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mercoledì 25 febbraio 2009

Caro Marco, ti scrivo

Genzano, 25 febbraio 2009

Caro Marco,
ho letto la tua lettera (http://schiavioliberi.blogspot.com/2009/02/una-mia-lettera.html) e il primo impulso è stato di scriverti che condividevo tutto. Ma non sarebbe stato giusto nei confronti delle tue riflessioni, sarebbe stato uno sminuire le tue idee. Allora l'ho stampata e letta con calma, perché certe cose meritano la calma e la riflessione. E anche se ne abbiamo parlato, non dobbiamo, non dovremo stancarci mai di ripetere come un mantra i nostri principi ispiratori.
La prima cosa che lamenti nella tua lettera "è lo scollamento tra le scelte e i reali bisogni dei cittadini", scollamento imputabile alla politica attuale. Anche se fondamentalmente d'accordo con ciò che dici , non possiamo trascurare le "nostre" colpe, le colpe di un popolo che ha vissuto l'eccesso di delega in maniera talmente distorta da aver mandato al potere Berlusconi e i suoi uomini. Le colpe dei partiti che ci hanno rappresentato e che sono diventati sempre più autoreferenziali distaccandosi in maniera traumatica dalle esigenze e dalle aspettative del "popolo". Ma ce lo siamo detti tante volte, noi continueremo la nostra battaglia per cambiare lo stato delle cose. La tua è una lettera piena di spunti, se andassi avanti a ruota libera ci si potrebbe scrivere un libro. Quindi tenterò di essere il più breve possibile. Incentri il resto dello scritto su tre termini ben precisi: debiti, questione ambientale, diseguaglianze sociali.
Per quel che riguarda i debiti ti posso dire, anche per esperienza diretta, che non sempre si arriva ad essere in difficoltà per colpa dell'apparire o del consumismo. So bene che lo sai, ma ripeterlo non fa danno. Anche le famiglie monoreddito più oculate stanno arrivando al limite. Abbiamo già parlato della "decrescita felice" e della relativa teorizzazione, ma oramai si deve parlare di "decrescita infelice" (può sembrare un gioco di parole ma è la dura realtà). Molte famiglie al supermercato vanno in caccia dei prodotti scontati, dei prodotti che costano meno senza pensare tanto per il sottile alla qualità o al rapporto qualità prezzo. Ai centri di aiuto di Roma oramai ci sono in fila persone a testa bassa nel tentativo di non farsi riconoscere perché sono lì per prendere un pacco di pasta, di riso, di pomodori o qualche indumento. E a prima vista non diresti che ne hanno bisogno. Hai ragione a dire che ci hanno spinto a consumare, il famoso credito al consumo, comprese le carte di credito che vengono rilasciate con eccessiva leggerezza, ha portato questo paese sull'orlo del collasso, ho paura che molti non riusciranno a rialzare la testa.
Tu, come molti altri, ti preoccupi della questione ambientale. Il nostro amato governo ora ci costruirà quattro nuove centrali nucleari quando ancora non sappiamo come smaltire i rifiuti di Caorso. Con i verdi che si lamentano che i parchi eolici deturpano il paesaggio. Che controsenso! Da una parte ci ritroveremo con impianti altamente inquinanti e pericolosi e non meno deturpanti il panorama, dall'altra abbandoneremo i timidi tentativi di sfruttare l'energia rinnovabile. Continuando a non fare nulla per incentivare realmente le famiglie ad investire in impianti solari, fotovoltaici o altro per risparmiare e inquinare di meno.
L'attacco ai diritti fondamentali con tanta fatica e sangue conquistati non è altro che un piano di un ben più vasto progetto di "ristrutturare" la nostra democrazia. Le risorse tecnologiche e scientifiche che tu citi serviranno solo a chi avrà i soldi e il potere per averle. La famosa forbice tra ricchi e poveri (sempre di più) sarà ancora più ampia. E tutti i progetti sono rivolti ad annullare le conquiste realizzate nel secolo scorso.
Il compito che ci attende è sempre più arduo, più duro e noi non possiamo e non potremo tirarci indietro, perché dopo di noi c'è sempre qualche ultimo più ultimo. E' a quegli ultimi dimenticati da un Dio, stolidamente, sempre voltato di spalle,come dice Luz, che dobbiamo pensare per trovare la forza di lottare ancora.
Ti saluto, caro Marco, è sempre un piacere leggerti, resistiamo sempre e comunque restando umani.
Ciao Gap

lunedì 23 febbraio 2009

Il buon Dario

Traggo spunto dalla lettura del giornale per alcune riflessioni.
Franceschini. "Noi dobbiamo chiamare a raccolta tutte le opposizioni per difendere la democrazia italiana. Alle europee mi va bene anche un voto contro, alle alleanze penseremo dopo".
Che un ex democristiano faccia proprio il pensiero di Lenin senza citarlo non può che fare piacere, forse il buon Dario ha capito gli errori fatti dall'ex comunista Veltroni. Quando si capisce che si lotta per la democrazia non ci si fa prendere dalle smanie da bambini del "tu giochi" "tu no". La lotta si fa tutti insieme senza distinzioni. Giochiamo tutti, poi faremo le squadre.
Franceschini. "Io voglio più fondi per polizia e carabinieri".
Parlando con un graduato della Polizia mi sono sentito raccontare la storia, che per sommi capi conoscevo, di un concorso fatto da anni che non ha avuto mai seguito. Concorso che avrebbe rimpolpato gli organici delle forze dell'ordine costituzionalmente abilitate a gestire l'ordine pubblico nel nostro paese. Mi sembra di ricordare che solo una minima parte dei vincitori sia stata integrata. Se facciamo il conto di quanto ci è costato mettere in campo i "soldatini" forse si sarebbero trovati i soldi per i vincitori del concorso. Se poi pensiamo che solo la Provincia di Milano, presidente Filippo Penati Pd, ha stanziato 250mila euro per le Ronde (come da comunicato ufficiale, corretto poi in "presìdi", articolo della scrittrice Silvia Ballestra) e li sommiamo a tutti gli altri stanziamenti che faranno comuni, provincie e regioni, potremmo rimandare in caserma i soldati, ci toglieremmo di mezzo le ronde o presìdi, da non confondere con i "nonni" davanti alle scuole, e potremmo portare le forze dell'ordine ad un organico congruo, creando nel contempo posti di lavoro legali. Si è voluto, da parte del governo, legittimare ciò che al Nord già esiste, le Ronde Padane, in un quadro di leggi liberticide che va avanti a tutto spiano. Spero che quanto detto da Franceschini, "Contro le ronde faremo una battaglia dura, anche in piazza" non sia solo una dichiarazione di intenti ma sia un collante per le forze di opposizione.
Franceschini. "La base non è solo il popolo di Internet, quei 1.300 dell'assemblea cosa sono? ... Guai se un politico si fa guidare solo dai sentimenti del popolo dei blog".
Ballestra. "Il Pd vuole le ronde, o le vuole solo Penati? Vuole una buona legge sul fine-vita oppure si astiene? Chi è disorientato, la base o il vertice?"
Al buon Dario, se potessi, farei leggere il precedente post, perché è vero che un politico non si può far guidare dalla pancia dei militanti, ma un buon politico non può ignorare le passioni dei militanti. C'è una contraddizione tra quando chiama a raccolta tutti e il non riconoscere appieno che le scelte si fanno con la testa, il cuore e la pancia. Altrimenti come dirimere l'angosciosa domanda della Ballestra? Come fare a dare credito al Pd dopo la scelta di Dorina Bianchi alla Commissione Sanità? Il buon Dario deve delle risposte ai suoi sostenitori, deve delle risposte a tutti noi che, pur non essendo del Pd, ci rendiamo conto che senza di esso non si può fare una opposizione concreta e con speranza di vittoria. Il buon Dario deve dire qualcosa di sinistra.

venerdì 20 febbraio 2009

Sconfitti ma non domi

Atarassia- Imperturbabilità: termine usato dagli epicurei e dagli scettici per indicare quello stato di perfetta tranquillità e serenità d'animo, raggiunto dal saggio una volta libero dalle passioni. Dal greco ataraxa.
Atarassico-Imperturbabile, immune da emozioni, affetti, passioni.
Dizionario Devoto-Oli della lingua italiana

"L'uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto, ma non può essere sconfitto" Parole che Ernest Hemingway fa dire a Santiago ne "Il vecchio e il mare".(http://360gradi-helios.blogspot.com/2009/02/uomini-e-pesci.html)

Di presunti atarassici oramai è pieno il panorama politico, anche a sinistra. Le continue evoluzioni dei post-comunisti che hanno teorizzato una politica priva di passioni perché elaboratori di linee politiche ispirate da "perfetta tranquillità e serenità d'animo" hanno portato a prendere in considerazione alleanze, trattative, dialoghi altrimenti impossibili. Hanno portato ad abbandonare la pancia per il solo cervello dimenticando Menenio Agrippa. Hanno intrapreso il cammino verso l'atarassia senza essere e senza diventare saggi. Un saggio percepisce le cose con l'obiettività della ragione, riesce a mettere da parte il proprio particolare per il bene di tutti. Nelle società primitive la giustizia veniva esercitata dai "saggi", che riuscivano a porsi al di sopra delle questioni loro presentate indipendentemente da coloro che ne fossero coinvolti. Dove sono gli atarassici nella sinistra italiana? Hanno abbandonato le passioni senza elaborare alcunché, e chi ha mantenuto le passioni è ancora schiavo dei propri interessi, al punto da ricercare alleanze che si scioglieranno come neve al sole, sia se raggiungeranno l'obiettivo minimo, portare qualcuno al Parlamento Europeo, sia in caso di fallimento.
E a noi non resterà che aggrapparci alla speranza, quella speranza insita nelle parole di Heminway per bocca di Santiago, saggio che ha superato le passioni ma non le trascura, anzi, le coltiva, nella sua eterna lotta contro il Marlin di turno.
Non ci resta che aggrapparci all'idea che non saremo mai definitivamente domi. Perché è vero che l'uomo è fatto per la sconfitta, senza di essa non si proseguirebbe la lotta per cambiare le cose verso il nostro orizzonte. Ho detto nostro perchè ognuno, ogni gruppo, in questo caso ogni ideale politico, ha un suo orizzonte che non è in assoluto quello giusto, o per lo meno non per tutti, e di qui la lotta.
La sconfitta è necessaria, indispensabile e propedeutica al prosieguo della battaglia.
Purché ci sia sempre qualcuno che voglia lottare, e ci sia qualcuno in grado di guidare gli eserciti verso la vittoria.

mercoledì 18 febbraio 2009

Una domenica bestiale

E così Veltroni ha abbandonato la carica di segretario del Pd.
Che faccio? mi straccio le vesti, no sarebbe uno spettacolo indecente.
Mi strappo i capelli? Lo farei se riuscissi a prenderli.
Mi ubriaco? Non posso, poi starei male.
Mi imbarco in una dotta e prolissa disamina delle cause del suo fallimento? Già fatto con congruo anticipo. (Chi vuole, chi soffre di insonnia, chi ha una vena masochistica, chi non è soddisfatto di ciò che ha letto sui giornali, udito in televisione o letto su altri blog, può cercarseli nei precedenti post).
Oppure parlo di Berlusconi e della sua nuova battuta? E poi che faccio mi vergogno, non mi vergogno, e riprendiamo il dibattito lì dove eravamo rimasti dopo l'abbronzatura di Obama?
Allora torno alla solita domanda: che cosa faccio con le mani sulla tastiera? Non lo so, allora pubblico un altro raccontino scritto una venticinquina di anni fa.
(Avvertenza per il Russo, l'essere più maligno che circola nell'etere quasi al pari di Bastian Cuntrari, non c'è nulla di autobiografico).
Caso vuole che il titolo del raccontino si adatta bene anche a Veltroni.


Antonio si trovava sulle rive del lago di Bracciano invitato da amici a trascorrere una domenica di relax, tranquillità e divertimento. Certo fu dura far alzare il figlio, preparare il pranzo al sacco, sistemare il gatto, i canarini e tentare di riordinare gli avanzi della cena del sabato sera. La moglie, contrariamente alle sue abitudini, ancora dormiva. per le nove erano comunque tutti pronti, la domenica si preannunciava divertente e grazie al sole che già splendeva alto un po' di abbronzatura era garantita.
Teresa ancora non si rendeva conto che non era un giorno qualsiasi. Suo marito le aveva portato il caffè a letto. Era ancora emozionata e si chiedeva se tutto ciò non nascondesse qualcosa. Si era preparata in fretta, sempre contrariamente alle sue abitudini, e aveva recuperato il tempo passato a poltrire a letto.
Si resero subito conto che andare al lago sarebbe stata la solita ammazzata a causa del traffico che ogni domenica si riversava sulla Cassia. Oltre le file dei giorni lavorativi, i romani si dovevano sorbire anche le file domenicali per poter passare una giornata diversa, lo straordinario domenicale non pagato. Era ormai tarda mattina quando arrivarono alla piccola insenatura del lago dove si erano dati appuntamento. Erano convinti, i suoi amici, che pochi conoscessero quel posto, quella domenica servì a far loro cambiare idea, nessun posto è sconosciuto ai rompiscatole. C'era tanta gente nella comitiva e non tutti erano noti a Teresa e Antonio. Il salotto di casa, dove Antonio era seduto mentre mi raccontava la sua avventura era diventato troppo piccolo per l'arrivo di mia moglie, dopo i saluti e un aperitivo rimanemmo di nuovo soli. Dato che la cosa si era risolta per il meglio misi su il disco di Concato, che ha dato poi vita a questa rievocazione. Mentre la musica scorreva piano, Antonio riprese il racconto.
Le solite chiacchiere da spiaggia tenevano impegnata la folta comitiva. Il sole ogni tanto si velava per qualche nuvola passeggera. Arrivarono anche amici ritardatari e Antonio sbiancò in volto, lo posso immaginare dato che impallidì anche durante il racconto, e lanciò una occhiata alla moglie, Teresa, che distratta dal bambino, non si era accorta di nulla. Il mio amico si dileguò prima delle presentazioni. Fece quattro passi tra gli alberi per recuperare un poco di calma. Ciò che aveva visto lo aveva turbato, eppure doveva essere abituato a lei. Erano stati amanti per due anni. A tutto avrebbe potuto credere meno che si sarebbero incontrati di nuovo. Ripensò ai momenti passati con lei, alle trame intessute per non rendere noto a neussno il loro legame, alla finta indifferenza sul posto di lavoro, al fatto di non aver mai parlato a sua moglie di quella collega tanto carina e disponibile. Teresa, che ogni sera gli chiedeva come fosse andata al lavoro, effettivamente non sapeva nulla della sua vita fuori delle mura domestiche. Antonio si era reso conto che solo quando il suo legame con Angela era terminato, aveva iniziato a parlare del suo impiego, dei suoi colleghi e di come avesse voglia di andar via, di cambiare aria, delle scuse puerili che aveva trovato per giustificare il suo cambiamento. E ora grazie a quella "domenica bestiale" tutti i suoi sforzi stavano per andare in fumo. Chissà se Angela si sarebbe tradita. Chissà se era sposata, se aveva bambini, come era il suo nuovo lavoro, se il fidanzamento con il presidente era andato in porto. Chissà che lavoro le aveva trovato quel maiale, come faceva a trovare posti di lavoro per ogni sua amante? Aveva un accordo con i colleghi di altre aziende e se le scambiavano? Angela era stata l'ultima come diceva o no?
Le sue riflessioni furono interrotte dalla stentorea voce di Edoardo, suo collega e amico, che certo non sapeva nulla di loro ma che aveva intuito e coperto la tresca a ogni buon conto. La risata spontanea e fragorosa di Edoardo lo accolse di nuovo nel gruppo e Antonio si rese conto allora che il suo volto tradiva l'emozione. Su consiglio e istigazione dell'amico fecero una corsa sulla riva prima di tornare in seno alla comitiva. Il caos regnava sovrano. Palloni rotanti, palette saettanti, secchielli atomici si libravano nel cielo accompagnati da una colonna sonora di pianti ed urla mentre gli schizzi arrivavano dalla riva come se piovesse.
Nessuno si sarebbe accorto del loro ritorno Se Angela non avesse chiesto al loro ospite di presentargli il nuovo arrivato. Il cuore gli balzò, come si suol dire, in gola. La bocca dello stomaco gli si chiuse e sentì una vampata di caldo sulle guance. Liala sarebbe stata felice di quella scena. Le presentazioni furono sobrie e pacate, l'essere angelico si avviò subito verso il lago per bagnarsi. Altro che Venere, Foscolo Liala e Botticelli. Si rese conto di quello che aveva lasciato. Antonio fu riportato al tempo presente dalla voce di Teresa che gli stava chiedendo: "E' carina, vero?". Capì quanto bene gli voleva la moglie, si girò e la baciò con passione come fosse stato il primo giorno.
Antonio a racconto finito mi chiese non più un aperitivo, ma qualcosa di forte. Mi resi conto che ne aveva bisogno. Anche io, forse, pensando che Angela era la mia amante.

E i cappellacci alla sarda?


Cappellacci di zucca di Ferrara

Cosa serve per la ricetta
500 gr di farina bianca, cinque uova, due chili di zucca gialla (stagna), 170 gr di formaggio parmigiano reggiano, noce moscata, burro, sale
Come preparare la ricetta cappellacci di zucca
Per la pasta: impastare quattro uova, farina, un pizzico di sale, tirare una sfoglia sottile e tagliarla a quadretti, di circa sei centimetri di lato. Per il ripieno: impastare la polpa della zucca cotta in forno con un uovo, il formaggio grattugiato e la noce moscata. Mettere il ripieno nei quadretti di pasta ricavandone dei cappelletti più grandi del normale. Cuocerli in abbondante acqua salata e condirli con burro fuso, salvia e formaggio grattugiato. Alcuni li servono con un ragù di carne.

martedì 17 febbraio 2009

I meccanismi della mente

Scrivo di Soru? No
Scrivo di Cappellacci Berlusconi? Fossi matto.
Scrivo di Veltroni? Meno che mai.
Scrivo degli italiani? Nemmeno per idea.
Scrivo dei rumeni? Ma quando mai.
Scrivo delle donne? Non mi passa per la mente.
Allora che ci faccio davanti a questo computer con le mani sulla tastiera? Non lo so.
Ciao.

Come una mappa geografica non è il paese che rappresenta, così le mappe sensoriali del cervello non spiegano gli oggetti del nostro mondo percettivo. Per dare origine alla conoscenza, per risolvere il dilemma di Descartes, dobbiamo guardare dentro le mappe, nelle cellule nervose da cui sono fatte, nei neuroni della conoscenza. Vi sono più di dieci miliardi di cellule nervose nel cervello umano. Ogni centimetro cubo di corteccia cerebrale contiene probabilmente più di tremila fibre nervose che connettono insieme le cellule. Se tutte le cellule e le fibre nervose di un cervello umano venissero messe in fila una dopo l'altra, esse arriverebbero certamente fino alla Luna e ritorno. Però proprio il fatto che non sono disposte l'una dopo l'altra ha permesso all'uomo di andarci esso stesso sulla Luna. Lo sbalorditivo groviglio che c'è dentro le nostre teste ci ha reso quello che siamo. Ogni cellula della corteccia riceve sulla sua superficie in media parecchie migliaia di terminazioni delle fibre di altre cellule. La ricchezza delle interconnessioni fa di ogni neurone un'anima cartesiana.

Colin Blakemore, Direttore esecutivo del Consiglio sulla Ricerca Medica del Regno Unito; Professore di Fisiologia, Waynflete Institute, Università di Oxoford

Tratto da "I Meccanismi della mente" di Colin Blakemore, Editori Riuniti 1981, potete trovarlo su e-bay al costo di 12 €

domenica 15 febbraio 2009

In bici a Castel Sant'Angelo



Dopo aver parcheggiato la macchina scesero padre e figlia. Lui con fare calmo e meditato aprì il portabagagli e iniziò a montare la bici della bimba, la fronte gli si imperlò di sudore un po' per il caldo e un po' per la fatica. La bambina intanto guardava ansiosa prendere forma il dono tanto atteso. Terminati i brevi preparativi padre e figlia si avviarono verso Castel Sant'Angelo, a poche centinaia di metri. Lui si accorse degli sguardi di compiacimento che ispirava nei rari passanti, soprattutto turisti, in quel caldo e umido pomeriggio d'agosto.
Gettò uno sguardo a destra verso la maestosità di San Pietro, pensando a tutti i pellegrini che vedeva andare verso la basilica come formiche verso il nido, chissà se troveranno, si chiese mentalmente, dentro quel maestoso tempio lo spazio per raccogliere la propria anima. Guardò la bimba che, pur con qualche esitazione, procedeva con la sua bici sul marciapiede. L'uomo volse lo sguardo a Castel Sant'Angelo, alzò gli occhi al cielo e vide l'Angelo in tutto il suo splendore di statua restaurata, gli parve che con la sua spada lo stesse ammonendo, ma di che cosa?
Fu distolto da quell'inquietante pensiero dalla voce dolce della figlia che gli chiedeva di essere aiutata a salire i gradini. Era passato un quarto d'ora.
Il padre guardò l'orologio e disse alla bambina che aveva un'ora a sua disposizione, poi sarebbero tornati a casa. Teneramente, con la voce lamentosa e supplichevole, la bambina fece presente al genitore che un'ora era troppo poco. Lui la guardò con gli occhi ridotti ad una sottile fessura e sibilò, in modo che nessun turista, alla ricerca di ombra per riposarsi dopo tanto camminare, e nessun genitore, come lui con i figli in bici o con altri giochi, potesse udirlo, che non era il caso di protestare e polemizzare. La piccola bimba si fece ancor più piccina e pensò, mentre si avviavano per il lungo viale alberato, a quanto sarebbe stato bello se il tempo si fosse fermato a sua piacimento. Controllò il suo piccolo orologio, erano le 16, pensò a quanto fosse lunga un'ora, si arrese e iniziò a pedalare con foga, quasi volesse sfruttare anche il più piccolo secondo della sua piccola ora.
Si allontanò dal padre, era giustamente arrabbiata, le sembrò in quel momento l'unico modo per fargli capire quanto lo sentisse lontano.
Lui era assorto nella lettura del suo quotidiano, non ci avrebbe rinunciato per nulla al mondo. Non rifletté, per incapacità?, per mancanza di volonta?, a ciò che poteva significare il comportamento di sua figlia.
Passava il tempo e lei pedalava sempre con la stessa foga, non era più un gioco, e neppure si divertiva. Le sue gambette si indurivano e i suoi occhi si riempivano di lacrime che aumentavano con l'avvicinarsi dell'ora fatidica. Vide in lontananza un giornale agitarsi, scuotersi, piegarsi e farsi sempre più piccolo fino a che non riuscì più a vederlo.
Senza attendere di essere chiamata, iniziò a tornare indietro verso la panchina, scese dalla bici, tese una mano e con voce rotta dal pianto disse: "Andiamo, nonno, è tardi".

giovedì 12 febbraio 2009

Intanto Berlusconi fa il suo comodo


Nel gran vociare di questi giorni, dove alcuni si sono distinti per essere privi di qualsiasi umanità, compassione e ogni altro sentimento che li possa accomunare agli esseri umani, Berlusconi si faceva i cazzi suoi.
Prendiamo ad esempio le elezioni in Sardegna. Mi dica qualcuno di voi se ha mai sentito in televisione una parola detta da Soru. E ditemi invece quante volte avete sentito parlare il nanoscurodellademocrazia. Quale par condicio è stata applicata, quale corretta informazione sono stati in grado di dare gli organi di stampa televisivi e giornalistici. Lo pseudo ministro della giustizia pronuncia "Parole barbare senza alcun fondamento", come detto dal membro del Csm Mauro Volpi. Intanto il premier promette nuovi soldati ad Obama per l'Afghanistan.
Sfruttando il caso Englaro, si è fatto campagna elettorale al posto del fantoccio che sulla carta è candidato.
Sfruttando il caso Englaro ha fatto passare in seconda fila tutti gli altri problemi del Paese.
Sfruttando il caso Englaro continua a decidere della nostra vita.
Sfruttando il caso Englaro ha tentato di dare una spallata alla Repubblica.
Sfruttando il caso Englaro faranno passare una legge che ci obbligherà a rimanere "in vita" in eterno.

Intanto si è tornati a picchiare gli operai, i manifestanti di Vicenza, si rimette in libertà chi tenta di dare fuoco agli stranieri (e siamo al secondo tentativo), si querela Famiglia Cristiana come se fosse un giornale dell'estrema sinistra che ha offeso il potere costituito, si lasciano senza soldi i cassintegrati dell'Alitalia.

Se non sono tentativi di instaurare un regime, ditemi voi a cosa mirano, a vincere la partita a Monopoli o a Risiko?

mercoledì 11 febbraio 2009

Premio Dardos 2

Mauro Milani ha detto...
Hai vinto un nuovo premio Dardos!


Questa comunicazione risale al 2 gennaio. Colpevolmente me ne sono accorto solo oggi!!!

Non posso far altro che cospargermi il capo di cenere e chiedere scusa a Mauro Milani per la mia involontaria villania. Sono comunque onorato del premio e dell'interesse che mi rivolgete.

Grazie a tutti.

lunedì 9 febbraio 2009

La foto che manca

La foto che manca
di Giovanni Maria Bellu

Guardate bene quelle foto. I giornali domani ne saranno pieni. Le televisioni inonderanno le case degli italiani con l’immagine di Eluana. E taceranno il fatto che quella ragazza, la ragazza sorridente delle foto, non esiste più da diciassette anni.
Il presidente del Consiglio, con la tempestività dello specialista di marketing, ha immediatamente avviato la seconda fase dell’operazione-Eluana. La sua prima dichiarazione è chiara fino alla spudoratezza. "E’ stata resa impossibile l'azione per salvarla".

Guardate quella foto e osservate la curva dei sondaggi. Cinque giorni fa due italiani su tre condividevano la scelta di Beppino Englaro. Ieri il paese era diviso a metà. Nel mezzo c’è stata una delle più colossali operazioni di disinformazione del dopoguerra. Sarà interessante e istruttivo studiarla. Perché la campagna mediatica della tragedia di Eluana Englaro è la dimostrazione evidente dei danni che la cosiddetta “anomalia italiana” è in grado di produrre nella libera formazione del consenso.
La tempestività con cui Silvio Berlusconi ha diffuso la sua dichiarazione chiarisce a tutti quelli che ancora non se n’erano accorti il senso dell’intera operazione: attribuire la morte di Eluana Englaro al capo dello Stato e all’intera opposizione. Con qualche venatura di “giallo” come ha potuto constatare chi, poco fa, si trovava davanti alla televisione e ha avuto la disgrazia di sentire Bruno Vespa.

L’uso delle immagini della ragazza sarà, nei prossimi giorni, il proseguimento con altri mezzi della falsificazione operata attraverso i servizi sui risvegli dal coma (di persone in condizioni totalmente diverse da Eluana Englaro) o con l’utilizzo ossessivo di verbi quali “bere” e “mangiare” (spesso accompagnate da immagini di focacce e bottiglie d’acqua). Per questo è importante guardare bene, cioè in modo adulto e consapevole, quelle vecchie foto.

Perché il loro uso e abuso richiamerà un’assenza. Richiamerà l’immagine mancante. Quella di Eluana nel letto di morte.
L’immagine che, se solo avesse voluto, Beppino Englaro avrebbe potuto diffondere per mettere a tacere i suoi calunniatori. Non l’ha mai fatto. Non ha voluto farlo. Ma questo, state sicuri, le televisioni del premier non lo diranno.

09 febbraio 2009

http://www.unita.it/news/81331/la_foto_che_manca

Vorrei che il silenzio scendesse su questa triste storia, sulla vita di Eluana e sulla sua morte. Non mancheranno invece sciacalli (e chiedo scusa agli animali) e mentitori che utilizzeranno questa vicenda con fini che nulla hanno a che fare con con questa penosa vicenda. Un pensiero dolce a Eluana e alla sua famiglia.

Dedicato ad un giovane blogger

"Il vocabolario usato in questo articolo sembra quello di un prodotto mentale di raiset. Di sinistra, ma sempre di raiset. Per esempio: sai cosa vuol dire "giustizialista"?"
Quando ho letto queste parole, la prima reazione è stata una risata. Mi è stato detto di tutto ma mai una cosa così ridicola. E te lo dico senza nessuna acrimonia. Ho pensato se era il caso di risponderti e ho deciso di si, anzi ti dirò di più: Ego te absolvo in virtù dei tuoi venti anni, ma per penitenza ti dovrai leggere questo post, le "Lettere dei condannati a morte della Resistenza", "Una scelta di vita" di Giorgio Amendola. Se fossi stato come quei cattivi preti che godono nell'infliggere punizioni ti avrei detto di leggere "La Storia del Partito Comunista Italiano" di Paolo Spriano, infatti questo è un consiglio.
Abbandonando le facezie e passando alle cose serie mi sento di darti più di un semplice parere.
Se a vent'anni mi avessero detto e criticato per avere come "mito", "vate", "profeta" Pietro Ingrao sarei stato contento e lo avrei difeso a spada tratta contro tutti. Ma Ingrao era ed è di sinistra, era ed è un comunista. Travaglio, che tu lo voglia o no, è un uomo di destra. Non è colpa mia, e nemmeno sua, se molti iscritti al Pd lo considerano come detto sopra. Dimostra la pochezza del partito, non di Travaglio. Se tu non lo consideri il tuo "profeta" buon per te, ma non vedo perché inalberarsi tanto e difendere chi lo percepisce in quel modo. Chiusa la questione a cui ho dedicato fin troppo tempo e spazio.
Tralascio le altre cose che non condivido appieno e passo alla tua affermazione: "In Italia non c'è il regime che intendete voi. Solo quello televisivo e cartaceo ma possiamo "dribblarlo" nei modi che ho descritto prima e che mi pare molti di voi stiano già facendo."
In Italia, negli ultimi anni, come dice lo stesso Travaglio, sono state promulgate molte leggi liberticide, contro gli immigrati, contro i barboni, gli zingari; leggi ad personam che servono ad uso esclusivo del capo come in una qualsiasi repubblica delle banane, ricordi la rubrica di Travaglio" Bananas"?
Tu stesso citi il regolamento comunale di Lucca che vieta i ristoranti etnici in centro, cosa è se non una chiusura verso la diversità?
O vogliamo parlare dell'impoverimento della scuola pubblica? Tra poco solo i ricchi potranno avere una educazione al passo dei tempi, i poveri, che sono sempre di più, si dovranno accontentare di una istruzione di base che riporterà indietro nel tempo l'Italia. Al tempo che si diceva "poveri ignoranti", unendo due termini in maniera dispregiativa.

Come in altre precedenti occasioni, continuo a dire che in Italia non c'è nessun regime se non quello mediatico. Il diritto di voto a suffragio universale continuiamo ad averlo e, soprattutto, si può presentare alle elezioni chiunque. Io alle ultime elezioni ho avuto la possibilità di votare chi mi rappresenta in questo momento, l'IDV e il partito di Stefano Montanari. La Casta è in Parlamento solo se viene votata da noi cittadini. Se poi questi ultimi votano certe persone non ci possiamo fare niente. La Democrazia, anche se malata, c'è.
Vero, il diritto di voto a suffragio universale lo abbiamo ancora, ma non dire che puoi votare chi vuoi tu. E' una falsa democrazia, infatti voti solo per coloro che hanno deciso le segreterie di partito, tanto è vero che alle elezioni tu hai votato un partito non un nome. Ti faccio un piccolo esempio. Quando ero giovane mi potevo permettere di scegliere, nella lista del Pci (come nelle altre liste) di votare anche contro le indicazioni di partito. Immancabilmente votavo Ingrao che si presentava come capolista in Umbria ma che era in lista anche nel Lazio, nessuno mi ha mai detto nulla. Se ora Ingrao fosse presentato al decimo posto di una qualsiasi lista, non potrei votarlo, potrei votare solo la lista e passerebbero i capilista decisi dalle segreteria di partito. Dove trovi tutta questa sicurezza nel dire che si possono candidare tutti? Sempre nei tempi andati, che hanno sempre da insegnare qualcosa, le elezioni venivano pagate dai partiti e il singolo candidato contribuiva nella misura delle sue possibilità. Tanto è vero che in Parlamento sedevano operai, contadini ed impiegati. Ora vai a trovarli nel Parlamento, nemmeno Diogene con la sua lanterna li troverebbe.
Per finire una piccola annotazione sulla libertà d'informazione. Lo sai che c'è in progetto una regolamentazione dei blog che ridurrebbe la libertà di espressione anche nell'etere? Lo sai che una discussione come questa probabilmente non la potremo più fare?
E in base a tutto quello che ho scritto ieri e a questo post, sei ancora sicuro nell'affermare che non siamo in un regime?
Il segretario del partito per cui hai votato ha messo in guardia dal pericolo di Nazionalsocialismo, chi ha ragione? Tu o lui?
Con tutto l'affetto possibile ti saluto.

domenica 8 febbraio 2009

venerdì 6 febbraio 2009

SCENDIAMO IN PIAZZA

E' in corso un presidio sotto Palazzo Chigi a Roma indetto dai Radicali e dall'Associazione Luca Coscioni che culminerà domani, sabato 7 febbraio alle 17, in un sit-in silenziono. All'iniziativa hanno aderito molti partiti, dal Pd a Sinistra democratica, dai Socialisti a Rifondazione. Nel frattempo anche Mina Welby ha cominciato lo sciopero della fame.

Anche a Milano la federazione provinciale milanese di Rifondazione Comunista ha indetto un presidio di fronte alla Prefettura. Per il segretario provinciale del Prc Antonello Patta, «il decreto legge sul caso di Eluana Englaro approvato dal Consiglio dei Ministri è l'ultimo tentativo delirante di impedire l'attuazione della sentenza di un Tribunale della Repubblica».

Anche a Torino «Per la libertà di Eluana, per la libertà di tutti» è stato indetto un presidio dall'Associazione radicale Adeliade Aglietta per domani mattina, sabato 7 febbraio, in piazza Castello, davanti alla sede della Prefettura.

A Sassari sabato alle 10.30 l'associazione «Luca Coscioni», organizza sotto i portici di piazza Castello a Sassari un tavolo-manifestazione contro il decreto legge varato dal governo. Inoltre si effettuerà una raccolta di firme su una petizione popolare rivolta al Parlamento perchè nelle scelte relative alla fine della vita sia rispettato il diritto all'autodeterminazione di ciascun individuo, e perchè siano discusse le proposte di legge per la legalizzazione o depenalizzazione dell'eutanasia.

Fonte e aggiornamenti: http://www.unita.it/

Firma per dare la tua solidarietà a Napolitano
http://www.unita.it/news/81251/siamo_col_presidente_della_repubblica

giovedì 5 febbraio 2009

Potrei scrivere ...

Potrei scrivere del nanoscurodellademocrazia, del suo dilagare sulle televisioni pubbliche e private; delle sue offese agli avversari; del suo intervenire nella vicenda di Eluana.
E potrei scrivere, di conseguenza, della RAI, dei suoi dirigenti e dei suoi direttori di TG, del canone che noi paghiamo.
Potrei scrivere dei compensi dei nostri rappresentanti pubblici "liberamente" eletti, da quelli comunali a quelli nazionali e ai loro relativi guadagni.
Potrei scrivere della mancata introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento giudiziario, della nuova norma che limita i matrimoni misti e di conseguenza la libertà personale, della tassa di soggiorno a 200 euro per gli immigrati, dei barconi dispersi e dei Cpt e della loro regolamentazione. Dei bravi ragazzi che bruciano gli immigrati, i barboni e chi è comunque diverso, dei bravi ragazzi che violentano una quattordicenne e della madre di uno di loro che dice: "Mio figlio? Impossibile. Probabilmente lei ci stava". Potrei scrivere di cosa ha insegnato questa madre al figlio e cosa ha imparato lei dalle lotte delle donne degli ultimi quaranta anni.
Potrei scrivere della molotov lanciata contro un bar gestito da un egiziano.
Potrei scrivere dell' incriminazione dei boss della sanità, nonché proprietari di Libero e del Riformista, Angelucci.
Potrei scrivere del Tribunale del Riesame di Salerno che afferma che le indagini dei Pm di Salerno erano "precise e legittime"; di Giancarlo Caselli che afferma: "Impedire le intercettazioni significa favorire l'Italia dell'impunità".
Potrei scrivere del consigliere del Pd di Castellammare di Stabia ucciso dalla camorra.
Potrei scrivere del Pastore tedesco che riammette nel cuore di Santa Romana Chiesa gli scismatici di Marcel Lefebvre e fa sapere poi che al momento della remissione della scomunica non conosceva le posizioni negazioniste di diversi prelati scismatici.
Potrei scrivere che il Senato ha approvato l'emendamento della Lega al ddl sicurezza che elimina il divieto di denuncia da parte dei medici degli immigrati che vengono assistiti dal servizio sanitario nazionale e dà loro la facoltà di effettuare la denuncia stessa; la schedatura dei barboni e che nello stesso decreto è stata approvata la possibilità che siano istituite ronde di cittadini che possono segnalare alle autorità di polizia persone e fatti che a loro giudizio creano disturbo o sono potenzialmente pericolosi.
Potrei scrivere che l'altra notte hanno rotto la vetrina del bar sotto casa e tutti i bravi italiani che abitano sulla piazza hanno sentito ma nessuno ha chiamato la polizia, saranno sicuramente più solleciti a segnalare lo straniero che per il freddo si imbacucca e si copre il volto come un pericoloso criminale.
Potrei scrivere di quei gruppi che su Facebook vorrebbero mandare nelle camere a gas zingari, negri , froci (volutamente scorretto) ed altro ancora.
Potrei scrivere della nuova legge elettorale per le europee.
Potrei scrivere ...
Potrei scrivere che il nazismo/fascismo di ritorno è prossimo.
Potrei scrivere che questa situazione mi ricorda la salita all'Aventino dell'opposizione all'epoca del fascismo. Del bastone e della carota che Veltroni accetta senza fare alcunché per contrastare questo piccolo duce in crescita.
Potrei scrivere che la posizione del Pd è assolutamente inadeguata come quella del suo segretario; come inadeguato è qualsiasi esponente della sinistra che ancora è li a decidere quali interessi difendere oltre al proprio per la riconquista dello strapuntino.
Potrei scrivere che sono quasi in completo accordo con Di Pietro, il qualunquista e giustizialista Di Pietro, che almeno ha il coraggio di alzare la voce e dire che il nazionalsocialismo è alle porte.
Attrezziamoci quindi per resistere, sempre e comunque.


martedì 3 febbraio 2009

Mio zio ed Eluana


Oggi è l'anniversario della scomparsa di un mio zio. Quello zio che mi fece leggere "Memorie di un barbiere" (post del 19 settembre 2008), e che ha contribuito a fare di me un comunista. Uno zio che tra i suoi ultimi pensieri ne ha avuto uno per me e per Luz.


Oggi è forse anche il punto di svolta della triste vicenda di Eluana. Posso solo tentare di capire cosa ha nel cuore il padre, l'eccezionale Beppino, a cui va un dolce pensiero come per Eluana.

Resurrezione di Lazzaro - Caravaggio

domenica 1 febbraio 2009

Pout pourrii non molto allegro

Caso Battisti
1) Oramai penso che non ci sia bisogno di spiegare oltre il mio punto di vista. Solo alcune considerazioni aggiuntive. L'uomo, oltre ad essere un delinquente comune che ha mascherato le sua/loro azioni con una pseudo idea politica, è un perfetto idiota. Si può disquisire se fosse o meno presente su tutti i luoghi dei 4 omicidi, se sia stato chiamato in causa dai suoi complici per poter alleggerire le loro colpe, sugli aspetti dubbi o zone d'ombra dei suoi processi, ma di certo Battisti non contribuisce a prendere in considerazione il suo caso con l'obiettività che esso richiederebbe. Il suo fare strafottente, il suo sorriso derisorio perennemente stampato sul viso, le sue dichiarazioni irridenti la giustizia, le vittime e i parenti tolgono qualsiasi voglia, perlomeno a me, di andare oltre nel seguire il caso. Ma non è possibile farne a meno. Il can can, a suo modo vergognoso, che hanno armato i nostri governanti e una ricca parte dell'opposizione, o alcune dichiarazioni a cazzo di qualche estromesso dal parlamento, danno il polso della situazione in Italia. Come detto da tutti quelli che hanno conservato un minimo di logica e raziocinio, questo can can non è altro che intorbidire le acque per rendere la visione meno chiara a tutti. Quali proteste per Saccucci, Zorzi, Ventura e altri ancora? Nessuna se non le urla e gli strepiti di quella che ancora era una vera sinistra. E che dire della ridicola richiesta di sospendere la partita amichevole Italia-Brasile di calcio? Ma ci siamo dimenticati tutti che abbiamo giocato a tennis con il Cile di Pinochet e con il Sudafrica segregazionista? E le tournee in Cina dove vige ancora la pena di morte? Ma non facciamoci ridere dietro oltre, abbassiamo i toni e rispettiamo, pur se a malincuore la decisione di uno stato sovrano. E non mi si venga a dire che il Brasile in quanto a giustizia ha ancora da imparare da noi, forse una volta ma dopo il G8 di Genova e altri casi il paragone non è proponibile.
2) Con Battisti fa il paio Valerio Morucci. Brevemente. Era stato invitato all'Università di Roma per un dibattito sul terrorismo, il professore che lo aveva organizzato pensava fosse utile che i giovani d'oggi sapessero da un protagonista negativo cosa fosse la lotta armata e il terrorismo. Apriti cielo!! E' venuta giù una grandinata di proteste che a portato all'abolizione dell'evento. E sin qui sarebbe potuto essere normale. Il 6 febbraio costui andrà a presentare il suo nuovo libro (di cui non cito titolo e casa editrice, almeno mi evito della gratuita pubblicità) a Casa Pound. Per chi non lo sapesse è un centro sociale di estrema destra contro cui il comune non ha fatto nulla, come logica vorrebbe avendo sgomberato almeno due centri sociali di sinistra ( la cosa riguarda anche la precedente giunta). Ma la cosa ancor più grave è che oltre ad aver detto "Voglio parlare con l'estrema destra", scelta tutta sua, avrebbe dichiarato (non trovo più la copia del Corriere della Sera che riportava la frase esatta): "Il fascismo non è il male assoluto" parafrasando il Presidente della Camera Fini.
Considerazione: ma è mai possibile che costoro oltre ad aver causato un danno irreparabile (e mi riferisco solo al lato politico del problema senza sottovalutare il lato umano delle loro azioni) alla sinistra degli anni 70/80 debbano ancora oggi continuare a danneggiare ciò che resta di una gloriosa storia politica sociale ed umana della nostra povera nazione?
3)
venerdì 23 gennaio 2009

Dubbi e provocazioni

Non è che Cesare Battisti dovrebbe essere in galera perché ha la faccia da taglia gole, e Fioravanti e Mambro siano fuori perché hanno la faccia da bravi ragazzi?

Questo è il testo di un post (ho eliminato le foto per comodità, le potete trovare sulla pagina originale) apparso su Yes we are different, il blog nato dopo l'esternazioni sulla pigmentazione della pelle di Obama da parte del nanoscurodellademocrazia.
Vi riporto di seguito lo scambio di opinioni che ho avuto con uno dei gestori del blog.

Gap ha detto...Trovo una inutile provocazione la pubblicazione di questo post. Non è inerente al tema del blog, ed è anche un po' infantile. 25 gennaio 2009 18.18Blogger

Silvano
ha detto... Ognuno percepisce le cose come può. 25 gennaio 2009 18.30
Blogger Gap ha detto... Perfetto, forse non te ne importa nulla, ma toglierò il link con questo blog. 25 gennaio 2009 21.26
Elimina
Blogger Silvano ha detto... Meglio tardi che mai. 25 gennaio 2009 21.33
Non penso che ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni da parte mia sul perchè ho tolto il link dal mio blog. E ci sarebbe comunque da dire molto sulle differenze dei casi richiamati, come ci sarebbe da dire molto sul differente modo di trattare il reinserimento nella società di ex-terroristi di sinistra e ex-terroristi di destra, per non parlare di ex detenuti in genere.

Morti e non morti
1) Il Russo nel suo ultimo post ricorda il giovane Giuseppe Gatì, ennesimo morto sul lavoro, assurto brevemente agli onori della cronaca per una polemica con Vittorio Sgarbi. Pur non entrandoci nulla Sgarbi nella sua morte, mi auguro che riveda tutte le notti il viso di quel giovane, a perenne monito che esistono siciliani onesti, laboriosi e desiderosi di fare ancora qualcosa per la loro terra. Cosa che lui, che siciliano non è, non sta facendo e non farà mai. Ha solo trovato un modo per tentare di rimanere a galla e fermare la sua china politica.
2) Nettuno, immigrato bruciato vivo. Tre i fermati uno è minorenne. Non morto fortunatamente, ma qualcuno dovrà sentirsi responsabile di questo fatto. Episodio che si aggiunge agli ormai quotidiani fatti di matrice razzista che accadono nel Bel Paese. Se vi fosse sfuggito, a Civitavecchia un poliziotto ha ucciso un immigrato regolare, a quel che sembra, per un litigio tra vicini.