Genzano, 25 febbraio 2009
Caro Marco,
ho letto la tua lettera (http://schiavioliberi.blogspot.com/2009/02/una-mia-lettera.html) e il primo impulso è stato di scriverti che condividevo tutto. Ma non sarebbe stato giusto nei confronti delle tue riflessioni, sarebbe stato uno sminuire le tue idee. Allora l'ho stampata e letta con calma, perché certe cose meritano la calma e la riflessione. E anche se ne abbiamo parlato, non dobbiamo, non dovremo stancarci mai di ripetere come un mantra i nostri principi ispiratori.
La prima cosa che lamenti nella tua lettera "è lo scollamento tra le scelte e i reali bisogni dei cittadini", scollamento imputabile alla politica attuale. Anche se fondamentalmente d'accordo con ciò che dici , non possiamo trascurare le "nostre" colpe, le colpe di un popolo che ha vissuto l'eccesso di delega in maniera talmente distorta da aver mandato al potere Berlusconi e i suoi uomini. Le colpe dei partiti che ci hanno rappresentato e che sono diventati sempre più autoreferenziali distaccandosi in maniera traumatica dalle esigenze e dalle aspettative del "popolo". Ma ce lo siamo detti tante volte, noi continueremo la nostra battaglia per cambiare lo stato delle cose. La tua è una lettera piena di spunti, se andassi avanti a ruota libera ci si potrebbe scrivere un libro. Quindi tenterò di essere il più breve possibile. Incentri il resto dello scritto su tre termini ben precisi: debiti, questione ambientale, diseguaglianze sociali.
Per quel che riguarda i debiti ti posso dire, anche per esperienza diretta, che non sempre si arriva ad essere in difficoltà per colpa dell'apparire o del consumismo. So bene che lo sai, ma ripeterlo non fa danno. Anche le famiglie monoreddito più oculate stanno arrivando al limite. Abbiamo già parlato della "decrescita felice" e della relativa teorizzazione, ma oramai si deve parlare di "decrescita infelice" (può sembrare un gioco di parole ma è la dura realtà). Molte famiglie al supermercato vanno in caccia dei prodotti scontati, dei prodotti che costano meno senza pensare tanto per il sottile alla qualità o al rapporto qualità prezzo. Ai centri di aiuto di Roma oramai ci sono in fila persone a testa bassa nel tentativo di non farsi riconoscere perché sono lì per prendere un pacco di pasta, di riso, di pomodori o qualche indumento. E a prima vista non diresti che ne hanno bisogno. Hai ragione a dire che ci hanno spinto a consumare, il famoso credito al consumo, comprese le carte di credito che vengono rilasciate con eccessiva leggerezza, ha portato questo paese sull'orlo del collasso, ho paura che molti non riusciranno a rialzare la testa.
Tu, come molti altri, ti preoccupi della questione ambientale. Il nostro amato governo ora ci costruirà quattro nuove centrali nucleari quando ancora non sappiamo come smaltire i rifiuti di Caorso. Con i verdi che si lamentano che i parchi eolici deturpano il paesaggio. Che controsenso! Da una parte ci ritroveremo con impianti altamente inquinanti e pericolosi e non meno deturpanti il panorama, dall'altra abbandoneremo i timidi tentativi di sfruttare l'energia rinnovabile. Continuando a non fare nulla per incentivare realmente le famiglie ad investire in impianti solari, fotovoltaici o altro per risparmiare e inquinare di meno.
L'attacco ai diritti fondamentali con tanta fatica e sangue conquistati non è altro che un piano di un ben più vasto progetto di "ristrutturare" la nostra democrazia. Le risorse tecnologiche e scientifiche che tu citi serviranno solo a chi avrà i soldi e il potere per averle. La famosa forbice tra ricchi e poveri (sempre di più) sarà ancora più ampia. E tutti i progetti sono rivolti ad annullare le conquiste realizzate nel secolo scorso.
Il compito che ci attende è sempre più arduo, più duro e noi non possiamo e non potremo tirarci indietro, perché dopo di noi c'è sempre qualche ultimo più ultimo. E' a quegli ultimi dimenticati da un Dio, stolidamente, sempre voltato di spalle,come dice Luz, che dobbiamo pensare per trovare la forza di lottare ancora.
Ti saluto, caro Marco, è sempre un piacere leggerti, resistiamo sempre e comunque restando umani.
Ciao Gap
10 commenti:
Linkato!
Ciao
Francesco
Gap,non trovo le parole per esprimerti la mia ammirazione. Hai colto perfettamente l'intento della mia lettera:aprire per quanto possibile un dibattito, una ricerca di cause e di soluzioni. Questo è il bello di comunicare con persone che hanno i tuoi stessi ideali nel cuore, e con le quali sai sempre di poter aprire un confronto costruttivo potendo in questo modo cercare assieme la strada verso la via di uscita.
Ti ringrazio per questa tua risposta che condivido in pieno e bellissimo il video.
dobbiamo lavorare perchè non ci Siano più in futuro gli ultimi fra gli ultimi.
Un abbraccio forte amico e salutami la tua splendida famiglia.
Non so da che parte cominciare, e non so se questo commento sarà comprensibile: ma ci provo.
Sia Marco che tu avete messo io dito nelle molte piaghe che ci affliggono, ma - entrambi - non avete offerto soluzioni fattibili, se non un "resistere ad oltranza". A che cosa?
Parlo solo del "debito": per le famiglie la fetta più consistente è imputabile alla voce "casa". Che può essere sia "mutuo" che "affitto". Sembra che in Italia i nuclei proprietari di casa siano quasi l'80%. Perché? Perché non si trovano più case in affitto a canoni abbordabili. Perché?
Perché nel 1978 è stata introdotta la stramaledetta legge sul c.d. "equo canone" che - basandosi su coefficienti ridicoli (es.: la "vetustà") - ha fatto sì che un appartamento di 100 mq in zona Prati, che è Roma Centro, vicino ai Tribunali (Gap, sai di cosa parlo), in quanto "vetusto" giacché parliamo della Roma umbertina, avesse un affitto di 32.000 lire al mese. E che uno a Cinecittà della stessa metratura (periferia di Roma, casermoni a strafuttenne, ma "nuovi") ne costasse 280.000 (e il SUNIA ci si è arricchito). Cosa hanno fatto i proprietari di casa? Non hanno più affittato.
E quando è intervenuta la legge di riforma, i nuovi affitti sono arrivati alle stelle. Soluzione: comprare casa. A cascata, il contraccolpo sulla "mobilità" lavorativa: chi - avendo casa di proprietà a Roma - è disposto a trasferirsi altrove? Nessuno. Tutti con il posto di lavoro sotto al portone, anche se "altrove" ci sarebbero più possibilità di occupazione. Quello che intendo dire è che i problemi - spesso - vengono da lontano e sono stati fortemente voluti anche dalla vostra parte politica: ma non ho sentito proposte fattive al riguardo.
Da nessuno. Se non resistere, Gap.
Ma solo resistendo - e non facendo - i problemi non si risolvono.
p.s.: te l'ho detto che sarebbe stato un casino...
Bastian: per me la soluzioe sarebbe: rinazionalizzare le banche lasciando naturalmente le perdite a chi ha causato il disastro e fare in modo che nessuno e dico nessuno, debba lavorare una vita per avere ciò che è un diritto fondamentale. Anche le bestie hanno una tana. Garantire in questo modo in base al nucleo familiare almeno la prima casa.Così si risolverebbe anche la logica degli affitti per me sbagliata: non è giusto che chi ha 2 case debba guadagnare su un diritto fondamentale di un altro. Le soluzioni stanno scritte nella nostra Costituzione e in quella carta dei diritti fondamentali dell'uomo che in pochissimi conoscono. Prima viene l'essere umano e poi gli interessi e i capitali: questa è la soluzione.
S.O.L.: capisco il tuo punto di vista, ma è strano invocare il "diritto alla casa" (che è sacrosanto) nella forma che tu auspichi, che è invece il "diritto alla proprietà della casa". E mi pare sia altra cosa. Il peccato originario sta, dal mio punto di vista, nella legge bastarda che ho richiamato: prima di quella normativa, appartamenti in affitto li trovavi in tutte le città e per tutte le tasche. E non era un dramma "essere trasferiti": con mio padre militare credo di averne vissuti almeno 6 di traslochi, da città a città. Prova a farlo adesso!
Vi dico il mio punto di vista sugli affitti da inquilina.
Reputo che 700 euro al mese per una casa ubicata fuori Bologna sia decisamente troppo. Visto che nessuno, dall'altra parte, mi da un minimo di diritti sul lavoro: es. uno stipendio decente per vivere e un lavoro duraturo, magari piacevole.
Non si riesce nemmeno ad accendere un mutuo, perché 700 euro potrebbero tranquillamente essere il prezzo di un mutuo...
Non ho la soluzione in tasca per rispondere alla crisi di ideali e combattere queste macchine macina consensi degli odierni partiti, di una cosa sono consapevole, diffondere una certa cultura e attenzione ai veri ideali non può che essere il primo passo verso la consapevolezza e il miglioramento.
gio
Bastian:capisco quello che vuoi dire. però, insisto e scusami se magari ho frainteso. Il diritto alla proprietà della casa, deve essere subordinato al diritto alla casa. Perchè io devo lavorare 20 anni per un mutuo e un altro ( Marcegaglia) visto che abita a 500 metri da me si è comprato il paese. Il diritto deve esseere un diritto non una forma di impiccagione.
L'Italia è il paese delle buone leggi non attuate e non perfezionate, e i motivi sarebbe lungo spiegarli, ma si sintetizzano con una sola parola "interessi".
La cara Bastian cita il mitico equo canone e ne fa la madre di tutte le storture nel campo della locazione. Come al solito, e come lei ben sa, non sono d'accordo.
La legge venne fatta per tutelare le famiglie meno abbienti in un momento di eccessiva crescita degli affitti. Approfittando del blocco dei fitti, i più furbi iniziarono a cercare famiglie che accettassero di pagare sempre somme esorbitanti per affittare una casa. Per esperienza, prima di cvomperare casa, vivevamo in affito anche noi, ti posso dire che con l'equo canone mi sono trovato bene così come si è trovato bene il mio "padrone di casa". Forse perchè era un fascista (di nome e di fatto)onesto e rispettoso del suo inquilino comunista. Se la legge fosse stata perfezionata, come chiesto sia dal Sunia che dall'Unione Piccoli Proprietari Immobiliari (UPPI, non saremmo arrivati mai a questo punto. Cara Quaglia, non ti devo fare la storia dell'edilizia popolare italiana e la storia del mercato immobiliare, la conosci sicuramente, ma trascuri l'aspetto politico-economico che ha fatto si che la legge non fosse mai perfezionata.
E non è vero che non proponiamo soluzioni oltre che resistere. Mi viene da dire che in questo momento già il solo resistere è una proposta. Ma andiamo avanti. Proporre di investire nelle energie rinnovabili non solo è un guadagno sulla bolletta energetica, sulla situazione ambientale ma è anche un investimento economico. Non lo dico io per puro ideale, in Francia hanno creato 500.000 posti di lavoro con l'economia ambientale, ciò che si accinge a fare Obama. Noi invece continuiamo a regalare soldi alla Francia importando tecnologie nucleari costose, lontane nel tempo e altamente inquinanti. Saprai benissimo che in Italia ancora non sono stati smaltiti i rifiuti della centrale di Caorso. Figuriamoci quando, dove e come smaltiremmo i rifiuti delle nuove centrali. Non mi dilungo oltre, tanto puoi trovare ciò che ti ho detto, spiegato meglio e in maniera più ampia su quasi tutti i giornali.
Leggo solo oggi la replica, Gap. Gli esempi che ti ho citati, non li ho inventati. Chi pagava 32.000 lire al mese in via della Giuliana era un avvocato. Esisteva una norma, nella stramaledetta legge, che non consentiva il "cambio di destinazione" (ad esempio, da abitazione a studio professionale) per i primi 4 anni della locazione. Detto fatto: ha preso in affitto l'appartamento (al canone che voleva il locatore, mi pare 1 milione al mese), ci ha messo su lo studio e per 4 anni ha pagato 32.000 lire lo mese. La stronza che a Cinecittà pagava 280 mila lire, ero io, in case dell'INA. Condominio e riscaldamento esclusi.
Sul resto non mi sono pronunciata, comunque...
Ciao Gap, ti ho linkato anch'io.
Mi auguro solo che si approdi a qualcosa e non resti una discussione dotta fra persone politicamente preparate (non io), ma che arrivi alla grande platea nazionale dei blogger.
Me lo sono augurato ma esprimo il mio profondo scetticismo.
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