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giovedì 29 gennaio 2009

Fanciullino o Peter Pan?


Da qualche parte devo aver scritto che non sono solo un lettore di quotidiani e libri ma anche di fumetti, la cosiddetta quarta letteratura. E non solo di quei fumetti colti, patinati e costosissimi che fanno tanto trendy, ma anche dei volgarissimi fumetti che si comperano in edicola. Quando li acquisto, insieme al quotidiano, immancabilmente c'è qualche persona, anche coetanei, che si girano a vedere, con un certo stupore, chi è quell'adulto che ancora acquista i "giornaletti".
Forse è, stiracchiando Pascoli, il "fanciullino" che è in me. "Il fanciullino è qualcosa che è presente in ogni uomo e che riesce a cogliere, nel magma delle esperienze comuni, le impressioni meno avvertite, a contemplare con infantile freschezza il mistero", e ogni tanto il fanciullino si palesa. O forse sarebbe meglio dire la sindrome di Peter Pan, che si annida in ognuno di noi non ben sviluppata o addirittura repressa.
Questa pseudo giustificazione psicologico-letteraria di "infimo livello", per dire che sto leggendo un fumetto della serie Agenzia Alfa, costola delle avventure di Nathan Never, edito da Sergio Bonelli, ambientata in un lontanissimo futuro, sperando che ancora ci sia un futuro. L'immancabile cattivo di turno domina il mondo, qualcuno si batte contro il potere dominante e a un certo punto dice: "La gente è bombardata costantemente dai comunicati del concilio che controlla le decisioni di tutti attraverso le menzogne e la paura" e qualche pagina oltre un altro personaggio, la giovane Joanna afferma: "Gli esseri umani non hanno ancora capito che prolungare la durata della vita è vacuo ... cosa sono venti anni in più di fronte all'eternità del tempo?" il piccolo robot Nuke di rimando:" Forse, venti anni in più sono tanto per chi può viverli". Ma Joanna ha un asso nella manica che butta sul tavolo: " E' vero, Nuke, hai ragione, sono tantissimi per chi può viverli ... Ma è l'aspetto etico che conta ed è l'accanimento nel vivere di più che è sbagliato, se non si vive meglio".
Appunto, come dicevo all'inizio, forse la mia ingenuità mi fa vedere in queste nuvolette disegnate una consapevolezza della vita e della sua qualità che molti politici e molti nostri concittadini non hanno. Nella prima frase citata si vede un chiaro riferimento alla situazione politica e sociale del nostro paese. Il cattivo di turno che invade la vita privata con i suoi comunicati amplificati da tutto e tutti, anche dal Ministro della Paura. Come nel dialogo successivo intravedo un chiaro riferimento alla storia di Eluana e a tutte le polemiche che sono ancora in atto.
Chissà se gli autori, Stefano Vietti, soggetto e sceneggiatura, Fabio Jacomelli e Stefano Martino alle matite, sarebbero d'accordo con la mia interpretazione?

E per finire un piccolo omaggio al più bel film di fantascienza mai realizzato.




domenica 25 gennaio 2009

La scissione dell'atomo 2

giovedì 3 luglio 2008

La scissione dell'atomo


Rifondazione sull'orlo della scissione, lite sul tesseramento.

Così recitano diversi titoli sui giornali on line sulla prevedibile scissione di Rifondazione.
Sul momento mi vengono in mente le seguenti formazioni di sinistra o che si dichiarano tali:
Rifondazione Comunista
Comunisti Italiani
Sinistra Critica
Partito Comunista dei Lavoratori
Sinistra Democratica

e questi sono quelli che vanno per la maggiore, figuriamoci quelli "minori".
E se proponessimo come segretario coordinatore di tutti Carlo Rubbia premio Nobel esperto di "particelle elementari" e sicuramente più simpatico di tanti nostri politici?

E' meglio tentare di riderci su anche se in questi giorni non abbiamo nulla da ridere.

P.S. Nel frattempo sono sorte "A sinistra", "Per la sinistra", "Con la sinistra", "Di fianco alla sinistra", "A destra della sinistra", "A sinistra della sinistra", "Sopra la sinistra", "Sotto la sinistra", "Con Rifondazione", "Rifondiamo rifondazione", "Rifondazione per la Sinistra". per non parlare delle connotazioni geografiche: "Sinistra del Ponente", "Sinistra del Levante", "Sinistra del Monferrato", "sinistra del Salento", e mi fermo prima che mi venga un crampo alla mano e un colpo apoplettico!!!

P.P.S. All'epoca questo post non ricevette nemmeno un commento.


All'epoca non sapevo come si caricassero i video!!

giovedì 22 gennaio 2009

Lamenti a senso unico, il caso Battisti

1) La persona e il personaggio non godono della mia minima simpatia, anzi, a pelle, è una di quelle persone che non mi piacciono. Il suo atteggiamento di certo non contribuisce a credere nella sua innocenza.
2) Il giudizio sul terrorismo, di destra come di sinistra, è netto e chiaro di condanna senza alcun tipo di appello.
3) Che Battisti abbia delle colpe da pagare è fuor di dubbio. Penso che nessuno lo metta in discussione.
4) Si contesta, da parte di alcuni, l'avergli voluto far pagare anche colpe commesse dagli altri e essere stato tirato dentro i processi senza che ci siano prove certe di una sua presenza sul posto di tre dei quattro omicidi a lui imputati. Tesi che non sposo fino in fondo perché non conosco appieno il caso, ma non mi stupirei se l'ipotesi rispondesse al vero. Non sarebbe stata e non sarà l'ultima volta che accade.
5) Che la giustizia abbia dei gravi problemi è come dire ho scoperto l'acqua calda. Il caso di Eluana Englaro è a dir poco scandaloso.
6) Capisco l'indignazione che il caso Battisti crea, anche se qualcuno cavalca la tigre non per amore di giustizia ma per pura convenienza politica.
7) E nemmeno mi interessa la posizione dei vari intellettuali, destrorsi e sinistrorsi che firmano appelli, scusate, a cazzo. Firmassero l'appello per Eluana e per l'applicazione di una sentenza della Corte d'Appello (http://www.unita.it/news/80450/eluana_anche_nostra_figlia). Per firmare andare sull'home page de l'Unita.it.

Ciò che dico ora darà la stura a nuove polemiche ma non posso esimermi.
8) Quelle stesse persone che ora gridano alla lesa maestà nei confronti della giustizia italiana, non hanno nulla da dire, come non hanno avuto nulla da dire all'epoca, facciamo un solo esempio, per la latitanza di Sandro Saccucci, importante esponente del Movimento Sociale Italiano. Saccucci, ex paracadutista e sospettato di aver partecipato al tentato golpe orchestrato nel dicembre del 1970 dal principe Junio Valerio Borghese, accusato di aver ucciso un militante di sinistra durante un comizio a Sezze (Lt) e riparato nell'Argentina dei colonnelli. E non faccio altri esempi, non ho intenzione di mettere sul piatto della bilancia i morti e i latitanti di destra e sinistra. Volevo solo far notare che gli urli e gli alti strepiti dovrebbero essere sempre di pari decibel, perché i colpevoli sono tali indipendentemente dalla colorazione politica, così come le vittime prescindono da qualsiasi colore.

lunedì 19 gennaio 2009

Quale stato?

Teoricamente lo Stato della Palestina dovrebbe comprendere la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. La Striscia di Gaza è di 360 km² mentre la Cisgiordania ha una estensione di 6.080 km², per un totale di circa 6.450 chilometri quadrati. All'interno della Cisgiordania sono oramai, ed in via di aumento, un consistente numero di colonie dello Stato di Israele che porta ad essere quell'estensione solo un numero sulla carta ma, come è evidente, non rispondente a verità. Dando, per assurdo, validità a quell'estensione, nello stato palestinese, si noti bene, senza contiguità territoriale e attraversato da un muro che divide paesi, villaggi, famiglie, dovrebbero vivere circa 4.000.000 (quattro milioni di persone, 2.500.000 in Cisgiordania e 1.500.000 nella striscia di Gaza). La grandezza dello stato palestinese sarebbe quindi pari alla grandezza della provincia di Perugia, qui a lato, con una enorme differenza. La provincia umbra ha una popolazione di 659.000 abitanti circa ed è il polmone verde dell'Italia, mentre la Palestina avrebbe una popolazione di quattro milioni di persone ristrette in poco spazio non paragonabile alla verde Umbria che non ha nessuno che governa a proprio piacimento acqua, elettricità, commerci e spostamenti delle persone. Non ci sarebbe da commentare oltre. Ma c'è un fatto di cui tutti sembrano dimenticarsi, o meglio vogliono dimenticarsi. La Diaspora palestinese. Si calcola che i palestinesi sparsi nel mondo siano una cifra pari a quasi 5 milioni di persone e quasi tutte vivono in condizioni men che buone, per usare un eufemismo. Nei vari accordi di pace (?) lo Stato di Israele non ha mai accettato, anzi ha posto come pregiudiziale, che tutti o una parte dei palestinesi potessero tornare nella loro patria d'origine. Senza calcolare che molti di loro non hanno mai visto la patria e la conoscono solo da racconti orali e da ciٍò che vedono e leggono su libri e giornali. A questo punto qualcuno mi/ci dovrebbe spiegare perché la differenza di trattamento tra i diversi popoli di questo mondo. Perché una minoranza come il Kosovo ha diritto ad un stato e nessuna limitazione al movimento di persone e i palestinesi no? Perché per l'Abkhazia Putin, altro difensore della libertà !, si è mosso a difesa dall'attacco della Georgia e per la Palestina no? Perché il Kuwait è stato difeso dall'attacco di Saddam e la Palestina no? Perché gli stati della ex Jugoslavia sono stati ricreati dal giorno alla notte con l'appoggio e le colpe di tutto l'occidente e la Palestina no? E potrei andare avanti tirando in ballo, di volta in volta, i difensori della libertà, fittizia, che agivano ed agiscono per i loro interessi.

Piccoli esempi di come è cambiata la composizione e l'estensione territoriale della Palestina.

venerdì 16 gennaio 2009

Genova per me

L'emergenza palestinese non è finita. Domani a Roma ci sarà la manifestazione a cui ancora non so se potrò partecipare per motivi di salute. Però la vita continua per tutti, o quasi, in maniera normale e tranquilla. Verrebbe voglia di chiudere tutto e pensare ad altro. Ma non ne sono capace. Quindi...

Genova per me in questi ultimi giorni ha significato tanto. Per diversi motivi che espongo e non in ordine di importanza. Pochi giorni or sono un blogger genovese, loris, ha avuto l'idea di lanciare il gemellaggio di Genova con Gaza. Il capoluogo ligure, medaglia d'oro della Resistenza, ha una lunga tradizione democratica ed antifascista, basti ricordare le manifestazioni contro il governo Dc-Msi di Tambroni. Ha una storia di movimento operaio di tutto rispetto. E l'idea di gemellarsi con Gaza nasce da questa tradizione. Il gruppo creato su Facebook GENOVA SI GEMELLI CON GAZA , ha avuto un buon successo e forse si concretizzerà in qualcosa di utile per i bambini palestinesi.
In questi stessi giorni ho terminato di leggere il secondo libro di Bruno Morchio, consigliatomi da Loris (lo sto citando troppo e si monterà la testa). Morchio ha creato un investigatore privato con dei sani principi democratici, figlio di comunisti e antiberlusconiano, che si muove nei carruggi di Genova con la sua Vespa in cerca di indizi che gli permettano di risolvere i casi che gli vengono affidati. Nel suo primo libro (Bacci Pagano una storia da carruggi- Fratelli Frilli Editori), un vero noir genovese, ci fa camminare per la vecchia città di mare, ci fa conoscere il commissario Pertusiello, uno dei pochi commissari che va d'accordo con un investigatore privato (come Dylan Dog con l'ispettore Bloch) e che sia di tendenze sinistroidi. Di contro ci fa conoscere anche l'ispettore Manzi della Digos, ci richiama anche i fatti del G8. Un bel libro, un bel romanzo, non solo un bel noir.
Genova: la città di Fabrizio De André, di cui si è detto tutto e non penso sia il caso di dire altro.

Genova, la città da dove doveva partire la campagna dell'Uaar (http://www.uaar.it/) sull'ateismo. Da giorni avevo messo la foto del bus e rinnovato il link, uno dei primi apparsi su questo blog. E' di oggi la decisione di bloccare la campagna pubblicitaria perché offenderebbe la religione cattolica. Potrei chiudere e dire che la sospensione della pubblicità è la dimostrazione della giustezza della campagna dell'Uaar, ma sarebbe banale. E' il vecchio problema. Se un rappresentante di qualsiasi religione gira casa per casa a cercare nuovi fedeli va tutto bene, a parte certi fenomeni di intolleranza verso alcune confessioni particolarmente insistenti. Se un'associazione di atei fa opera di proselitismo per l'ateismo allora tutti insorgono. Ma dove è finita la libertà di culto? Perché se sono libero di scegliere un culto debbo essere libero anche di non seguirne nessuno e di fare proselitismo per esso. Da notare che lo slogan non è volgare, offensivo o altro. Lo riporto per chiarezza: " La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che non ne hai bisogno".
Dire che la sospensione della campagna mette in pericolo la libertà d'espressione, come riportato dall'Uaar, non basta, è in pericolo la stessa libertà personale di ognuno di noi.

martedì 13 gennaio 2009

Vittorio Arrigoni obiettivo degli israeliani

Io non conosco l'inglese, ma vi lascio questo link http://stoptheism.com/, se altri sono nelle mie condizioni possono leggere questo articolo de l'Unità online, http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=75151 .
Altro non ho da dire.

sabato 10 gennaio 2009

Pensieri unici


E' inutile, il proposito di non scrivere per un po' di tempo è già svanito. E questa volta non è il bisogno insopprimibile di cui parlavo. E' la necessità di ciò che mi accade attorno che mi spinge a dire la mia, per quel che conta.

PALESTINA
1) Bandiere bruciate- Come ho già detto in un commento su un altro blog, condivido ciò che dice Myriam Marino (Associazione ebrei contro l'occupazione) in una intervista a l'Unità:
"Non condivido questo gesto che ha caratterizzato alcune recenti manifestazioni. Ma non mi sconvolgo se prende fuoco un pezzo di stoffa, di fronte al bruciare di vite umane".
2) Proposta di boicottare i negozi di ebrei- La proposta qualifica chi l'ha fatta, anche se poi ha puntualizzato spiegando che intendeva i prodotti israeliani. Ennesima prova che prima di parlare occorre collegare il cervello con la bocca. Non servono le precisazioni, ci si ricorderà solo della proposta iniziale. E' anche sintomo della miopia politica, non tutti gli italiani di religione ebraica (e non ebrei, ignoranti!) approvano l'azione violenta di Israele. Colpire nel mucchio è lo stesso metodo che viene attuato in questi giorni a Gaza.

3) Operazione Piombo fuso- Già il nome dato all'operazione fa capire l'intento e il metodo dell'azione intrapresa dalle forze armate israeliane. Aggiungete a questo la presa in giro di oggi pomeriggio 10 gennaio 2009, aerei israeliani hanno volantinato un testo che avvertiva gli abitanti di Gaza che sarebbero ripresi i bombardamenti. Oltre al danno anche la beffa, come se i palestinesi avessero un altro posto dove andare. Un volantinaggio del genere mi sembra sia stato fatto anche durante la seconda guerra mondiale, se non erro, a Dresda che poi venne rasa al suolo dalle forze alleate.
4) Manifestazione di mercoledì 14 gennaio a Roma pro guerra- Qui siamo all'assurdo. La convocazione della manifestazione recita così: "E' giunto il momento di manifestare pubblicamente il nostro sostegno alla democrazia israeliana impegnata in una dolorosa e difficile operazione di guerra contro il terrorismo di Hamas". La manifestazione è convocata dall'"Associazione Parlamentare di amicizia Italia-Israele", che vede tra i suoi esponenti Andrea Ronchi di AN e Piero Fassino del Pd. Qualcuno all'interno di quest'ultimo partito ha avuto il buon gusto di dissociarsi (D'Alema, attendiamo altri segni di ragione da altri esponenti). Fino a prova contraria questa è una manifestazione di appoggio alla guerra, di appoggio alla "dolorosa e difficile operazione" che sta mietendo vittime innocenti tra i palestinesi. Per scelta non pubblico foto dolorose (già lo feci per Carlo Giuliani e non vengo meno al mio dettato), ma questi loschi figuri le hanno viste? Le hanno comprese? O il tornaconto politico di Olmert, Livni ed altri esponenti israeliani in vista delle elezioni ha coinvolto anche loro? E con queste parole non assolvo sicuramente Hamas.
5) Papa- Il Pontefice ha auspicato "che emergano dirigenti capaci di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione" e ha chiesto alle due parti una tregua immediata. Come in occasione dell'invasione dell'Iraq da parte degli americani mi schierai con il Pastore polacco, per questo fatto contingente, mi schiero con il tanto vituperato Pastore tedesco. Mi sembra che tanti che lo tirano per la tonaca ad ogni piè sospinto questa dichiarazione l'abbiano ignorata alla grande.
6) Campo di concentramento- Mai saputo che su questa allocuzione fosse stato messo il copyright da parte degli israeliani. Accusare il Vaticano, da parte dello Stato di Israele, di parlare come Hamas, dà il senso della non ragionevolezza delle posizione del governo di Gerusalemme.
7) Robert Fisk- In un suo articolo il giornalista inglese ha ricordato i 17.500 morti, quasi tutti civili, molti dei quali donne e bambini, dell'invasione del Libano nel 1982; i 1.700 civili palestinesi morti nel massacro di Sabra e Chatila; la strage di Qana presso la base Onu dove morirono 106 civili libanesi, la metà bambini; l'assassinio dei profughi di Marwahin a cui venne ordinato di lasciare le loro case per poter poi essere falciati da un elicottero israeliano; i 1.000 morti, quasi tutti civili, provocati nel 2006 nel corso dell'invasione, sempre in Libano. Cosa sarebbe successo se solo un decimo di questie morti fossero state provocate da Hamas o dai palestinesi? Come si chiede helios: "Dove sta la decantatissima e sempre invocata proporzione fra offesa e difesa? Dove si nasconde l'umanità della stella di David? Dove si trova il buon senso?"

E tanto per non farci mancare nulla, una occhiata in casa nostra.
Sinistra Italiana

Liberazione- Non mi stupisco che Ferrero abbia deciso di far fuori Sansonetti, non sto dicendo che è giusta la decisione. Che i progetti di Sansonetti e Ferrero siano diversi è palese. Che la decisione di Ferrero, secondo la sua logica, sia giusta anche. Sul metodo si potrebbe e si può discutere.
La vecchia "novità" del direttore politico risponde alla logica del progetto Ferrero. In tempi andati, i giornali di partito avevano un direttore politico e un direttore giornalista. Il direttore politico era il guardiano della linea di partito, il direttore giornalista si preoccupava della fattura quotidiana del giornale.
Pur senza togliere nulla al sindacalista nominato direttore di Liberazione (se accetterà), per il momento non ha la statura di un Ingrao, un Reichlin, un Ferrara (Maurizio) o un Macaluso, tanto per citarne alcuni. Nonostante fossero principalmente uomini politici essi venivano dal mondo del giornalismo e fecero l'Unità come giornalisti E politici. Indubbiamente si tratta di un passo indietro, per Liberazione, per il giornalismo di partito e il giornalismo in genere. Indubbiamente la vicenda Sansonetti si sarebbe potuta gestire meglio con un passo indietro da parte dei due contendenti. Ma come al solito la sinistra(?) continua a farsi del male, a dividersi perché come dice Helios:"La sinistra, tutta, il settarismo (si può ancora chiamarlo così?) che per addolcirne il suono si definisce massimalismo, ce l’ha nei geni, nei gameti. Nei coglioni, insomma, anche in senso allegorico. Sembra proprio che non ne possa fare a meno".
Liberazione perde un ottimo giornalista e Sansonetti perde un posto privilegiato per poter portare avanti il suo discorso.
Questa è la sinistra oggi, che cosa vogliamo fare? Darci le martellate sui coglioni !!!!!!!

mercoledì 7 gennaio 2009

Pro Palestina




Anche avendo seri dubbi sull'utilità di Facebook (dubbi che non verranno di certo sciolti ora), mi preme segnalare un'iniziativa che reputo valga la pena sostenere e diffondere. Loris Viari ( asinistra ) ha creato un gruppo che si chiama GENOVA SI GEMELLI CON GAZA PER UNA PACE IMMEDIATA . Questo è il link del gruppo su Facebook GENOVA SI GEMELLI CON GAZA.
E' vero nel mondo ci sono tante situazioni di guerra, prendo l'impegno personale di affrontare in seguito anche le altre situazioni.

CARTA D'IDENTITA'

Ricordate!
Sono un arabo
E la mia carta d'identita' e' la numero cinquantamila
Ho otto bambini
E il nono arrivera' dopo l'estate.
V'irriterete?
Ricordate!
Sono un arabo,
impiegato con gli operai nella cava
Ho otto bambini
Dalle rocce
Ricavo il pane,
I vestiti e I libri.
Non chiedo la carità alle vostre porte
Ne' mi umilio ai gradini della vostra camera
Perciò, sarete irritati?
Ricordate!
Sono un arabo,
Ho un nome senza titoli
E resto paziente nella terra
La cui gente è irritata.
Le mie radici
furono usurpate prima della nascita del tempo
prima dell'apertura delle ere
prima dei pini, e degli alberi d'olivo
E prima che crescesse l'erba.
Mio padre…viene dalla stirpe dell'aratro,
Non da un ceto privilegiato
e mio nonno, era un contadino
ne' ben cresciuto, ne' ben nato!
Mi ha insegnato l'orgoglio del sole
Prima di insegnarmi a leggere,
e la mia casa e' come la guardiola di un sorvegliante
fatta di vimini e paglia:
siete soddisfatti del mio stato?
Ho un nome senza titolo!
Ricordate!
Sono un arabo.
E voi avete rubato gli orti dei miei antenati
E la terra che coltivavo
Insieme ai miei figli,
Senza lasciarci nulla
se non queste rocce,
E lo Stato prenderà anche queste,
Come si mormora.
Perciò!
Segnatelo in cima alla vostra prima pagina:
Non odio la gente
Né ho mai abusato di alcuno
ma se divento affamato
La carne dell'usurpatore diverrà il mio cibo.
Prestate attenzione!
Prestate attenzione!
Alla mia collera
Ed alla mia fame!

MAHMUD DARWISH
Poeta della resistenza

Mahmud Darwish nacque ad Al-Birwah, presso la citta' d'Akka, in Palestina, nel 1941. Nel 1948 il suo villaggio fu attaccato dai Sionisti e la sua popolazione si disperse in altri luoghi. Il futuro poeta e la sua famiglia ripararono in Libano. Un anno dopo, tornati in Palestina, trovarono il villaggio completamente distrutto, ed al suo posto un insediamento ebraico.

lunedì 5 gennaio 2009

IL MIO BLOG

Per alcuni giorni il titolo del mio blog sarà sostituito da questa immagine, in onore del popolo palestinese che sta subendo un massacro.

Ho voluto unire un disegno ed una frase che parlano di due vicende devastanti.

L'immagine è conosciuta in tutto il mondo ed è di Naji al-Ali che del suo personaggio dice:

"Fu quando nacque il personaggio di Handala. E finalmente ho introdotto Handala ai lettori: "Sono Handala, dall'accampamento di Ain al-Helwa. Do la mia parola d'onore che rimarrò leale alla causa". Quella era la promessa che avevo fatto a me stesso. Il giovane, scalzo Handala era un simbolo della mia infanzia. Aveva l'età che avevo io quando lasciai la Palestina e, in un certo senso, ho quell'età ancora oggi. Anche se tutto questo è accaduto 35 anni fa, i particolari di quel periodo della mia vita sono ancora assolutamente presenti nella mia mente. Sento di poter ricordare e percepire ogni cespuglio, ogni pietra, ogni casa ed ogni albero che ho incontrato quando ero un bambino in Palestina. Il personaggio di Handala era una specie di icona che ha protetto la mia anima dal cadere ogni volta che rallentavo o stavo ignorando il mio dovere. Quel bambino era come una spruzzata di acqua fresca sulla fronte, mi risvegliava l'attenzione preservandomi dall'errore e dall'indecisione. Era l'ago della bussola, costantemente puntato verso la Palestina. La Palestina non soltanto in termini geografici, ma la Palestina nel suo senso umanitario - il simbolo di una causa giusta, che fosse in Egitto, in Vietnam o in Sud Africa".

La frase non ha bisogno di alcuna presentazione, è del libro "Se questo è un uomo" di Primo Levi.


Bandiera della pace

Forse non servirà a nulla,
ma abbiamo di nuovo, purtroppo,
appeso la bandiera della pace
sul nostro balcone.

venerdì 2 gennaio 2009

"A Gaza è in corso un massacro che non può essere giustificato né minimizzato" *

* Richard Falk relatore speciale delle Nazioni Unite per i Diritti umani nei territori palestinesi.

Non si può fare a meno di parlare di ciò che sta accadendo alle nostre porte. La questione israelo-palestinese ha radici antiche ma sicuramente non è una pianta di ulivo. E' una mala pianta politico-diplomatica-economica che è stata piantata in una terra poco fertile per motivazioni, epoca storica e motivazioni contingenti.
E' inutile che rifaccia la storia del conflitto e della genesi di esso, chi vuole la storia politica può leggere il libro di Xavier Baron "Palestina" edito dalla Baldini, Castoldi e Dalai, per chi desidera la storia vista dal punto di osservazione di un israeliano può leggere Amos Oz "Una storia d'amore e di tenebra", Einaudi.
Ci torno su per l'ennesima volta perché ciò che vediamo in questi giorni non è che il triste ripetersi di avvenimenti più e più volte accaduti. Sempre con i medesimi risultati e sempre con le stesse tristi, tragiche e sconvolgenti immagini. Dando per scontato che chi mi legge un po' della storia di questo conflitto la conosca, vorrei tentare di analizzare altri aspetti non meno gravi e non meno trattati da chi ha a cuore questa vicenda.

Diritti umani, è solo una questione di diritti umani.

Lo Stato di Israele ha privato il popolo palestinese di diversi diritti fondamentali, e ciò non da poco tempo ma sin dall'inizio della storia. Con la costruzione del muro non ha fatto altro che aggravare e codificare i soprusi fin qui perpetrati.
In molti paesi e villaggi palestinesi gli israeliani si sono appropriati dei pozzi d'acqua privando le popolazioni autoctone, perché di questo si tratta palestinesi autoctoni-israeliani conquistatori, di un diritto e di un mezzo di sostentamento (a parte l'uso personale l'acqua, è banale dirlo ma forse giova, si utilizza per coltivare (innaffiare le piante), abbeverare le greggi, lavorare la lana ecc.
Hanno tagliato ai palestinesi gli alberi di ulivo, patrimonio di quella terra da sempre e da sempre simbolo di pace (ma questa parola a loro è sconosciuta). Hanno decimato le greggi stesse, togliendo un altro diritto fondamentale, quello del nutrimento per poter sopravvivere. E non contenti di farlo sulla terra, hanno utilizzato lo stesso metodo sul mare impedendo ai palestinesi anche la pesca. Vik (http://guerrillaradio.iobloggo.com/) ne ha ampiamente parlato nel suo blog per esperienza diretta.


Lo stato di Israele incarcera senza processo, non ne hanno bisogno perché loro sono la legge in quelle terre. Ha tolto il diritto fondamentale del libero spostamento delle persone e delle merci impedendo di fatto che i palestinesi abbiano una economia fatta di commercio come accade in tutto il mondo. Hanno distrutto anche il più piccolo artigianato, esso sopravvive solo a Gerusalemme e in condizioni di forte disagio.
L'istituzione dei checkpoint oltre a limitare la possibilità di muoversi liberamente, è fonte perenne di umiliazioni per i palestinesi, essere fermati ogni chilometro da giovanotti armati di mitra con il colpo in canna non è sicuramente una esperienza da invidiare, ma se oltre a questo ci aggiungete il perverso godimento di terrorizzare, umiliare tutti, dai bambini agli anziani, diventa una tortura continua. Essere padroni della vita altrui, costringere in ginocchio un altro essere umano solo perché tu potresti ucciderlo deve dare a questi ragazzotti un'ebrezza malata senza pari. Picchiare le persone solo perché chiedono di poter essere trattati come è giusto è una vendetta conscia ed inconscia rispetto a quello che hanno subito i loro antenati.

Privare i palestinesi della corrente elettrica di modo che non possano tirar su l'acqua dai pozzi, accendere un forno o leggere alla luce di una lampadina, guardarsi in faccia come facciamo noi, collegarsi ad internet come noi, vedere il televisore come noi che cosa è se non un privare di molti diritti i palestinesi?
Aver diviso famiglie, dal 1948 in poi, che cosa è se non una invasione del territorio altrui e il famoso "dividi et impera" degli antichi romani? E l'aver disperso i palestinesi nel mondo che cosa è se non una diaspora? Aver deportato i palestinesi dalle città verso i territori desertici dello Stato di Israele e aver poi tolto loro anche le minime possibilità di vita umana, come pensate si possa chiamare?

Ora dovrei fare l'elenco di tutte le stragi, da Sabra e Chatila, ai bombardamenti dei vari campi profughi, o ai bombardamenti "mirati" di obiettivi militari e terroristici, o dell'assedio di Ramallah, o dell'uccisioni dei vari capi e capetti della lotta armata dei palestinesi. Ma sarebbe inutile, le immagini le abbiamo tutti stampate nella memoria e per chi lo avesse dimenticato, i gentili israeliani ce lo stanno ricordando in questi giorni.
Immaginiamo, quindi, che tutto ciò che ho brevemente descritto (e non è tutto) lo avesse fatto una qualsiasi nazione, poniamo l'Italia, verso la Svizzera. Pensate che la cosa sarebbe rimasta senza reazioni? Pensate che gli altri stati europei non sarebbero intervenuti? Pensate che l'ONU non avrebbe mandato "gli osservatori" o le truppe di pace? E pensate che sarebbero stati posti veti in consiglio all'ONU da parte dei difensori della democrazia e della libertà che rispondono al nome degli Stati uniti d'america?

A chi giova tutto ciò?. Ma principalmente perché questo accade? L'ho già scritto e mi ripeto e sarei disposto a farlo all'infinito se servisse a qualcosa.
La nascita di Israele è dovuta ad un effettivo bisogno di dare un luogo a questo popolo perseguitato nei secoli. La scelta del luogo e le motivazioni sono alquanto discutibili. Se quella terra era stata loro promessa da Dio, perché l'hanno abbandonata? E perché tornarci dopo millenni con fare da padroni? E perché, in primo luogo gli inglesi, non hanno gestito l'"innesto" dei futuri israeliani su un territorio abitato da arabi in maniera più morbida e cercando l'accordo con la popolazione autoctona? Ma si sa che l'ovvio e la saggezza non sono un pregio dei politici anche perché dietro la nascita e l'appoggio allo stato di Israele ci sono calcoli economici e di potere non indifferenti. Altrimenti come si giustificherebbe l'opposizione e la non attuazione di tutte le risoluzioni dell'ONU? Indispensabile per capire la situazione è prendere in considerazione il senso di colpa che gli occidentali, in particolare gli inglesi e gli americani (per non parlare dei tedeschi), hanno nei confronti degli Ebrei e per trasposizione verso gli israeliani. Oramai sembra assodato che ciò che avveniva nei campi di sterminio nazisti fosse stato abbondantemente segnalato ai governi inglese e americano e che la cosa sia stata sottovalutata. L'aver dovuto affrontare, a guerra finita, il problema e scoprire che ciò che era accaduto in quei campi travalicasse la più turpe idea che potesse venir in mente ad una persona malata ha generato uno stato di sudditanza che ha portato a giustificare azioni e comportamenti altrimenti condannabile e da condannare.
Una delle chiavi di volta per superare il problema israelo-palestinese è oltrepassare il senso di colpa e sudditanza. Se non si affronta ciò nessun occidentale muoverà un passo decisivo verso la questione.

E non va sottovalutato il punto di vista israeliano. Avendo il mio popolo subito cose inenarrabili mi sento in dovere di difendermi in tutti i modi, anche i più turpi e che banalmente richiamano ciò che abbiamo subito nel corso dei secoli. E' un circolo vizioso che si corre il rischio non si risolva mai e che porterà a soluzioni estreme che riguarderanno tutti, vicini e lontani.

Come non si può fare a meno di prendere in considerazione la posizione dei paesi arabi. Per molto tempo la solidarietà data ai palestinesi è stata vera e sincera, ma ad un certo punto essi sono diventati un peso, un problema. Se li sono trovati in Libano, in Giordania, in Siria, in Marocco, in ogni dove, insomma. E il problema non era e non è di facile gestione. In pratica i palestinesi hanno subito ciò che all'epoca aveva subito il popolo ebraico. Ed ora i paesi arabi non hanno più la forza politica ed economica per poter porre delle condizioni. Anche perché molti di loro si sono accodati al carro dei vincitori (USA) non come alleati ma come succubi. E non penso che la guerra sia una soluzione. Le sparate di Ahmadinejad sono solo propaganda di bassa lega fatta sulla pelle di chi non ha più nessuno che li difenda in maniera seria.


Date queste parziali motivazioni, mi dovete spiegare perché i palestinesi non possono essere un po' incazzati. E date queste motivazioni mi dovete spiegare perché ci si scandalizza tanto dei loro metodi di lotta (non sto dicendo che li approvo sia chiaro) e non si prova ad analizzare con obiettività quali possibilità ha questo popolo di vedere i propri diritti riconosciuti, non come una elargizione ma come un diritto averli e un dovere concederli. Come possono difendersi da un esercito tra i più forti del mondo, ma fatte le proporzioni tra popolazione ed estensione dello stato, forse il più forte del mondo. Avete mai riflettuto che Israele è grande poco meno della Lombardia? E che dire della potenza dei razzi Qassam utilizzati dai palestinesi in confronto ai raid aerei e terrestri delle forza armate della stella di David? O come qualcuno auspica devono attendere di essere martirizzati tutti e dispersi definitivamente in modo che lo stato di Israele possa vivere liberamente senza arabi tra i piedi?
Detto tutto questo i vari tribunali internazionali sparsi nel mondo che fanno ? Ma i loro giudici dormono tranquillamente tutte le notti?

Pur nella mia lunghezza è chiaro che non posso essere stato esaustivo, ma non posso e non voglio sostituirmi a chi queste analisi le fa per mestiere. Mi limito solo a lanciare un mio grido di dolore per quella popolazione, ma anche per le vittime inermi degli attentati dei kamikaze, che pagano le colpe dei loro miopi governanti che pur di difendere la posizione di guardiani degli interessi del mondo occidentale in Medio Oriente, infliggono le stesse pene che loro hanno sopportato per centinaia di anni.