comunque nel giusto. Mai un accenno di autocritica. Ma in tutti questi anni i signori che hanno scritto queste parole dove erano? E visto che erano e sono giornalisti cosa hanno fatto per osteggiare e fronteggiare le cose di cui si lamentano?
Sempre bravi a fare dietrologia e a dividirci nelle più infime e infinite particelle pur di non dover dire "Facciamo qualcosa tutti insieme per cambiare".
lunedì 7 settembre 2009
Attacco al cuore dello Stato 3
E così, con la mancata copertura legale per la Gabanelli
e il suo programma, Report,
si procede a grandi passi verso la normalizzazione.
E' uno dei motivi che mi spinge a non aggiornare il blog.
Trovo che gli ultimi post non abbiano perso di di attualità e di importanza.
Purtroppo, passata l'onda emotiva degli attacchi a Repubblica e l'Unità,
si tornerà al solito tran tran.
Non mi stupirei,
dopo la puntata di ieri sugli immigrati
e sul mancato riconoscimento dello status di rifugiati
e le connivenze con il governo libico,
che a qualcuno venisse in mente di far saltare l'ultima puntata di
Presa Diretta di Riccardo Iacona sul terremoto in Abruzzo.
E che nessuno venga a dire che non si attendeva un epilogo del genere.
E' la nostrà libertà che è in gioco.
e il suo programma, Report,
si procede a grandi passi verso la normalizzazione.
E' uno dei motivi che mi spinge a non aggiornare il blog.
Trovo che gli ultimi post non abbiano perso di di attualità e di importanza.
Purtroppo, passata l'onda emotiva degli attacchi a Repubblica e l'Unità,
si tornerà al solito tran tran.
Non mi stupirei,
dopo la puntata di ieri sugli immigrati
e sul mancato riconoscimento dello status di rifugiati
e le connivenze con il governo libico,
che a qualcuno venisse in mente di far saltare l'ultima puntata di
Presa Diretta di Riccardo Iacona sul terremoto in Abruzzo.
E che nessuno venga a dire che non si attendeva un epilogo del genere.
E' la nostrà libertà che è in gioco.
giovedì 3 settembre 2009
Attacco al cuore dello Stato 2
Su una parete al primo piano di una casa diroccata dai bombardamenti a San Lorenzo(quartiere di Roma n.d.r.), per anni ha resistito una enorme scritta: "Eredità del fascismo". Negli anni novanta, mentre le botteghe artigiane venivano sostituite da localini alternativi, qualcuno, credendo forse di migliorare il quartiere, ha ricoperto quel muro con una mano di vernice. E' un gesto di revisionismo edilizio che rende letterali tutte le metafore: cancellare la memoria, una mano di vernice sul passato ...
Alessandro Portelli L'ordine è già stato eseguito - Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria. Donzelli editore
Cancellare la memoria, è ciò che è stato fatto in questi anni. Da qualcuno consapevolmente, da altri inconsciamente, da altri ancora per superficialità e ignoranza.
Negli anni '70 uscì per l'Einaudi la "Storia d'Italia", ponderosa opera in sei volumi per un totale di dieci tomi più molti altri volumi di aggiornamento, che fu molto venduta grazie alla rete di vendita rateale di quella casa editrice, passata poi nelle mani del nostro amato premier. Nemmeno George Romero avrebbe immaginato una cosa del genere. Ebbene quest'opera è in molte case e comunque si può consultare in qualsiasi biblioteca. Dal volume quarto -terzo tomo- capitolo che reca il titolo "Il fascio della borghesia", trascrivo alcuni brani.
Non me ne vogliate se vi appallo, ma non lasciate commenti se prima non avete letto tutto. Grazie.
"...L'azione immediata dei prefetti fu rivolta a continuare l'opera di disarticolazione del movimento operaio organizzato nei suoi centri di potere locale già perseguita dallo squadrismo, perfezionandola nel senso di attribuire direttamente ai fascisti la direzione commissariale degli enti locali e delle cooperative fino a quel momento diretti dalle forze popolari. ... coi sequestri e con le temporanee sospensioni dei giornali comunisti, socialisti delle diverse tendenze, repubblicani ma anche di vario orientamento liberale ..."
... Mussolini utilizzava intanto i pieni poteri - che la Camera gli aveva attribuito pur con l'opposizione dei repubblicani, dei tre gruppi socialisti e dei comunisti - al fine di promuovere riforme amministrative e fiscali, per varare una serie di decreti-legge che aderivano alle aspirazioni complessive dei ceti possidenti ... in realtà (Alberto De Stefani, ministro delle finanze) adoperò la sua scure non solo per recidere gli impacci che limitavano la libertà di movimento e di iniziativa del grande capitale ma anche per affondarla nel rado boschetto delle riforme giolittiane ...
... Una vera e propria epurazione politica avvenne nell'apparato dello Stato con l'esonero (Brunetta non si è inventato nulla è solo un piccolo copione ndr) reso possibile da un decreto che stabiliva il licenziamento dei lavoratori senza garanzia di procedura, accertamento, contestazione e giudizio di 65.274 dipendenti dello Stato, a tutto il 30 aprile 1924 ... (Come numeri mi sembra che viaggiamo sulle epurazioni nel mondo della scuola dei nostri giorni. Indebolire il luogo dove si formano le coscienze e si forniscono le basi del pensiero. Meno scuola per tutti, più cultura per pochi. ndr)
... Dal carteggio tra Arnaldo (dal 1922 direttore del "Popolo d'Italia" ndr) e Benito Mussolini emerge tra l'altro con notevole chiarezza la funzione dell'organo ufficioso del regime non meno che organo e proprietà personali di Mussolini, che tuttavia stentava ad affermarsi come giornale di vasta tiratura e diffusione (ancora nel 1927 tirava solo 90.000 copie, e versava in precarie condizioni finanziarie), ma soprattutto l'importanza che in generale veniva attribuita alla stampa e al suo processo di fascistizzazione, ormai pienamente in atto. Dopo aver resa, se non impossibile, difficile o precaria la vita ai giornali di opposizione, attraverso sequestri, multe e devastazioni, questi vennero soppressi al pari delle forze politiche di cui esprimevano l'orientamento. La stampa d'opinione piccola e grande fu conquistata dal fascismo con un complesso gioco di ricatti e intimidazioni, che investiva insieme la proprietà e la direzione delle singole testate. Il processo era cominciato all'indomani dell'avvento del fascismo al potere e ne era stato l'iniziale regista Cesarino Rossi. ... esso era continuato con metodi ancora più brutali, per concludersi tra il 1925 e il 1926 con operazioni politico-finanziarie che portarono all'estromissione (vedi tentativo di acquisizione di El Pais ndr) dai maggiori quotidiani italiani dei loro prestigiosi direttori: Alfredo Frassati dalla "Stampa", Luigi Albertini dal "Corriere della Sera", Alberto Bergamini dal "Giornale d'Italia", Paolo Scarfoglio dal "Mattino" di Napoli. Nel quadro generale della fascistizzazione della classe dirigente italiana i direttori dei grandi quotidiani, non certo esenti da gravi rersponsabilità per aver fiancheggiato l'avvento del fascismo al potere e i suoi primi anni di governo, seppero offrire una prolungata resistenza passiva e alla fine capitolarono senza infamia, chiudendosi quasi tutti in un dignitoso riserbo."
Se ancora c'è qualcuno che non riesce a vedere analogie tra passato e presente, spero non debba farlo quando sarà più difficile ristabilire la democrazia in Italia.
Alessandro Portelli L'ordine è già stato eseguito - Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria. Donzelli editore
Cancellare la memoria, è ciò che è stato fatto in questi anni. Da qualcuno consapevolmente, da altri inconsciamente, da altri ancora per superficialità e ignoranza.
Negli anni '70 uscì per l'Einaudi la "Storia d'Italia", ponderosa opera in sei volumi per un totale di dieci tomi più molti altri volumi di aggiornamento, che fu molto venduta grazie alla rete di vendita rateale di quella casa editrice, passata poi nelle mani del nostro amato premier. Nemmeno George Romero avrebbe immaginato una cosa del genere. Ebbene quest'opera è in molte case e comunque si può consultare in qualsiasi biblioteca. Dal volume quarto -terzo tomo- capitolo che reca il titolo "Il fascio della borghesia", trascrivo alcuni brani.
Non me ne vogliate se vi appallo, ma non lasciate commenti se prima non avete letto tutto. Grazie.
"...L'azione immediata dei prefetti fu rivolta a continuare l'opera di disarticolazione del movimento operaio organizzato nei suoi centri di potere locale già perseguita dallo squadrismo, perfezionandola nel senso di attribuire direttamente ai fascisti la direzione commissariale degli enti locali e delle cooperative fino a quel momento diretti dalle forze popolari. ... coi sequestri e con le temporanee sospensioni dei giornali comunisti, socialisti delle diverse tendenze, repubblicani ma anche di vario orientamento liberale ..."
... Mussolini utilizzava intanto i pieni poteri - che la Camera gli aveva attribuito pur con l'opposizione dei repubblicani, dei tre gruppi socialisti e dei comunisti - al fine di promuovere riforme amministrative e fiscali, per varare una serie di decreti-legge che aderivano alle aspirazioni complessive dei ceti possidenti ... in realtà (Alberto De Stefani, ministro delle finanze) adoperò la sua scure non solo per recidere gli impacci che limitavano la libertà di movimento e di iniziativa del grande capitale ma anche per affondarla nel rado boschetto delle riforme giolittiane ...
... Una vera e propria epurazione politica avvenne nell'apparato dello Stato con l'esonero
... Dal carteggio tra Arnaldo (dal 1922 direttore del "Popolo d'Italia"
Se ancora c'è qualcuno che non riesce a vedere analogie tra passato e presente, spero non debba farlo quando sarà più difficile ristabilire la democrazia in Italia.
mercoledì 2 settembre 2009
Attacco al cuore dello Stato
Non posso assolutamente esimermi dal parlare di nuovo, per la seconda volta consecutiva, del nanoscurodellademocrazia.
Ieri l'ho buttata sul semi-serio perché altro non si poteva fare; sui casi Avvenire e Repubblica non ho voluto scrivere per non ripetere cose già ampiamente dette da molti giornali e blogger. Comunque mi chiedo, ammesso che sia vero che Boffo abbia molestato la moglie di un suo presunto amante omosessuale, lo ha fatto utilizzando voli di Stato per andare a Terni o dove stracazzo gli pareva? C'è andato con la scorta distogliendo forze dall'ordine da ben più utili servizi per la società? E potrei andare avanti, ma non ne vale la pena.
Ammesso che Mauro abbia pagato l'appartamento evadendo le tasse, non era proprio il Premier che ha dichiarato che le tasse si potevano evadere? E quei soldi erano di Mauro o erano delle casse dello Stato? (Vedesi sopra). Si obietterà che non si può fare la predica agli altri ....... ok, allora spiegatemi come può fare il Presidente del Consiglio, un uomo che è riuscito a non farsi mai condannare utilizzando tutti gli escamotage possibili e inimmaginabili per una persona normale e che è alleato, anzi succube, di una forza politica che ha tra i suoi obiettivi la distruzione dello stato italiano, una forza politica che reputa persone inferiori tutti coloro che fanno parte del sud del mondo (e si potrebbe intendere per sud tutti coloro che non sono economicamente potenti a qualsiasi latitudine).
E veniamo al punto di questo post, ciò che avete letto è solo una digressione dal tema principale.
Berlusconi ha citato per danni Repubblica, l'Unità, e ha iniziato un procedimento civile contro Di Pietro, mancano all'appello i partiti di sinistra e infine il Pd, ma se la megalomania continua, toccherà anche a loro. Nessuno può e deve dire che il re è nudo e chi lo fa deve pagarne le conseguenze, fossero i colpevoli italiani o stranieri, giornali o politici, cittadini o blogger (perché, statene certi, prima o poi toccherà anche a noi).
Il nostro premier è la dimostrazione che i tempi sono cambiati, è la dimostrazione che si può tentare di instaurare un regime (cosa peraltro in stato di avanzata realizzazione) senza ricorrere alle Forze Armate. Basta avere i soldi per comperare i mezzi di comunicazione di massa, uno stuolo di avvocati e, in sovrappiù, politici in ordine sparso che eseguano gli ordini e realizzino i desiderata del Principe.
E non basta che qualche politico dello schieramento faccia, di volta in volta, dei distinguo o delle dichiarazioni di facciata (Fini che tenta di accreditarsi come prossimo segretario del Pd con le sue dichiarazioni sulla bioetica o i migranti, o Alemanno che chiede l'arresto del feritore dei due gay o la Carfagna che ha scoperto cosa significa omofobia) per tentare di farci credere che anche tra di loro ci sono delle teste pensanti. Ormai non siamo più al delirio d'onnipotenza, siamo alla guerra contro chiunque viene identificato come potenziale nemico.
L'attacco alla libertà di informazione è un attacco al cuore dello Stato con metodi meno cruenti di un golpe militare, non provoca spargimento di sangue ma causa la caduta della libertà.
Non posso far altro che dare la mia solidarietà a l'Unità a cui peraltro sono legato affettivamente, a Repubblica e a tutti gli altri chiamati in causa dalle azioni legali del Premier, passate, presenti e future.
Resistere sempre e comunque.
Ieri l'ho buttata sul semi-serio perché altro non si poteva fare; sui casi Avvenire e Repubblica non ho voluto scrivere per non ripetere cose già ampiamente dette da molti giornali e blogger. Comunque mi chiedo, ammesso che sia vero che Boffo abbia molestato la moglie di un suo presunto amante omosessuale, lo ha fatto utilizzando voli di Stato per andare a Terni o dove stracazzo gli pareva? C'è andato con la scorta distogliendo forze dall'ordine da ben più utili servizi per la società? E potrei andare avanti, ma non ne vale la pena.
Ammesso che Mauro abbia pagato l'appartamento evadendo le tasse, non era proprio il Premier che ha dichiarato che le tasse si potevano evadere? E quei soldi erano di Mauro o erano delle casse dello Stato? (Vedesi sopra). Si obietterà che non si può fare la predica agli altri ....... ok, allora spiegatemi come può fare il Presidente del Consiglio, un uomo che è riuscito a non farsi mai condannare utilizzando tutti gli escamotage possibili e inimmaginabili per una persona normale e che è alleato, anzi succube, di una forza politica che ha tra i suoi obiettivi la distruzione dello stato italiano, una forza politica che reputa persone inferiori tutti coloro che fanno parte del sud del mondo (e si potrebbe intendere per sud tutti coloro che non sono economicamente potenti a qualsiasi latitudine).
E veniamo al punto di questo post, ciò che avete letto è solo una digressione dal tema principale.
Berlusconi ha citato per danni Repubblica, l'Unità, e ha iniziato un procedimento civile contro Di Pietro, mancano all'appello i partiti di sinistra e infine il Pd, ma se la megalomania continua, toccherà anche a loro. Nessuno può e deve dire che il re è nudo e chi lo fa deve pagarne le conseguenze, fossero i colpevoli italiani o stranieri, giornali o politici, cittadini o blogger (perché, statene certi, prima o poi toccherà anche a noi).
Il nostro premier è la dimostrazione che i tempi sono cambiati, è la dimostrazione che si può tentare di instaurare un regime (cosa peraltro in stato di avanzata realizzazione) senza ricorrere alle Forze Armate. Basta avere i soldi per comperare i mezzi di comunicazione di massa, uno stuolo di avvocati e, in sovrappiù, politici in ordine sparso che eseguano gli ordini e realizzino i desiderata del Principe.
E non basta che qualche politico dello schieramento faccia, di volta in volta, dei distinguo o delle dichiarazioni di facciata (Fini che tenta di accreditarsi come prossimo segretario del Pd con le sue dichiarazioni sulla bioetica o i migranti, o Alemanno che chiede l'arresto del feritore dei due gay o la Carfagna che ha scoperto cosa significa omofobia) per tentare di farci credere che anche tra di loro ci sono delle teste pensanti. Ormai non siamo più al delirio d'onnipotenza, siamo alla guerra contro chiunque viene identificato come potenziale nemico.
L'attacco alla libertà di informazione è un attacco al cuore dello Stato con metodi meno cruenti di un golpe militare, non provoca spargimento di sangue ma causa la caduta della libertà.
Non posso far altro che dare la mia solidarietà a l'Unità a cui peraltro sono legato affettivamente, a Repubblica e a tutti gli altri chiamati in causa dalle azioni legali del Premier, passate, presenti e future.
Resistere sempre e comunque.
martedì 1 settembre 2009
Indovina indovinello
... Come risposta basterebbe vedere le cose che ho fatto in questi 15 mesi di attività di governo per chiarire che non solo non sono malato, ma che sono Superman. Anzi a me Superman mi fa ridere...".
La dichiarazione completa qui.
Capisco che sarebbe più difficile spiegare come si fa a mettere una pera in una bottiglia di grappa che indovinare chi ha rilasciato questa dichiarazione. Ma durante la mia parca (o porca, come direbbe qualcuno che conosco) cena ho corso il rischio di strozzarmi un po' per il ridere un po' perchè, come diceva El Pais ieri, tutti si chiedono come faccia quest'uomo a governare l'Italia meno che gli italiani.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riferendosi a una delle dieci domande di Repubblica che riguarda le sue condizioni di salute. ...
Delirio: convinzione irrazionale, non suscettibile di modificazione di fronte all’evidenza dei fatti o alle critiche. Il delirio si configura come confuso o lucido in base al livello di alterazione della coscienza; bizzarro o non bizzarro in ragione del grado di verosimiglianza; primario o secondario (o deliroide) rispetto al suo collegamento più o meno stretto con esperienze sensoriali; congruo o non congruo relativamente all’umore; acuto o cronico in relazione all’insorgenza; sistematizzato o non sistematizzato in base a vari aspetti della personalità.
Comune nei disturbi paranoidi, il delirio si differenzia rispetto al suo contenuto in delirio di persecuzione (congiura, oppressione da parte degli altri), delirio di gelosia (infedeltà del proprio partner), delirio di controllo (manipolazione operata da forze esterne: radar, televisori, ufo, etc.), delirio di grandezza (senso di onnipotenza, importanza, potere).
Francesco Albanese
Tratta da PsicoLab.net
Delirio d'onnipotenza: indigestione del sé
La dichiarazione completa qui.
Capisco che sarebbe più difficile spiegare come si fa a mettere una pera in una bottiglia di grappa che indovinare chi ha rilasciato questa dichiarazione. Ma durante la mia parca (o porca, come direbbe qualcuno che conosco) cena ho corso il rischio di strozzarmi un po' per il ridere un po' perchè, come diceva El Pais ieri, tutti si chiedono come faccia quest'uomo a governare l'Italia meno che gli italiani.
Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riferendosi a una delle dieci domande di Repubblica che riguarda le sue condizioni di salute. ...
Delirio: convinzione irrazionale, non suscettibile di modificazione di fronte all’evidenza dei fatti o alle critiche. Il delirio si configura come confuso o lucido in base al livello di alterazione della coscienza; bizzarro o non bizzarro in ragione del grado di verosimiglianza; primario o secondario (o deliroide) rispetto al suo collegamento più o meno stretto con esperienze sensoriali; congruo o non congruo relativamente all’umore; acuto o cronico in relazione all’insorgenza; sistematizzato o non sistematizzato in base a vari aspetti della personalità.
Comune nei disturbi paranoidi, il delirio si differenzia rispetto al suo contenuto in delirio di persecuzione (congiura, oppressione da parte degli altri), delirio di gelosia (infedeltà del proprio partner), delirio di controllo (manipolazione operata da forze esterne: radar, televisori, ufo, etc.), delirio di grandezza (senso di onnipotenza, importanza, potere).
Francesco Albanese
Tratta da PsicoLab.net
Delirio d'onnipotenza: indigestione del sé
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