Atarassia- Imperturbabilità: termine usato dagli epicurei e dagli scettici per indicare quello stato di perfetta tranquillità e serenità d'animo, raggiunto dal saggio una volta libero dalle passioni. Dal greco ataraxa.
Atarassico-Imperturbabile, immune da emozioni, affetti, passioni.
Dizionario Devoto-Oli della lingua italiana
"L'uomo non è fatto per la sconfitta. Un uomo può essere distrutto, ma non può essere sconfitto" Parole che Ernest Hemingway fa dire a Santiago ne "Il vecchio e il mare".(http://360gradi-helios.blogspot.com/2009/02/uomini-e-pesci.html)
Di presunti atarassici oramai è pieno il panorama politico, anche a sinistra. Le continue evoluzioni dei post-comunisti che hanno teorizzato una politica priva di passioni perché elaboratori di linee politiche ispirate da "perfetta tranquillità e serenità d'animo" hanno portato a prendere in considerazione alleanze, trattative, dialoghi altrimenti impossibili. Hanno portato ad abbandonare la pancia per il solo cervello dimenticando Menenio Agrippa. Hanno intrapreso il cammino verso l'atarassia senza essere e senza diventare saggi. Un saggio percepisce le cose con l'obiettività della ragione, riesce a mettere da parte il proprio particolare per il bene di tutti. Nelle società primitive la giustizia veniva esercitata dai "saggi", che riuscivano a porsi al di sopra delle questioni loro presentate indipendentemente da coloro che ne fossero coinvolti. Dove sono gli atarassici nella sinistra italiana? Hanno abbandonato le passioni senza elaborare alcunché, e chi ha mantenuto le passioni è ancora schiavo dei propri interessi, al punto da ricercare alleanze che si scioglieranno come neve al sole, sia se raggiungeranno l'obiettivo minimo, portare qualcuno al Parlamento Europeo, sia in caso di fallimento.
E a noi non resterà che aggrapparci alla speranza, quella speranza insita nelle parole di Heminway per bocca di Santiago, saggio che ha superato le passioni ma non le trascura, anzi, le coltiva, nella sua eterna lotta contro il Marlin di turno.
Non ci resta che aggrapparci all'idea che non saremo mai definitivamente domi. Perché è vero che l'uomo è fatto per la sconfitta, senza di essa non si proseguirebbe la lotta per cambiare le cose verso il nostro orizzonte. Ho detto nostro perchè ognuno, ogni gruppo, in questo caso ogni ideale politico, ha un suo orizzonte che non è in assoluto quello giusto, o per lo meno non per tutti, e di qui la lotta.
La sconfitta è necessaria, indispensabile e propedeutica al prosieguo della battaglia.
Purché ci sia sempre qualcuno che voglia lottare, e ci sia qualcuno in grado di guidare gli eserciti verso la vittoria.
9 commenti:
Mi permetto una piccola domanda da quell'ignorante che sono (in materia).
Innanzi tutto non sono un atarassico, giuro ed io sono uno di quelli che vuole lottare, età e salute permettendo ma dove si trova il "qualcuno" in grado di guidare gli eserciti verso la vittoria?.
La situazione forse non è delle più ideali per fare delle sciocche battute ma conosci per caso il numero di telefono di Diogene?
Bellisssima riflessione che condivido in toto.
Mi unisco al Monticiano nel ritenere che manca quel qualcuno e, per certi versi, manca anche un qualcosa.
Si ha timore a dichiararsi comunisti, socialisti, di sinistra in genere, come se si dovesse dichiarare una brutta malattia. Sono riusciti a far associare la parola "sinistra" a "sconfitta", appiccicando l'etichetta del perdente, del retrogrado, dello statalista (bestemmia!!).
Per quel che mi riguarda mi sono seduto sulla sponda del fiume e aspetto. Qualsiasi cosa, hai visto mai che oltre ai cadaveri passi pure qualcuno in grado di camminare sulle acque. Con una bandiera rossa, naturalmente :)
Condivido.
Credo che la lotta debba essere fatta da tante battaglie quotidiane e costanti per riuscire a sovvertire l'ordine delle cose.
Vabbè, la sconfitta sarà "necessaria, indispensabile e propedeutica al prosieguo della battaglia", il problema è che quando a forza di propedeutiche e indispensabili sconfitte stesse stai a striscià, te voio vede d'annà a battagliare....
Che dire oltre: hai ragione ?
Diogene il cinico, già, che viveva in una botte e disse ad Alessandro Magno di levarsi che gli toglieva la luce del sole.
Tutto qui quello che voleva da lui.
Altri tempi.
Sono, anch'io, con il Monticiano quando si chiede se esiste e dov'è quel "qualcuno" che dovrebbe guidare gli eserciti verso la vittoria.
Come scrivi tu, si è ancora troppo schiavi dei propri interessi ed è difficile immaginare una luce, seppur fioca, in fondo alla galleria.
Io sono una di quelle che ha ancora voglia di combattere perchè "anche la più flebile luce si deve far finta sia un faro talvolta..."
A presto.
Il problema sarà mica nei prefissi? Basta con quel post-comunisti! Non possiamo diventare pre-comunisti?
cara Miranda, io sono COMUNISTA, non mi riguarda il post e pre. Se sono ancora qui a pestare sulla tastiera è perchè credo che in una idea, e nel mio piccolo la porto avanti, con coerenza e dignità. Cosa che di certo non fanno i post comunisti alla veltroni. Non mi vergogno e non rinnego nulla, analizzo gli errori e vado avanti perchè l'uomo è fallace e tutto si può migliorare. Anche se non ce ne sarebbero le condizioni voglio ancora sperare in un mondo migliore. O se si preferisce, attendo che sorga il sol dell'avvenire, anche a costo di andarlo a spingere per farlo salire in alto.
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