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lunedì 31 agosto 2009

E bravo Alemanno!!

Bravo, si, bravissimo perché i debiti si onorano e per un uomo d'onore quale è lui non poteva esimersi dal saldare i debiti con i camerati. Ed ecco a voi la nomina di Stefano Andrini al vertice dell'Ama (la nettezza urbana di Roma), che l'ANSA -agenzia nazionale di stampa- descrive così ricordando il suo passato:"«Gli inquirenti - scrive l’Ansa - hanno ricordato che Andrini, ritenuto vicino agli ambienti dei nazi-skin aderenti a ''Movimento Politico'', era stato condannato a quattro anni di reclusione per aver partecipato il 10 giugno dell’89 all’aggressione di due ragazzi davanti ad un cinema in piazza Capranica, al centro di Roma».
Una domanda sorge, allora, spontanea. Il vero Alemanno è quello che fa assurgere ad alti ruoli istituzionali un simile personaggio o quello che in un impeto civile chiede l'arresto dell'aggressore, l'oramai ben noto Svastichella, dei due gay di pochi giorni or sono a Roma? La domanda è chiaramente retorica.
Una breve biografia di Andrini la trovate qui, è un vecchio articolo scritto per il Manifesto da Giovanni Russo Spena. Se non vi basta, fatevi un rapido giro su Google e troverete altre interessanti notizie.
Se poi risulterà vero che è stato votato all'unanimità, occorrerà chiedersi a cosa pensavano i rappresentanti del centro sinistra quando alzavano la mano per esprimere il loro voto.

giovedì 27 agosto 2009

Elogio del silenzio

Si può fare l'elogio del silenzio scrivendo? No, penso proprio di no. Quindi meglio tacere.

venerdì 14 agosto 2009

Buon ferragosto



E' il 14 agosto, abbiamo cercato un posto dove andare il 17 e 18 ma nonostante la crisi non abbiamo trovato nulla nel luogo da noi scelto. Ce ne faremo una ragione. Però i cosiddetti girano un pochino!!
E girando girando nel web mi è capitata sotto gli occhi una vecchia notizia che recitava più o meno così "A L'Aquila i morti per il terremoto sono almeno mille". Mi ero ripromesso all'epoca, vedi qui, di non tornare più sull'argomento, ma un piccolo accenno polemico non posso esimermi dal farlo: "Che fine hanno fatto i mille morti? Sono resuscitati o ci si è lasciati prendere dalla pur giusta e giustificabile emozione di quei tremendi momenti?". E non parlo di chi per prima ha lanciato la notizia, per lei valgono tutte le giustificazioni, cosa che non è possibile per tutti gli altri blogger che si sono lasciati andare senza un minimo di discernimento e hanno rimbalzato la notizia a più non posso. Abbiamo in mano uno strumento delicato, vedi Iran, Cina, Birmania e tutte le altre crisi del mondo, usiamolo con perizia.
Altro capitolo è l'impegno, pubblico e privato, per le popolazioni abruzzesi. Fosse per me avrei fatto anche di più, ma non è questo il punto. Da giorni scorrono le immagini del tifone Morakot che ha colpito le popolazioni di Taiwan, Cina e non so se anche qualche altro paese.
Dove è la mobilitazione, anche internazionale, per queste popolazioni? Ne avete sentito parlare nei telegiornali? E sulla carta stampata? In qualche blog ce ne è traccia, ma nulla in confronto con la mobilitazione e la copertura mediatica delle disgrazie che accadono nel mondo occidentale.
Il presidente di Taiwan ha dichiarato che finora le vittime sono "oltre 500" e imprecisato il numero dei dispersi mentre circa 15.000 persone sono ancora isolate. Ma Ying Jeou ha rinnovato l'appello affinché la comunità internazionale fornisca aiuti. Quanti concerti, quanti dischi, si faranno per questi disgraziati? Non si è mai uguali, neanche nelle disgrazie.
Buon Ferragosto a tutti!!!

giovedì 13 agosto 2009

Una rilettura di Jean-Claude Izzo

Non bisogna tenere la bocca chiusa solo perché si invecchia. Mio padre avrebbe fatto come lui. Peggio, forse, perché era comunista, e oggi nel mondo il comunismo è solo un cumulo di ceneri fredde.

Prima ci si conosceva tutti. Un giorno aiutavi Marius a ridipingere il suo bar. Il giorno dopo era lui che ti dava una mano a sistemare la terrazza.

Smise di parlare, perso nei ricordi dei "bei tempi".

Te l'ho detto. Vedi, avevamo ognuno le proprie idee. Urlavamo, peggio delle pescivendole. E io più degli altri, come puoi ben immaginare. Ma, cazzo, avevamo rispetto. Ora, se non pisci addosso a chi è più povero di te, ti sputano in faccia.

La maggior parte dei ragazzini che avevo incrociato nelle citès non sapevano cosa fosse un adulto. Uno vero. I padri a causa della crisi, della disoccupazione, del razzismo, erano ai loro occhi solo dei vinti. Dei perdenti. Senza più nessuna autorità. Uomini che abbassavano la testa, e le braccia. Anche solo per un biglietto da cinquanta franchi.
E quei ragazzini scendevano per la strada. Abbandonati a loro stessi. Lontano dai padri. Senza regole né ideali. Con un unico desiderio: essere diversi dal padre.

La prima cosa che vidi, entrando in commissariato, fu un manifesto che invitava a votare per il Fronte nazionale della polizia alle elezioni sindacali. Come se non bastasse, un volantino Di Solidarité Police, attaccato con le puntine al manifesto, diceva: "Assistiamo, in tema di mantenimento dell'ordine, a un diffuso lassismo da parte di chi occupa i posti di comando, che obbliga a evitare al massimo lo scontro e a dare ordini troppo cauti.
...
tanto più che i nostri avversari non sono persone perbene, ma gentaglia che viene a "fare a pezzi gli sbirri". Diamoci da fare per diventare macellai piuttosto che vitelli.

Le frasi precedenti sono estratte da "Chourmo - Il cuore di Marsiglia", un libro di Jean-Claude Izzo, scrittore francese di chiare origini italiane che molti di voi sicuramente già conoscono. Chourmo è il secondo volume di una trilogia dedicata a Marsiglia e a Fabio Montale poliziotto anche esso di origine italiana.
Nei suoi romanzi Izzo descrive Marsiglia e il mondo degli immigrati, dalla generazione degli stessi genitori dello scrittore, agli immigrati algerini, fino ai giorni nostri. Bei romanzi che vale la pena leggere. Lggere le sue storie non solo come un semplice noir, riserva delle sorprese per essere stato in grado di capire e, in un certo qual modo, anticipare le pulsioni che venivano ingrandendosi negli strati più emarginati del mondo dell'immigrazione in Francia.
Le frasi estrapolate risalgono al 1996, quindi, a 13 anni or sono. Forse dovremmo, noi italiani, analizzare con un po' più di attenzione le rivolte delle banlieue francesi e del trattamento che ci accingiamo a riservare agli immigrati e a quelli che si definiscono "immigrati di seconda generazione". Sarebbe più facile e giusto definirli italiani essendo nati in questo povero paese. Forse facciamo ancora in tempo a porre rimedio alle decisioni presa dal governo. Potremmo fare in tempo se nel nostro intimo abbandonassimo il sottile e strisciante pensiero che "sono troppi", "non tutti sono onesti", "sono venuti a rubarci donne, casa e lavoro", aggiungerei anche i parcheggi così abbiamo fatto bingo.

Casino totale
Chourmo Il cuore di Marsiglia
Solea

Tutti editi dalla casa editrice e/o, anche in versione economica.

domenica 9 agosto 2009

Esegesi del pensiero recondito di un rondaiolo

Guarda tu le coincidenze. Oggi compio diciotto anni e oggi faccio il mio primo turno di ronda. Non c'è che dire un bel salto.
Fino a ieri agivo di nascosto, quasi sempre con il buio e spesso ero costretto a far sì che non fossi riconoscibile. Uscivo con gli amici, ci facevamo qualche birra di troppo, o bottiglia di vino e qualche bel cannoncino e poi andavamo a caccia. D'inverno le battute non erano sempre ricche, ma l'estate ......
La stagione estiva era, è e sarà sempre una goduria. In giro si trova di tutto, froci, lesbiche, neri, arabi, bengalesi e altre razze strane, comunisti e chi capita capita. Si mena che è una bellezza. Quanti ne abbiamo mandati all'ospedale!! Sicuramente meno di quelli che si sono curati in casa perché non siamo stati troppo bravi.
Purtroppo qualche amico si è fatto prendere e non partecipa più al gioco facendo perdere punti alla nostra squadra(ccia) che ha accumulato un discreto punteggio su base nazionale, e pensare che non abbiamo ammazzato nessuno, altrimenti sai che botto di punti avremmo preso? Peccato, ci abbiamo provato ma non siamo riusciti a farlo, però siamo sempre in tempo. Abbiamo cominciato già dalla scuola a pestare i figli degli immigrati, tanto non sapevano l'italiano e più di tanto non si lamentavano, poi qualche professore che ha capito il nostro giochetto. Piccoli punti ma ci siamo fatti conoscere. Poi qualche ragazzotto cinese e di conseguenza qualche amico loro. Poi i negri e gli arabi al mare. Molti punti li abbiamo presi quando abbiamo menato due froci che si baciavano al buio, tanto loro non sanno che noi vediamo anche di notte. Ci siamo fatta anche qualche donna, ma per divertimento, una scopata non dà punti.
Il botto lo abbiamo fatto, però, coi comunisti. Siamo andati a menarli dentro una loro festa con la polizia alla porta d'ingresso che non si è accorta di nulla. Tanto quando ci beccano basta raccontare che 'sti immigrati del cazzo hanno infastidito qualche nostra ragazza o che che ci hanno rubato qualcosa che qualcuno che abbocca si trova sempre.
Oggi faccio un salto di qualità, non sono più in prima linea. Grazie al fatto che non mi sono mai fatto beccare, mi hanno proposto di far parte delle ronde. Il mio compito, vero, sarà segnalare agli amici della squadra(ccia) dove colpire senza correre troppi rischi. Così potremo salire di nuovo la classifica fino ai primi posti. E affanculo quello stronzo di Fini, e quel comunista di Napolitano e quel vecchio rincoglionito di Tremaglia che grazie agli immigrati già ci ha fatto perdere una volta le elezioni, che dice che 'ste merde devono avere rispetto perché lavorano come noi quando emigravamo. A noi potevano menare e noi non lo dovremmo fare? E che cazzo di legge sarebbe? E poi, sono troppi, di troppi colori, e pregano ognuno un Dio diverso, ma che è 'sta storia? Di Dio ce n'è uno solo e se non lo hanno capito glielo spieghiamo noi a bastonate. Clandestini, regolari, addirittura nati in Italia, sti cazzi! Vedrai che a forza di pistarli o andranno via o staranno qui zitti e buoni a fare quello che gli viene detto. E dopo il lavoro, a casa, di corsa e in silenzio.
Bel regalo per il compleanno, continuo a fare quello che mi pare, mi basta un telefonino per avvertire gli amici e loro ci danno di spranga!!
Ora basta, sono stanco. Aveva ragione il professore quando diceva che ragionare stanca. Mi vado a fare uno shampoo, mi fuma la testa.

venerdì 7 agosto 2009

Il ritorno di Gap

Cig Robot (vedi qui e successivi) è tornato, ma ne avrebbe fatto volentieri a meno. Certo al mare Cig ha risentito un po' nelle giunture della salsedine e dell'umidità, il caldo ha aumentato la temperatura interna al punto che si è corso il rischio che la spiaggia di Diamante (Calabria) si trasformasse in un festival di fuochi artificiali nel caso fosse esploso, ma tutto sommato Cig si è rilassato e, pensava, sarebbe tornato più forte e più bello che pria. Ma non è stato così.
Tornato a casa Cig ha trovato una situazione più brutta di quella che aveva lasciato solo una settimana prima. La stampa si è accorta con un anno di ritardo della "mignottocrazia" di Guzzanti padre; le fabbriche continuano a chiudere, e non solo la Innse di Milano ma anche la Tat Ceramiche dove lavora (lavorava?) l'amico Pierprandi e tante altre che non conosciamo; il prodotto interno lordo scende ancora; gli immigrati si suicidano, vengono bastonati e pugnalati ma in questo caso non ci dobbiamo preoccupare, tra pochi giorni partono le ronde e anche con gli Alpini in strada saremo tutti più tranquilli; i terremotati ospitati negli alberghi abruzzesi vengono deportati nelle loro case non pericolanti ma ancora non riparate; qualcuno muore sul lavoro; pusher di lusso vengono arrestati e tanto tanto altro ancora, sicuramente troppo. Non bastano a mitigare la delusione i sette gol (tre del Pupone nostro) della Roma al Gand e nemmeno il nanoscurodellademocrazia che dichiara che "Tutto va bene Madama la Marchesa".
Cig Robot si dimette e torna ad essere il povero Gap in lotta con il mondo intero.