domenica 12 luglio 2009

Buena vista social club

Sabato sera siamo andati a sentire il complesso cubano, grazie al regalo delle mie figlie per il compleanno. Inutile fare la storia del gruppo e disquisire su quanti dei componenti originali sono ancora in vita. E' stata una bella serata di musica. Il complesso, formato da ottimi musicisti, ha dato vita a due ore di buona musica e spettacolo al punto di trascinare i tremila spettatori a accennare passi di danza nel piccolo spazio delle gradinate. Personalmente sono rimasto seduto, non sarebbe stato bello vedere un orso che si dimenava, la gente avrebbe potuto spaventarsi e fuggire creando la mitica calca.
Siamo arrivati alle venti, abbiamo parcheggiato con tutta calma a 100 metri dall'Auditorium di Roma, grazie a Renzo Piano per aver creato un posto all'aperto con una acustica ottima, ci siamo fatti un ricco kebab e siamo andati a prenderci il nostro posto numerato con rilassatezza dopo essere passati anche in libreria e, strano, non aver comperato nemmeno un libro.
I minuti di attesa li ho passati guardando la gente che arrivava. Che spettacolo!
1) Ancora una volta ho scoperto che ci sono donne che ce l'hanno (l'organo femminile) di forma diversa, quadrata, sferica, romboidale, a trapezio, a cono finanche a cilindro. Una sfilata di "ce l'ho solo io, fatemi largo". Per alcune si sfiorava il comico, per altre il patetico.
2) Un concerto all'aperto, la cavea dell'Auditorium, non prevede di certo mise particolari ma più di qualcuna non ha retto alla tentazione di sfoggiare abiti sicuramente inadatti per non dire inadeguati. C'era anche una ragazza vestita in perfetto stile cubano, è stata l'unica che è rimasta seduta dall'inizio alla fine senza nemmeno seguire il ritmo della musica. E che dire poi della profferta di carne, tette al vento e cosce all'aria a profusione. Resto del parere, scontentando le vetero femministe, che deve mostrare chi può.
3) Tutti i maschi erano in pantaloni lunghi, scarpe chiuse con calzino, non so dirvi se lungo o corto, piu di qualcuno con giacca leggera o pulloverino. Pochissimi quelli in pantaloncini corti e meno che meno in sandali. L'apparire più dell'essere anche per loro.
4) Che dire dei due signori alle nostre spalle che per tutto il tempo di attesa non hanno fatto altro che parlare ad alta voce dando sfoggio di tutte le banalità e i luoghi comuni che possano albergare nel cervello di un uomo. Dalla storia dei Buena Vista fino all'architettura dell'Auditorium e delle Terme dell'antica Roma. Avrei voluto girarmi e dire loro di finirla di sparare cazzate, come si dice a Roma, se le cose non le sai, salle, prima di aprire bocca.
5) Permane il pessimo vizio di coloro che arrivano in perenne ritardo. Abbiamo visto arrivare alle 21.15 persone che erano già a mangiare il kebeb quando siamo arrivati. Maleducazione e mancanza di rispetto verso gli altri spettatori e i musicisti.
6) Le persone che vanno via prima che il concerto sia finito per evitare la ressa dell'uscita, o quelle che con noncuranza, finta, si avvicinano all'uscita e attendono la fine in piedi per essere i primi che vanno via.

Quanto mi piace parlare male degli italiani, in ogni occasione riescono a dare il meglio del peggio.

7 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Tralasciando il comportamento di certi italiani, che prtroppo riescono sempre a distinguersi, questo tipo di serate sono sempre belle e importanti.
Incontrare culture diverse, può essere solo fonte di ricchezza.

il monticiano ha detto...

La musica cubana e la gioia di vivere di Company Segundo, ove ci fossi venuto anch'io all'Auditorium, avrebbero contagiato anche me e mi sarebbe venuta certamente la voglia di danzare. Non so ballare e quindi sarei rimasto seduto accanto all'orso Yoghi, praticamente come un suo pater familias.
Quanto alla mise femminile ti confesso che m'hai fregato.
Sì perchè stavo preparando un post sulla moda attualmente in voga di lor signore, signorine o signorone.
E' quasi totalmente sparita la minigonna e i jeans collassati e al loro posto sono piombati dinanzi ai nostri occhi i pantaloncini-culottes indossate da italiane, europee, africane, americane, asiatiche ecc. Alcuni di questi mini-chiamali come ti pare sono talmente minuscoli che, a parte il fatto di riuscire ad individuare de visu (specie di occhi) la forma di ciò che si trova nel loro lato A, anche quella del loro lato B è degno di attenzione.
Sarò anche un po' cecato - o forse abbagliato - ma quando da lontano ne vedo venire incontro un bel gruppetto mi sembra come se qualcuna di loro non li indossi neppure. Qui, nel rione Chinatown,
c'è come invasione di tali dolcezze.

helios ha detto...

Sarebbe certamente mooolto peggio vedere Gap in minigonna oppure in perizoma.

Punzy ha detto...

io ODIO chi arriva in ritardo agli spettacoli. Ho recitato in teatro per ANNI ed è un fastidio insoprimibile, per l'attore, dover combattere con spostamenti di sedie, persoe che si alzano e chiacchierano a spettacolo iniziato

il Russo ha detto...

Ti dirò la verità: mi sono approcciato a questo post convinto di beccarmi un pippotto indegno sui Buena Vista invece, al punto 1, ho capito che era un trattato sociologico che manco Zucconi!
Ma tu, come minchia eri vestito?

Rouge ha detto...

Non avevo letto il tuo post prima di commentarti da me. Vale quello che ho detto lì :)

Anonimo ha detto...

Dai GAP con una ballerina come Luz, come hai fatto a non scatenarti in un merengue?
Dovrebbero aprire una "Casa de la Trova" ai castelli romani così ti eserciti a suonare e ballare.
Belli che siete.
Un abbraccio
Melo