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venerdì 26 giugno 2009

Domani

Domani, sabato 27 giugno 2009, la sveglia suonerà alle 7.45, mi alzerò, non subito, mi farò una doccia poi la colazione con Luz e andrò a lavoro. Intorno alle 9.30 sarò al giornale, chiamerò il mio collega e andremo a prendere il caffè, ci accenderemo una sigaretta e torneremo in redazione. Con R. e S. ripasseremo alcune procedure del mio lavoro che loro dovranno saper fare, due chiacchiere con Ro. e verso le 13-13,30 andrò via. Andrò via per non rimettere più piede, stando alla situazione attuale, nella sede del giornale che mi ha visto entrare per 33 anni 1 mese e 11 giorni, non sono in grado di calcolare le ore.
Domenica non lavorerò, lunedì a Roma è festa , San Pietro e Paolo patroni della città, martedì prenderò un giorno di ferie. Dal primo luglio sarò in CIG, cassa integrazione guadagni. Nella mia vita lavorativa è la seconda volta che ciò accade. La prima fu nel lontano 2000, precisamente il 27 luglio, quando, durante un'assemblea ci fu comunicato, abbastanza brutalmente che il giorno dopo il giornale non sarebbe uscito, si chiudeva. Fu una cosa traumatica per tutti noi, organizzammo l'occupazione della sede, i turni di guardi, ricevemmo la solidarietà, ricordo un titolo del Secolo d'Italia: "Ridateci i nostri nemici", di tutti, lettori, politici, colleghi e altro ancora.
Per molti di noi quel giorno si ruppe qualcosa che a forza avevamo voluto mantenere in vita. Il nostro rapporto con il Pci si frantumò definitivamente anni dopo la morte del partito stesso. Quella chiusura fu l'ultimo atto, l'ultimo strappo con la storia nostra e di milioni di persone. Avevamo, chi più chi meno, tentato di mantenere in piedi un legame che si era deteriorato sempre più, anche in chi credeva nelle scelte fatte dagli eredi del Pci. E non mi vengano a dire che la mia analisi è sbagliata, mentire a se stessi è una cosa che lascia il segno nel profondo.
A marzo del 2001 l'Unità rinacque sotto la direzione di Furio Colombo e Antonio Padellaro, noti ex comunisti lanciatori di molotov negli anni della contestazione. Almeno con loro si riapriva con delle idee chiare, lotta dura contro Berlusconi visto come un pericolo per la democrazia. Ma a molti dell'allora Pd anche Colombo non andava bene e lo dimisero. Lasciò le redini a Padellaro che continuò sulla stessa linea. Ma evidentemente ancora non erano contenti. Il 25 agosto 2008 arriva il nuovo direttore, Concita de Gregorio da Repubblica. A questo punto la breve cronistoria si ferma perché gli eventi sono talmente freschi e i commenti si fanno con ponderazione.
In 33 anni ho visto tanti direttori, anche Renzo Foa scomparso da pochi giorni, ho conosciuto tante persone degne e altre meno. Sugli amministratori degli anni passati stendo un velo impietoso, anche la pietà bisogna meritarsela. Su quelli recenti, invece un velo pietoso, nulla mi vieta di scoperchiare i sepolcri in una fase futura.
Dal primo luglio sarò in CIG, insiema ad altre 27 persone tra poligrafici e giornalisti spalmate in due anni, senza calcolare precari e collaboratori già scomparsi all'orizzonte. Nonostante tutto non sono né depresso, né triste, né incazzato. Era una cosa che aleggiava sulle nostre teste da molto, troppo tempo, è come quando tuona e fulmina ma non piove mai, alla fine tanto tuonò che piovve. Apriremo l'ombrello, l'ombrello della famiglia, dei piccoli risparmi, del selezionare i ricordi belli e rimandare oltre quelli brutti.
Nonostante tutto mi ritengo un privilegiato perché la mia CIG è "propedeutica al prepensionamento", bella frase vero? In parole povere ti viene detto: "Costi troppo, siamo troppi, vai in CIG e poi in pensione", e per fortuna che in Italia abbiamo la CIG, ve lo immaginate Gap a 53 anni che cerca lavoro quando in giro ci sono tanti tanti laureati che conoscono le lingue, parlano con il computer a spasso?
Io andrò in pensione, ma come faccio a non ritenermi fortunato se penso alle mie figlie, a molti amici, anche blogger, che la pensione non la avranno mai e se l'avranno servirà solo a non morire di fame?
Odiavo Pollyanna con il suo "gioco della felicità", vale a dire vedere il bello e il buono ovunque. Le avrei sparato in mezzo alla fronte. Perché debbo sentirmi in colpa se sto male anche se c'è chi sta peggio? Questa morale cattolica che ci parla di un mondo migliore quando saremo morti mi fa vorticare le cose del precedente post. Non mi piace pensare al povero tra i poveri, vorrei che tutti fossimo uguali in vita, perché dopo non sappiamo cosa c'è e se c'è. E se ci fosse qualcosa, lo prenderemmo nel culo anche nell'aldilà. Ho divagato, ma sono tante le cose che mi frullano nella testa che non riesco a star loro dietro.
A tutti i precari, sotto occupati, senza pensione e diseredati in genere dedico questa canzoncina, perché sorridere è sempre meglio.



P.S. E Berlusconi continua a dire che vanno tappate le bocche dei giornali che danno informazione sulla crisi e sulle cose che non vanno in questa Italia malata arrivando a suggerire anche il metodo di killeraggio, tagliate loro la pubblicità.
E poi ci scandalizziamo della Birmania o dell'Iran. Tempi bastardi si avvicinano sempre più.

sabato 20 giugno 2009

Pale d'elicottero

Il marciapiede era affollato, come era solito il sabato pomeriggio, tutti erano usciti per andare a far compere. Senza un soldo in tasca ma il rito dello struscio e degli acquisti non poteva mancare. All'improvviso si voltarono tutti verso un' unica direzione, tutti con lo sguardo a due metri da terra. Ciò che vedevano li aveva lasciati a bocca aperta e occhi spalancati. Un uomo si librava a due metri da terra e si muoveva velocemente, dai pantaloni, alla fine dei pantaloni, praticamente sui piedi usciva dell'aria fredda che stemperava la temperatura afosa della giornata estiva. All'altezza del cavallo, dove i coatti mettono l'ovatta per ingrandire gli attributi, si vedeva un rigonfiamento abnorme. Tutti erano basiti, nessuno parlava e facevano spazio all'uomo che avanzava. Solo un giovane ebbe il coraggio di rivolgersi con una domanda impertinente: "Ma cosa ha tra le gambe, un motorino?". La risposta secca e gelida come l'aria che fuoriusciva dai calzoni fu: "No, sono le palle che mi vorticano come pale d'elicottero".
Accelerò e scomparve all'orizzonte portando scompiglio in altre strade.

Linko o non linko?

Quanto tempo era che non parlavo dei blogger? Se scrivo queste righe è colpa di Gio, mente persa, che mi ha ricordato il mitico Smaldone (che fine avrà fatto?).
Come sapete commento poco ma ogni tanto vado a curiosare in giro, principalmente coloro che sono nel blogroll e che ti scopro? Che mi hanno tolto dai loro indirizzi preferiti ma vengono ancora a leggere e commentare, mi sono strappato tutti i capelli!!! L'ho detto più volte, chi vuole mi linka in totale libertà così come faccio io, metto e tolgo senza comunicare a nessuno. Ma, come accaduto pochi giorni or sono, se mi si chiede il link e acconsento mettendo l'indirizzo mi attendo che chi ha chiesto lo scambio faccia altrettanto, cosa non avvenuta e, di conseguenza, l'ho tolto anche io. La pulizia etnica del blogroll proseguirà, lenta ma inesorabile.
Non varrebbe la pena nemmeno parlarne, perdere tempo a scrivere, ma sono fatto così.
Per il resto tutto è rimasto uguale, si leggono commenti da far accapponare la pelle, dire inutili è poco, mi verrebbe da dire dannosi per coloro che li scrivono perchè sprecano anche del tempo che potrebbero impiegare a leggere quotidiani e libri per acculturarsi e scrivere post un pochino più interessanti.
Fortunatamente i miei, amati, lettori non rientrano in questa categoria.

giovedì 18 giugno 2009

Italiani brava gente 2

"La propaganda ha un vasto effetto se unita all'isolamento degli individui. Sottovalutarlo sarebbe inutile".
"Una parte di italiani che vogliono calarsi la fetta di prosciutto sugli occhi esiste e deve prendersi le proprie responsabilità".
" Esiste anche l'ignoranza e lì la comunicazione della sinistra deve arrivare per salvarci
".

Queste tre frasi fanno parte del commento che Gio, mente persa , ha lasciato sul mio precedente post.
Le reputo indicative della condizione degli italiani. Partiamo dalla prima. La propaganda fa parte dei meccanismi di formazione del consenso, infatti tutti i più grandi partiti avevano ed hanno un "Ufficio Propaganda" dove si elaborano slogan e campagne pubblicitarie in occasioni delle elezioni o anche semplicemente campagne politiche. E' chiaro che in un panorama già deteriorato dalla crisi economica e che ha bisogno di dare la caccia al diverso per stornare il popolo dai problemi reali, la propaganda assume un ruolo determinante. E' l'isolamento degli individui che non mi convince.

Sotto il nazismo, fascismo, stalinismo e molti altri -ismi- i mezzi d'informazione erano pochi e non tutti raggiungibili, ma nonostante ciò si svilupparono e sviluppano, in tutti i casi, movimenti d'opposizione che lottarono e lottano per raggiungere la democrazia, quanto compiuta è un altro discorso. Gli italiani non sono né isolati né abbandonati. Se solo volessero informarsi hanno tutti gli strumenti per poterlo fare. Di seguito un elenco di organi d'informazione che danno una visione dell'Italia non funzionale al progetto del nonoscurodellademocrazia:
Carta stampata- Il Manifesto, Liberazione, l'Unità, L'Altro, Carta, Internazionale, l'Espresso, la Repubblica, secondo la bisogna anche La Stampa e il Corriere della Sera. E l'elenco non è certamente completo, mancano le testate locali e altre settimanali.
Televisione - Rai3, spesso La Sette, Santoro (unico esempio per Rai due), e altre televisioni locali.
Radio - Radio Popolare come circuito nazionale e tantissime radio locali, a Bologna, per esempio Radio Città del Capo.
Internet - Tutte le testate on line dei giornali citati, le testate solamente on line, i blog.
La stampa straniera per chi conosce le lingue.
Semplicisticamente potrei chiudere la prima parte dicendo che l'imbelle italiano incolto ed egoista non ha alcuna voglia di conoscere una versione diversa da quella del padrone perché attende il proprio turno per trarre eventuali benefici dalla situazione. E basterebbe questo per rispondere anche alla seconda frase.

Sulla terza affermazione, che per comodità di lettura riporto " Esiste anche l'ignoranza e lì la comunicazione della sinistra deve arrivare per salvarci", posso dirti che già ci siamo riccamente stracciate le vesti al punto che andiamo in giro mostrando le nostre pudenda al mondo intero. Ma non basta.
Occorre abbandonare la visione salvifica della sinistra nel mondo. Occorre ripensare anche il concetto di sinistra, perlomeno la sinistra partitica perché non siamo più al passo con i tempi. Lo dicevo nel post, quale appeal abbiamo se promettiamo lacrime e sangue per risanare e normalizzare questa pagliacciocrazia? Perché dovrebbero seguirci se promettiamo solo di reprimere gli abusi, le evasioni, le corruzioni, insomma, tutto ciò che negli altri paesi non si pongono nemmeno come problema. Abbiamo talmente tanto appeal con le nostre idee di giustizia e uguaglianza che in Abruzzo, dove Berlusconi sta facendo il bello e il cattivo tempo, ha vinto le elezioni. Mi dispiace per loro, ma se lo meritano un presidente del genere che militarizza i campi e vieta le più normali attività democratiche come fare assemblee e far circolare volantini. E permettimi di difendere per una volta coloro che sono il mio bersaglio preferito.
Nel panorama di sinistra c'erano tante possibilità di scelta, dall'estremo moderatismo del Pd, al qualunquismo battagliero e antiberlusconiano di Di Pietro, all'inutile divisione dell'estrema sinistra, all'interno delle cui liste si poteva scegliere tra candidati di Rc, PDCI, SD, Socialisti, Verdi e chiedo scusa se ho dimenticato qualcuno. Ripeto, tra il votare un progetto che non condivido e il votare un qualcuno che perlomeno promette un mondo migliore, avrei comunque premiato chi mi prometteva un mondo diverso. Come vedi non assolvo la sinistra, anzi, ma non posso assolvere gli italiani che portano sulle loro spalle questo fardello e costringono tutti a portarlo.


P.S. "morire per le idee, ma di morte lenta", se non ricordo male, i versi sono di Leonard Choen tradotti da De André

lunedì 15 giugno 2009

Italiani brava gente

E' inutile farla lunga sulla creazione e il mantenimento del consenso da parte di dittature e regimi più o meno democratici. Chi avesse voglia e bisogno di approfondire può rivolgersi in qualsiasi libreria e farsi consigliare.
Dotti libri sono stati scritti sul come e perché Hitler seppe creare la Germania nazista partendo dalla base di un misero 2,6 % nelle elezioni del 1928 e su come abbia potuto mantenere il potere e rafforzarlo pur non avendo mai ottenuto la maggioranza in libere elezioni.
Pur sapendo quali erano le idee guida del nazismo, i tedeschi, per non parlare degli italiani e il fascismo, abbandonarono la democrazia e si consegnarono totalmente nelle mani di un regime spietato verso i nemici e anche verso coloro che si limitavano a non aderire. Nel caso tedesco, il regime fu in grado di estendere il consenso mentre diventava di pubblico dominio la creazione dei campi di concentramento per ebrei, comunisti, socialisti, gay, zingari e scusate se ho dimenticato qualche categoria. E' chiaro che la crescita e il mantenimento del consenso non sarebbero potuti accadere se non ci fosse stato l'appoggio dell'opinione pubblica e, non ultimo, l'appoggio degli organi di informazione che fattivamente contribuiscono alla formazione e conservazione del consenso.
Dato questo cappello, mi sembra chiaro che nessun regime diventa tale se non trova terreno fertile in coloro che, di volta in volta, sono attori attivi o attori passivi. Prima si è creato il mito dell'ebreo che trama per prendere il potere economico e politico, si creano quindi le condizioni per "odiare" una determinata categoria, nel nostro caso una razza, e poi si passa alla persecuzione giustificata da un mito che nel frattempo è stato metabolizzato dal popolo.
Mi spiego. Hitler non avrebbe potuto perseguitare gli ebrei se i tedeschi non fossero stati d'accordo, se non avessero condiviso l'idea dell'ebreo cattivo. La spiegazione è abbastanza semplicistica, chi vuole ha mezzi e strumenti per approfondire.
Perché prenderla tanto da lontano? Perché la storia ha l'abitudine di ripetersi e di solito lo fa per le cose peggiori.

Vogliamo vedere quali "miti"( il mito in antropologia e in storia delle religioni fonda la realtà) sono stati artificiosamente creati negli ultimi anni? Prima è stato il polacco ubriacone, poi l'albanese violento, il vu cumprà, il rumeno stupratore, lo zingaro (mito che si ripete e si autogenera) e altro ancora. Ma mito può essere anche un concetto, nel nostro caso la sicurezza. Una idea funzionale alla lotta ai falsi miti creati in previsione delle azioni future. Di conseguenza si giustificano operazioni volte a garantire la sicurezza che a sua volta si fonda su un falso bisogno. E così si arriva alle espulsioni, ai respingimenti e alle ronde (verdi o nere che siano).
E' inutile dilungarsi oltre su miti, falsi miti e conseguenze. Il punto è un altro. Per poter attuare certe soluzioni occorre che ci sia l'appoggio della gente, del popolo. Questo consenso, se non si ha con la forza, si può raggiungere anche con metodi democratici come avvenuto in Italia. In molti, ma sempre meno, si sono indignati e si indignano per certe decisioni del governo Berlusconi, ma nel loro intimo sono contenti che gli immigrati vengano respinti, che gli zingari non si vedano più nelle città (sono stati spostati nelle periferie e in provincia), che picchino gay, neri e altro ancora. C'è l'intimo compiacimento dell'italiano nel vedere che questo governo agisce sull'effetto ma non sulla causa. All'italiano va bene, evidentemente, a parole critica, dissente, anche sulla moralità del capo del governo ma nel chiuso delle urne lo approva e lo vota.
Come spiegare altrimenti la scelta di votare La casa delle libertà (proprie) a discapito di altri partiti, moderati o radicali che siano? Evidentemente, lo ripeto, agli italiani va bene così, salvo in un prossimo futuro, come paventa più di qualche politico, doversi approntare a fronteggiare una svolta autoritaria di questo paese.
Ma non si era detto fino a pochi giorni or sono che in Italia non c'era un regime e che non si correva questo rischio?
Il concetto ispiratore dell'agire politico dell'italiano è diventato l'emulazione di Berlusconi. Lui è furbo, ha amici potenti, ha donne, soldi ed io lo voto perché e quello che io non sono e non sarò mai. In pratica è la proiezione dell'italiano tipo. La sua furbizia potrebbe servire anche a me. Perché allora votare dei partiti che mi dicono che siamo tutti uguali, che mi vogliono far pagare le tasse e se non le pago mi vogliono anche processare, non mi permettono di corrompere l'assessore o il funzionario per poter lavorare come dico io e aumentare i margini di guadagno? E potremmo andare avanti con gli esempi che non aggiungerebbero nulla di nuovo.
Non è solo la crisi della sinistra e dei relativi partiti, è l'imbarbarimento dell'italiano che non ha più senso etico, morale, politico. Chiuso al suo interno per trarre maggior profitto da qualunque cosa sia possibile. La giustizia va piegata, la scuola non serve per fare soldi, l'apparenza rende più dell'intelligenza, i politici sono solo degli utili imbecilli che servono a fare ciò che dice il potente di turno. Questo è quello che pensano gli italiani ed è quello che vogliono. In altri momenti, con queste prese di posizione della maggioranza si sarebbe scesi in piazza a protestare e bloccare l'attuazione delle misure, ora ci si limita, chi sa e chi vuole, a deboli proteste e lamentazioni varie. Solo i singoli ancora perseguono e si impegnano per combattere la deriva del nostro paese.
Altro che analisi sulla capacità di rinnovamento della sinistra e della politica in generale, peraltro già più volte fatta.

giovedì 11 giugno 2009

Berlinguer (aggiornato)

Questo post sarà brevissimo.

Stavo entrando nel blog per fare un nuovo post, invece di scrivere la password ho scritto Berlinguer




Non penso ci sia bisogno di scrivere altro, meno che meno i miei ricordi personali come avrei voluto fare.
Non posso fare a meno di scrivere.

***
Trovo indecoroso il tirare a destra e sinistra, come si legge su quasi tutti i giornali, Berlinguer per giustificare scelte politiche diametralmente opposte. Non mi permetto e non mi picco di analizzare il suo pensiero e il suo agire. Chi, ora come allora, mente sapendo di mentire ne deve rispondere alla propria coscienza.
E dato che sull'argomento ci sono tornato, vi propino un post.

Non posso dire "l'ho conosciuto", ma come migliaia di compagni gli ho parlato, o meglio, fu lui che mi rivolse la parola. Era una piovosa domenica, se non ricordo male di primavera, Berlinguer doveva inetrvenire a una manifestazione al cinema Adriano di Roma, in piazza Cavour. Io facevo, sì lo so Russo che rompo le palle con la storia del fattorino, ma è la mia vita che ci posso fare, come detto, il fattorino per l'Unità e dovevo andare a prendere il testo dell'intervento del Segretario da pubblicare sul giornale del lunedì. Inforcai il Benelli tre marce, pezzo di storia anche questo, e sotto una leggera pioggia andai al cinema. Passai nel retro palco dove trovai Ugo Baduel, giornalista de l'Unità che curava i resoconti degli interventi di Berlinguer, che mi accompagnò dal Segretario. Il testo non era ancora pronto e mentre Baduel lo rileggeva, Berlinguer mi si avvicinò e mi disse qualcosa, non ricordo cosa. Ero giovane, appena venti anni, venivo dalla provincia e balbettavo. Non ricordo nemmeno cosa dissi io, forse nome e cognome e l'età, ma chi se lo ricorda. Rimasi lì come un cojone senza muovermi e ho stampato nella mente il sorriso gentile di Berlinguer.
Lo incontrai altre volte, probabilmente lui non si ricordava di me, ma la sua gentilezza era sempre la stessa.
L'ho amato e pianto come si potrebbe piangere un padre, anche se non ho sempre condiviso le sua scelte politiche.
Si disse, alla sua morte, che aveva intenzione di cambiare il nome al partito, chissà se è vero, ma sono sicuro che se il cambio lo gestito Berlinguer non sarebbe stato improvvido e sciatto come fu. Probabilmente non sarei stato d'accordo e mi sarei allontanato lo stesso, ma avrei apprezzato il tentativo sicuramente portato avanti con l'onestà morale e intellettuale che lo contraddistingueva.

P.S. Dopo la sua morte, vissuta fino all'ultimo istante nella redazione de l'Unità, uscì la videocassetta con i funerali. A casa, dove si ha un certo senso dell'umorismo anche nella tragicità, eravamo soliti fare uno scherzo a Luz. Preparavamo il video e lo mandavamo in onda quando arrivava lei, immancabilmente le uscivano le lacrimucce. Sì, lo so sono un bastardo come lo sono le mie figlie che hanno vissuto i funerali con i genitori. Ultimo ricordo, avevamo una bottiglia d'acqua ma nulla per aprirla, dietro di noi c'erano dei minatori sardi, un giovane la prese e tolse il tappo con i denti. Retorica ed epica dei comunisti.

lunedì 8 giugno 2009

Incubo di una notte di mezza estate



La platea del Palalottomatica di Roma era stracolma di gente, ogni sedia occupata da persone con il sorriso sulle labbra, ebbre di felicità. Gli spalti, ricoperti di striscioni, erano altrettanto pieni di una massa urlante e festante. La visione dal palco degli oratori era impressionante, mai mi sarei immaginato di trovarmi a parlare di fronte a tanta gente, nemmeno nei piú bei sogni o negli incubi peggiori.
Il colore dominante era l'azzurro, tanto azzurro, come il cielo, come il mare d'estate. Altri oratori mi avevano preceduto dal podio appositamente preparato alla destra della tribuna delle autorità di partito. Al microfono si erano alternati diversi capetti del partito, pensavano di contare qualcosa ma erano tutti ancora succubi del Grande Capo, come al solito assente fisicamente ma presente nello spirito che aleggiava sopra le nostre teste. Il Grande, il Magnifico, l'Immaginifico, il Condottiero, il Principe, si, insomma, Silvio Berlusconi.
Un Fabrizio Cicchitto, un po' piú anziano del solito, parlava, parlava, ma non intendevo ciò che diceva, i miei pensieri erano rapiti, erano in volo verso altri lidi che nemmeno io sapevo quali fossero. Mi riscossi verso la fine del suo discorso, percepii parole che mi riguardavano: "Lascio la parola ad un blogger, un nostro fiero nemico fino a pochi giorni fa. Un blogger che ci ha combattuto con la forza delle idee e delle azioni. Un blogger fiero e combattivo, un blogger che ha saltato il fosso e ora è qui con noi per farci capire perché ha abbandonato la strada della perdizione per intraprendere il cammino sulla giusta via. Lascio la parola a Gap, il suo nickname prima voleva dire Gruppi d'Azione Patriottica, si rifaceva a quei terroristi che fecero l'attentato di via Rasella e che si macchiarono della colpa dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Ora Gap vuol dire Gruppi Anticomunisti Popolari. Lascio la parola a Gap, accoglietelo con l'affetto che merita chi torna all'ovile".
Un boato si levò nel palazzetto dello sport di Roma, ululati, applausi, fischi, grida e canti si protrassero anche dopo che avevo raggiunto il podio. Solo l'intervento di La Russa placò gli animi che si zittirono subito, anche perché iniziarono a girare per la platea e gli spalti grossi uomini che rifilavano sonori scappellotti a chi ancora non stava zitto.
"Amici, vi prego di permettermi di chiamarvi così, amici nuovi che sono contento di aver incontrato. Sono qui perché dopo anni e anni di sbagli ed errate convinzioni ho trovato la giusta via. La conoscenza del nostro Grande Silvio mi ha aperto gli occhi e il cuore, non posso che fare ammenda di tutto ciò che ho detto nel corso degli anni passati, posso solo dire ora "Scusami Silvio, perdonami se puoi". Un nuovo boato si alzò dalla immane folla, dovettero entrare di nuovo in azione gli uomini scappellottanti di La Russa per riportare la calma.
"Mi rivolgo a voi blogger che ancora non avete trovato la strada della verità, vi chiamerò per nome perché ancora vi voglio bene e vorrei che vi uniste a noi sulla strada della vittoria imperitura.
Aldo, il Monticiano, anche alla tua età puoi ravvederti, vieni con noi e un posto in prima fila te lo riserveremo, anzi, scriverai tutte le rappresentazioni dell'Eliseo, lo chiameremo Aliseo in tuo onore.
Russo, abbandona quei sogni che ti hanno condizionato finora e che non si potranno realizzare mai e porta il tuo impegno a noi che sapremo sfruttarlo e renderti felice. Pensa a Carletto, lo faremo nostra mascotte e lo effigeremo su tutti i manifesti insieme a Silvio il Condottiero e tu Schiavi o Liberi cosa aspetti ad aggregarti? Troverai anche la Marcegaglia che ti attende come il posto di Sindaco a Gazoldo degli Ippoliti che renderai più bello e splendente che pria e la faremo diventare provincia al posto di Mantova.
Sestri Ponente diventerà comune, Loris, e anche per te ci sarà la poltrona di sindaco, rinforzata e vellutata - potrai riscrivere i piani regolatori di tutta la Liguria, invece a Luz apriremo un ristorante a Testaccio cosí potrà cucinare nelle nostre convention trippe, pajate, code, lingue e cervelli. Martina, non ti chiediamo di tornare in Italia - tra l'altro siamo ancora troppi per colpa di questi extra-comunitari del cazzo, puoi rimanere in Irlanda e fare l'Ambasciatrice a Dublino, così ti dimostreremo che l'Italia non dimentica i propri figli all'estero". Ormai non parlavo, gridavo nel microfono per sovrastare le urla che non si riuscivano a placare.
" A te Raffrag riserveremo il posto di poeta di corte, Bondi oramai ci ha rotto le palle con quell'aria pretesca di curato di campagna, e tu, cara Bastian Cuntrari, avrai la cura del look sulle spiagge e in particolare dei costumi leopardati. Bologna la riserveremo, a giorni alterni a Dottor Carlo e Mente Persa, abbandonate il mito di Bologna la dotta e rendetela ancora più grassa. Helios, che non aggiorni più il blog, ti farò mio ghost writers, potrai cosi scrivere dotti interventi pieni di dotte citazioni che gli altri non comprenderanno mai e ci faremo delle matte risate. Amatamari, curerai il mio spirito stanco, quando tornerò a casa, con la tue rilassanti musiche, invece Pierprandi, che non so che cazzo sa fare, mi nutrirai a parmigiano e mortadella, mio fornitore personale, come Pellescura diventerà il mio ritrattista e Rouge il mio fumettaro di riferimento. Elena, spaccatrice di capelli e non solo, prenderai il posto della Gelmini, lei la rimanderemo a scuola a sperimentare la sua riforma e tu sarai la sua severa esaminatrice, a Gatta Bastarda andrà la cura degli animali del Grande Silvio, anche quelli a due zampe. Venite amici blogger, un posto per tutti lo troviamo. Ora che è mancato Baget Bozzo, Ricciolo, il posto e tuo e se non ti basta ti faremo vescovo di Biella cosí la faremo finita con questi vescovi rivoluzionari. Luly, ti rimanderemo a Napoli, contenta? Diventerai la governatrice, tanto peggio di Bassolino non potrai fare. Davanti a tutti voi nomino Punzy giullare di corte e se non mi fa ridere la rimando a lavorare con il motorino in giro per Roma con un tir che la insegue all'andata e al ritorno. Invece per Visco ho pronto il posto di direttore del Cnr, non so se ci capisce qualcosa ma se Brunetta può fare il ministro anche lui può andare al Cnr."
I muri tremavano, sugli spalti battevano i piedi, le vibrazioni arrivavano anche sul palco, tremavo anche io, anzi mi sentivo come se mi stessero scuotendo.
All'improvviso captai una frase: "Svegliati, stupido, hai pisciato nel letto". Era Luz fuori dalla grazia di Dio.

Chiedo scusa agli amici/amiche che non ho citato.

domenica 7 giugno 2009

Anime belle

Plotino, Anime belle e anime brutte.
L’anima bella è quella capace di elevarsi al di sopra del mondo sensibile;
l’anima brutta, invece, è quella che vive seguendo le passioni:
vittima e nello stesso tempo responsabile di una scelta che le è innaturale. (http://www.filosofico.net)



Spesso parlando di politica si definiscono anime belle coloro che vanno dietro le passioni politiche e fanno del rigore e della fermezza delle idee il loro credo principale. Praticamente per anime belle si intendono gli illusi che vorrebbero cambiare il mondo e portarlo verso l'uguaglianza di tutto il genere umano senza tenere conto del differente colore della pelle, del credo religioso, delle scelte sessuali e tutte le altre differenze che ci possono essere.
Anime belle, quindi, quasi come sinonimo di illuso, di persona fuori dal mondo che perde il suo tempo perché non è riuscito ancora a staccarsi dalle cose terrene e a ragionare con pragmatico realismo. Persone fuori dal mondo perché tentano di portare in politica ciò che li guida nei comportamenti quotidiani. Quei comportamenti che lo spingono a essere gentile ed educato con il nero che tenta di vendere loro gli immancabili calzini, strofinacci e altro ancora e che non viene trattato con condiscendenza ma rispetto e dandogli del Lei come si dovrebbe fare con una persona che non si conosce. E questo è solo un esempio.
Anime belle perché sono andate ancora una volta a votare e hanno votato a sinistra, quale sinistra è un altro argomento, convinti che il loro voto sia utile, anzi, indispensabile.
Anime belle perché, nonostante la probabile sconfitta, continueranno a spaccare il capello in quattro per farsi ancora più male per capire cosa fare per risalire la china senza fine che si è imboccata.
Anime belle perché, nella lontana ipotesi andasse bene, spaccheranno il capello in quattro per andare avanti e mettere insieme le diverse esigenze delle tante sinistre.
Anime belle perché tentiamo di elevarci e non vogliamo finire a mangiare nel trogolo dove ci vorrebbero servire il pasto.

venerdì 5 giugno 2009

Io voto

Cominciate col fare ciò che è necessario,
poi ciò che è possibile.

E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile.
San Francesco d'Assisi



San Francesco mi scuserà.









QUESTA CENSURA
di Giovanni Maria Bellu

C’è qualcosa di grandioso e di struggente nella duplice guerra dichiarata dall’avvocato Nicolò Ghedini alla Spagna e al Web. I cittadini iberici ne saranno entusiasti perché somiglia molto a quella combattuta dal loro don Chisciotte contro i mulini a vento. D’altra parte l’hidalgo della Mancha era descritto da Cervantes come “Il Cavaliere della triste figura”.

Nel disperato tentativo di limitare i danni causati dalla “triste figura” del suo Cavaliere, lo scudiero Ghedini ha annunciato che non solo denuncerà El Pais per aver pubblicato le immagini del party a Villa Certosa del club di Topolanek ma intenterà una “azione civile contro chiunque ri-pubblichi in Italia le fotografie pubblicate dal quotidiano spagnolo”.

L’annuncio di una azione finalmente “civile” da parte dei sostenitori di Berlusconi ci sorprende a ci rassicura. Al punto che, grati, riveliamo a Sancho Ghedini un piccolo segreto: Web è l’abbreviazione di World wide web che significa “Grande ragnatela mondiale” . Mondiale, avvocato. Questo vuol dire che se anche lei riuscisse a intimidire la stampa e i siti Internet italiani fino al punto di indurli a non pubblicare niente, i lettori italiani potrebbero con un semplice clic andare sul sito Internet del Pais, cioè questo, www.elpais.com e vedere quelle foto “innocenti”, come il suo datore di lavoro le ha definite.

E questo accadrà sempre, anche in futuro, perché censurare il Web è molto complicato. E’ proprio come combattere contro i mulini a vento. A meno che, in un aggiornamento del “pacchetto sicurezza” o in qualche piega della futura legge anti-intercettazioni, non non pensiate di inserire un codicillo che consenta alla presidenza del Consiglio di bloccare l’accesso dall’Italia ai siti esteri. Ma un’azione di questo genere non sarebbe affatto “civile” e siamo certi che non la metterete mai in atto.

http://www.unita.it

martedì 2 giugno 2009

Narciso Nanoscuro

Uno si alza la mattina, tardi perché la sera prima è andato a sentire gli Offlaga che hanno iniziato a suonare a mezzanotte, accende il televisore per vedere le ultime cazzate sul televideo, trova l'inizio della parata del 2 giugno e ripensa a quando era bambino e la vedeva senza capirci nulla (non è che ora sia cambiato molto).

Fa un certo effetto vedere Napolitano nella stessa macchina con Mefistofele La Russa e vedere, nonostante questo paese di destra, che viene applaudito. Arriva, scende dalla macchina, una Lancia d'annata scoperta, sale sul palco e con passo baldanzoso a dispetto dell'età, saluta tutti i presenti. Ma c'è qualcosa che stona.
Chi di voi non ha avuto un'amica, o un amico ma principalmente la cosa vale per il sesso femminile, che trovava il modo di farsi notare anche nella moltitudine? La notavi per il vestito più corto, per il vestito più lungo ma con spacco vertiginoso, per i capelli acconciati ogni volta in maniera diversa, per la scollatura che metteva in mostra il balcone con tutti i vasi, insomma ogni metodo era buono per farsi vedere. Ma il migliore di tutti era ed è quello di arrivare TARDI in modo che tutti, ma proprio tutti, ti devono vedere. Personalmente ero un antesignano del morettiano "mi si nota di più se vengo e mi metto ......", dovunque mi mettessi tanto non mi notava nessuno.
Questo è il metodo adottato da Narciso Nanoscuro oggi 2 giugno in occasione della festa della Repubblica che lui aborre e vorrebbe far diventare una monarchia. E' salito sul palco alle 10.13 a manifestazione iniziata. E' arrivato tardi perché intento a salutare chi?
E la prassi e il cerimoniale? Chissenefrega!!
A chi la scena? A ME!!
A chi i flash? A ME!!
A chi gli applausi? A ME!!

E a noi? Bastone, carota e olio di ricino.


P.S. Ho cercato in Internet una foto della manifestazione di oggi senza Narciso, ancora non ci sono e chissà se ci saranno in seguito.