
La mia storia può sembrare quella di un qualsiasi lavoratore che in periodo di crisi perde il proprio posto di lavoro, perché l’azienda per cui lavora non ha più gli introiti degli anni passati.
Beh qual’ è la novità? Penserà qualcuno.
D’altronde in questi anni con gli scandali finanziari di Cirio e Parmalat, la crisi della Fiat che ancora oggi mentre investe negli Usa, minaccia di chiudere gli stabilimenti italiani, di storie analoghe alla mia ne ha viste tante, fin troppe. Storie di rabbia e rassegnazione, dove alla fine a pagare sono sempre i lavoratori, i soggetti più deboli, che una volta licenziati vengono accompagnati come tanti migranti in cerca di diritti, sul volo di ritorno per essere condannati alla precarietà permanente.
In questo autunno era bello sentire nelle mobilitazioni gli slogan “La Vostra crisi non la paghiamo”. E’ sembrato come se ci fosse una voglia di rivalsa verso quel mondo fatto di banchieri, imprenditori e dirigenti vari che ogni volta arrivati al capolinea della loro attività hanno avuto laute liquidazioni invece che il benservito. Già, quello spetta sempre ai più deboli, d’altronde se l’azienda ha fallito è sempre per colpa dei lavoratori sfaccendati, Brunetta docet! Invece i vari dirigenti con i loro sperperi e gli investimenti sbagliati, loro no, loro sono sempre i buoni, l’anima sana del paese. Ah se fossimo in Francia …. ogni tanto sospiro!!!
Però la mia storia è un po’ diversa dalle altre, ha una sua anomalia, perché il mio datore di lavoro si chiama Partito della Rifondazione Comunista. Sì esatto avete capito bene. Il Prc, quello di Ferrero, quello che alle ultime elezioni europee insieme al Pdci di Diliberto ha fondato la lista antiliberista con lo slogan su cui campeggiava la faccia di Ingrao “Se sei di sinistra dillo forte”.
Bé oggi, ancora più di ieri, lo voglio dire sono comunista e di sinistra e per questo mi rammarico perché dopo anni di militanza e sacrifici vedo sotto i miei occhi il fallimento di un progetto, quello della rifondazione comunista. Un fallimento annunciato per qualcuno, ultima speranza per arginare quel forte vento di destra che soffia nel paese, per altri. Per questo qualcuno mi darà dell’illuso perché mi sarei aspettato, convinto da sempre che il lavoro di funzionario non sarebbe durato tutta la vita, ben altro trattamento alla fine del rapporto di lavoro. Avrei pensato che il lavoro in nero, quella piaga che avvilisce buona parte del mondo del lavoro, soprattutto del lavoro migrante, non si sarebbe mai insediato nel Prc.
Purtroppo nei fatti sono stato smentito. Mi sarei aspettato che nonostante non ci fossero gli ammortizzatori sociali per i lavoratori come noi, ovvero lavoratori di un associazione di tendenza, avrebbe provveduto lo stesso partito coerentemente con le dichiarazioni fatte quotidianamente, in particolare nell’ultima campagna elettorale: “Garantiamo a tutti gli ammortizzatori sociali”, tuonava l'ex ministro del welfare.
Invece niente di tutto questo, anzi dalle frasi di Ferrero e co. ormai si evince come alcuni meccanismi criticati a suo tempo nella crisi Alitalia, nella vertenza dei precari Atesia etc. oggi vengano assunti per legittimare una taglio di oltre il 50% dei posti di lavoro. “Siete gente che non lavora”, “Abbiamo finito i soldi”, “Al massimo vi possiamo dare un incentivo di 7000 euro…bla…bla”. A quel punto ho pensato ma allora i disastri del governo Prodi, dell’ignobile esperienza della Sinistra Arcobaleno nonché dell’ultima lista antiliberista, allora siamo noi la colpa di tutto.
Invece i dirigenti, gli stessi che hanno portato la sinistra a scomparire in questo paese, loro in discussione non ci si mettono? Anche loro sono come i manager dell’Alitalia, prendi il bottino e scappa? A noi apparato tecnico era demandato solo un compito operativo: circolari, aggiornamento siti, volantini, manifesti, preparazioni assemblee e manifestazioni. Ma la linea politica e la gestione delle risorse, le composizioni delle liste, la corsa a fare il deputato, il ministro o il sottosegretario chi l’ha fatta invece? Sempre gli stessi, gli stessi che dicono di voler far rinascere la sinistra in questo paese (vedi l'appello per la federazione della sinistra lanciata da Salvi-Diliberto-Ferrero), gli stessi che oggi mi offrono una buonuscita che non corrisponde neanche alla disoccupazione ordinaria di otto mesi (infatti in base alla mia busta paga con la disoccupazione ordinaria andrei a prendere poco più di ottomila euro! Sic!).
Non posso che augurare un in bocca al lupo a tutti noi, soprattutto a chi ci crede ancora alla prospettiva di una sinistra alternativa!
Beh qual’ è la novità? Penserà qualcuno.
D’altronde in questi anni con gli scandali finanziari di Cirio e Parmalat, la crisi della Fiat che ancora oggi mentre investe negli Usa, minaccia di chiudere gli stabilimenti italiani, di storie analoghe alla mia ne ha viste tante, fin troppe. Storie di rabbia e rassegnazione, dove alla fine a pagare sono sempre i lavoratori, i soggetti più deboli, che una volta licenziati vengono accompagnati come tanti migranti in cerca di diritti, sul volo di ritorno per essere condannati alla precarietà permanente.
In questo autunno era bello sentire nelle mobilitazioni gli slogan “La Vostra crisi non la paghiamo”. E’ sembrato come se ci fosse una voglia di rivalsa verso quel mondo fatto di banchieri, imprenditori e dirigenti vari che ogni volta arrivati al capolinea della loro attività hanno avuto laute liquidazioni invece che il benservito. Già, quello spetta sempre ai più deboli, d’altronde se l’azienda ha fallito è sempre per colpa dei lavoratori sfaccendati, Brunetta docet! Invece i vari dirigenti con i loro sperperi e gli investimenti sbagliati, loro no, loro sono sempre i buoni, l’anima sana del paese. Ah se fossimo in Francia …. ogni tanto sospiro!!!
Però la mia storia è un po’ diversa dalle altre, ha una sua anomalia, perché il mio datore di lavoro si chiama Partito della Rifondazione Comunista. Sì esatto avete capito bene. Il Prc, quello di Ferrero, quello che alle ultime elezioni europee insieme al Pdci di Diliberto ha fondato la lista antiliberista con lo slogan su cui campeggiava la faccia di Ingrao “Se sei di sinistra dillo forte”.
Bé oggi, ancora più di ieri, lo voglio dire sono comunista e di sinistra e per questo mi rammarico perché dopo anni di militanza e sacrifici vedo sotto i miei occhi il fallimento di un progetto, quello della rifondazione comunista. Un fallimento annunciato per qualcuno, ultima speranza per arginare quel forte vento di destra che soffia nel paese, per altri. Per questo qualcuno mi darà dell’illuso perché mi sarei aspettato, convinto da sempre che il lavoro di funzionario non sarebbe durato tutta la vita, ben altro trattamento alla fine del rapporto di lavoro. Avrei pensato che il lavoro in nero, quella piaga che avvilisce buona parte del mondo del lavoro, soprattutto del lavoro migrante, non si sarebbe mai insediato nel Prc.
Purtroppo nei fatti sono stato smentito. Mi sarei aspettato che nonostante non ci fossero gli ammortizzatori sociali per i lavoratori come noi, ovvero lavoratori di un associazione di tendenza, avrebbe provveduto lo stesso partito coerentemente con le dichiarazioni fatte quotidianamente, in particolare nell’ultima campagna elettorale: “Garantiamo a tutti gli ammortizzatori sociali”, tuonava l'ex ministro del welfare.
Invece niente di tutto questo, anzi dalle frasi di Ferrero e co. ormai si evince come alcuni meccanismi criticati a suo tempo nella crisi Alitalia, nella vertenza dei precari Atesia etc. oggi vengano assunti per legittimare una taglio di oltre il 50% dei posti di lavoro. “Siete gente che non lavora”, “Abbiamo finito i soldi”, “Al massimo vi possiamo dare un incentivo di 7000 euro…bla…bla”. A quel punto ho pensato ma allora i disastri del governo Prodi, dell’ignobile esperienza della Sinistra Arcobaleno nonché dell’ultima lista antiliberista, allora siamo noi la colpa di tutto.
Invece i dirigenti, gli stessi che hanno portato la sinistra a scomparire in questo paese, loro in discussione non ci si mettono? Anche loro sono come i manager dell’Alitalia, prendi il bottino e scappa? A noi apparato tecnico era demandato solo un compito operativo: circolari, aggiornamento siti, volantini, manifesti, preparazioni assemblee e manifestazioni. Ma la linea politica e la gestione delle risorse, le composizioni delle liste, la corsa a fare il deputato, il ministro o il sottosegretario chi l’ha fatta invece? Sempre gli stessi, gli stessi che dicono di voler far rinascere la sinistra in questo paese (vedi l'appello per la federazione della sinistra lanciata da Salvi-Diliberto-Ferrero), gli stessi che oggi mi offrono una buonuscita che non corrisponde neanche alla disoccupazione ordinaria di otto mesi (infatti in base alla mia busta paga con la disoccupazione ordinaria andrei a prendere poco più di ottomila euro! Sic!).
Non posso che augurare un in bocca al lupo a tutti noi, soprattutto a chi ci crede ancora alla prospettiva di una sinistra alternativa!








